aprile 20, 2016

Pedaso (FM), 10 aprile 2016. VII^ EDIZIONE DEL PROGETTO "LA FINESTRA DI BABICH". Decima e ultima giornata.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS   
Registro Persone giuridiche n. 429
 Prefettura di Foggia





 ... Si concede di essere ciò che è...


Arrivando a villa "Tondini" a Pedaso, si ha la sensazione di entrare in un altro mondo, dal giardino si ha la visione di un panorama che potrebbe essere di un'isola tropicale.

Pini secolari che lasciano intravedere un mare bellissimo che in questa giornata, dopo le piogge dei giorni scorsi, ha mostrato tutte le sfumature del blu, del verde e dell'azzurro, che ci riconcilia con i nostri antenati naturali.


Dopo i primi saluti tra chi c'è e chi arriva, le conduttrici della giornata - Giuseppina M. e Daniela M. - parlano dei progetti di convivenza intensiva (Conv.inte.), che sono una parte importante del Progetto Nuova Specie.
 
Danno poi valore a Giovanna Velluto che è l'antenata del progetto "La finestra di Babich" e che lo ha fatto crescere, mettendosi in gioco in prima persona, fino a farlo diventare "internazionale" visto che a questa edizione hanno partecipato anche due donne di nazionalità spagnola, aiutate dall'interprete Angela.


A questo punto le "finestrine" - così si sono ribattezzate - fanno omaggio a Giovanna e alle altre coordinatrici Pina, Marinella, Mila e Patrizia di un loro "pensiero", realizzato da alcune partecipanti anche usando qualche "sotterfugio" con l'esterno per avere un appoggio tecnico.


La giovanissima Swami ha raccolto, con alcune sue creazioni, una bella sommetta da devolvere alla Fondazione.
 
Finalmente si fa festa alle protagoniste di questo progetto che hanno fatto un percorso difficile e a volte anche doloroso, che entrano nella stanza con una musica di sottofondo:  
Gabriella, Bea, Ria, Angela, Giada, Maria, Adriana, Francesca, Suami, Rosanna, Rosalba, Melania, Assunta, Ida, Giuseppina, Cristina, Giulia.

  
Il titolo di questa edizione è stato "Dietro ogni grande donna c'è sempre la sua bambina interiore" e allora si fa entrare Arianna che, dall'alto dei suoi 10 mesi, è stata il simbolo  del progetto in quanto, come sottolinea Giuseppina, lei E' la bambina, che si concede di "essere" e basta, con i suoi bisogni primari, i suoi sorrisi, i suoi pianti, che si concede anche di "rompere un pò le scatole" senza sentirsi in colpa, ma facendo sentire che lei c'è.

Arianna entra accompagnata dal padre, perchè le bambine, che siano reali o interiori, hanno bisogno oltre che della mamma, anche di un padre che le accolga e le curi, e Giovanni parla della sua esperienza di padre rispetto alle sue tre figlie, di come il suo essere padre è cresciuto parallelamente al percorso fatto.
 
Qui si apre una parentesi rispetto al lavoro importante che Giovanni sta facendo per la costruzione della Masseria e della nascente Foresteria che dovrà accogliere le persone che arriverranno a Troia, sede della Fondazione Nuova Specie, e di come tutti, destinando semplicemente  il nostro 5 x mille alla Fondazione potremmo già dare un grosso aiuto e soprattutto a costo zero.
Tutti i presenti sono stati invitati a fare questo e a sensibilizzare anche altre persone che altrimenti non lo destinerebbero a nessuno.
 

Si procede quindi a dare delle prospettive alle varie "finestrine" per poter continuare il percorso di crescita: ognuna racconta un po' ai presenti le cose che si è vissuta, dichiarando anche gli intenti per il prosieguo del suo percorso.
Ad ognuna viene regalato un quaderno-ricordo di questa esperienza ed una penna molto spiritosa con Minnie con cui scrivere ricordi e impressioni, per fare teoria di questa esperienza.

Tutte si presentano a ritirare questo dono con una piccola bambola a tracolla, simbolo della loro bambina interiore di cui ognuna di noi non si dovrebbe  mai dimenticare, perchè rappresenta la parte più vera di noi e più vicina al nostro P.U.F., "quello che solo noi siamo".
 

Si fa pausa con uno squisito pranzo a buffet peparato da Mila: anche il corpo vuole la sua parte, non solo lo spirito!!!
 
Nel pomeriggio ci si saluta per tornare all'ordinario: per tutti c'è un po' di tristezza nel lasciare questo posto, che ci dà un po' la senzazione di essere in vacanza ai Caraibi....                                                                                                          Mirella

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