marzo 03, 2015

Aula didattica globale "Gianna Stellabotte", sabato 21 febbraio 2015.CORSO DI EPISTEMOLOGIA GLOBALE E DINAMICHE DI VITA.II^ SETTIMANA.QUARTO GIORNO.


FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429
Prefettura di Foggia


CORSO DI EPISTEMOLOGIA GLOBALE E DINAMICHE DI VITA.
 II^ SETTIMANA. 
QUARTO GIORNO.

E fu sera e fu mattina, quarto giorno.
 
La giornata inizia con la presentazione di Maria, moglie di Stefano.
Dopo un lungo viaggio, il suo arrivo è stato un dono inaspettato e apprezzato da Stefano, il quale ha fatto dei passaggi durante il corso.
Con la canzone “Vi darò un cuore nuovo”, Mariano ha invitato la coppia a ricostruire  per arrivare ad un cuore nuovo, da quello di pietra, influenzato dalla cultura contadina, a quello di carne, basato su un nuovo punto di vista.
Maria inizia a ricostruire, leggendo a Stefano, un pensiero poetico che si rivela un primo passo per esprimere la loro parte creativa, alla quale entrambi avevano rinunciato.



Con un pensiero dedicato a Barbara, Mariano le ha riconosciuto che nonostante il bombardamento scoppio del giorno prima, provocatole da Giorgia e Fiorella, lei è riuscita a conservare il senso del viaggio, senza impantanarsi nelle sue difese e a mettere le proprie radici nel suo ontologico.
Aiutata e sostenuta da Giorgia e Fiorella, Barbara racconta il suo stato quiete, riconoscendosi nella sofferenza e pezzenteria di Fiorella e nel cattivo rapporto col cibo di Giorgia.


Mariano ha teorizzato che Barbara ha aperto una parte di lei e ha sentito il senso del suo star male, che durante il corso, non sono state più forti di ciò che la lega a una radice più profonda.
Per alleggerire abbiamo cantato “Vivere la vita”, una canzone religiosa significativa per Barbara, perché l’ha accompagnata nel periodo della sua adolescenza.
Mariano dà valore anche a Giovanna, riconoscendole il rafforzamento del suo codice ontologico e d evidenziando la sua crescita in rapporto al corso.



Giorgia, Fiorella e Barbara, essendo accomunate dalla stessa pezzenteria, vengono paragonate alla Vergine Maria, accogliendo una gravidanza al negativo, cioè dicendo "si" al diavolo, inteso come la loro identità psicotica nella quale sono rimaste ingabbiate.
Ora, esorcizzando la parte negativa e evidenziandone i limiti, possono ripartire dal loro ontologico per continuare il viaggio.
Proprio perché sono state tutti e tre ai piedi della croce, Gioele propone di fare un rito in ginocchio, cantando l’Ave Maria.



Dopo una breve pausa, durante la quale abbiamo fatto la foto ricordo del DIN-GIO, il corso riprende con Barbara, Giorgia e Fiorella che sono le tre Marie, proprio perché le loro storie sono vere e reali, vengono celebrate con la preghiera di Silviaggio “Waka Tanka”, cantico molto ampio, scritto da un “grezzo” molto profondo.
Grazie al rito delle tre Marie, Titti ed Eleonora per la prima volta si permettono di stare male, per loro è il momento della rottura, succede il “patatrak” e avvertono il vuoto e il nulla.
Una ha fatto la gravidanza negativa del padre, l’altra quella della madre e sono una lo specchio dell’altra.



La mattinata termina con l’introduzione dell’ultima parte del corso: quella delle Difese-Resistenze.
Servendosi del Pira-Graal, Mariano usa la metafora della guerra e dell’invasione di una nazione da parte del nemico, partendo dal nord ( codice simbolico) al centro (codice analogico) fino al sud (codice biorganico) provocando la totale scomparsa della nazione (identità psicotica).
Come una nazione per far cambiare qualcosa, si serve del suo esercito, così le difese resistenze si scatenano per impedire un cambiamento.
La prima difesa-resistenza (Italia del Nord) è l’allontanamento, che è la difesa più riuscita e diffusa nelle istituzioni. Quando l’allontanamento non è possibile, c’è l’isolamento che è un allontanamento interiore, ed è diffuso soprattutto nella cultura contadina.
Entrambe si riferiscono al codice simbolico, perché si manifestano nelle rappresentazioni, nelle immagini mentali e non sono visibili.


Metastoria o Codice Ontologico

Un’altra difesa-resistenza è la rimozione, quella che rimuove dal codice simbolico un avvenimento che ci ha segnato, ma rimane comunque nelle nostre profondità.
Quando non avviene la rimozione, subentra un’altra difesa-resistenza: la negazione, la quale è legata alla svalutazione che impedisce l’invasione da un’identità diversa e avviene quando i nostri bisogni non possono essere soddisfatti quindi, li neghiamo.
Quando non possiamo negare i nostri bisogni, li convertiamo in altro facendo transfert, che può essere positivo o negativo.
Inoltre c’è la razionalizzazione che si affianca alla sublimazione.
Le difese-resistenze che attaccano il codice analogico (Italia centrale) sono la dipendenza, l’attacco e fuga e l’accoppiamento.
 
Dopo la pausa pranzo, sono state lette le email di Giorgia e Samuele, inviate al missionario comboniano Padre Dario per invitarlo ad accogliere un nuovo punto di vista riguardo al suo articolo su Papesse.

L’ultima fase è quella delle difese-resistenze che invadono “l’Italia del Sud”, ossia il nostro codice biorganico, le quali possono manifestarsi a loro volta nei tre codici: quelle fisiche attaccano il codice analogico, quelle “mentali” il codice simbolico e le difese resistenze del codice ontologico portano ad annientarsi fino al suicidio, che è una difesa estrema di qualcosa di prezioso che è la vita.


Quando c’è il superamento delle difese resistenze, si arriva alla rottura dell’identità psicotica e all’apertura a una nuova identità.
 
Il pomeriggio continua con la lettura dell’ultima parte della fiaba di Giovanna, “La mela Gimagiona” che dopo un lungo viaggio finalmente si ricongiunge alla sua metà ritornando ad essere un intero.
Il corso si conclude con Il discorso di Charlie Chaplin al suo 70esimo compleanno  Quando ho cominciato ad amarmi davvero“.
La giornata termina con una serie di bilanci e prospettive di Maria Gabriella, Mila, Donatella e Francesco, ai quali vengono proposti percorsi intensivi e riti di solstinizi



La stanchezza si fa sentire, sono le ore 2.10 e ci prepariamo per un sonno ristoratore.


                               
                              Assunta e Linda

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