maggio 06, 2018

PROGETTO ME.MA. B.O.N.F.A.N.T.I.: un coro di voci per raccontarci le prime due edizioni!

DAL 27 FEBBRAIO AL 3 MARZO 2018:
EMBRIELISSA
                                                 


Finalmente la prima sperimentazione del M.E.M.A. B.O.N.F.A.N.T.I. (Progetto che tenta di mettere insieme il Metastorico Esistenziale, Mostrandosi Apertamente, in una Betlemme Ontologica, per delle Nozze Fraterne, insieme ad o diventando noi stessi Accompagnatori, per creare un Nido Teofondo e Inedito) ha avuto luogo a Bergamo, a cavallo tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo.       
                                       
I partecipanti a questa prima sperimentazione sono stati: Marcello, Giorgia N., Simona D., Daniela B. ed io. Un gruppo principalmente al femminile, con tre enzimi appena usciti dalla finestra di Babich, che hanno subito messo le cose in chiaro, dimostrando di avere un buon maschile al servizio del femminile: l’embrione sarei stata io (sottotitolo di questa edizione appunto, Embrielissa, embrione Melissa). 
                                                    

Mi hanno sorpreso molto con questa proposta, ma ero felice che fossero loro a farmi da utero per 5 giorni, con gli alti e i bassi fisiologici, ma anche facendomi assaporare la loro crescita. Le voglio ringraziare profondamente, perché ho percepito quanto vogliano bene alla mia vita e quanto si siano dedicate alla dinamica con me in tutti i codici. Credo di essere stata molto fortunata. Inoltre, è stata una grande occasione anche per Marcello che, sentendo dinamiche di vita e circolinfatiche, ha partecipato a modo suo, senza chiudersi nel suo mondo di fantasia, ma ascoltandoci, accogliendo con il corpo chi riteneva più opportuno e donandoci energia. 
                                                      

Ho percepito quella settimana come una primizia in moltissimi sensi: prima sperimentazione del MeMa, prima sperimentazione in casa mia, prima invasione del mio territorio con finalità progettuale, prima concretizzazione di questo progetto a partire da me, nonché prima convivenza che mi vede come embrione in modo ufficiale.
La dinamica tra fratelli per me è sempre stata una tematica molto delicata e, da un certo punto di vista, anche “ossessiva”, un po’ per la mia storia con Marcello, ma anche e soprattutto per il fatto che ritengo molto stimolante e, difficile allo stesso tempo, una relazione alla pari per crescere insieme con dinamiche di vita ordinaria e metastorica. 
La nascita del MeMa non è stata delle più serene, riconosco che ho dovuto fare uno spin anche doloroso, però era quello che serviva alla mia crescita e ringrazio Mariano per le sue spinte amorevoli; si dice che chi “mal” comincia è a metà dell’opera e, dati i risultati di questi primi giorni di sperimentazione, non posso che essere d’accordo. 
                                                     

Le ragazze sono arrivate a Bergamo il 26 febbraio sera ed era evidente che non stessimo bene, nessuno di noi: la sera prima era appena avvenuta una dinamica forte con Marcello ed entrambi avevamo accusato un po’ il colpo, loro avevano affrontato un lungo viaggio difficoltoso con neve e diverse resistenze come febbre e stanchezza post convivenza intensiva al femminile.
                                                  

La mia città, come spesso capita, non ha fatto una bella prima impressione, era particolarmente inospitale in quei giorni: faceva freddo, le strade bagnate e in parte innevate erano poco invitanti. 
                                                   
   
Data la mia difficoltà a far entrare qualcuno tra le mie 4 pareti e il contesto territoriale, il progetto si è svolto principalmente in casa per scardinare le mie chiusure e favorire le dinamiche uterine; i primi due giorni sono stati un’immersione quasi continua, incentrati su alcuni miei meccanismi da “Animale Ammaestrato” e da “Kamikaze” che hanno poi smosso a loro volta sia Giorgia che Simona, portandoci nei primi giorni a viverci la dinamica tra sorelle che si fanno da specchio in modo quasi totalitario. 
                                                     
   
Ma non c’è stato solo albero della vita in questa piccola e dedicata sperimentazione, praticamente ogni giorno non sono mai mancati i momenti di teoria: ci svegliavamo leggendo le pillole o ascoltando quelle sonore, ci siamo dedicati alla lettura di una delle favole del libro “Fiabe di ogni continente per una regione da fiaba”, proprio in quei giorni c’è stata anche la grande primizia di un’altra importante sperimentazione, con grandi spunti teorici de “I film itineranti di Giorgia”  con il film “Ed ora parliamo di Kevin” aperto all’associazione Lombardia.
                                                   

Come in ogni conv.inte., anche in questa sperimentazione ci siamo ritrovati ad attraversare del negativo, però, grazie ad un bilancio provvidenziale di Rachele, che si è proposta per farci fare il punto della situazione a fine settimana, abbiamo colto alcuni elementi che sono venuti a mancare, come la nota della festa a cui personalmente sento di non essere mai stata particolarmente legata o educata a sfruttarla al momento giusto. Le prospettive personali non sono mancate come non è venuto a mancare neanche il livello di continuità: l’ultimo giorno lo abbiamo trascorso in un viaggio da Bergamo a Pescara tra canti, canzoni e ulteriori scambi. 
Ci siamo separati nel momento di partenza per il Rainbow di Marcello accompagnato da Simona fino al Villaggio. Percepire la chiusura e la separazione di un utero tanto devoto è stato strano, ma, come in tutte le gravidanze, ad un certo punto il bambino si separa dalla dinamica che lo ha nutrito e così è stato anche per tutti noi.  
                                                      

Per fare una considerazioni più globale, il MeMa Bonfanti è stata un’esperienza tanto arricchente e alla pari, che ho tuttora la percezione chiara di un nuovo pezzettino  ricongiunto a una parte di me tanto piccola e bucata, la dinamica tra fratelli, che adesso grazie a questa esperienza si è rimessa a palpitare vita, desiderosa di continuare a crescere e sperimentare; questo è quello che vorrei far nascere in tutti coloro che avranno il desiderio e piacere di condividere e arricchire con la propria specificità questa esperienza.  

DAL 16 AL 29 APRILE 2018: 
SECONDA SPERIMENTAZIONE RACCONTATA 
A PIU' VOCI

Prima settimana

Melissa:
Questa seconda sperimentazione del MeMa è stata segnata dall’intervento imprevedibile dell’In.Di.Co. Gli enzimi che avrebbero dovuto partecipare hanno avuto altra priorità e, per le due settimane previste (dal 16 al 29 aprile), mi sarei dedicata in solitaria con Marcello alla “scoperta contaminazione” del territorio.
Ma tutto ha avuto un altro sviluppo dopo il bilancio del Transumas: il 15 aprile Angela T. (Transuwoman uscente) si è unita ai naviganti del MeMa Bonfanti, con mio grande piacere.
                                                 
   
Dai diari di Angela:
Partiti direttamente dalla Romagna e arrivati a Bergamo, Melissa mi ha fatto conoscere casa sua e mi ha messo a mio agio. Sono stata subito colpita dalle bellissime colline circostanti.
                                                    

La sera, spinta da un film a tema rapporto fraterno che ha smosso il mio bio-organico, mi sono lasciata andare, anche favorita dall’esterno, ovvero la presenza di Melissa, la quale mi ha amorevolmente accolto. Sicuramente la precedente settimana del Transumas mi aveva bombardata, anche in positivo, per cui ero satura di vissuto ancora non elaborato.


Il martedì è stato all’insegna della scoperta di Bergamo alta. Nel pomeriggio, volendo mettere insieme l’ordinario col metastorico, siamo andati tutti all’appuntamento settimanale di Melissa con la zia e il cugino, dandomi modo di conoscere anche una parte della sua famiglia.
                                                    



Melissa:
Arriviamo così a mercoledì; la giornata comincia con una visita dal parrucchiere per Marcello (dinamica portata sempre avanti con i miei genitori) insieme ad Angela, mentre io mi dirigevo a fare una delle cose che più odio: confrontarmi con la burocrazia di Bergamo per il rinnovo della carta d’identità.



Dopodiché, ci siamo riuniti per una bella passeggiata per i parchi Marenzi e Suardi di Bergamo. Dopo una sosta a casa, siamo partiti alla volta di Cinisello per iniziare a sporcarci con il territorio. Giovanna ci ha accolto amorevolmente e anche se con un po’ di resistenza, Marcello accompagnato da Angela, ha trascorso una serata diversa, mentre io mi occupavo con Giovanna di organizzare il calendario. Rientrato Ruggero, gli facciamo la proposta di passare la notte e il giorno dopo con noi del MeMa. La proposta viene accolta ma…
                                                     


Ruggero:

Bergamo è stata bella come città, ho passeggiato tanto, sono arrivato in centro ma poi tipo ho perso l’orientamento e ho continuato a camminare.

Angela:
La mattina Ruggero ha voluto farsi un giro. Verso le 11:00, vedendo che non tornava, siamo andate a cercarlo. Le ricerche sono andate avanti in maniera continuativa per Bergamo e paesi limitrofi fino alle 17:00, con l’arrivo di Elena e Alessandra. Alle 18:00 Giovanna ci comunica che ha trovato Ruggero nei pressi di Dalmine, a circa 12 km di distanza. Data la giornata molto impegnativa, la sera, invece di fare il GAS, abbiamo preferito concederci una pizza con la maggioranza delle persone presenti sul territorio.
                                                    


Poi, tornati a casa Melissa mi ha proposto di farmi un bagno caldo, con tanto di candeline profumate. Era qualcosa che non facevo da quando ero piccola ed è stata una coccola piacevolissima dopo questa giornata difficile. Sono grata a Melissa per avermi dato la possibilità di farlo.
                                                      

Marcello:
Aghelegheleghelì. Agheleghelì. (dice saltellando con lo sguardo un po’ tra il compiaciuto e l’infastidito per aver passato la giornata dietro a Ruggero, però riuscendo a farsi valere e a prendere i suoi spazi senza litigare con noi)
                                                       

Melissa:
Venerdì invece abbiamo fatto una visita a Battista e Antonella; è stato interessante vedere questa famiglia e Cassano d’Adda. Lo scambio è stato alla pari, pimpante e conviviale. Con Battista e Dotto (il cane) ci siamo goduti il parco e un po’ il paese. Sicuramente è una realtà familiare da conoscere e di cui sporcarci e farsi sporcare, sono felice che il MeMa sia stata l’occasione per iniziare.
                                                  

Dopo siamo andati trovare Elena e con lei siamo andati da Alessandra per goderci una cena leggera (in tutti i sensi). Parlare di arte, delle nostre storie e conoscere un po’ meglio la nostra “forestiera” ha creato un clima di coesione e famiglia. Marcello, forse contagiato da questo, ha di sua spontanea volontà scelto di andare a dormire da Elena, che lo ha accolto volentieri. E’ stato importante perché un altro dei punti, che “speravo” di toccare con il progetto, era quello dei “piccoli” desideri da realizzare e, vedere mio fratello concedersi questo, è stato importante e significativo.

Angela:
Data la stanchezza accumulata nei due giorni precedenti, sabato mattina l’abbiamo presa con molta calma, ci siamo ascoltate, abbiamo fatto un po’ di teoria e abbiamo iniziato a strutturare il progetto MeMa Bonfanti. Dopo aver recuperato Marcello e aver fatto un’altra sosta a casa, siamo andati a cena da Carla e Renato, il quale si è trasferito da poco da Torino.
A cena, Melissa si immerge, con l’aiuto mio e di Carla, riguardo il rapporto col maschile. E’ un argomento parecchio sollecitato in questo periodo. Carla la spinge ad attraversare quello che lei non vuole attraversare.
                                                   

La domenica ci prepariamo con calma a passare tre giorni in Cascina Alma Mater, a Monleale. Nelle prime ore del pomeriggio, arriviamo a destinazione e ci piace il clima sia primaverile sia tra le persone perché la famiglia Amadori-Bulgarelli ci accoglie piacevolmente. La prospettiva è di rimanere qui fino a mercoledì mattina.
                                                      

Per la prossima settimana, arrivederci a un altro post! 
Melissa, Angela, Marcello e Ruggero

Seconda settimana


Sia lunedì che martedì, Melissa, Angela, Marcello e Ruggero, siamo tutti andati al mare di Arenzano, in Liguria, distante un’oretta da Monleale. Lì abbiamo goduto del sole e del mare, cercato di intrecciare con Ruggero e fatto un po’ di vuoto. Entrambi i giorni siamo tornati in Cascina e ci siamo goduti il clima familiare con Giovanna e Tonino che rientravano dal lavoro ogni sera. E’ stato bello scambiare con loro sia in profondità che in leggerezza.
È stato difficile intrecciare con Ruggero, perché ci ha richiamato diverse parti in cui ci siamo sentiti rifiutati, la sua modalità è quella di allontanarsi spesso in solitaria, ma il bello c’è anche stato: negli ascolti e nel fatto che ha collaborato nel realizzare i post anche in modo leggero. È stato chiaro che il livello della teoria lo affascina molto, diversamente da Marcello che invece preferisce l’albero della vita, ancora.
                                                   
                                                      

Mercoledì siamo tornati a Bergamo, Marcello ha voluto andare a farsi un giro in moto con Diego e ha salutato Maria Gabriella; quel giorno erano venuti a far loro visita i Cadorin e hanno passeggiato tutti a Bergamo alta; per Marcello vedere Giuseppe è stato importante perché hanno scambiato molto durante il Transumas. Non si è ossessionato con i genitori mentre era lì con loro, ma anzi ha scambiato un po’ con tutti, dimostrando di essere cresciuto.
La sera siamo andati a cena dalla famiglia Mauri, i quali sono stati accoglienti, pronti a raccontarci della loro esperienza di vita e a farci mangiare allegramente una buona cena; per Marcello le emozioni passate con i suoi genitori non hanno avuto paragone con la serata, e ha preferito passare la maggioranza del tempo sul balcone da solo. 
                                                    

Giovedì è stata la giornata delle 2 D. Mentre Marcello era andato a fare una passeggiata con Maria Gabriella, Melissa e Angela si vivevano una Delusione nel rapporto con i gruppi e così le due si sono concesse di realizzare un piccolo Desiderio per cercare di risollevarsi da questa dinamica e transitare. 
Nel rientrare a casa, il Desiderio di Marcello di stare ancora a contatto con sua madre, l’ha portato in uno dei suoi vortici per cui si è reso necessario contenerlo. Come dinamica, nessuno ne è uscito né sconfitto né vincitore, sicuramente Delusi, ma ha dato la possibilità a Marcello di riconoscere che questo tipo di modalità non sono buone: dopo aver chiesto scusa, alla domanda “chi è stato stronzo?” lui si è battuto il petto e ha detto “io”. 
                                                  

Alla sera, Marcello e Angela sono andati nel gruppo, dove è stata ripresa la dinamica e Angela ha potuto esprimere il suo negativo nei confronti di Marcello. Melissa invece festeggiava il compleanno di suo cugino diciassettenne, cogliendo anche l’occasione di scambiare in modo un pochino più profondo con questo componente della sua famiglia.
La giornata di venerdì è stata dedicata a elaborazioni, scritti e teorie su quanto avvenuto in questo progetto (con non poca difficoltà). Angela e Melissa hanno delle resistenze nel fare albero della conoscenza in modo aperto, mostrare quelle che sono le esperienze e elaborazioni di quanto vissuto porta spesso a vivere un confronto differenza, non tra di noi, ma finiamo con lo sminuire in generale quello che tocchiamo teoricamente; darci valore su questo livello è ancora un po’ difficile.
Sabato è stato un altro giorno importante: Melissa ha trascorso tutta la giornata a lavorare, cercando ancora una volta di unire il Metastorico e l’Esistenziale, d’altro canto, Angela e Marcello sono stati da soli dalla mattina fino alla sera. Marcello stranamente non ha mai mangiato, i due hanno fatto un paio di passeggiate ma tutto ciò è stato vissuto con ansia da parte di Angela, la quale intuiva che c’era un problema ma non sapeva come risolverlo. Inoltre, ha dovuto rendersi autosufficiente in attività ordinarie che non le capita spesso di fare, vivendosi anche una forte svalutazione. Però è anche vero che viversi questo genere di dinamiche in solitaria, senza aiuti da parte di nessuno, ha aiutato Angela a viversi delle parti che sono anche adulte e riconoscerlo, mentre Marcello ha mostrato una parte che lei non conosceva e dare così un quadro più globale di sé e dare ad Angela una nuova possibilità di sperimentarsi. 

Il rientro di Melissa ha dato modo di far cambiare la dinamica di Delusione vissuta nell’arco della giornata, soddisfacendo due piccoli Desideri: una bella pizza e una partita al nuovo gioco di Angela.
                                                      

Domenica è il fatidico giorno del bilancio finale al quale hanno partecipato Alessandra, Elena, Giovanna (via Skype), insieme ai conduttori Amerigo e Graziana.
Dopo un rapido giro di pensieri e comunicazioni anche importanti che hanno permesso a tutti di immergersi un po’ di più nel momento che si stava affrontando, siamo passati a descrivere il progetto MeMa Bonfanti, utilizzando il Pira-Graal. Partendo dal rapporto con se stessi e quindi con il codice Ontologico, toccando tutti i livelli e codici, siamo giunti alle prospettive stimolanti per il progetto e per le nostre vite.
                                                    

Sicuramente un livello importante da strutturare è rendere questi bilanci un evento per il territorio, darsi così un’ulteriore possibilità di scambio, crescita e valore per quello che è stato fatto in queste due settimane di progetto; la prossima volta lo si organizzerà con anticipo per darci modo anche di festeggiare al meglio tutti i piccoli traguardi che si sono toccati.
                                                      



Il bilancio si è concluso con l’aggiunta sul Muro-Albero di Melissa di una nuova scritta per questa seconda edizione e con il cambio del nome sul citofono. Con i conduttori ci siamo concessi un bel momento di condivisione con una pizza scherzando tra pari, un bel modo per chiudere un progetto alla pari.

Melissa e Angela

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