febbraio 14, 2014

Aula didattica globale "Gianna Stellabotte" (FG), domenica 9 febbraio 2014. EPISTEMOLOGIA GLOBALE E DINAMICHE DI VITA. Prima Settimana. Quinto giorno.


 FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS 
Registro Persone giuridiche n. 429
Prefettura di Foggia




CORSO DI
"EPISTEMOLOGIA GLOBALE
E DINAMICHE DI VITA".

Prima Settimana. 
Quinto Giorno.



Nell’ultimo giorno della prima settimana Din-Bar, Barbara attraverso il salto precipiziale rappresentato dal quadro di Michela Garbati, ci ha accompagnati creativamente a fare il passaggio dal Padre al Figlio. Lei stessa sta incarnando ciò che ci sta illustrando; noi "DINBARisti" stiamo apprendendo dal suo simbolico e da ciò che ci comunica attraverso gli altri codici più profondi. Lasciando quella zolla di terra parziale, circoscritta, il Figlio ci spinge, essendo la parte dellIn.Di.Co. dinamico, a lasciare la strada già segnata. Riconoscere il Figlio come colui che salva è un’opportunità che ci porterà verso un nuovo porto, verso un nuovopunto di vista.


Questa è una benedizione e non è scontata poiché il Figlio è incerto, ci stimola, ci mette in transizione, ma ha bisogno di cura, di essere accettato, riconosciuto e incoraggiato; preservato per essere intrecciato ed incluso in un Globale Massimo che risuonerà nella nostra vita ed ispirerà chi ci sta intorno.
Le modalità attraverso cui si manifesta il Figlio (Meccanismi Globalizzanti) si esprimono:
col maschile nella rottura di un equilibrio, nella perdita, nel negativo, crisi, disarmonia,
col femminile nel vuoto, alleggerendo, nel paradosso, con l’ironia. 
Ogni Figlio è unico e la sua espressione e tonalità dipende dallapproccio globale che abbiamo.
Mariano ci riporta all’immagine del Roveto Ardente, all’intuizione che Mosè ha avuto nel deserto. Un cespuglio, un alberello selvatico che brucia ma non si consuma;la danza degli opposti che non esclude, ma rispetta il valore del Padre, ascolta e supera, nel salto, dando ospitalità, offrendo la bevanda al nemico, ripartendo nel ciclo-cerchio della vita.


Il soffio profondo che a distanza mette in viaggio, collega il Padre piede fermo ed il Figlio che vuole procedere è lo Spirito, la parte che non si vede, preziosa perché ci guida se ci affidiamo. Lo Spirito è libero, non si schiera; creativamente va verso il Padre e verso il Figlio e permette di realizzare l’unità fusionale, la trasfigurazione, qualcosa di nuovo che include, collega, crea un nuovo fondo comune tra padre e figlio.
Il ricamo creativo dello Spirito avviene quando ci immergiamo nellalbero della vita, ci battezziamo in tutto quello che c’è (compreso paure, rischi, pericoli) ed interveniamo creativamente verso il Padre e verso il Figlio.
Poi lo Spirito si separa dagli eventi in corso della storia ed attinge all’albero della conoscenza al fine di “pescare-cogliere” il cuore per unire gli opposti nella complessità.

 L’In.Di.Co. è se ci affidiamo al viaggio. 

Nelle cose tangibili un esempio di Spirito per noi "DINBARisti" sarebbe quello di creare una trasfigurazione nel modo di stare al corso, affidandoci alla poesia dello Spirito e prendendoci la responsabilità del nostro viaggio, che va oltre ciò che vediamo e che pensiamo di captare. Questo nei diversi livelli di ascolto, dilatazione, parlare, di stanchezza e rigidità, cogliendo l’occasione (opportunità) per incarnare nella nostra vita il viaggio su piani che nemmeno mettiamo in discussione.


Nietzsche recita:

“ Il perduto per il mondo conquista per sé il suo mondo”. 

Buon riposo, buono Spirito.

Veronica

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