maggio 07, 2017

Cascina Boscone, Monleale (AL), venerdì 5 e sabato 6 maggio 2017. X Edizione del Progetto "La Finestra di Babich": accoglienza e primo giorno.



Le conduttrici ci danno il benvenuto man mano che arriviamo da diverse parti dell’Italia: Puglia, Marche, Lombardia, Sicilia, Sardegna e Toscana.


Innanzitutto, Giovanna, la padrona di casa, ci presenta Cascina Boscone: la casa è immersa nella campagna, ci fa vedere ciò che sta coltivando e i tanti tipi di erbe, ci fa salire sulla collinetta adiacente e così ammiriamo il paesaggio circostante. Dopodiché, ci adagiamo nel giardino a gustarci il sole primaverile e la bevanda al sambuco preparata dalla stessa Giovanna. 

Entriamo in casa e le conduttrici ci introducono alla decima edizione del Progetto "La Finestra di Babich", ci comunicano l’angolo Alfa di questa convivenza e procediamo ad ascoltare lo Stato Quiete di ognuna di noi e le motivazioni per cui siamo qui. Mila consegna a ciascuna un’agenda per scrivere le cose che più ci colpiscono. Abbiamo anche il quaderno ufficiale delle caxxate che sicuramente si diranno, così che rimangano negli annali. 


Finiamo la giornata con un po' di musica.

La prima giornata del progetto inizia con Rosalba, Mattia e Alessandra che cantano "Bocca di rosa" di De Andrè. 


Accogliamo poi Simona, arrivata stamattina.

Si passa ai pensieri "ossessivi": Rosanna legge la pillola del giorno sul Pillolendario. Si parla di separazione e anche alla difficoltà che ognuno di noi ha di separarsi, soprattutto dai rapporti forti. 

Poi, Stefania legge il suo ricanto al negativo. 


Ascoltiamo la canzone “Io e mio padre”, che emoziona Tiziana, la quale ci parla della perdita di suo padre a cui era molto legata, e della difficile relazione con suo fratello e sua madre.

Assistiamo poi alla proiezione del video di una parte di storia del Progetto "La Finestra di Babich".

Accogliamo Giovanna e Pina, che ci raccontano la storia di questo Progetto fin dalla sua prima edizione. 
Per fare ciò, Giovanna legge una parte de "La Mela Gimagiona". Questa favola, scritta da lei, è un po’ la storia della sua vita. 
Infatti, all’apparenza a Giovanna non mancava niente, aveva un marito importante, tre figlie e un buon lavoro, caratteristiche per cui essere invidiata. Ma, nonostante tutto, aveva una grande rabbia e un malessere interiore che esplodeva per un nonnulla, perciò Mariano le propose di dedicarsi a un suo progetto, e da qui l’idea di un progetto tutto al femminile, anche per via della sua storia famigliare, in cui ha ricevuto un trattamento discriminante rispetto a suo fratello, a cui erano concesse cose che a lei erano vietate. 


La prima edizione, su suggerimento di Mariano, si svolse a Ca’ Marco, nelle Marche, e parteciparono dieci donne, con embrione Giovanna. 
Il titolo "La Finestra di Babich" ha la sua origine nella figura di Graziella Babich, una donna di grande valore, vittima di una famiglia e di un sistema cieco che non vedevano la suo grande sofferenza, e che per questo decise di togliersi la vita buttandosi da una finestra della struttura psichiatrica in cui viveva.

Giovanna e Pina procedono a ripercorrere tutta la storia delle edizioni precedenti, non solo con cenni storici, ma anche raccontando cosa si sono vissute emotivamente, i passaggi realizzati e le difficoltà incontrate, in particolare nella prima edizione, dove le partecipanti erano concentrate sul risolvere tutti i nodi di Giovanna, con il risultato di ottenere il suo allontanamento.


Dopo pranzo, Mila e Stefania ci dilettano con un’interpretazione in cui la prima fa il coccodrillo e la seconda il topolino.


Dopodiché, Marinella ci racconta del suo disagio a stare con le donne perché non si fidava di loro, ma riconosce l’importanza di condividere in un gruppo, che cresce se fa conoscenza. 
Vengono proiettati i tre quadri di Michela Garbati, a cui Marinella dà la sua interpretazione, facendo teoria: il "Ritratto interiore di Giovanna", "La Finestra di Babich" e "La Gravidanza metastorica". 


Poi ci spiega il Graal P.U.T.


Barbara ci illustra i due Pira-Graal: Pira-Graal maschile e femminile.


Il Pira-Graal maschile socio-culturale. La cultura da cui proveniamo è tutta al maschile, dove le donne erano destinate ad alcuni compiti, mentre gli uomini dominavano il mondo del lavoro e potevano ricoprire ruoli importanti. Nella Piramide, gli uomini prevalgono nei rapporti con i gruppi e nei rapporti col Globale Massimo – Codice Analogico e Codice Simbolico. 

Il Pira-Graal femminile domestico-trasmissivo. Le donne erano le custodi del focolare domestico, dovevano badare alla casa, alla famiglia e all’educazione dei figli. A loro era preclusa qualsiasi opportunità lavorativa e sociale. Nella Piramide, le donne prevalgono nel rapporto con se stesse e nei rapporti forti – Codice Ontologico e Codice Bio-organico.

Entrambi i Pira-Graal, insomma, sono parziali ed è necessario che sia uomini che donne si riprendano le parti mancanti per formare l’insieme maschile-femminile.

Alessandra e Angela

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