luglio 10, 2014

Celle di San Vito (FG), venerdì 27 giugno 2014. V° PROGETTO "RAINBOW" DELLA FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS. Quinta giornata.



FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS  
 Registro Persone giuridiche n. 429 
Prefettura di Foggia





 
V° PROGETTO "RAINBOW"
DELLA FONDAZIONE
NUOVA SPECIE ONLUS.
OLTRE LE COLONNE D'ERCOLE. 
 
Quinto giorno. 
 
 

Quinto giorno del progetto "Rainbow", oltre alla giornata dedicata all'accoglienza, e un po’ la stanchezza inizia a farsi sentire in me. Ma superato quel breve momento del risveglio in cui i pesi sembrano notevoli, e salutate le mie straordinarie compagne di camera A., T. e N. (mi aiuta molto ad alleggerirmi, mi sento un po’ un fratello maggiore nel piacere di coccolarle un po’…) mi butto nella nuova giornata

Come tutti i giorni vivo la fatica di amalgamare un simbolico discendente, scollegato dai miei codici profondi, che vorrebbe organizzare il mio tempo anche per tenermi al sicuro/lontano dalle mie emozioni e  uno invece ascendente che vuole entrare in contatto con essi. Insomma, vivo ancora con una significativa confusione con la quale non posso che convivere provando solo a migliorarla un po’ alla volta ridefinendo ogni giorno il mio Globale massimo, i miei obiettivi, facendo teoria anche con l’uso delle unità didattiche sul vissuto del giorno precedente. 


C’è attesa (in me anche paura…) di sapere chi saranno gli embrioni e chi le cellule delle scialuppe di questa giornata.  Dopo la colazione ci sediamo nella stanza e B. inizia a comunicare le persone scelte dal coordinamento. Sono previste cinque scialuppe: quattro con un unico embrione e una con due embrioni legata prevalentemente all’adolescenza. Ogni scialuppa si organizza in modo autonomo. E’ mezzogiorno quando salpiamo e l’unico vincolo che abbiamo è che entro le diciotto dobbiamo “rientrare alla nave” per sviluppare la teoria al fine di unire all’Albero della Vita (la dinamica) l’Albero della Conoscenza (la teoria) indispensabile a transitare per portare le nostre vite più vicine alla globalità della vita stessa.
 
La scialuppa dell’adolescenza sceglie di partire per viversi liberamente, da buoni adolescenti privi di schemi predefiniti, il tempo a disposizione. 



Le scialuppe avranno bisogno di più tempo di quello previsto. Alle diciotto ancora nessuno è rientrato. Ma questo è anche normale: il fenomeno vivo un po’ lo puoi organizzare (angolo α) ma un po’ bisogna restare in ascolto (angolo β) e farsi guidare dall’inedito che incontri.
 

Iniziamo la fase della teoria guidati da R. che sono quasi le venti: sono presenti tutte le scialuppe ad esclusone di quella legata all’adolescenza che non è ancora rientrata dal viaggio.
Provo ad accennare ora ai meccanismi emersi in ognuna per poi raggrupparli in un fondo comune più globale.
 

Inizia la scialuppa dell’embrione G. Nella sua immersione si è rilevato come il non essersi sentito visto dai genitori, nemmeno al negativo che pur non bello sarebbe comunque stato qualcosa, ha prodotto una profonda virtualizzazione della sua vita in allontanamento da tutti i codici profondi, compreso quello simbolico-razionale per poter sostenere il dolore di quanto gli è mancato.



Poi è la volta dell’embrione V. Il dolore dovuto ai tagli profondi fin dall’infanzia causati da genitori per vari motivi non presenti uniti all’invasione di un territorio difficile, ha reso necessario un allontanamento dallo stesso. Questo ha trovato forma in una grande attività verso gli altri sia per assicurarsi di essere visto (e quindi di avere un ritorno positivo) e anche per controllare così il territorio facendo sempre il primo passo, ma perdendo la possibilità di accogliere fino in fondo azioni positive spontanee nei suoi confronti.
 

Successivamente ascoltiamo l’embrione G. in cui il potente incastro della relazione dei genitori, resosi necessario dai debiti di entrambi ma soprattutto del padre, erano stati con grande forza trasferiti a lei togliendole sostanzialmente la voglia di vivere in armonia con tutti i suoi codici, soprattutto quelli legati all’espressività del suo corpo e delle sue emozioni.
 

Infine è la volta dell’embrione L. Emerge ancora una volta come per sostenere il dolore dovuto ai tagli profondi ricevuti soprattutto nell’infanzia dovuti ad un insieme di relazioni che ci ha invaso, si rende necessario sviluppare modalità per rimanere lontani da quel dolore: anche in questo caso, come in V. anche se con modalità diverse,  la necessità è stata di controllare le relazioni verso l’esterno anticipandole per garantirci di avvicinarci alle profondità.

Alla fine della serata, verso le ventidue, è rientrata anche la scialuppa con i due embrioni N. e T., la quale ha portato una ventata di freschezza ed allegria come ci si poteva aspettare da un pomeriggio trascorso a riviversi le fasi adolescenziali, con balli e scherzi vari. Da questa scialuppa è emerso come quando nella nostra vita alcune fasi non sono state vissute, riviverle anche in età adulta permetta di riprendersi quelle parti e di, nel tempo, transitare oltre liberandosi.




Il fondo comune che riesco a cogliere sono le strategie che ognuno di noi mette in campo per sostenere il peso dovuto a codici profondi tagliati o congelati dalle famiglie di origine: risultati che colorano inevitabilmente la nostra vita. Sono modalità apparentemente diverse ma eguali nell’obiettivo: allontanarci ed allontanare chi ci sta attorno dal luogo dentro di noi nel quale il dolore è presente, convincendoci, per quanto possibile che quel dolore non esiste.
Sono strategie difensive anche buone ed efficaci nel loro scopo ma che fermando il viaggio della vita che richiede un inedito in rinnovamento continuo e per questo alla fine diventano insostenibili.
 

Un’altra caratteristica di queste giornate è che il tempo si dilata arrivando a contenere momenti che sembrano non finire mai.
 

Dopo tutto il vissuto già raccontato è arrivato un momento di leggerezza dopo la cena in cui alcune delle partecipanti (più qualche intruso…) hanno improvvisato una sfilata per permetterci di vivere anche la parte di una sensualità giocosa superficiale solo in apparenza parte integrante della vita di ognuno di noi.
 

Come ogni giornata straordinaria che si rispetti prima di andare a dormire alcuni di noi si sono riuniti in una stanza e M. con la sua poesia ci ha raccontato due fiabe arrivando perfino a fare teoria globale su di esse.

Che dire: una giornata intensa, lunga, emozionante, faticosa, sorprendente. Una giornata ricca di vita e conoscenza.


Flavio

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