luglio 15, 2015

Celle di San Vito (FG), giovedì 9 luglio 2015. VII° PROGETTO "RAINBOW". Undicesimo giorno.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429
Prefettura di Foggia



VII° PROGETTO "RAINBOW". 
UNDICESIMA GIORNATA.
 
 
 
Dopo i soliti baci e abbracci mattutini, Raffaele ci invita a seguire e ballare alcune musiche, tra cui quella di Venditti Dalla pelle al cuore. Siamo invitati a vivere le emozioni dall’esterno alle profondità tramite un’esperienza teatrale ed iniziare così il 12° giorno di questo progetto, che grazie alla presenza di Adriana Velluto, vede la messa in scena ed il coinvolgimento di tutti noi in performance teatrali di "Realtea".
 
Prima di iniziare questa nuova esperienza, diamo spazio all’ascolto dello Stato quiete di alcuni di noi.
 
Il primo è Flavio che condivide la sua confusione ed il suo star male, vivendosi un senso di morte per la paura-terrore di tornare nell’ordinario dove ha difficoltà (come molti di noi) a lasciare quella parte "cammello" che lo contraddistingue. Soprattutto, lontano da questa realtà ”uterina”, ha paura di sentire di nuovo il suo corpo come di cartone, a questo proposito Raffaele lo sprona ad autorizzarsi e  ad esprimere  vivendo i suoi bisogni senza fare il "cammello". Inoltre è stata sottolineata l’ambivalenza di amore-odio in tanti di noi, doniamo con un forte desiderio di ricevere e se ciò non avviene, l’amore si trasforma in odio.
 
Impariamo a rispettarci e soddisfarci prima di dover soddisfare gli altri, solo così potremo realizzare la metamorfosi da "cammello" a "leone"
 
Ciò è possibile se abbiamo vissuto una esperienza di tipo “fusionale”, se abbiamo avuto specchi riconoscenti che ci hanno fatto sentire di esistere ed essere importanti.
 
Per questo motivo, è stato ribadito che, da esperienze di Convivenze Intensive - “Conv.Inte.” - come il Progetto "Rainbow", i progetti "E. V. V. I. V. A." e "La Finestra di Babich" possiamo rivivere e riappropriarci di parti non vissute attraverso esperienze fusionali e specchi riconoscenti.
 
Assunta comunica che con la scialuppa degli adolescenti, ha sbloccato vissuti adolescenziali e si è appropriata di parti che ancora sperimenta; riconosce i suoi bisogni, che la portano a chiedere e prendere senza riuscire a dare. Inoltre ha ringraziato M. Antonietta, Luciano e Alessandro per averle fatto vedere e godere di un quadretto familiare che le è mancato e l’ha guidata facendole anche da specchio riconoscente.
 
Raffaele si è anche soffermato su come introitare ed elaborare dinamiche metastoriche che, una volta rientrati nella realtà storica, non devono illusoriamente continuare per riempire vuoti e diventare causa di incomprensioni nell’ordinario.
 
Lalitya, invitata da Monica, ha comunicato la difficoltà a mollare le sue difese-resistenze fatto di buon senso e misura - ovvero di razionalità -, perché tutto ciò che è eccessivo la disturba. Il suo vissuto post-natale fatto di atroce sofferenza fisica ed emotiva dovuta all’ospedalizzazione e alla mancanza di contatto, l’hanno privata di esperienza fusionale primordiale con la madre e questo l’ha portata a crearsi corazze vivendo il tradimento inconsapevole della madre.
 
Infine Luciano in seguito ad una dinamica con Lucia, ha comunicato il suo disagio, presente da sempre, di essere frainteso nei suoi atteggiamenti relazionali. Ha riferito che questa modalità deriva dalla ambiguità della madre nei suoi confronti.
 
A questo punto Daniela interviene! Presenta Adriana Velluto e la invita a prendere in mano la situazione iniziando il nostro laboratorio teatrale. La ringrazia della sua generosa presenza ed elogia la sua capacità di guidarci, con leggerezza, nella magia del teatro.
 
Raffaele ci invita a toccare la nostra capacità di far festa, partendo da noi stessi,  suonando la nota della festa essendo ognuno protagonista ed attore delle proprie parti bambine. Siamo invitati ad esprimere il nostro P. U. M. (Potenziale Uno trino Metastorico) attraverso il teatro.
 
Adriana ringrazia esaltando il valore di questo progetto ed invitandoci a vivere questa esperienza di laboratorio teatrale con leggerezza e vitalità, perché fare teatro è vita, è stata la sua gioia di vivere fin da bimba. All’età di 6 aa, rimasta orfana di padre, ha vissuto molto nella fantasia, immaginando di essere attrice della sua vita.
 
Iniziamo finalmente gli esercizi di laboratorio teatrale: 
  1. camminata a varie velocità, nello spazio disponibile tenendo, conto della presenza di tutti i partecipanti;
  2. scioglilingua con varie intonazioni;
  3. vocalizzi con respirazione scandendo varie vocali;
  4. attribuzione per ognuno, da ognuno, con spontaneità ed immediatezza di aggettivo qualificativo
 
Infine siamo stati divisi in 4 gruppi ed ognuno con un compito da realizzare.
 
Portare in scena quattro drammatizzazioni diverse.
 
  1. LA NASCITA  (Alberto G., Melania, Flavio, Mila, Alberto Z., Leonardo e Sandra).
  2. L'ADOLESCENZA (Luciano, Rosanna, Giuliana, Francesca, Monica e Assunta). 
  3. IL MATRIMONIO (Francesca, Rossella, Cristian, Daniela e Lalitya).
  4. LA VECCHIAIA E LA MORTE (Michele, Alessandro, M. Antonietta, Giovanni, Titta, Leonardo S., Raffaele e Lucia).
 
Tutti e quattro i gruppi hanno preparato la loro scenetta, dando ad ogni componente un personaggio in modo da essere tutti in scena.
 
Il risultato è stato esilarante e divertente per tutti, sia nella preparazione che nella rappresentazione per gli attori e per gli spettatori.
 
La serata è terminata fra musiche e danze, con alcune di noi a preparare i dolci per il compleanno di Francesca L.
 
Lalitya e Luciano

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