settembre 14, 2015

Martinsicuro (TE), giovedì 7 maggio 2015. SEMINARIO SUL COSIDDETTO "AUTISMO".. Seconda giornata.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429 
Prefettura di Foggia


SEMINARIO
A MARTINSICURO.

"AUTISMO:
UN APPROCCIO GLOBALE
A PARTIRE DELLA VITA".


 
Sono le 16 passate di giovedì 7 maggio 2015 e attendiamo impazienti i ritardatari per iniziare questa seconda giornata di formazione su "Mutamento antropologico e disagio diffuso". La sala inizia a riempirsi e Martino comincia a raccogliere ciò che è stato detto nella giornata precedente coinvolgendo con entusiasmo il pubblico: la maggior parte delle persone si mostrano interessate e soprattutto emozionate dal suo intervento.

Una volta riempita la sala, Martino presenta un'insegnante della Scuola dell'Infanzia, Maria Grazia, la quale ci racconta la sua pluriennale esperienza con Mattia, bambino considerato “autistico”. Anche Maria Grazia, come Martino, ci dimostra come gli strumenti acquisiti nel suo percorso all'interno del Metodo alla Salute si siano rivelati utili nella relazione con il bambino considerato “problematico”, in questo caso autistico.

Maria Grazia inzia raccontandoci come per lei essere insegnante significhi anche essere una speleologa, cioè una persona alla ricerca della specificità e dei talenti dei bambini: per lei i bambini, come gli adulti, sono tutti uguali nella diversità. In questo caso, a maggior ragione, è importante accettare di essere per loro punti mitotici nel caos della vita.

Maria Grazia ci racconta poi la storia di Mattia, bimbo pretermine e con severe complicazioni alla nascita: Mattia infatti ha la "labiopalatoschisi", un'importante malformazione che rende difficile la respirazione e la nutrizione. Secondo un approccio più globale rispetto alla medicina tradizionale, mi sembra che Mattia fosse già tagliato nei codici più profondi prima della nascita.

Crescendo, viene fatta a Mattia diagnosi di “autismo” e Maria Grazia è la sua insegnante di sostegno. I momenti più critici nella relazione con Mattia si avevano quando per esempio manifestava un desiderio che in quel momento non poteva essere soddisfatto: come reazione Mattia diventava aggressivo e scoppiava in violenti attacchi d'ira verso l'insegnante e i compagni.

Mentre l'approccio delle altre insegnanti era quello di fare di tutto per prevenire questi scoppi, Maria Grazia dava delle regole e allo stesso tempo non silasciava spaventare dall'aggressività di Mattia: al contrario, l'accoglieva. Ben presto si accorse che la relazione migliorava e che pian piano anche i cosiddetti “sintomi autistici” sparivano. Maria Grazia rimarca come fosse stato importante l'aiuto ricevuto dai compagni di classe di Mattia e anche il coinvolgimento della sua famiglia (il marito Dario e il figlio Elia) nel rapporto con la famiglia di Mattia: questo scambio è stato importante in un'ottica di crescita più globale che attingesse anche ad una una rete di persone.

Al termine dell'intervento di Maria Grazia, il nostro conduttore Martino sottolinea come sia importante credere di poter andare al di là del muro che questi ragazzi hanno costruito fra loro e il mondo: laddove il viaggio si è fermato, è possibile ripartire.

A seguire viene presentato il progetto Z. A. L. A. N. D. O. (Zigote Autista Lentamente Autonomo Nel Disagio di Oggi) dedicato a Marcello. Inizia Riccardo presentandosi e coinvolgendo scherzosamente il pubblico: Riccardo ci racconta come questo progetto sia stato svolto in ogni weekend (da venerdì a domenica) nei due mesi precedenti a quella giornata insieme ad Amerigo, a Diego, il padre di Marcello e, ovviamente, a Marcello. Durante questi weekend i ragazzi non sono mai mancati e gli viene fatto un applauso solo per la loro dedizione.

Prima di passare la parola ad Amerigo, Riccardo ribadisce il concetto che per lavorare con i cosiddetti "autistici" è fondamentale credere che quel muro che hanno costruito può essere abbattuto. La parola passa ad Amerigo che brevemente si presenta e ci preannuncia il contenuto del video da lui realizzato, che avremmo visto a breve: è un insieme di fotografie associate a belle musiche che mostrano alcuni momenti trascorsi insieme a Marcello. Le foto mostrano le esperienze che hanno fatto insieme, anche con Diego che è stato molto presente; il coinvolgimento degli associati lombardi e le persone da cui Marcello s'è fatto acompagnare e quella che hanno beneficiato anche del suo accompagnamento: è stato proprio bello.

Dopo questo bello stacco, la parola passa a Diego, il padre di Marcello. Tanta è l'emozione in Diego e Marcello gli corre in aiuto saltando e abbracciandolo.
Diego comincia a presentare la sua famiglia: sua moglie Maria Gabriella, l'altra sua figlia 25enne e Marcello, il vero protagonista della giornata. Diego ci racconta come venga fatta a Marcello diagnosi di autismo in età molto precoce. Diego e Maria Gabriella, mossi dall'amore per il figlio, inziano subito a tentare diverse strade per migliorare le condizioni di Marcello. I percorsi fatti sono innumerevoli: da progetti scolastici (che dal canto loro hanno dato a Marcello un parziale beneficio) a terapie di vario tipo proposte dalla medicina tradizionale e non. La vita di Marcello è fatta così di alti e bassi, ma cambiamenti profondi ancora non si sono verificati. Un po' come tanti di noi, la famiglia di Marcello approda al Metodo alla Salute nel 2013 come ultima spiaggia. Lentamente la famiglia comincia a prendere conscienza di quelle che potrebbero essere le ragioni della chiusura di Marcello e, all'inizio con un po' di riluttanza, poi con maggiore convinzione iniziano un percorso all'interno del Metodo alla Salute: è un percorso che non ha nulla di psichiatrico ma è un percorso in cui ci si mette personalmente in discussione per cambiare aspetti della propria vita e di noi stessi ormai “protesizzati”. Le cose iniziano lentamente a cambiare e Marcello è veramente il sintomo che spinge i genitori al cambiamento. E' come se lui dicesse: i miei genitori e l'esterno per me non ci sono, allora io metto un muro e piuttosto che valicarlo, rimango lì e mi frammento per scambiare con qualcuno, anche se quel qualcuno non è un'altra persona, ma sono io. Marcello rappresenta quindi per la sua famiglia una grande opportunità di crescita che Diego ha colto, aiutato dall'amorevole presenza di Riccardo, Amerigo e da tutti quelli che hanno scambiato e scambiano con lui e Marcello.

Finalmente Diego e la sua famiglia vedono uno spiraglio di autentico cambiamento dopo tanti anni di tentativi falliti e, cosa più importante, è che anche loro iniziano a credere che il cambiamento è possibile. Marcello, durante tutta la presentazione, presta attenzione e alla fine va dal padre e gli fa festa saltando e ridendo con lui. Anche gli altri ragazzi si uniscono a loro e dopo i ringraziamenti arriviamo al termine di questa duegiorni profonda ed emozionante.

Lara

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