febbraio 07, 2016

Sasso di Castalda (PZ), mercoledì 27 gennaio 2016.VIII^ EDIZIONE DEL "PROGETTO RAINBOW".




https://1.bp.blogspot.com/-gJgUVgjaaFA/Vq9lY5b8nGI/AAAAAAAAAJI/qi9HeeuLweI/s1600/logo%2Bmetodo.jpgFONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
  
Registro Persone giuridiche n. 429 
 
Prefettura di Foggia

 





QUARTO GIORNO.


La mattinata inizia festeggiando la prima notte di sonno profondo e naturale di Rosi, avvenuto  dopo una serata di balli e dinamiche in cui il corpo-codice analogico è stato riattivato, soprattutto da specchi riconoscenti femminili. 


Poi si continuano i commenti alla canzone simbolo di questa ottava edizione del Progetto Rainbow.
Favola, di Eros Ramazzotti, con la sua melodia poco orecchiabile, con un testo fra il romantico e lo spirituale… 


 

 

ci fa discutere e ci stimola a proporre nuove modalità nel processo che serve per arrivare a una canzone: e come ha detto Tobi, ci chiediamo se la canzone deve essere didascalica a una dinamica-gruppo, o deve essere auspicio per un  gruppo… o i due processi devono intrecciarsi in un crossingover dinamico…!?! 

 
E allora nel prossimo Progetto Rainbow la canzone verrà creata mano a mano, in un puzzle cre-attivo/atto-magico dai partecipanti?!?  Sarà la canzone stessa un albero che, come succede in questa canzone, incrocerà lo sguardo metastorico delle nostre teorie-prassi e si innamorerà di noi come le nostre storie incarnate si innamoreranno di uno spirito nuovo per un innesto "verso una nuova specie" di vita ?!? 
Staremo a vedere.



Riflettendo su un nuovo senso della vita in questa fase di mutamento antropologico, su cui ognuno di noi sta lavorando, Raffaele introduce l’unità didattica di oggi con un bastone rotto e riparato (bastone prezioso, uno dei due lasciati dal Dr Baughman, neurologo americano che ha scambiato vita e conoscenza al Centro di medicina sociale). 

Due bussole, quella di terra e quella più sofisticata, la bussola di mare che aiuta ad orientarsi anche tenendo conto dei venti-kairos della vita.



E infine con il racconto della sua fiaba personale, che scopriamo essere la storia di ciascuno di noi: da mendicante di cuori  di un bimbo nato nel freddo reale ed emotivo di "lupi affamati", bimbo che passa la vita con soluzioni virtuali e svendendo amore senza darsi valore, anestetizzandosi fino a negare il diritto di desiderare, in una vita di relazioni buone ma molto parziali… fino a poter dar voce al bambino che grida:
 “Il Re è nudo"! 
"Ha freddo, ha bisogno di calore umano, di gioia, di festa…!
Fino a rompere il meccanismo del vittimismo che è una "droga-soluzione" per rimanere nello stesso circolo vizioso di soluzioni che affamano e affreddano… 

Il mendicante di cuori - Michela Garbati

Fino a dire e a  “mi riprendo il mio cuore”, e attraverso un doloroso processo di ricerca di se stesso, finalmente diventare un lupo adulto che sa perdonare e aiutare gli altri lupacchiotti in questo bosco-vita; lupo adulto che perdonando il padre gli dedica questa giornata di teoria-prassi dopo 
 “…Aver pianto la sua essenza-assenza…ora non piange, ma gli parla ancora!”. 

La sua introduzione è così intensa e profonda che in tanti si riconoscono negli stessi meccanismi e dolori e, nella fiducia di uscirne vincitori,  danno voce alla sfumatura individuale di questi infiniti colori di un arcobaleno universale di cui siamo parte.




Si riprende nel pomeriggio festeggiando il compleanno di Lucia ( con abbracci e doni…  come La farfalla disegnata da Luigi, il libro “Il mistero di Maripura”, favola di una bimba che con il suo amore scioglie le pietre-dolori che ci hanno induriti… ma anche accogliendo la difficoltà di Francis, nel sostituire farmaci con relazioni umane...

Quindi la sorpresa di una lettura drammatizzata, utilizzando le bellissime ed espressive maschere create da Giosaf e company, di  Le tre metamorfosi di Nietzsche. E quindi il commento di questa opera che a scuola, i nostri amati professori, ci hanno letto con leggerezza letteraria molto filosofica…senza aiutarci a sentirne la portata per la nostra vita.





Infatti è una metafora che parla della nostra essenza che, proveniente da un mondo dello spirito poco frequentato dalla nostra progredita società, si incarna nella vita   assumendo tre forme nelle quali è sano saper stare.

La prima Forma  è il Cammello che è in noi, che si carica di pesi di ogni genere, che va fiero di essere riconosciuto per i fardelli propri e altrui che si porta sulle spalle, orgoglioso di umiliarsi, di frenarsi, di asservire paziente progetti altrui, di accettare cibi che non nutrono la sua anima e al contrario, rifiutare ciò che la nutrirebbe…

Forma Cammello che spesso diventa la forma prevalente, addirittura unica,  in quanto comoda alla famiglia, alla scuola, alla chiesa… alla società e sulla quale veniamo “formattati” con più o meno violenza/amorevolezza. 

Una forma limitata, in cui lo Spirito sta stretto e si sente a disagio se non sa abitare la forma del Leone che dice Io Voglio, e non più Io Devo


La metamorfosi avviene dopo  aver attraversato il proprio deserto interiore in cui si combatte contro il grande drago: lo spirito nella forma Leone combatte il re di tutti i valori, il drago  in cui abita il Tu devi, drago che segna il limite in cui stare, dove qualunque scelta fai…è un tu devi (morale, economico, politico, consumista, libertario).


Combattere il regno del dovere per creare lo spazio della libertà in cui la terza forma può abitare: la forma Fanciullo, quella parte nostra che sente, riconosce e accetta ciò che prova, ciò di cui ha bisogno e senza farsi frenare da morali bigotte e di comodo per il sistema al potere, in un gioco che si rinnova ogni giorno, ogni istante…sa innocentemente creare un mondo nuovo, dove nulla è dato per scontato. 




In questo viaggio inedito che è la vita, dove anche questo progetto Rainbow è inedito, e non è scontato che diventeremo un utero devoto. Ascoltiamo due musiche con due testi eccezionali per  contattare il nostro Leone e il nostro Bambino interiore e per ruggire i nostri Io voglio affinchè il branco di lupi-leoni ci aiuti a giocare questo gioco della vita. 





Dopo cena si chiude con torte squisite e pensieri per la compleannata che in questo modo ha fuso  il suo festeggiarci con il nostro festeggiarla.


 

Erminia e Mila

0 commenti: