marzo 01, 2016

Quanti di noi si sentono soddisfatti nelle proprie parti desiderose?

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
  Registro Persone giuridiche n. 429 
 Prefettura di Foggia




"Pensiero marziano"






Da una parte il dovere, dall’altra il piacere... 
E stavolta scelgo il piacere, il piacere di usare questo strumento prezioso, che è il blog, partendo da ciò che sento.

Viviamo a contatto con un esterno che lascia pochissimo spazio ai desideri, a quelli profondi intendo, per amore di un simbolico virtuale che ci illude di avere a disposizione tutto ciò che ci serve… 


Ma quanti di noi si sentono in realtà soddisfatti nelle proprie parti desiderose?  
E quante volte effettivamente riusciamo a selezionare quelli che sono i nostri bisogni veri, profondi, che partono da noi?
 

Ecco il motivo per cui scrivo stamattina, perché il mio desiderio è di condividere con ognuno di voi “lettori” queste mie riflessioni, che possono essere anche le vostre, e che magari possono spingere ad iniziare a mettere al primo posto i propri bisogni e desideri.
 
Che bella parola desiderio“De” “sidus”, “mancanza di stelle”… 


Se ci pensate, è proprio dall’avvertire che qualcosa manca che parte il nostro viaggio, perché se avessimo già tutto, non sentiremmo il bisogno di metterci alla ricerca
 
E questo sento che è il senso del “fare vuoto”: il vuoto, che a volte tanto evitiamo, ci consente di sentire cosa manca, di stare vicini a quella parte bambina che chiede di essere vista, ascoltata, coccolata, tenuta tra le braccia, accolta anche nelle sue fragilità


Oggi inizia un nuovo mese
È il terzo mese dell’anno.
 
Mi viene in mente che, nella gravidanza, il terzo mese segna l’ultima tappa della fase embriogenetica, per preparare il feto ad una nuova fase più complessa ma anche più affascinante, che è quella della fetogenesi

 
Allora voglio augurare ad ognuno di noi di avvicinarci alla nostra parte bambina, di sentire cosa le manca e cosa desidera, per prepararci ad una nuova fase in cui sentirci parte di qualcosa di più grande, in cui sentire che siamo tutti figli delle stelle.
 

Mi piacerebbe invitare ognuno di voi a ritagliarsi un momento per fare vuoto, ricontattando la propria parte bambina e dedicandole un pensiero, che sarebbe bello condividere qui sul blog, come tante gocce che riempiono un oceano.
 

Inizio col mio. 
 
                                “Mi fido di te e ti voglio bene”.
 
Vi abbraccio tutti, e vi prometto che da domani torno al dovere! Altri post attendono di essere pubblicati! ;-)

                                        Franceschina 

3 commenti:

Chicca Fanesi ha detto...

Lacrime di stelle perdute scendono dagli occhi.Il contatto è avvenuto. La solitudine e il vuoto si cercano per consolare un'anima imprigionata in un corpo dedito al fare quotidiano. Si tratta di sopravvivenza, non di vita. Ti leggo nel silenzio mattutino di questa domenica delle palme e sei per me ulivo benedetto.
Letizia in viaggio verso Maria

Chicca Fanesi ha detto...

Lacrime di stelle perdute scendono dagli occhi.Il contatto è avvenuto. La solitudine e il vuoto si cercano per consolare un'anima imprigionata in un corpo dedito al fare quotidiano. Si tratta di sopravvivenza, non di vita. Ti leggo nel silenzio mattutino di questa domenica delle palme e sei per me ulivo benedetto.
Letizia in viaggio verso Maria

Francesca Interno ha detto...

Buon viaggio a noi <3