luglio 25, 2014

San Giovanni Rotondo (FG), martedì 22 luglio 2014. PRIMA SETTIMANA INTENSIVA INTERNAZIONALE. Secondo giorno.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone Giuridiche n. 429
Prefettura di Foggia 





SETTIMANA INTENSIVA

INTERNAZIONALE.

  Secondo giorno.
 
 


Buongiorno mondo! Eccoci svegli, ma… non proprio pronti per iniziare. Perciò cominciamo la seconda giornata di viaggio guidati da Kathy che  ci prende per mano e ci conduce silenziosamente e lentamente a vivere un intenso momento di danza Tai Chi e ci regala il rilassamento e la leggerezza che ci occorre. D’altronde non ci stupiamo, conosciamo Kathy da lungo tempo: è maestra nell’uso dei codici antenati e quindi del corpo e ha tanto da insegnare a ciascuno di noi.

Le canzoni ascoltate nei Pensieri completano l’armonizzazione del gruppo e intanto arrivano anche gli immancabili ritardatari!!! Oggi i nostri conduttori sono Michela, Sandra e Silvio. Si comincia con l’ascolto dello stato quiete di quanti sono rimasti scossi dalle dinamiche del giorno precedente.


E mentre lo si fa, ecco che nasce la prima dinamica del giorno grazie ai conduttori che interagiscono con F., un bimbo di 9 anni che ha comportamenti e atteggiamenti da adulto mentre dimostra difficoltà a viversi le parti tipiche della sua età.


Lentamente transitiamo nelle Comunicazioni dando spazio a quanti per la prima volta si accostano a questa esperienza. Nelle loro parole ritroviamo molti di quelli che sono stati i nostri passaggi emotivi personali dell’inizio e ci accorgiamo di quanto ancora oggi, nonostante il Metodo alla Salute sia sempre più conosciuto, sia  importante per chi  sta da più tempo cercare di preparare, di rassicurare e di dare risposte a chi si avvicina con tutto il proprio pesante fardello di vita e il proprio bagaglio pieno di domande, ma anche di paure, chiusure e resistenze


E’ il caso di M. un giovane Englishman che ci comunica come sua sorella e sua madre dopo appena un solo giorno di corso abbiano deciso di andare via e di ripartire per l’Inghilterra nel pomeriggio. Intorno a M. si stringono in tanti a fargli sentire la vicinanza e il calore di cui ha bisogno  e di cui ha diritto.  

R., uno psichiatra inglese venuto a studiare il Metodo, ci chiede se non sia il caso che altre famiglie italiane interagiscano con quella di M., ma poi pur chiedendoci se e quanto parlare una lingua diversa possa aver pesato e condizionato tale scelta, ci ricordiamo di quanti, anche italiani, hanno fatto lo stesso

La paura è una molla potente e quella di doversi mettere in discussione lo è certamente molto, e la paura non conosce confini, perciò… care mamma e sorella di M. a voi auguriamo un buon rientro nelle vostre certezze, ma ciò che soprattutto vogliamo fare è augurare a M. di trovare la giusta dimensione per proseguire il proprio viaggio in questi giorni qui con noi.


Le famiglie e la presenza dei familiari è condizione essenziale per un viaggio nel proprio passato che ci proietti poi più velocemente verso la rinascita personale, come in un nuovo canale del parto.
 
E anche le immersioni di oggi, numerose e toccanti ce lo confermano,  e tra tutte quella di A. devotamente seguita e accompagnata da E., innesca una dinamica che sprigiona forze e dolori antichi e sconosciuti, a cui in tanti uomini si avvicinano senza paura.
 
Ieri a pranzo avevamo detto a R.: 
“Il gruppo e la sua forza numerica, se accompagnato bene, è il contenitore devoto dove poter far esplodere ciò che c’è e ancora non si vede bene, nel tentativo di evitare le esplosioni improvvise e inattese, che poi sono quelle più devastanti.”
Oggi alla fine di questa dinamica R. ha compreso a pieno il senso di quelle parole.
 
Nel pomeriggio cambiamo stanza e proviamo ad elaborare meglio quanto vissuto al mattino. Il titolo della teoria globale di oggi è “esplosioni soffocate”.
 
In tanti partecipano alla teoria di primo livello per poi lasciare spazio ai conduttori che raccolgono e aggiungono. Tante sono le emozioni provate e gli stati d’animo vissuti e tanti sono anche gli spunti su cui meditare e riflettere.
 
Gli intrecci e gli scambi che si stanno costruendo tra noi sono i ponti che ci portano a muoverci e camminare su nuove ed inedite strade perché, come ci ricorda sapientemente Sandra
“Colui che non si muove, non può rendersi conto delle proprie catene” (Rosa Luxemburg). 



Giuseppe e Gabriella


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