dicembre 08, 2014

Troia (FG), martedì 18 novembre 2014. PROGETTO "LA FINESTRA DI BABICH". Secondo giorno.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429
Prefettura di Foggia
 



IV° EDIZIONE DEL PROGETTO
"LA FINESTRA DI BABICH".
DALLA MISERIA
ALLA GRANDEZZA.
 
  Secondo giorno.



La mattinata si apre con la meditazione durante la quale Chiara ci induce a contattare la placenta cosmica e  a chiedere a Maria e all’universo ciò che più profondamente desideriamo. La preghiera connettiva ci sosterrà in ogni gravidanza che vivremo, affinché il parto sia più semplice.

L’Elevata energia vibrazionale dell’Ave Maria di Cocciante contribuisce a creare un utero metafisico in contatto con l’universo, laddove i nostri desideri e la nostra luce esistono già allo stato potenziale pronti per esser colti e realizzati mediante una nostra sincera volontà.


Maria Vergine Celeste risveglia in Gina il desiderio precedentemente rinnegato e sottaciuto di partorire sua figlia Antonella, stavolta mossa da un rinnovato istinto materno.

Come astri della medesima costellazione si riaccendono di volta in volta spiriti di donne che al contempo riconoscono il duplice ruolo di madre-figlia.

 

È nel segno dell’umiltà che attraverso delle lettere prende corpo la richiesta di perdono di due madri nei confronti delle proprie figlie.

In particolare Mariagrazia viene indotta dal contesto uterino a prestar voce allo scritto della mamma di Silvia, prendendo coscienza dell’identità in bilico dell’essere ella stessa l’incarnazione storica di madre-figlia e per  tale ragione capace di un equilibrio dinamico tra le due parti in gioco.

L’intelligenza d’amore compie opere miracolose nel momento in cui l’elettricità dei battiti muta il cuore di due donne bambine che attraverso il grido spazzano via il silenzio per dar spazio ad una assordante richiesta d’amore.

A conclusione della mattinata così gravida di dinamiche interiori profonde, una  ninna nanna viene cantata dalle donne del gruppo per cullare il sonno di Sandra adagiata nell’abbraccio avvolgente di Pina:
La posizione dei corpi ricorda la disarmante dolcezza della Pietas Michelangiolesca.

Il Tavolo di lavoro pomeridiano comincia  con un pensiero musicale (“A modo tuo” di Elisa), proposto da Silvia come riassunto coerente dell’umiltà espressa dalle madri negli scritti precedentemente letti nel corso della giornata.


Il leitmotiv della mattinata è stata la compresenza dentro ciascuna di noi della duplice identità di Madre-Figlia. Imbrigliata in una catena destinata a perpetuarsi, tale figura deve trovare la forza per spezzarla e interrompere il karma che nutre la Storia cristallizzata e ciclica di una Figlia non risarcita delle dovute attenzioni.

Tale consapevolezza è sorta in un primo momento quando le Donne del Babich hanno partorito a vari livelli l’urlo della Bambina in cerca d’Amore; mentre in un secondo tempo ognuna di loro, facendo da ostetrica per se stessa ha finalmente incarnato la Madre Globale e dispensatrice di Vita.

L’interfacciarsi di Gabriella e di Silvia, allinea, unisce e riappacifica tutte le Madri e le Figlie del mondo. Umiltà, Responsabilità e Perdono sono le parole chiave di questo Ricongiungimento metastorico che muta le posizioni statiche di Madri non più perfette, bensì coscienti dell’incapacità a farsi da accompagnatrici sufficientemente buone per figlie spesso intransigenti.

Silvia e Giorgia

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