ottobre 10, 2015

Pedaso (FM), giovedì 1° ottobre 2015. VI° PROGETTO "LA FINESTRA DI BABICH". Settimo giorno.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429
Prefettura di Foggia



VI° PROGETTO
"LA FINESTRA DI BABICH.
 DALLA MISERIA ALLA GRANDEZZA: 
LA TENEREZZA DELLE TENEBRE".

  Settimo giorno.
 
 
Tutto procede... Siamo accompagnate, come sempre, dal grigio del cielo e del mare che si confondono e "ci confondono". Ci accompagnano anche il freddo, il caminetto acceso, l’umidità e le ossa che scricchiolano. Anche  il mio oroscopo dice che devo scrivere; devo farlo, divertendomi. Ci provo, allora, con parole mie; provo a trasmettervi quello che c'è stata il quinto giorno del VI° progetto "La Finestra di Babich".


Oggi, anziché iniziare alle 9:30, iniziamo alle 10:30... ma non è un problema! Iniziamo con la lentezza e il rispetto di noi stesse che accompagna ogni nostro risveglio e dove ogni cosa è importante, persino come mandi giù il caffè…
 
Giovanna ci introduce al programma del giorno: oggi leggeremo quello che abbiamo scritto... Pazienza! Se non abbiamo scritto, possiamo anche raccontare!
 
Prima però bisogna ascoltare quello che Mariella e Silvia hanno da dirci sulla loro prova di coraggio.


Quando emergono dei vissuti forti bisogna partire da questi… Bisogna che si abbiano occhi per vedere ed orecchie per ascoltare... e questo ci fa scivolare lentamente ma inesorabilmente verso il tema (alquanto scottante per noi) del saper sentire e fare emergere chiaramente i propri bisogni, sollevando al tempo stesso chi ci circonda dall’ambivalenza e dal dovere interpretare...

Noi donne, madri e figlie,  abituate a "fare per gli altri", non sappiamo chiedere, dimenticando che questo "sano maschile" è alla base del sentirci esistere ed "occupare uno spazio"... ma quanta storia e quanta cultura ci hanno impedito di sentirci un valore?
 
E’ così che ci siamo raccontate: madri, che nel momento stesso in cui accoglievano in grembo il proprio neonato, hanno messo da parte se stesse, riversandovi la responsabilità del loro ruolo e della loro stessa vita, e figlie che hanno sentito di aver messo da parte in quel preciso istante ciò che più invece avrebbe dovuto contare: l’ossigeno, l’acqua e la terra per sé, ossia la vita, per  far crescere e poter gridare l’"io esisto" di  quel seme che doveva germogliare...

Abbiamo pianto tanto… ancora ed ancora…
 
Il pomeriggio ci ha regalato la visione di un film: "Maleficient", una fiaba con magiche fate alate, umani cattivi che le rubano, sul vero amore ed il paradiso perduto...


Siamo rimaste con le teste incollate allo schermo, curiose di sapere come sarebbe finito e come sarebbe stato il principe azzurro... E così abbiamo parlato, riso, fatto teoria in leggerezza fino a sera
 
Paola
 

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