maggio 08, 2015

Aula Didattica Gianna Stellabotte (FG), 21 Marzo 2015.V FESTA NAZIONALE DELL'INSIEME FEMMINILE E MASCHILE.







FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS 
Registro Persone giuridiche n. 429 
Prefettura di Foggia





 GIORNATA DI INCONTRI E CONVEGNI A CURA DELLA FONDAZIONE NUOVA SPECIE.

(Mattina)



Ad aprire la scena è "Miseria": un corpo di donna cinereo, poggiato su sterpaglie, ripiegato su di sé e circondato da rami secchi.

E’ Lei che invita a entrare nel regno della grandezza, un luogo candido, virginale, privo di segni, in cui si elevano la Sposa e lo Sposo, entrambi calzanti l’uno le scarpe dell’altra, segni di un incrocio già all’opera.
Gli autori della scena sono Rita e Franco.
I conduttori dell’evento Cristiano e Giovanna.

Cristiano presenta il tema dell’evento, la Coppia, e annuncia la nascita del Progetto Evviva, la ramificazione maschile del Progetto Nuova Specie ,che si affianca alla Finestra di Babich, la ramificazione femminile.


"Veniamo al mondo come scintille divine."
Con queste parole, Giovanna, apre il suo discorso facendosi accompagnare dall’immagine del Graal P.U.T. (Potenziale UnoTrino).
Alla base del P.U.T. c’è l’infinita distesa dell’ In.Di.Co. (Infinito dinamico complesso), la linfa eterna a cui attinge la nostra scintilla divina, dotandoci di potenze innate che andiamo perdendo man mano che entriamo nella vita umana.



E Giovanna inizia a raccontare la sua sofferenza di bambina illusa e delusa dalle zie, così, solo per scherzo, per ridere di lei.
Quella bambina fa appello alla madre per sanare la sua ferita, ma la madre la riduce a niente.
Quella bambina innocente, aperta e fiduciosa, è violabile!
E’ questo che lei sente profondamente e inizia a chiudersi in se stessa.
Parte così "l’attorcigliamento nella sua vita, il Puk, il punto in cui si è bloccata la sua scintilla divina e passa ad un secondo ricordo.
Ormai è in età scolare e quella bambina un giorno va a scuola senza aver fatto i compiti perché ha festeggiato il proprio onomastico.
La maestra la punisce strofinandole il peperoncino sulle labbra.
Un’umiliazione che la getta nella sofferenza più profonda per la vergogna e la bruciatura.
Ma Giovanna stavolta non chiama la madre a tutelarla; si chiude nel suo dolore a tutela della propria inviolabilità.



In ogni creatura vi è qualcosa di sacro, dice Simone Weil. Dalla prima infanzia sino alla tomba qualcosa in fondo al cuore di ogni essere umano….si aspetta invincibilmente che gli venga fatto del bene e non del male.
L’unica via di salvezza per Giovanna è nascondere quella bambina, rinnegarla, farla scomparire.
E’ quello che le rivela un sogno.



Nel sogno, Giovanna ormai adulta, cammina su una spiaggia portando in braccio una bambina. 
Quando la depone sulla sabbia la vede scomparire sottoterra, risucchiata dalla sabbia.
E’ così che scopre di averla sotterrata e piange per ore un lutto inconsolabile, per la perdita di una figlia da parte di una madre.
E’ con l’accompagnamento di un padre devoto, Mariano, e di una madre devota, Mariagrazia, che Giovanna ritroverà la sua bambina.
A questo ritrovamento deve la sua rinascita come Donna. 
Ora è Vergine e Madre in sé.
Da questa nuova pienezza, Giovanna rilegge la storia cristiana.
E’ la storia di un "Padre" che mette al mondo il suo bambino e di un "Figlio" che risorge per fare del "Padre" un padre devoto, più umano.
Una incarnazione umana della vita divina di cui si fa grembo una Donna, Vergine e Madre.

                
Pina  ricostruisce i passaggi che hanno portato Mariano a concepire la Festa dell’Insieme Femminile e Maschile e Giovanna a concepire un’opera materna, un progetto di rinascita delle donne.
L’idea della Festa viene concepita da Mariano come una nuova tappa dell’Insieme Femminile e Maschile.
Ma come far festa,si dicono alcune donne, se non ci distinguiamo dagli uomini?
Quando Graziella Babich muore gettandosi dalla finestra dell’istituto dove era internata, Mariano e Giovanna sentono, insieme ad altre che è arrivato il momento di rivolgere l’attenzione alla sofferenza delle donne e prende corpo in Giovanna l’idea della Finestra di Babich .

Ma la prima esperienza della Finestra di Babich fallisce. Non è governata da Giovanna né dallo spirito madre delle donne che operano.
Mariano accompagna la gravidanza di quest’opera materna e Giovanna sente a un certo punto che è arrivato il momento di distinguersi e di agire secondo il proprio giudizio.




La sua crescita personale ha radici lontane e prende linfa sia dal Progetto Nuova Specie  che dalla Ricerca delle Donne.
Lei aveva fatto parte del Centro Ricerca e Documentazione Donna di Foggia  negli anni ’80 e aveva aperto una relazione speciale con una donna autorevole del Centro.
Quella donna era rimasta per lei, anche a distanza di anni, il simbolo della madre devota e autorevole e decide a quel punto di rivolgersi a lei per essere accompagnata nell’ultimo passaggio della sua crescita personale, quello che la spinge a divenire anima creatrice di un’Opera Madre.
A sostenerla in questa nuova impresa è Gina, che da sempre rappresenta per Giovanna un riferimento materno, ma che ora, per aver fatto esperienza diretta della fecondità del giudizio materno,  accompagna con convinzione l’impresa di Giovanna.
Giovanna però vuole accanto a sé anche Pina, la compagna di sempre che, come lei, ha fatto esperienza della grandezza femminile negli anni in cui le donne gridavano a gran voce nelle piazze e sui giornali la loro esistenza.
Anche Mariagrazia sente la portata del Progetto di Giovanna e chiede il sostegno di Chiara, figura autorevole di Eleusi (la Comunità di Ricerca che riunisce le donne di Foggia e Pescara), e di Pia, fondatrice del Centro come lei e impegnata da tempo nella pratica della Biodanza.
Sorge così una doppia Trinità femminile, un dispositivo comandato dalla Vita eterna per agire l’Opera Madre.
Come scrive Chiara, l’Opera Materna è un’opera a due. Che si svolge sotto lo sguardo del "terzo occhio", lo Spirito Madre.
La Finestra di Babich gode ora della forza di sei donne, due trinità creatrici competenti in materia di vita di genere femminile, umana e divina.
Bastano tre incontri alle amiche di Babich per progettare la nuova Finestra di Babich a cui accedono donne che hanno già fatto un percorso di crescita alla luce del Metodo alla salute e si sono alleggerite di parte della miseria di cui soffrono per passare all’esperienza della grandezza femminile.



Con Davide entra in scena una diversa potenza.
Una potenza di genere maschile.
Cambia la potenza della voce, il timbro, la fermezza.
Davide si fa accompagnare da immagini per lo più inedite, sue, capaci di fare di un’esperienza di vita una lezione magistrale.
In scena è l’Opera Padre rappresentata sullo schermo da una dovizia di elementi.
Racconta del gruppo che ha partecipato al primo Progetto EVVIVA, che ha permesso ai maschi di incontrarsi per trovare il raccoglimento necessario a conoscersi e distinguersi.
Un gruppo eterogeneo per età, di giovani e adulti, che vede in Mariano lo spirito guida.
In tanti vengono chiamati a raccontare questa nuova esperienza e si parlano con  gratitudine e bellezza.
Sono tanti, “giovani e forti”, 27 uomini al seguito di un padre devoto che sanno farsi da padre e da figlio l’uno per l’altro, a dispetto di ogni età.

                
Ora il Progetto Nuova Specie poggia su due gambe, quella delle donne e quella degli uomini e, come una Creatura appena nata, si prepara a fare i primi passi spinta dal vento negativo della miseria umana e dal vento positivo della grandezza divina.    


Mariagrazia Napolitano




L'INSIEME FEMMINILE-MASCHILE NELLA COPPIA.

(Pomeriggio)




Nel pomeriggio del bilancio “Femminile e Maschile” nella coppia, Mariano ha applicato su alcune coppie presenti, il Graal PUT (Graal delle profondità).
Sono state esaminate cinque coppie (Chicca e Luca, Mariagrazia e Dario, Veronica e Gaetano, Graziana e Fabio e Pina e Ottavio). 
Mariano ha applicato su di esse il Graal Put per verificare come è nata l'unione di coppia e come si è evoluta, partendo ognuno da se stesso.

Inizialmente ognuno di loro si è creato delle aspettative, che nel corso del tempo, sono venute meno in seguito a paure, nuove responsabilità e nuove situazioni familiari non condivise da entrambi, che hanno finito per compromettere la relazione a partire  dal loro vissuto.
All'inizio, ogni coppia ha indossato la maschera preparata per l'occasione dalle fantasiose conduttrici Francesca e Rosanna



Una coppia alla volta si è seduta vicino al Graal Put e ognuno singolarmente partendo da se, ha espresso liberamente le proprie aspirazioni nella vita a due, partendo proprio dall'inizio, dal principio, dalla nascita della relazione, dal proprio fondamento (PUF- Potenziale UnoTrino Fondamentale).

Passando da uno stadio all'altro del Graal Put, si è evinto come queste coppie nel corso del tempo si sono modificate a causa di  privazioni, mortificazioni e rinunce che hanno attorcigliato la loro vita (PUK- Potenziale UnoTrino Kundalinizzato o attorcigliato). 



In seguito ad eventi significativi e a percorsi di vita profondi, nella coppia c'è stato un “risveglio” (PUS- Potenziale UnoTrino Svegliato), che ha fatto capire loro, che invece di costruire, stavano tagliando delle parti loro, senza sciogliere i nodi che già prima di incontrarsi li avevano significativamente deviati rispetto alla loro essenza originaria. 

Le difficoltà da affrontare sono tante ed il processo per arrivare allo spettacolo di una nuova espressione di vita che risplende con tutti i suoi colori e talenti è lento e doloroso; prima vanno sciolti i propri nodi singolarmente, legati in primis alla famiglia d'origine, alle aspettative non realizzate, alle finalità di vita mai raggiunte, alle problematiche legate alla famiglia acquisita e all'adultità non ancora raggiunta.

Con la Teoria e la sua conoscenza, Mariano ha fornito suggerimenti validi e opportuni ad ogni coppia in maniera specifica, per procedere pur con tante difficoltà verso il PUM (Potenziale UnoTrino Metastorico).
Facendo un salto creativo che parte da ciò che ognuno di noi solo è per poi passare ad essere insieme co-creatori anche nella relazione di coppia.




Anna Nitti e Marina Martiradonna

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