aprile 04, 2014

Aula didattica globale "Gianna Stellabotte" (FG), martedì 1° e mercoledì 2 aprile 2014. SETTIMANA INTENSIVA. Accoglienza e primo giorno.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS 
 Registro Persone giuridiche n. 429 
Prefettura di Foggia



SETTIMANA INTENSIVA
DELLA FONDAZIONE
NUOVA SPECIE ONLUS.
Accoglienza e primo giorno.
Aprile 2014.



Ieri martedì 1° aprile 2014, alle ore 18:00, è cominciata la Settimana intensiva del Metodo alla Salute della Fondazione Nuova Specie. L’ideatore di tale metodo è il Dr. Mariano Loiacono


Perennemente in ritardo, e con la diffidenza e lo scetticismo che mi contraddistingue, mi sono recata al Centro di Medicina Sociale di Foggia, su consiglio di un’amica, per rendermi conto in cosa consistesse questo “Metodo alla Salute”, che ritiene di poter far superare alle persone dei disagi interiori senza l’uso di psicofarmaci

Appena entrata, nonostante il mio evidente imbarazzo, sono stata invitata dal Dottore a sedermi al centro dell’aula dinanzi a circa una settantina di persone, provenienti da più parti d’Italia, di cui più della metà già a conoscenza, non solo teorica ma bensì anche pratica, del Metodo. Ciò che mi ha lasciato particolarmente esterrefatta è stato constatare un approccio che permette di mettersi a contatto con le persone presenti e di coninvolgersi magari in canti e balli. In soli cinque minuti, trascorsi nel farmi domande superficiali, come ad esempio sull’età o sugli studi fatti o addirittura nella richiesta di un abbraccio o semplicemente della tenuta della mano di un ragazzo a me sconosciuto, il Dr. Loiacono è riuscito a guardarmi dentro, a fare una descrizione precisa e dettagliata della mia persona, cosa che mi ha sconvolto profondamente. Le frasi che mi sono rimaste più impresse sono state: “Hai una maschera”... E soprattutto: “Sei un sepolcro imbiancato”, espressione tratta dal Vangelo secondo Matteo:
“Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all’esterno sono belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume”.
Trascorsa la nottata in maniera un po’ pensierosa, mi accingo questa mattina ad entrare in aula. La giornata odierna, pur nell’assenza del Dr. Loiacono, è stata sicuramente proficua sotto diversi punti di vista. Innanzitutto, è stata gestita egregiamente dalle figure dei “conduttori”, cioè persone che hanno provato sulla propria pelle e beneficiato del Metodo, e che ora, dopo aver frequentato dei corsi formativi, sono in grado a loro volta di aiutare gli altri, sebbene continuino ancora ad affrontare i propri percorsi di crescita


La mattinata si è incentrata sulla trattazione di una delle quattro fasi del “Graal alla Salute” ossia quella dell’immersione, che è una fase molto delicata del percorso, dove ciascuno può, scavando, riuscire a tirar fuori quella parte dolorosa, apparentemente rimossa del proprio Io. Diverse e toccanti, sono state le esperienze raccontate e direi anche vissute insieme ai presenti. In molte di loro mi sono anche in un certo senso riconosciuta, in altre invece, ho sentito una grande distanza e un certo sconforto. 


Il pomeriggio è iniziato con la lettura di due poesie, ad opera di due ragazzi del Metodo, Francesco e Luigi, che ho deciso di riportare integralmente. Eccovi la prima: 
“Se pensi di aver vinto, fermati a riflettere con maggior attenzione, scoprirai allora di non aver superato l’ostacolo e raggiunta la meta, ma, solo, purtroppo, di aver finalmente raggiunto la consapevolezza di essere ancora una lumaca, che, per andare avanti, ha bisogno di guardarsi tante volte indietro e di respirare ancora, sempre, la bava che, rimasta indietro, si dilegua e scompare come le onde del mare sul litorale del nostro mare”.
Ed ecco la seconda:
“Una luce si accende è sera e le stelle brillano, il mare si confonde con un briciolo d’amore, in campagna suona un violino dolce armonioso come un  ramoscello che vuole amore”

Poi, si è proseguito con la trattazione della teoria, dal greco vedere-osservare-contemplare, fondamentale per la riuscita del Metodo alla Salute, in cui ci è stata illustrata la quadripartizione dell’approccio del Metodo alla Salute. La prima fase è dedicata ai “pensieri antenati”, che è poi quella che serve a sciogliere il ghiaccio, in cui possono essere d’aiuto anche i balli ed i canti, dove ognuno porta con sé qualcosa dall’esterno; la seconda è intitolata “comunicazioni”, ed è quella fase in cui si cerca di approfondire la storia della persona, di raccontare un po’ più di sé; la terza fase è quella citata in precedenza e, ampiamente trattata nella mattinata, cioè dell’immersione ed infine, per ultimo, ma non certamente per importanza, c’è il “Fondo comune” che consiste nel rendersi conto che i meccanismi che regolano le diverse storie, le diverse esperienze di vita, in realtà sono gli stessi, e pertanto, è possibile trovare un fondo comune in esse. 


Concludendo, merita un ultimo accenno la fase proposta dai conduttori [il Fondo comune], consistente nell’apposizione di un titolo da parte di ciascun partecipante al progetto che racchiudesse tutto quanto detto, basato su concetti opposti ed elaborato alla luce delle esperienze vissute in giornata. Tanti sono stati i titoli proposti, uno mi ha colpito particolarmente: “Il sonno dell’emozione genera mostri”. In realtà però, è stato scelto, con mio stupore, un titolo, in parte elaborato da me ed in parte suggeritomi, che fa così: “Il dolore del ricordo. Il ricordo del dolore”. Ed è proprio così che voglio terminare questo scritto, con la speranza che affrontando il dolore, tirando fuori quella parte di me seppellita, ma, evidentemente non morta del tutto, riesca a trasformare il dolore stesso in un lontano ricordo.

Daniela e Mariangela

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