luglio 07, 2014

Celle di San Vito (FG), mercoledì 25 giugno 2014. V° PROGETTO "RAINBOW" DELLA FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS. Terzo giorno.



FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS  
 Registro Persone giuridiche n. 429 
Prefettura di Foggia






 
V° PROGETTO "RAINBOW"
DELLA FONDAZIONE
NUOVA SPECIE ONLUS.
OLTRE LE COLONNE D'ERCOLE. 

 Terza giornata.


Mercoledi 25 giugno. Dopo due giorni di scambio e condivisione nel porto i marinai si apprestano a partire con la nave e le scialuppe. Il primo pensiero della giornata è rivolto a Paride che di buon mattino ha coinvolto i Rainbownauti presenti in un mix di danza e meditazione, aiutandoli a dilatarsi e preparandoli  al viaggio. La canzone  Pensa così” di Arisa anticipa i pensieri e le comunicazioni che i Rainbownauti si sentono di esprimere dopo la nottata e le dinamiche del giorno precedente.


Successivamente Raffaele comunica che prima di salpare con le scialuppe è importante dare valore anche a chi conduce la nave in modo da poter sciogliere quei nodi che ancora appesantiscono ed ostacolano il viaggio. Per questo si decide di portare al centro dell’utero devoto B. visibilmente in travaglio anche dopo aver speso molte energie al servizio della vita degli altri e del progetto. Inizialmente emerge il bisogno di un materno e di un femminile  ma presto la dinamica grazie all’accompagnamento di Raffaele e le altre donne diventa l’occasione per celebrare e chiudere la fase di un rapporto forte che l’ha nutrita e salvata. Abbiamo cosi assistito allo scambio tra B. ed N. che si sono comunicate le proprie verità e la profondità di un legame che ha permesso a entrambe di viversi tante parti diverse. Una relazione molteplice e un incastro simbiotico che oggi è stato sciolto in un lungo abbraccio amorevole e in un taglio che ha riconsegnato ciascuna metà/intero alla propria storia e specificità dopo una significativa traversata metastorica.


Le onde della mattinata lasciano spazio al pranzo e al riposo in attesa di Mariano che ci raggiunge alle 16:00 con Giovanna e Francesca per la prima supervisione di questo progetto “Rainbow”.

Dopo i saluti e le comunicazioni Mariano rende omaggio al timoniere Raffaele raccontando le origini del paese di Celle di San Vito che ci ospita. In particolare riporta la storia del giovane santo protettore dei danzatori che dopo l’esperienza di prigionia viene cresciuto da un precettore e una nutrice e svolge il suo apostolato in Lucania.


In seguito Mariano soffia sul vento della nostra nave ricordando il globale massimo in cui dovrebbe svolgersi il viaggio partendo dalla sua esperienza e dal passaggio che si accinge a vivere dalla fase embriogenetica (angolo beta) a fetogenetica (angolo gamma). La prima, psicotica ma necessaria alla vita è quella in cui ciascun organo si forma, ignaro dell’esistenza degli altri. Nella seconda, una volta costituiti gli organi crescono e si integrano tra di loro. 
Così il Progetto Nuova Specie aspira ad essere  l’incarnazione del passaggio tra la fase embriogenetica a quella fetogenetica e la Fondazione Nuova Specie deve confrontarsi con la storia e gli altri organi che essa ha prodotto fino ad oggi. In quest’ottica il progetto “Rainbow” rappresenta un esempio di sperimentazione feto genetica in cui possiamo sentirci co-creatori.  Per spiegare il senso del viaggio insito in tale progetto Mariano fa riferimento all’antenato più antico del movimento: l’onda.


Il viaggio, come l’onda, si compone di due parti quella superiore (anello simbolico) in cui è importante saper esprimere tutti i colori della vita e quella inferiore (anello diabolico) in cui è necessario attraversare le paure e fare emergere le nostre parti più fragili e addolorate, in realtà molti di noi vivono in modo parziale aggrappati a un arcobaleno immobile dai colori sbiaditi o ingabbiati cronicamente in un disagio che non riescono ad attraversare. Il sogno concreto del progetto “Rainbow” è quello di accompagnare le persone a riappropriarsi dei propri colori vivi sapendo discendere nella valle delle lacrime per poi risalire e tornare all’arcobaleno più ricchi e interi. E’ grazie all’unita didattica del Cummunitronda che Mariano ci ha permesso di assaporare questa affascinante metafora. Infine Mariano ha voluto ascoltare i vari stati quiete delle persone che faticano a partire e/o a fidarsi accompagnando, aggiungendo elementi e suggerendo delle possibili prospettive per le dinamiche metastoriche che ci aspettano. Dai vari interventi si è delineato un fondo comune che riconosciamo soprattutto nella capacità di osare al di là dei pregiudizi e delle paure.



Martino

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