dicembre 22, 2014

Aula didattica globale "Gianna Stellabotte" (FG), domenica 30 novembre 2014. CORSO "INSIEME MADRE-NEONATO, OVVERO INSIEME FEMMINILE-MASCHILE". Quinta e ultima giornata.

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TRE CORSI PER UN PERCORSO.
III° CORSO: 
"INSIEME MADRE-NEONATO,
 OVVEROINSIEME FEMMINILE-MASCHILE".
 
Quinto giorno.
 
 

“UNA QUARTA DIMENSIONE ILLUSORIA:
LA DONNA SIRENA”. 


L’ultimo giorno, il quinto, oggi si conclude  il viaggio che Mariano grazie alla sua teoria sull'Insieme Madre-Neonato, ovvero Insieme Femminile-Maschile ci ha fatto fare con  la sua capacità di saper mescolare fenomeno vivo e teoria insieme, permettendoci così di scoprire in diretta i meccanismi che sono nella vita di ognuno di noi.
 


Vengono chiuse alcune situazioni che Mariano stesso aveva sollecitato e accompagnato nei giorni precedenti, tra cui il rapporto tra madre e figlia, Rosa e Simona, dove insieme si è deciso di procedere cercando di mettere da parte l’astio e il negativo che ha caratterizzato la loro relazione, e di iniziare a scoprirsi partendo da un positivo che grazie a Mariano si è potuto riconoscere e che ora Simona, figlia, per crescere e fare un salto nella relazione con sua madre, ha bisogno che si predisponga per essere lei madre di sua madre…
 
Intanto ricordiamo che oggi è il compleanno di Ekaterina, ieri sera è stata fatta una festa (passaggio) dove lei stessa si è sentita di aver finalmente iniziato a festeggiare la sua nascita, una nascita che grazie al lavoro che è riuscita a fare su stessa in questi anni di percorso con il Metodo alla Salute ora può riappacificarsi con quel “niente” che trent’anni fa l’ha messa nella vita e iniziare a ripartire sentendosi lei più madre di se stessa.
 
Un trenta come il trenta è il giorno della sua nascita che azzera con un passato e inizia con un presente inzuppato in più parti nella sua Gravidanza dell’Esistenza


Per Mariano è importante tenere conto della storia e di cosa ci propone, perché si può attingere ad essa e prendere ciò che serve per la nostra vita e in  questa chiusura del corso ci ricorda che secondo il calendario liturgico oggi, che è domenica, si da inizio al periodo di Avvento, un passaggio dove per quattro settimane ci si prepara ad un momento sacro, che per i cristiani è sicuramente il Natale e quindi la “venuta” di Gesù Cristo, ma applicato alla nostra vita potremmo vederlo come un momento preparatorio alle nostre nascite, dove lasciando un anno alle spalle, ci si possa impegnare/preparare a voler far nascere parti nostre che ancora non emergono, o meglio ancora a chiudere ciò che non ci appartiene più, per dare inizio ad una nuova fase; un passaggio che, senza nulla togliere al cristianesimo, va contemplato e “sacralizzato” ugualmente. Infatti risalendo alle origini della parola SACRO, essa a molteplici significati tra cui “attaccare, accompagnare, seguire, servire, onorare”, perché quando si arriva a decidere di fare un cambiamento grande è importante onorarlo, senza disprezzare ciò che è stato e che ci ha permesso di procedere fin li, ma farsi accompagnare ad attaccare, quindi  a mettere insieme più parti che ci aiutano a proseguire nel Viaggio della nostra Gravidanza.

 
Mariano sottolinea che per sacralizzare la propria vita non serve essere credenti o professare una fede, ma è bello scoprire che noi siamo figli di un progetto unico e irrepetibile, dove la nostra IV^ dimensione, ritornando alla teoria toccata da Mariano in questi giorni sul Quadrimensionalismo, quindi la “Madre” è colei che ci porta nel suo grembo, lei vuole bene al suo feto, qui la Gravidanza non ha bisogno di nulla perché è già parte dell’Esistenza.
 
Se ognuno di noi imparasse a vivere sentendosi dentro questo Viaggio della Gravidanza non esisterebbero confronti-differenza con l’esterno, ma ognuno di noi farebbe festa per ciò che è, per ciò che la sua Gravidanza gli sta mettendo a disposizione, imparando ad apprezzarsi e continuando ad avere dentro di sé quel Senso del Viaggio che ti spinge verso una tua metamorfosi, proprio come accade  al feto nei nove mesi di gestazione.


Mariano quindi ogni mattina ci invita a chiedere/pregare a questa Madre, perché ci aiuti a procedere, a ricontattarci, prima di immetterci nella storia, nell’ordinario, con questa parte di noi che è solo nostra, non ha nulla a che vedere con i rapporti forti, con le relazioni, ecc., ma che è essenziale perché da essa possiamo trarne una grande energia, e poi la sera per chiudere la giornata darci un tempo necessario per ringraziarla o per maledirla nel caso in cui non ci siamo sentiti in comunione con essa, ma sempre con l’ottica di ripartire in maniera propositiva l’indomani.
 
E con questo bel proposito che Mariano porta la sottoscritta a fare un passaggio che credo non dimenticherò, ed è per questo che mi ritrovo a scrivere questo post.


Partendo dalla mia situazione mi ha paragonata alla storia di  Sara,  tratto dal Libro di Tobia della Bibbia, colei che è stata posseduta da Asmodeo, uno spirito maligno che uccideva tutti gli uomini con cui ella si univa; finché non arrivò Tobia che grazie alla guida/accompagnamento dell’Arcangelo Raffaele viene liberata da tale maledizione.
 
E ora arriviamo ad un’altra figura, quella della sirena, personaggio che abbiamo conosciuto attraverso la mitologia, infatti lo ricordiamo nel viaggio di ritorno ad Itaca di Ulisse, o in quello di Giasone, che entrambi si ritrovano a dover fronteggiare questa donna/pesce ognuno cercando la soluzione per non cedere al suo richiamo mortale.

 
La sirena è metà donna, quindi può utilizzare il suo busto, il seno e il suo canto per comunicare con gli uomini, ma nell’altra metà è un pesce, quindi questo la rende ambivalente perché non sarà mai un intero, ella vive nelle profondità del mare, ma ha comunque bisogno di relazionarsi con gli uomini.
 
Ella stando nelle acque del mare è abituata all’instabilità, alla fluidità, e quindi all’inaffidabilità, non ne ha paura e quello è il suo territorio di caccia. Con il suo canto ammalia chi avrà la sventura di incontrarla e solo chi avrà l’umiltà di farsi accompagnare e quindi aiutare legandosi all’albero maestro nel caso di Ulisse, o ascoltando la bella musica di Orfeo, come successe per Giasone, potrà transitare verso altro evitando così la propria morte.

 
Infatti il suo Globale massimo, quello della sirena, è proprio quello di punire la figura maschile, illudendo l’altro di qualcosa che non c’è, tanto da condurlo alla morte.
 
Mariano ci/mi ha fatto com-prendere quanto questo meccanismo sia una soluzione molto povera, che fa stare molto male, che appartenga a molti di noi e che nel mio caso, avendo subito l’assenza totale di mio padre, e quindi avendo vissuto in prima persona il meccanismo illusorio della sirena, io poi lo abbia riproposto nell’arco della mia vita con uomini di valore che stanchi della traversata necessitavano di essere saziati da un materno.
 
Molte delle donne presenti vengono invitate da Mariano a riconoscersi questa parte, ma non solo, anche negli uomini questo è un meccanismo che viene messo in atto, in questo caso per eliminare la figura della donna, quindi della madre.
 
Una IV^ dimensione illusoria, cioè un finto materno che si esprime per rivendicare la propria povertà di neonato.

Ma una lancia viene comunque spezzata; infatti Mariano aggiunge che nel mio essere sirena c’è anche una parte di me molto materna che in parte ho potuto esprimere ma che purtroppo è stata imbrattata da questa rabbia antica legata a mio padre.


La verità ci rende liberi… ed è così che con la vicinanza accogliente della comare Simona e la teoria liberatoria di Mariano sono riuscita a ripulirmi dell’ascesso che ancora permetteva a Giano di guardare indietro… è stato importante per me pronunciare i nomi di coloro che si sono imbattuti nel meccanismo sirenico; ho sentito che Mariano mi ha aiutata ad andare oltre i limiti del giudizio, anche il mio che spesso attuo verso me stessa, liberandomi così di un grosso groviglio che non mi permetteva più di fare la mia Gravidanza.
 
Sento che, come sempre, Mariano ha saputo cogliere parti mie profonde, donandomi con grande amore la possibilità di ri-partire.

Ora sta a me…  saper sfruttare al meglio questo momento di solitudine per ritornare, anche attraverso il mio dolore non più soffocato da soluzioni povere, alla mia Itaca, l’origine, a quella parte di me Infinita Dinamica Complessa.


L’Insieme quadrimensionale non potrà mai essere oggettivo, ma specifico per ogni individuo, quindi imprevedibile e credo che Mariano in questi cinque giorni ce lo abbia dimostrato concretamente.
Se proprio lui oggi riesce a mettere insieme tante cose e ad aver sensibilizzato i suoi globcettori mettendoli a servizio della vita è perché in tanti anni di ricerca non ha mai smesso di essere un sognatore concreto, credendo profondamente di essere un Vitonauta in missione per la propria Gravidanza.
 
Penso che il riconoscimento più bello che possiamo donare a Mariano è quello di cercare ognuno con la propria esistenza di far sì che tutto questo sapere si incarni nella vita con una sua discendenza. 
Buon Avvento ad ognuno di noi: Vitonauti nella Gravidanza dell’Esistenza...

Benedetta
 
17/12/14

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