settembre 22, 2014

Aula didattica globale "Gianna Stellabotte" (FG), venerdì 29 agosto 2014. PRIMO STEP DELLA TREGIORNI DI PASSAGGIO FETOGENETICO.



FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429
Prefettura di Foggia



 PRIMO STEP DELLA
TREGIORNI FOGGIANA:
RACCONTO GLOBALE.
 
"DAL CMS AL MAS.TR.O.:
PUNTO E... A CAPO".



Venerdì 29 agosto, presso l’Aula didattica globale “G. Stellabotte” di Foggia, Mariano ha aperto la Tregiorni con il Racconto globale della sua vita, al quale hanno partecipato tantissime persone provenienti da varie regioni italiane e dall’estero. Abbiamo stabilito insieme di mantenere questo appuntamento ogni anno, l’ultimo weekend di agosto, per far un bilancio come Fondazione Nuova Specie insieme a tutte le Associazioni alla Salute regionali e riprendere i lavori a settembre con nuove prospettive.

Mariano ha voluto iniziare il pomeriggio presentandoci i due neonati della rete, Gioele dalla Romagna ed Emma dalle Marche. Insieme a Marta, donna incinta, hanno rappresentato una benedizione per questa tregiorni segnata da un profondo passaggio per il Progetto Nuova Specie e la sua espressione fuori regione, su scala nazionale ed europea, viste le nuove strade aperte in Inghilterra dopo la prima Settimana intensiva internazionale di luglio.
 
Mariano ci ha fatto vedere alcuni dei suoi diari che contengono la memoria storica del Progetto, a partire dalla crisi che ha vissuto all’età di diciott’anni e che lo ha portato ad elaborare un nuovo punto di vista sulla vita. La cosa più curiosa è vedere il desiderio di Mariano di appuntarsi i suoi pensieri su pezzettini di carta di ogni genere, biglietti dell’autobus, tovaglioli di carta… per non perdere le sue intuizioni e riflessioni e con quanta cura questo materiale è stato raccolto e conservato in tanti quaderni che rappresentano un patrimonio per ciò che oggi vogliamo realizzare e hanno radici antiche incarnate nella storia e nella ricerca di un grande uomo metastorico che non ha mai smarrito l’anemos, lo spirito della vita.
 
Questa volta però Mariano non ha commentato uno dei suoi diari. Ha preferito, insieme a Giovanna,  raccontare poi teorizzare alcuni eventi forti accaduti quest’estate nelle loro vite, donando in maniera solidale i loro vissuti profondi in cui in tanti ci siamo potuti riconoscere. Mariano ha deciso di intitolare questo racconto “L’estate dei sintomi
 
E’ partito da un parallelismo con la storia di Giobbe che ha accettato di essere stato messo alla prova da Dio e di perdere molte cose a lui care, finché è stato toccato nel proprio corpo e lì si è ribellato a Dio. Mariano ci ha fatto riconoscere quanto i sintomi ci fanno entrare in crisi e ci spingono a cambiare. Se non cambiamo, i sintomi non si eliminano e tendono a tornare o ad amplificarsi.
Dal racconto di Giovanna iniziato da prima della settimana intensiva e dalla sua relazione significativa con Maria Grazia, una donna colta che lei ha sempre ammirata per la sua ricerca profonda del mondo femminile. Questo scambio con Maria Grazia e con il suo gruppo di lavoro ha portato Giovanna a vivere una dinamica metastorica legata alla sua storia personale e a sentirsi “Cenerentola” che viene riconosciuta da tante regine, non più considerata incapace da un punto di vista intellettuale per giunta non difesa dalla madre.
 
Gli eventi forti, pur rappresentando un positivo, sconvolgono l’equilibrio che ci siamo costruiti per tanti anni e su cui abbiamo riorganizzato la nostra vita, come ad esempio il controllare la nostra svalutazione attraverso la rigidità del corpo. E lì emergono i sintomi: vertigini, nausea, giramenti di testa… come nelle montagne russe. Il rischio è di dare ai sintomi una spiegazione banale o una lettura medicalizzata, invece servono interpretazioni più globali. Mariano, attraverso la teoria, ci ha dimostrato come il venir meno di una soluzione blocca le nostre funzioni più antiche, come l’equilibrio e l’intestino che rappresenta il contatto tra il nostro interno e l’esterno. Se riusciamo a mantenere un punto di vista più globale sulla nostra vita, abbiamo meno paura della malattia e della morte e dopo averli attraversati,  i sintomi tendono a diminuire. L’accompagnatore non deve spazientirsi e deve essere capace di fare una teoria globale proprio perché ha attraversato le stesse cose, come Mariano che avendo attraversato sintomi simili in precedenza ha saputo riconoscerli e metterli da parte per accompagnare Giovanna che stava affrontando un negativo molto forte.
 
Nell’affrontare la fase sintomatica, è importante custodire un approccio positivo alla crescita che stiamo compiendo, vedendo ciò che stiamo migliorando, e non ciò che ancora ci manca. Infatti il sintomo ci spinge proprio lì dove non siamo mai voluti andare e le vertigini sono la paura di stare in piedi, il senso di responsabilità e la paura di diventare adulti. Il senso di morte profonda che viviamo nasce dalla morte dei nostri vecchi equilibri. Dobbiamo affrontare una risalita reale nella quale possono esserci le ricadute, ma dobbiamo andare oltre il negativo che il sintomo ci fa vedere.
 
Un altro segno importante per Giovanna è avvenuta al mare mentre passeggiava con Mariano. Racconta che si è sentita penetrata da raggi solari che le hanno procurato segni sul braccio sinistro e colpito la parte sinistra della testa. Volendo dare un’interpretazione più ampia, Mariano ha voluto vedere un segno nel fatto di essere stata colpita nella parte sinistra della testa che rappresenta la razionalità, una soluzione che Giovanna ha dovuto adottare per più di 40 anni per non sentire un dolore profondo.
 
Parlando del suo vissuto rispetto ai sintomi tornati poco prima della Settimana intensiva internazionale, Mariano attraverso la teoria globale è riuscito da solo a transitare e a ridurre i sintomi. Il 23 agosto poi lo ha comunicato a Giovanna e ha spiegato attraverso il Cum-munitometro come lui abbia vissuto le relazioni con gli altri attraverso gli obblighi-doveri e le funzioni-ruoli e quanto desiderio abbia di viversi l’impegno e il dono-regalo nelle relazioni. Ha ricontattato la sua parte bambina addolorata e ha riconosciuto la sua “generosità verso il genere umano” (Francesca docet) che è stata il motore della sua vita.
 
Mariano ha concluso con altri due segni: il primo attraverso Francesca che ha sognato che sta per avvenire un cambiamento epocale e il secondo che Mariano ha visto a Campo Marino, al “Lido dei Coccodrilli”, tanti pesci piccolini che rappresentano i bambini e gli adolescenti che sono sempre più presenti nel progetto e hanno completato il ciclo generazionale.
 
Il commento di Mariano su l’estate dei sintomi ha risvegliato i vissuti di molte persone, tra cui Cristian e Valentina che ci hanno raccontato come grazie al percorso di questi anni sono riusciti da soli ad accompagnarsi di fronte al riemergere di sintomi forti in Cristian. E’ stato significativo per far riconoscere gli strumenti che una persona, una coppia, una famiglia… può sviluppare per poter crescere superando i propri  nodi storici.

Sandra

1 commenti:

Amelia ha detto...

a volte anche un commento, un blog...ci può alimentare a distanza. Grazie Sandra