giugno 04, 2014

Rimini, martedì 15 aprile 2014. Assemblea dei soci dell’Alsa Romagna: Elezioni del nuovo direttivo.



Assemblea dei soci dell’Alsa Romagna:
Elezioni del nuovo direttivo.


Martedì 15 aprile a Rimini si è riunita l’Assemblea dei soci dell’Associazione alla Salute Romagna con lo scopo di eleggere il nuovo direttivo. L’evento è sopraggiunto dopo un periodo di transizione e semina, caratterizzato da un notevole tasso di anarchia e crescita delle persone che si sono quindi ritrovate, accomunate da uno spirito di appartenenza più chiaro e radicato
L’aspetto principale a cui mi sono sentito di dare valore, aprendo le danze assieme a Massimiliano, è stato proprio questo: l’allargamento della base associativa, un maggiore senso del percorso comune da intraprendere sul territorio e in rete, la volontà di essere un gruppo di lavoro lasciando definitivamente quella dimensione più verticistica in cui poche persone fanno praticamente tutto e che ha caratterizzato l’Associazione sin dal momento della sua nascita.  

Sono stato felice di vedere e sentire che le persone presenti all’Assemblea o che hanno mandato i propri contributi perché impossibilitate a venire sono proprio quelle che in questo momento ci tengono e ci credono di più. Ho percepito finalmente una certa armonia e un femminile di fondo che ci ha accompagnato durante tutta la serata. Segno che  numerosi nodi e strappi degli anni precedenti si sono in qualche modo sciolti o sono stati superati. Questo grazie anche e soprattutto al negativo e alle difficoltà riscontrate fino ad oggi e che nel “caos accompagnato” hanno portato al compimento della fase embriogenetica della nostra Associazione ovvero la fase in cui si sono formati gli organi necessari per poter lavorare come un gruppo che ha una base e che può integrarsi in un organismo più grande complesso quale è la Fondazione Nuova Specie. E’  piccolo patrimonio che è sbocciato e che ora va pazientemente coltivato nella fase Fetogenetica. 


Il direttivo uscente presieduto da Davide, con tutti i limiti che la Supervisione di febbraio aveva comunque messo in luce, ha avuto grandi meriti. Il merito di condurre l’Associazione in una fase molto delicata di transizione, il merito di organizzare tanti eventi diversificati nel territorio per poter allargare la base, il merito di “andare in crisi” permettendo ad altre persone dell’Associazione di scendere in campo più da protagonisti a cominciare dalla conduzione dei Gruppi alla Salute che hanno rappresentato un importante elemento di continuità anche nei momenti più delicati. La Storia della nostra Associazione è stata in effetti fino ad oggi una Storia di crescite accelerate e strappi, momenti di espansione e di scoppio in cui le persone coinvolte hanno potuto anche attraverso il rapporto con l’Associazione alla Salute riprendersi tante parti. Questa è una grande opportunità che i Fondatori dell’Associazione e quelli che l’hanno portata avanti, hanno regalato a se stessi e al territorio.

Oggi, forse, dopo aver dissodato duramente il terreno, ci sono le basi per una crescita più armonica e continua, meno frenetica e condivisa da un gruppo di persone che, al di là dei ruoli, possono sentirsi più “uguali nella diversità”. 

E’ con queste premesse che si è svolta quindi l’Assemblea, arricchita dalla presenza di Marilisa uno degli antenati più preziosi del Metodo alla Salute.  

A condurre questa nuova fase sarà quindi un direttivo di sette persone presieduto da Marinella Santi. Al suo fianco ci saranno Massimiliano Guiducci, Enrico Morri, Lidia Gualtiero, Daniela Santi, Paola Selleri e Giuseppe Riva. Personalmente sono contento di questa nuova squadra perché ci vedo elementi di esperienza, discendenza, entusiasmo, continuità e novità. Anche il clima in cui si sono svolte le elezioni è stato finalmente sereno e l’Assemblea ha accolto e investito con entusiasmo i nuovi membri del direttivo delle loro funzioni. 


Come membro del vecchio direttivo e persona che è stata molto attiva nell’Associazione sono felice di constatare la crescita del gruppo e mi sento molto alleggerito. Cercherò di portare la mia specificità nell’Associazione dopo aver scelto di privilegiare in questo momento il rapporto con me stesso. Ho voglia di continuare a dare il mio contributo nell’accompagnamento e nella costruzione di un utero romagnolo di cui siamo stati a lungo orfani ma che ora può nascere grazie alle spinte ascensionali di questa nuova fase.

Buon lavoro,

Martino contadino

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