dicembre 18, 2015

Masseria "Stalla del Pronus" Troia (FG), domenica 15 novembre 2015.FESTA DELLE OLIVE IN MASSERIA.


FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429 
Prefettura di Foggia

LA RACCOLTA DELLE OLIVE 
NEI TERRENI DELLA
MASSERIA DEL PRONUS.


Domenica mattina c’era ad attenderci gatto Miu, il primo abitante della Masseria, che ci è venuto incontro festoso. Si preannunciava una bella giornata perché il sole faceva sentire il suo calore autunnale già dalle otto di mattina.  


La festa sarebbe iniziata presto perché sapevamo che il lavoro da fare sarebbe stato duro per noi: raccogliere le olive sui nostri 25 alberi sparsi qua e là. Poco dopo è arrivato il Presidente della Fondazione con le sue donne. Lentamente sono giunti anche gli altri che hanno colorato di movimento e di voci il cortile antistante la costruzione. 


Una domenica per festeggiare, per produrre, per ricordare, per stare insieme, lavorando e mangiando pane e pomodoro e caldarroste fumanti. 




I bambini correvano felici di potersi sporcare, rotolare, correre, giocare tra i calcinacci di un sogno che acquista lentamente la sua concretezza. Il lavoro è iniziato con l’arrivo di Filippo carico di “ragane”, cassette, rastrelli, secchi… E tanta buona volontà. Non è mancata la “prima rastrellata” data da Mariano come augurio di una buona raccolta. Una benedizione seguita da un rito di Nuova Specie per ringraziare la metastoria ("meta" = al di là; storia da "id tor" = cioè che è visibile).

Aldilà della storia- di ciò che ci ha donato, tra cui la nostra terra, "la nostra stalla" dove costruire e guardare ad un futuro più ricco di competenze, di una visione globale che libera da tante tribolazioni inutili che appesantiscono la vita. Le letture tratte dalla Bibbia, un sapere emotivo che regala saggezza e crescita, ci  hanno condotto verso la profondità accompagnati dalla “umiltà” della terra su cui eravamo seduti. 


Ho dedicato questa giornata a Maddy una trentenne che ha preferito la morte ad una vita superficiale e indecorosa.“Da oggi non ci sei più. Il senso della tua morte mi riporta al dolore di chi non viene ascoltato, desiderato, visto, amato. Mi riporta al mio dolore e al dolore di tanti sommersi da questo “terremoto ontologico”. Poi, inaspettatamente, Mariano ha dedicato a Francesco e a me la giornata cambiando i nostri nomi e battezzandoci con “Poeta contadino” e “Cometa vagante” riconoscendo il nostro desiderio di scommettere, sfidare, rappresentare un Progetto di una portata enorme che ci regala un globale massimo così ricco e prezioso. 


Dopo questo momento, le mie forze hanno ceduto e ho visto raccogliere le olive allungata su una coperta a riflettere orgogliosa di un riconoscimento così grande acquistato con sofferenza e determinazione. Ho visto Barbara continuare il lavoro senza sosta della raccolta delle olive…. Marilisa immersa e felice di dare il suo contributo liberata da un suo dolore, antico come la raccolta delle olive. 

Da piccola vedevo gli uomini del paese dirigersi verso il frantoio “sopa la chiazza” parlando di “quintali” e di “produzione”. Ricordo mio padre, amante della natura, raccogliere le olive instancabilmente. Un tuo alberello, papà, ce l’ho dentro al mio giardino. Potevi regalarmi qualsiasi altra pianta, hai pensato all’olivo perché forse inconsapevolmente avevi “fiutato” che ci sarebbe stata una giornata così importante per noi legata a questo albero. 

Il lavoro ha continuato e i chili di olive aumentavano a vista d’occhio mentre Mila mi parlava di volermi in un progetto di teoria…. 
Io ho bisogno della mia teoria ora, Mila” le dicevo “di quella teoria ancestrale che nasce dalla vita e torna alla vita.” La Cometa ha vagato alla ricerca della verità. Finalmente ha capito che la verità è contenuta nella vita stessa. Si dice sempre questo Mila, lo abbiamo sentito tante volte, ma ora so che il mio vagare era per cercare un angolo di paradiso per comprendere. 

Questo pensavo mentre vedevo gli alberi spogliarsi del proprio frutto da operai volenterosi e inesperti. Tutti accumunati da uno stesso fondo comune: l’ingegnere, la casalinga, la studentessa, la mamma, l’insegnante…. Sorretti dalla musica senza sosta di uno zio Mario che cantava e dava ascolto alle richieste più gettonate. Il pomeriggio inoltrato ha visto l’infaticabile Mariano continuare a raccogliere senza sosta le olive dagli ultimi alberi dietro la Masseria


Il sole ormai stava per tramontare e, in un attimo, la stanchezza si è fatta sentire accompagnata da tante cassette di frutto raccolto, sistemato nelle macchine e portato al frantoio per la “pesa”. 

Mercoledì faremo l’olio, il primo olio prodotto da noi. 

Ringrazio  Mariano che ci ha dedicato una teoria e al suo esserci stato; lAssociazione Nuova Specie che ha dato vita alla giornata di oggi; a mio marito “Poeta contadino” che sta svelando giorno dopo giorno la sua magica specificità;  al  generoso e timido Filippo che ci ha condotto verso conoscenze agronome; a Giovanni che continua a lavorare per noi; a Rosanna presidente dell’Associazione alla Salute  Foggia che, con il suo esserci, mi  fa sperare che si possa realizzare una fetogenesi tra le associazioni di Foggia, del sud.
 

Ringrazio tutti noi che vogliamo osare; a mio fratello e mia cognata che mi stanno regalando una nuova piantina da coltivare e innaffiare come "zia di Nuova Specie".  

Sabrina C.

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