maggio 09, 2016

Aula didattica globale "Gianna Stellabotte" (FG), mercoledì 30 marzo 2016. Prima tappa del S.I.R.U.S.: Mariano incontra le associazioni foggiane.


 

ORA CHE È TEMPO DI BILANCI 
E IL S.I.R.U.S. SI E' CONCLUSO… 
VI RACCONTO COME È COMINCIATO…



Le referenti delle associazioni del sud Francesca e Marina introducono le motivazioni dell’incontro, che è un tentativo di illuminare la stradi di integrazione tra le tre associazioni foggiane: Koilos, Alsa Foggia e Associazione Nuova Specie.
 
Mariano ha accettato, pur dovendosi preparare all’imminente viaggio verso il nord che comincerà l’indomani, di fare da lanterniere lì dove ancora non si riesce a dipanare le ombre e le confusioni.
Il viaggio comincia da qui, dalla terra foggiana dove tutto è nato, e in questa occasione Mariano ci comunica la scelta del suo nome P.U.M. che sarà…“BINARIO GLOBALE”… espressione che rimarca il suo desiderio forte di essere e viversi come “vita e conoscenza” insieme.
 

Il binario dà proprio l’idea di una strada duratura (ferrata), che poi permette il transito a tanti viaggi di altri, ha necessità di avere entrambe le linee in parallelo, appunto “vita” e “conoscenza”, per poter permettere gli scambi.
 
In questa realtà in cui sono nate tante cose buone, che si sono poi diffuse in altre parti d’Italia e all’estero, quali sono oggi i miglioramenti da apportare per continuare a crescere?
Mariano introduce che la vita è come un albero - come è ben rappresentato nel GRAAL - cresce dalle radici, ma se ci sono blocchi nella circolazione della linfa, la pianta può seccarsi e non è una garanzia il fatto che sia stata una buona pianta per tanti anni: bisogna, in una prospettiva di crescita, vedere quali sono i passaggi che mancano e le cose che possono servire.
È tempo di spingersi, dopo aver vissuto tutta la fase entusiasmante dell’embriogenesi, come rete foggiana, a digerire la “zona pellucida” che essendo trasparente, possiamo individuare solo quando si sporca: questo sporcare lo possiamo interpretare come i vari conflitti, competizioni che si sono creati, o più in generale nelle vite di ognuno con lo star male.
È una fase delicata in cui si può rimanere ingabbiati nell’appesantimento della “zona pellucida” oppure prendere atto del suo spessore e cominciare a digerirla per continuare il viaggio.

Intrecciando teoria, elementi dell’incontro rispetto alla rete foggiana, preziose riflessioni sull’economia globale e le migrazioni Mariano, partendo dal nome del dio ebraico El Rachamim lancia lo slogan che accompagnerà la fitta serie di incontri, supervisioni, intrecci con i territori ecc. che a partire da questo pomeriggio comporranno il mosaico del S.I.R.U.S.: 

“FROM TOMB TO WOMB”
El Rachamim è, come ho accennato, il nome del dio ebraico e vuol dire “grembo, ventre” che può essere sia “TOMBA” che “UTERO”.
 
È un nome significativo perché è uno dei pochi appellativi al femminile che ci sono di dio; è una bella rappresentazione di Dio, perché ci dice che ognuno di noi può esserne espressione nel passaggio dalla “tomba” all’ “utero”. 
 
Lo slogan tradotto in inglese è un bel gioco di parole che mi ha colpito parecchio perché nella sua semplicità arriva forte e chiaro:
“FROM TOMB TO WOMB”

 
Dal disagio… e la tomba rappresenta il massimo del disagio-allontanamento…  all’ utero, che è lo spettacolo nuovo, il senso della vita.
 
Per le persone della rete del sud è un momento importante, in cui le parti che sono “TOMB” con i conflitti, i sottogruppi e le incomprensioni, ora deve necessariamente accettare di attraversare il tunnel della frantumazione-morte, fidandosi (fides) che si può arrivare ad un nuovo “WOMB” spettacolo più adatto e vicino alla vita.
 
Ed è così che a cominciare dai limiti emersi nella recente storia di Marilisa, una alla volta Mariano incide i punti P.U.S. che nel tempo si sono evidenziati permettendone il drenaggio. 


Dopo aver consegnato all’Associazione Nuova Specie le successive fasi di accoglienza di Marilisa, si affronta la situazione sospesa di “Casa Madre”.
L’esperienza dell’accoglienza (etimo: raccogliere qualcosa insieme) è nata a Troia con la Domus abitata e gestita per primo da Padre Eliseo, che ha poi avuto altri luoghi e forme.
 
Casa Madre è stata molto importante per le persone che hanno transitato a Foggia ed è stata l’ultimo luogo, in ordine temporale, che ha consentito l’accoglienza delle persone che usufruiscono delle attività del Progetto Nuova Specie.
A questo punto, a proposito di accoglienza, un altro regalo.
 
Mariano ci dona un aforisma da lui creato fresco fresco:
 
“CHI ACCOGLIE RACCOGLIE, 
CHI ESCLUDE SI RECLUDE”
 
È importante accogliere perché altrimenti rimaniamo reclusi, ingabbiati nella nostra stessa prigione: più non accogliamo, soprattutto il negativo, più ci recludiamo, chiudiamo. A volte già stiamo chiusi e ci recludiamo ancora di più.
È tempo di tagliare l’albero vecchio che non dà più buoni frutti, e richiede cure dispendiose a chi se ne occupa, affidandosi con serenità al fatto che dopo il taglio possono rinascere polloni nuovi, nuove possibilità, una nuova realtà più cresciuta.
 
Nel tempo che rimane prima che la nostra “Masseria” sia completata è buono prepararsi a creare nuove strutture interiori, migliorare le modalità di stare insieme, ricostruire le relazioni in profondità perché non ci possono essere realtà che accolgono se non si parte dall’accogliersi e far transitare verso il nuovo quello che c’è e si è impantanato. 
 

Non bisogna spaventarsi di perdere, perché quando c’è una crisi non si può salvare tutto, anche cose che ci sembrano importanti, per cui non bisogna spaventarsi di chiudere Casa Madre avendo “fides” che dopo possono nascere nuove possibilità, se ci prepariamo.
 
È il momento di non guardare la “tomba” in cui si è, ma l’“utero” che stiamo costruendo. 
In alternativa, l’accoglienza durante le attività a Foggia per il futuro prossimo verrà fatta in altre modalità, più adatte a questo tempo transitorio.
 
L’Associazione Koilos, fin quando non ci sarà la Foresteria a Troia, è buono che faccia un tempo di maggese, in cui i soci storici possono sperimentarsi in altre cose e prepararsi in prospettiva per la nuova struttura, che proprio in questo periodo sta prendendo forma.
 
Un altro punto da affrontare è stato quello dell’intreccio tra le associazioni foggiane, che deve partire dalle persone e dalle relazioni tra di loro. 
Il globale massimo deve essere quello di approdare pronti e cresciuti alla “Masseria” ed è per questo che Mariano individua in Giovanni D’Errico la persona più adatta ad accompagnare questa fase come referente.
Stiamo costruendo le mura, e Giovanni più di tutti si sta impegnando in questo, seguendo con amore i lavori, ma bisogna lavorare affinché ci sia un’anima (fetogenetica) che possa abitarle.
 

Il pomeriggio si è concluso, ma non la festa per la partenza del viaggio (S.I.R.U.S.) verso il nord. Mancano poche ore e ad accompagnare Mariano ci saranno Serena, Adriana e Gianmatteo: i tre giovani hanno sperimentato il limite della mancanza di un padre, e da oggi provano a fare, attraverso Mariano e questo viaggio, una esperienza in positivo con un adulto devoto alla loro crescita. 
Questa devozione, con generosità, viene estesa anche a Lucia, che non può partire con loro, ma con lo spirito viaggerà attraverso di loro.
 
A me sembrano proprio una bella squadra e mi piace pensarli insieme come un trenino che fa le varie stazioni, che incontra luoghi e persone, che disfa e rifà i bagagli, arricchendoli ogni volta di parti nuove… CIUF CIUUUUFF!!!!

Giuseppina



1 commenti:

Gabriella Napolitano ha detto...

Ti ho letta tutta d'un fiato, cara Adriana, immaginando luoghi e persone che hai descritto, persino la Toyota diventata utero accogliente! Mi hai commossa molto nel ricordare la tua relazione e nel parlare del dolce ma fermo accompagnamento ricevuto da Isaia ... mi sono resa conto che avrei potuto evitare errori se, nel vivere le mie relazioni amorose alla tua età, anch'io avessi avuto un padre da sentirmi accanto e di cui fidarmi, non un padre con cui andare in contrapposizione e quindi grazie! Penso che il suggerimento di Mariano per il tuo futuro sia davvero azzeccato perchè scrivi proprio bene e quindi ... Buona crescita fidandoti ancora di chi riesce a vedere oltre!!!