marzo 23, 2015

Cassano delle Murge (BA), venerdì 27 febbraio 2015. PROGETTO EVVIVA. Secondo giorno.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429
Prefettura di Foggia




PROGETTO "EVVIVA".
IL MASCHILE DI NUOVA SPECIE.



La tribù si risveglia con gli antenati che in qualche modo ci indicano la via, in quanto fuori piove e la corrente improvvisamente va via, per cui l’unica luce e fonte di calore attorno a cui riunirci è il camino.


Partiamo comunque un po’ spaesati perché l’idea del giorno prima era fare un rito fuori e l’assenza di corrente ci impedisce di utilizzare la tecnologia, ed in qualche modo è un colpo al nostro codice simbolico organizzato in un certo modo...

Comunque, da bravi maschi, partiamo...  


Iniziamo con dei pensieri su come stiamo e subito un pensiero di Giuseppe, che comunica di sentirsi commosso perché si è riconosciuto nelle storie di ognuno e vorrebbe abbracciarci tutti, ci porta a fare un abbraccio molto profondo attorno a Giuseppe al ritmo dei tamburi magistralmente suonati da Moise con le nostre voci che ci cullavano seguendo un ritmo di musica sacra.. è da qui che parte la nostra dinamica, creata sul campo dai conduttori, con la lettura della preghiera di Silvio a Waka Tanka, il Grande Spirito, e quindi un rito di fronte al camino, incentrato sul nostro maschile, ovvero il “me ne frego”, perché è vero che il nostro obiettivo è diventare “maschi con un femminile di nuova specie”, ma la prima parola è maschi, per cui se non ci sentiamo un territorio da dove partire, un “me ne frego”, come possiamo arrivare ad un femminile di nuova specie? Per cui il primo passaggio è questo, perché molti di noi hanno dovuto svendere il proprio territorio ai nemici, si sono dovuti adattare ad un modello di vita esterno a noi, e riprenderci il nostro territorio, da guerrieri, è sacro...

Infatti il rito si rivela essere molto sacro, ognuno di noi, con le sue difficoltà, riesce a dire il suo “me ne frego”, sono un guerriero, ho un nome, ed è la cenere a benedire il nostro corpo per questo passaggio che vogliamo fare... La mattinata termina con un abbraccio molto dolce, femminile tra noi maschi, in cui ci tocchiamo a vicenda il nostro tabernacolo, perché come dice Raffaele, quello è il nostro sacrario che facciamo difficoltà a valorizzare, anche durante il rito non lo abbiamo toccato con la cenere, ed è giusto dargli valore, nonché dare valore ai nostri corpi con femminilità, perché la nostra parte femminile è fondamentale se vogliamo essere interi, anzi forse in noi è la parte predominante ed è giusto esprimerla...

La fame, dopo questa intensa mattinata, si fa sentire, per cui, ci ristoriamo prima della teoria pomeridiana di Mariano...


Dopo aver pranzato e dopo esserci stato un intermezzo di un ora e mezzo, il tempo necessario per ognuno una prima elaborazione di quanto avvenuto nella mattinata guerriera del gruppo, Mariano si fa avanti nel fare luce ed aiutarci ad andare oltre quello che ci eravamo vissuti, per entrare da un livello di storia a quello di metastoria.
 
Mariano ci stuzzica di frequente, ci vede stremati e stanchi da quello che ci eravamo vissuti, ma ci invita a sforzarci di individuare ogni cosa anche la più banale per noi, che ci ha attraversato in tutti i momenti della mattinata e a condividere con il gruppo.


I primi contributi riguardo all’esperienza della mattinata rivelano una tendenza sulla difficoltà di lasciare l’ordinario di ognuno di noi fuori dalle nostri menti e di entrare con tutto il  corpo e l’anima nel progetto qui a Cassano. Emerge forte in ognuno di noi la sacralità, vicinanza, commozione, senso di appartenenza, gioia, armonia, pace, una scoperta e un bombardamento al positivo nel rapportarsi verso se stessi e altri, ad un nuovo livello Maschile, che sa anche ascoltare ed essere affettuoso, senza i soliti confronti-differenza, è il maschio dell’Insieme Femminile-Maschile. Le immersioni di ognuno mettono in evidenza l’accompagnamento della metastoria che però si è sporcata in maniera condivisa dalla tribù guerriera davanti agli antenati del fuoco e nello sporcarsi dalla cenere, che è simbolo della terra delle radici. Viene dato valore anche alla metastoria che ci ha accompagnati con la sua pioggia dirompente e con la mancanza dell’energia elettrica che ci hanno portati a svolgere una danza con il fuoco e con le nostre voci guerriere.


Mariano da priorità nell’ascoltare i tre adolescenti di via Arpi, Giancarlo, Moise e Marco che contrariamente alla loro tenera età si sono immersi alla pari nel gruppo anche in maniera adulta e secondo le loro specificità.


Mariano dà valore a Silvio e chiede cosa ha vissuto durante il rito. Silvio si racconta si immerge anche in relazione ad una confessione-verità fatta da Giancarlo verso di lui e al desiderio del giorno seguente di non fare la scialuppa con il gruppo, ma di fare una scialuppa con se stesso, con il suo insieme.
 
Nel sentire Raffaele a fine serata, gli viene data e si dà importanza a fine rito, di aver avuto l’intuizione di andare oltre alcuni tabù presenti tra maschi di vecchia specie ed arrivare ad un maschio più globale e meno pieno di pregiudizi, infondati e sterili.
 

A fine serata tutti stanchi fisicamente ma con tanta teoria ed emozioni da elaborare nei giorni seguenti, prendiamo posto nelle nostre camerate.
 
Chiudo con un pensiero maschile ricorrente e univoco uscito nel rito… Vengo prima io, vengo prima io, vengo prima io… E me ne fregoooooo.

Filippo & Luca A.

1 commenti:

Naima Bonuomo ha detto...

FINALMENTE MOMENTI DI TRIBU' DEVOTE:IL CODICE ETICO DEL POPOLO DELLE TERRE DANZANTI :
La trasformazione all’interno della Ruota delle Direzioni avviene attraverso la presa di coscienza dei propri limiti e delle proprie mancanze; per raggiungere l’equilibrio e l’armonia nella Ruota, quindi per raggiungere la saggezza, bisogna infatti seguire un naturale codice etico che la “nevrosi individualistica” della società globale ci obbliga a dimenticare. Recuperarlo, cioè ritrovare il senso di appartenenza alla comunità umana e naturale, e seguire un comportamento risolutamente indirizzato a questo: recuperare questa appartenenza, è uno dei più profondi insegnamenti, degli indiani d’america Ogni mattina, alzandoti, e ogni sera, prima di andare a dormire, ringrazia la vita dentro di te e per la vita tutta, per tutte le buone cose che il Creatore ha dato a te e agli altri, e per l’opportunità di crescere ogni giorno di più. Considera quanto hai fatto e pensato nel corso del giorno e chiedi il coraggio e la forza di diventare una persona migliore. Cerca quanto puo’ essere beneficio a tutti.
Mostra meno   Naima Bonuomo