febbraio 28, 2015

Aula didattica globale "Gianna Stellabotte" (FG), giovedì 19 febbraio 2015. II^ SETTIMANA DEL CORSO DI EPISTEMOLOGIA GLOBALE. SECONDO GIORNO.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429
Prefettura di Foggia




CORSO DI EPISTEMOLOGIA GLOBALE
E DINAMICHE DI VITA.
II^ SETTIMANA.
Secondo giorno. 




Dopo la lettura del post da parte di A.,  M. riferisce che si elaborerà da parte di un gruppetto di corsisti una e-mail rispettosa del punto di vista di Padre Dario, ma come proposta di rilettura del Natale di Papes e dei tanti di che come lui vivono condizioni di emarginazione, così da buttare un seme innovativo.
 
Subito dopo, Mariano invita i corsisti a presenziare domani alla firma del contratto di appalto per l’inizio dei lavori per la ristrutturazione della masseria, che accoglierà la Fondazione.

D. comunica di aver sentito P. la quale fa sapere di voler sostenere i lavori con un contributo a ricordo del figlio E. Anche B., rifacendosi a G. quale antenato, offre il frutto del proprio impegno: il DADINGIO’, dado vegetale preparato con P. e con il contributo dei familiari di B., affiancando ad ogni barattolino un pensiero emerso dalla I^ Settimana del Corso di Epistemologia Globale.
 
A. comunica che a scuola ha sperimentato per la seconda volta con i bambini della sua classe il Cerchio Magico, di cui è felice, avendone apprezzato l’importanza ed il valore e per i bambini e per se stessa. Il metodo di intervento ha suscitato l’interesse anche dei genitori che volentieri auspicherebbero l’inserimento del Cerchio Magico quale materia scolastica in quanto guida alle dinamiche di vita. Come è prassi del Metodo alla Salute, per conservare sempre traccia di quanto si va a realizzare, A. ha prodotto dall’esperienza il post, che partecipa ai corsisti, e da cui emerge come le note di Goccia dopo goccia, accompagnate dal canto, dal ballo e dalla contentezza dei bambini abbiano confermato la validità della stessa. Non è mancata la pillola di teoria, somministrata da G., nipote di A., che ha fatto riflettere sulla clessidra oltre che sul senso del Kairòs e del Chrònos.  Ogni bambino, riferisce soddisfatta e felice A., è riuscito ad esprimersi nei vari codici ed ha avuto tanto da raccontare riguardo a ciò che era stato sperimentato, ed anche lei è riuscita a partecipare, distaccandosi dal ruolo di insegnante, ricavandone pienezza interiore.
 
Mariano evidenzia che l’esperienza di A. non è nata nella scuola, ma dal disagio di C., il figlio quindicenne, che l’ha portata a cercare ed ad incontrare il Metodo che, agendo su lei madre, ha determinato piccoli cambiamenti positivi anche in C., che può essere anche coinvolto a collaborare al Cerchio Magico. Inoltre Mariano ha valorizzato A. per aver osato a scuola, mettendo in gioco “lo specchio riconoscente” dell’ambiente scolastico condizionante, segno, questo, di ulteriore cambiamento in atto. Fare entrare a scuola “meccanismi globalizzanti”, ha funzione preventiva nei confronti del disagio ed è questa, afferma Mariano, la buona novella di oggi, visto il disagio diffuso che interessa indifferentemente tutti.


Mariano continua il corso ed esplicita l’identità psicotica, l’angolo alfa, il padre che caratterizza lo stato di una persona, leggendo da Il treno ha fischiato di Pirandello, la descrizione del protagonista, “il circoscritto e mansueto Belluca”, che vive una doppia identità psicotica: al lavoro ed a casa dove subisce, per  non cambiare identità, il proprio angolo alfa e che, sentendo di non valere, si sobbarca il peso spropositato di una famiglia assente,  cieca e psicotica. Lo stato quiete di Belluca consiste nel fatto di essere abituato a sopportare una situazione impossibile e di non aver voglia di cambiare, cosa che non gli consente di vedere intorno a sé. Ma nell’identità psicotica è insito il vuoto per superarla e qui nel racconto, durante il sonno, momento in cui si è chiusi all’esterno e si è con se stessi, il treno fischia, cioè il globale arriva dal profondo, il bisogno di vivere  preme e gli riporta lo Spettacolo della Vita.
 
 
G. riprende la lettura dell’opuscolo: “Persona in transizione, meccanismi globalizzanti”. . .
 
Barbara spiega che, trovandosi in un’identità psicotica, bisogna per prima cosa selezionare un bisogno che non sia incluso nell’identità di partenza, bisogno che può essere selezionato razionalmente, ma anche tramite gli altri codici, donde l’importanza della frequenza dei corsi. 
Inoltre Barbara fa riferimento alla propria adolescenza, ai diversi bisogni selezionati di volta in volta (Epistemologia religiosa, Marx e i centri sociali, ecc.) fino alla lettura del testo di Mariano intitolato: Droga, drogati e drogologi. Per lei è stato il fischio del treno, che ha prodotto una continua ricerca e selezione dei bisogni sempre più profondi, che continuano tuttora. Il secondo passaggio, dopo aver selezionato il bisogno, è la decisione di staccarsi, l’angolo beta, ma naturalmente il risultato non è immediato così come dal marmo non è immediato l’evolversi in statua.
 
Bisogna sottolineare che più il faraone schiavizza, più il padre ostacola, più preme l’Esodo, la partenza dall’angolo alfa alla ricerca del distacco, di nuove prospettive.
 
Mariano passa ad esaminare la caduta del muro di Berlino e di come, sia il comunismo che il capitalismo sono da  considerarsi situazioni politiche psicotiche in quanto entrambe dotate  di un solido angolo alfa, di una teoria rigida che pensa di risolvere i problemi politico-economici con risposte parziali.

In che modo i bisogni sono stati selezionati nel tempo? Mariano, con una rapida carrellata, mostra come negli anni passati i bisogni siano stati attivati attraverso meccanismi indotti:  per esempio nel fascismo si cominciava ad essere balilla sin da piccoli,  quando  la capacità di scelta doveva ancora maturare.
 
La selezione dei bisogni presenta una dinamica a lenta maturazione, la decisione  non è facile, e il cambiamento ha più possibilità se viene rispettato lo stato quiete:  bisogna attendere il tempo favorevole, il Kairòs. Mariano  riferisce il concetto alla situazione di D. e F. che, fermi nello stato quiete, non hanno ancora preso una decisione che  determini una transizione dall’angolo alfa a quello beta.


Come selezionare un bisogno? 
E’ evidente che più la disarmonia-disagio presenta un costo elevato per mantenere un globale massimo, più determina la rottura di schemi usuali e il desiderio di transizione. Non riuscire, inoltre, ad esprimere sufficientemente l’ontologico, l’essere sepolti nella storia, senza provare piacere ed armonia in quello che si fa, ci porta al desiderio di cambiamento e alla selezione di un nuovo bisogno. L’essere attratti, infine,  da stimoli inclusi in globali massimi che non ci appartengono, ci spingono alla fase di transizione.
 
Esiste un secondo ordine di fattori per selezionare un bisogno, spiega Barbara, che è rappresentato per primo dalle motivazioni alle interazioni e dal superamento delle difese-resistenze in atto: ciò ci permette di accettare il gruppo. In secondo luogo la preesistenza di un Fondo comune teorico-prassico fra i partecipanti consente la selezione del bisogno. Segue poi il ruolo favorevole derivato dalla formazione all’integrazione di gruppo e la convinzione di superare la figura paterna per rigenerarla. 

Dopo una pausa musicale con il canto collettivo della bellissima canzone di Modugno intitolata Meraviglioso, Barbara ha accennato alle strategie relazionali. Viene descritto ora lo Spirito che aleggia sulle acque, sa ascoltare, attende il tempo favorevole, per introdurre le strategie relazionali opportune e consentire il passaggio da angolo beta a gamma: è il momento creativo della transizione. Mariano, riferendosi alla signora L. I. D. I. A., (acronimo di lento, insicuro, dubbioso, incerto, aperto) invita tutti ad essere aperti nei suoi confronti, a non aspettarsi soluzioni rapide e miracolose, in quanto il percorso prevede regressioni, evoluzioni, arresti, crescite, interruzioni, scoppi, stabilizzazioni non determinabili a priori. Ciò che si riesce a realizzare si può individuare solo a posteriori. Inoltre tali tipologie di strategie relazionali possibili nelle dinamiche di gruppo sono così numerose, che è impossibile determinarle nella fase di partenza: non c’è una ricetta già pronta.

L’orientamento è quello di evitare di schierarsi con il padre o con il figlio, entrambe identità psicotiche. E’ il “cum”, lo Spirito creatore, che permette al padre di accettare le esigenze del figlio e al figlio di riscoprire e riappropriarsi di quanto di buono e di utile contiene il padre, per dare vita ad una nuova creazione, alla transizione, al rinnovamento della vita e  al rinnovarsi del ciclo naturale.


M. e G., al termine dell’incontro, esprimono un augurio per il salto precipiziale di M.G., M., M. e D.,  affidandosi alla Fides che è in noi tutti e all’Utero devoto che le accompagnerà.

Finito di scrivere in collaborazione con un corsista esterno, mio marito, alle ore due ;-).     

Maria Grazia

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