gennaio 12, 2018

"Sono felice quando genero cose nuove"

Come rendere felice il 2018? Non si tratta di una domanda retorica o che resterà senza risposta, ma di un interrogativo cui ognuno dei partecipanti alla giornata del 7 gennaio ha provato a dare la propria risposta aiutato dalla teoria e dalla supervisione di Mariamo.                                                   
Battesimo di Cristo
Piero della Francesca
Come spesso succede, Mariamo dà valore all’epistemologia religiosa e ci fa notare che in questa prima domenica dell’anno la Chiesa ricorda il Battesimo di Gesù, prima festività dopo l’Epifania. Battesimo, dal greco “baptizo” significa “immergersi dentro l’acqua”, un segno di ritorno all’utero, come se, prima di entrare nell’arena esistenziale, bisogna ricordare di essere stati nell’utero. Questa premessa è stata importante per comprendere che oggi è il giorno del Battesimo di ognuno di noi, in cui stare con tutti i codici.
                                           
Re Mida trasforma la figlia in oro -
Walter Crane (1845–1915), Biblioteca del Congresso (Washington DC , USA) 

Mariamo, servendosi sempre della etimologia dei termini, ci spiega perché, nella mail di invito a partecipare alla giornata, non ha scritto “buon 2018”. Buono, infatti, viene generalmente visto in opposizione a “cattivo” ma “bonus”, dal sanscrito “dvonus”, significa “rendere felici” e felicità, a sua volta, contiene la radice sanscrita “fe” che vuol dire “generare”: sono quindi felice quando genero cose che tornano alla mia Vita, anche accogliendo il negativo. Non possiamo perciò vivere come il Re Mida che aveva il potere di trasformare in oro tutto ciò che toccava fino al paradosso di non poter più mangiare, oggi è proprio quanto sta accadendo all’economia finanziaria. Poiché la vera felicità è generare, Mariamo ci aiuta allora dandoci uno schema in cui ognuno potrà scegliere l’impegno per generare dal letame un fiore, ci presenta così il “QuadriGiano”, il Quadrangolare che si ispira a Giano, una delle poche divinità romane che ha dato il nome anche al primo mese del calendario romano, gennaio, e che dà l’idea del movimento tra qualcosa che si è chiuso e qualcosa che si apre. Una delle rappresentazioni di Giano è il TriGiano dell’Aula Gotica che ci dà il senso di come passare dal vecchio al nuovo: le prospettive, infatti, presuppongono partire senza dimenticare il passato, ma elaborandolo
                                                  

Nel QuadriGiano proposto da Mariamo l’angolo alfa è rappresentato dall’anno concluso, è l’identità di partenza con molte parti cammello, è il Giano che guarda indietro, non lo dobbiamo dimenticare, ma è caratterizzato da automatismi, principalmente da “io devo”, non si può vivere però solo di obblighi – doveri.  È per questo che Mariamo ci spinge a definire il nostro angolo beta per il 2018, ad ascoltare le cose che non sono andate bene ma anche i nostri desideri per far nascere una prospettiva, è l’angolo dell’ascolto, della riflessione, della rielaborazione, è il leone che dice “mo’ basta!”. Il rischio di questo angolo è la precipitosità, voler fare subito il percorso beta – gamma ed allora Mariamo ci ricorda la saggezza latina “festìna lente”, “vado piano perché ho fretta”. Ognuno dovrà quindi condividere l’angolo beta che vuole realizzare ma aggiungendo il percorso beta – gamma, che non è una linea retta, ognuno potrà creare il percorso dandosi almeno un anno per generare ed allora sì che sarà un buon 2018. Se tutto questo processo arriva a gamma, infatti, potrà trasformarlo in pi greco e vivere la bellezza del Fanciullo.
                                                    

                   



                                                      
 

Ognuno, quindi, per poter realizzare il proprio QuadriGiano, deve individuare il piano della Piramide su cui impegnarsi a lavorare ed il codice del Graal che vuole far crescere scegliendo anche gli accompagnatori che amorevolmente seguiranno il percorso del proprio accompagnato. E, parafrasando una nota canzone dell’antenato Lucio Dalla, ognuno viene incoraggiato da tutto il gruppo guidato dal grande maestro Mario Ciarmoli a cantare “L’anno che è arrivato, tra un anno passerà, … si sta preparando a viverlo in felicità!  
                                                 

E' tarda sera, Mariamo ci ha ascoltato tutti, senza risparmiarsi, ci ha spinto ed incoraggiato, con i suoi intrecci ha rafforzato la rrrete cui tutti oggi sentiamo un po’ di più di appartenere e, a fine serata, siamo tutti un po’ più felici.
                                              
                                                     

Grazie Mariamo e Felice 2018 a tutti!

Gabriella N.

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