ottobre 22, 2016

"L'arcobaleno del venti ottobre a Troia": editoriale del Dr. Mariano Loiacono.

Il venti ottobre 2016 ho vissuto come segno un evento che ha sorpreso tutti i troiani che alle sette e mezza di mattina hanno guardato il cielo. A quell’ora era visibile in cielo un arcobaleno a 180 gradi dai colori vividi e quasi vicino ai tetti delle case. E’ la prima volta che ho visto una cosa del genere e, come son solito, ho attribuito a questo evento un significato che sancisse un mio passaggio in questa transizione alla Fetogenesi.


Un primo significato che ho attribuito è che, mentre il diluvio del “disagio diffuso” sta continuando sempre più e sta ricoprendo anche le più alte cime del mondo embriogenetico - retto dalla globalizzazione finanziaria e digitale ormai al semaforo rosso - il Progetto Nuova Specie mi sembra abbia completato la sua embriogenesi e sia pronto per esprimere il proprio potenziale fetogenetico nel travagliato mondo di questo terzo millennio

L’arcobaleno di ieri, secondo me, sancisce questo passaggio per il Progetto Nuova Specie che, da cinquant’anni, sta lavorando per costruire un’arca nel diluvio del “disagio diffuso e per far emergere nuove terre e nuovi cieli. Ciò potrebbe anche significare che riusciremo ad avere le risorse necessarie per solidificare ed espandere il Progetto stesso nelle sue diverse espressioni. Io ci credo e attendo fiducioso il vento favorevole.

Un secondo significato che ho attribuito è che da qualche giorno avevo cominciato a sentirmi non più solo. Razionalmente l’ho sempre saputo ma interiormente mi sentivo solo, in compagnia di persone che periodicamente facevano difficoltà e che necessitavano dell’intervento di chi, come me, era più convinto e sperimentato. 
Il venti ottobre per la prima volta mi sono sentito alleggerito e gioiosamente consapevole che ormai mi sento in compagnia di molte persone di tutti i colori dell’arcobaleno, “uguali nella diversità”, che sento convinte del Progetto Nuova Specie. Dopo cinquant’anni di brutto anatroccolo e di ricerca pressoché solitaria, mi sono sentito approdato in un lago di cigni che possono librarsi come stormo in volo e dirigersi verso terre e cieli fetogenetici.


Un terzo significato che ho attribuito è che mi sento approdato sufficientemente al mio codice ontologico, lì dove è possibile contattare il proprio disco placentare e sentirsi più in sintonia continuativa con l’In.Di.Co. (Infinito, Dinamico Complesso). L’arcobaleno ha sancito ufficialmente questo patto tra me e l’In.Di.Co. (Infinito, Dinamico Complesso) che ho costruito, goccia dopo goccia, in questi ultimi cinquant’anni. Ancora di più sarà questo il mio albero maestro a cui intendo strettamente legarmi per completare gli anni che mi restano di “vitonauta in mission nell’esistenza”. 


Che cosa intendo proporre dopo questo evento-segno su cui ho teorizzato con questi tre significati?

Mi piacerebbe che il venti ottobre di ogni anno si festeggiasse LA FESTA DELLO STORMO, cioè la festa di tutti coloro che da brutti anatroccoli hanno lavorato per diventare cigni e sono desiderosi, insieme come stormo, di migrare verso la Fetogenesi che è da costruire ed abitare. Ognuno ha il suo colore che è necessario per formare un arcobaleno di 180 gradi. Ogni vitonauta può sentirsi co-creatore insieme all’In.Di.Co e far procedere la gravidanza in cui siamo inclusi, in compagnia dell’intero universo.

Approfitto di questa mia comunicazione per ricordare che proseguono i lavori per la Foresteria e che mi piacerebbe terminare almeno un piano e inaugurare una parte del Villaggio Quadrimensionale prima che, come già nuovamente paventato, ci vengano tolti i locali dati in comodato presso l’ospedale D’Avanzo. Qualcuno ha già risposto positivamente all’iniziativa dei “prestiti infruttiferi” ma ancora non si completa l’arcobaleno di risorse che necessita per raggiungere l’obiettivo minimo prefissato. Si tratta solo di prestare i soldi e di mettere da parte un salvadanaio che alla scadenza verrà riconsegnato integralmente, senza interessi. 

Una seconda iniziativa, propostaci da Paola Pari, può essere quella di anticipare una somma (almeno di mille euro) di cui la persona usufruirà in occasione di settimane intensive, corsi, ecc. In pratica, in occasione di uno di questi eventi, metà del contributo viene scalato dalla somma anticipata e metà viene versato dall'interessato all'inizio dello svolgimento dell'evento.
Mi aspetto che siate generosi e che crediate che è preferibile concretizzare un sogno, che torna ad ognuno di noi, piuttosto che far giacere i soldi presso istituti di credito che quasi sempre non danno interessi o li danno molto bassi a fronte di grossi rischi di perdere parte della somma investita. 

Attendo tanti sognatori concreti, ognuno con le proprie possibilità e generosità.

Qui vivra verra, dicono i francesi. 

Mariano Loiacono

1 commenti:

Angelo ha detto...

L'arcobaleno sceglie Troia in autunno come fosse una 'primavera' ed anche a me arriva forte il segnale che non è casuale. Troia sta diventando - giorno dopo giorno - più che una speranza per depsichiatrizzare la psichiatria e decroniocizzare la cosiddetta 'psicosi'... in questa prospettiva i tanti colori dell'arcobaleno come uno stormo grandioso di volatili ci porterà a dare speranza ai disperati e a rendere vivo ciò che si dà per morto. Sono persuaso che un nuovo salto precipiziale ci spingerà verso una specie di uomini e donne attaccati alla vita e non prigionieri delle industrie farmaceutiche, delle CTA e dei tanti che rassegnati si affidano alle 'camice chimiche' per non vedere che una nuova specie è possibile.
La proposta di Mariano, pertanto, la sento bene-detta e mi farebbe piacere che ognuno di noi la facesse propria... io e la mia famiglia un altro sforzo, più avanti, lo faremo sicuramente... convinti che lo facciamo prima x noi e poi x i tanti come noi.