febbraio 12, 2014

Aula didattica globale "Gianna Stellabotte" (FG), venerdì 7 febbraio 2014. EPISTEMOLOGIA GLOBALE E DINAMICHE DI VITA. Prima Settimana. Terzo giorno.


 FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS 
Registro Persone giuridiche n. 429
Prefettura di Foggia



CORSO DI
"EPISTEMOLOGIA GLOBALE
E DINAMICHE DI VITA".

Prima Settimana. 
Terzo Giorno.


La giornata è iniziata con Andrea che ha cantato “Simme e Napule paisa” dedicata a tutti, e che mette in  
risalto la grandezza di Napoli nella sua semplicità, ma all0 stesso tempo mostra come siamo tutti uguali nella nostra diversità, e che la vita è fatta di cose semplici legate agli antenati come il sole e il mare.


Dopo, lo stesso Andrea, ha voluto dedicare un pensiero al figlio Flavio al quale fa difficoltà ad avvicinarsi.            
Nonostante le sue resistenze iniziali accompagnato anche dagli altri Flavio riesce a fidarsi e stringe in un bellissimo abbraccio con il padre, circondati da altre persone.
Mariano si sofferma poi a parlare della dipendenza dal negativo e riprendendo il testo del Tao, sulla quale ci eravamo soffermati il giorno prima. Ci spiega che bisogna liberarsi dalla nostra forte razionalità per scendere nelle nostre profondità e quindi trasformare il nostro negativo in un nuovo punto di vista chiamato in.di.co. (infinito-dinamico-complesso). Solo arrivati nelle nostre profondità è possibile far luce nella nostra vita.

L’esistenza ha bisogno di due motori: l’albero della vita e l’albero della conoscenza del bene e del male.
Per spiegarci questo concetto Mariano riprende quanto accaduto il giorno prima quando la figlia Barbara ha mostrato la sua difficoltà nel condurre per la prima volta il corso di Epistemologia e la invita ritornare sul vissuto di ieri. 
Facendo così Mariano dimostra ancora una volta di essere un grande accompagnatore per lei ma soprattutto per tutti noi. Dalla sua spiegazione ci rendiamo tutti conto di quanto la nostra conoscenza sia così limitata rispetto all’albero della vita e per arrivare ad esso bisogna staccarsi dall’accaduto e scendere più in profondità per entrare nelle persone. 
La stessa Barbara infatti dimostra di avere un forte codice simbolico da cui fa difficoltà a staccarsi perché è molto riconosciuta per questo dagli altri ma in realtà sta ancora iniziando a scendere nella sua profondità.
Inoltre vivendo molto il confronto differenza con gli altri accentua questo suo codice simbolico ma in realtà è solo un grande desiderio di prendere parti mancanti dagli altri.


Al pomeriggio riprendiamo con un video: un cartone animato proposto da Ivan, che in pochi minuti ci mostra una semplice famiglia della cultura contadina in cui l’uomo era dedito solo al lavoro, la donna doveva occuparsi della casa e i figli raggiunta una certa età dovevano subito trovare la loro strada.
Nel video il figlio fa molta difficoltà ad abbandonare l’entità psicotica della famiglia per prendere una propria strada. Inoltre la madre è molto legata al figlio senza il quale non potrebbe avere un ruolo nella famiglia dato che la relazione di coppia è inesistente. Il figlio cresce solo quando muore la madre, ossia muore quella parte psicotica che fa da collante. Quando il figlio abbandona la casa, il padre si sente solo senza di lui, perché ormai non c’è più neppure la figura della moglie.
Da questo breve filmato nascono poi alcune considerazioni e lo stesso Mariano si riconosce in quella famiglia, legata alla vita contadina, e ci racconta piccoli tratti della sua storia, in cui si è dovuto formare da solo, senza l’aiuto di nessuno ed ora è pur davanti a noi a mostrare un punto di vista nuovo, da cui lui è riuscito a ripartire nella sua vita per arrivare a fare grandi cose per tutti noi.


Dopo Barbara ci illustra le tre epistemologie più conosciute, ossia:


la religione
che è quella  più antica, in cui gli uomini si aggrappano all’esistenza di un’entità superiore, un dio creatore di tutto, che decide per noi cosa è bene  e cosa è male; 

la filosofia
con cui si cerca di spiegare razionalmente l’esistenza e ogni filosofo parte sempre criticando i sistemi filosofici precedenti; 

la scienza 
che applica alla vita delle leggi che sono verificabili da tutti. 
Ma la scienza in realtà, soprattutto con la rivoluzione industriale, ha creato anche tanti disastri ambientali come l’inquinamento e ci ha resi schiavi della tecnologia.

Tutte queste epistemologie sono però parziali, perché non colgono l’essenza della vita e tendono a dare delle verità assolute, che in realtà non sono tali.

Francesco Ambrosio

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