febbraio 11, 2014

Aula didattica globale "Gianna Stellabotte" (FG), giovedì 6 febbraio 2014. EPISTEMOLOGIA GLOBALE E DINAMICHE DI VITA. Prima Settimana. Secondo giorno.


 FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429
Prefettura di Foggia




CORSO DI
"EPISTEMOLOGIA GLOBALE
E DINAMICHE DI VITA".

Prima Settimana. 
Secondo Giorno.




Siamo al secondo giorno, e tutto procede con regolare disordine. A noi “piace”, ci riporta al caos “della vita”, sappiamo di nutrire parti nostre più profonde. 


Così Mariano invita un giovane, Francesco, che con tanta creatività richiamato dal suo sentire ha inventato il logo dell'Associazione alla Salute Campania. Bello nella grafica e per la sua interpretazione: un vulcano che erutta, scoppia, sgretola il tempio ...questa vita frammentata, una lumaca che riesce a navigare sull’acqua per la sua leggerezza e il mare che è  il caos con la luce del sole sul fondo a rappresentare la teoria. Questo blu ad "intermittenza" dalla caoticità pura come la fluidità della vita è l’elemento più antico, che ci riconduce  al liquido amniotico, l’acqua, la coppia più antica (idrogeno e ossigeno). Un logo, quello campano, che nell’unicità della sua lumaca riconosce il femminile nella testa, il Monte Somma (per Veronica), il maschile nella rigogliosità del Vesuvio. In esso si riconosce anche un'interpretazione Epistemologica Globale: c’è l’uno-trino, rappresentate nelle tre figure del tempio “padre”, della lumaca “figlio” e dell’acqua “come spirito”.  


Ed ecco la prima dinamica, un adulto, Ernesto, che finalmente riconosce un giovane che non ha aderito allo scontro dei "clan". Entrambi sono stati accompagnati a cogliere che sono una parte di un insieme in una nuova fase fetogenetica in cui possono andare oltre la territorialità e la provenienza. Il colore di questa "lumaca campana" è marrone come la terra fertile già significato etimologico della campagna


Dopo un alleggerimento partenopeo, si riprende attraverso molteplici riconoscimenti dei corsisti a Barbara che durante la sera dell’accoglienza ha fatto un divertente e significativo “aggadà” attraverso la quale con innumerevoli know-how sul campo c'è stato questo passaggio di testimone generazionale nel Progetto Nuova Specie


Molto teatrale e significativo è stato il racconto di una ragazza aquilana,  Francesca che ha voluto regalare a Mariano. Francesca ha creduto nella vita... è stata una donna che aveva perso la speranza la sua identità, che aveva un dolore molto forte per il non riconoscimento da parte di un esterno ingrato, una storia di psichiatria alle spalle. Oggi grazie il suo wendepunkt (punto di svolta) ci regala una favola interpretata ad arte, quella di "Marianoz". Francesca oggi può danzare sulle note della vita con il suo femminile nella logica degli opposti che si intrecciano al margine del caos


Nel mentre si introducono elementi preziosi, ognuno di noi è un creatore, dentro di noi possediamo già l’uno- trino e questo Corso ci permetterà di riconoscerlo attraverso l’immagine dell’uomo che cammina come metafora della vita in movimento.  Il piede fisso a terra (il padre) punto d’appoggio è la gamba che si alza portando in avanti (il figlio)  e lo spirito che lo tiene in equilibrio e crea il movimento


Ed ora il turno di Barbara dietro quella scrivania emozionata quasi  come al primo giorno di scuola ed è cosi che la sua specificità ci arriva  attraverso, un video che mi ha colpito molto data la mia antica passione per l’astronomia. Ci ridimensiona attraverso la visione delle grandezze dell’In.Di.Co nel quale siamo inclusi, questo infinito dinamico e complesso. E in modo sequenziale ecco un'altra immagine, il quadro di Leon Marino che Barbara ci illustra. Attraverso questa immagine speculare della cultura del villaggio mondo, Mariano interviene e scuote,  sul campo richiama quelle tre donne (le tre epistemologie storiche precedenti) intrappolate nella loro Faama (casa), regalandoci attraverso il suo vissuto sofferente una ipotesi di epistemologia nuova, più globale.  


Jasmina che ci regala lo spettacolo in diretta della proiezione personale, di quello che chiamiamo transfert. Mariano non si fa includere nei meccanismi psicotici e con spirito e autorevolezza ridimensiona Jasmina che lascia la stanza (per poi rientrare in seguito). 

Prosegue nel suo intento, arrivare a noi attraverso il corso, con la sua "arca" ci conduce verso nuove terre, e comprendiamo quanto nella realtà ordinaria nessuno ci accompagna a fare questo anzi la psichiatria ci da sostanze, illusioni, psicofarmaci  o anti-bios contro la vita (come dice l’etimologia stessa del termine) che ci rendono uomini seduti e sedati.


Compare sul proiettore, richiesto da Barbara, il quadro di Michela Garbati che rappresenta il  Progetto Nuova Specie: un occhio con una gravidanza all’interno, inserito nell’universo In.Di.Co., accolto in una croce laica, incontro delle diversità nelle quattro dimensioni spaziali. 

Attraverso l’Epistemologia Globale e attraverso i me.me. (mediatori metastorici) veniamo introdotti nella lettura di testi appartenenti a culture diverse ma riconducibili al nostro sapere emotivo, in un pomeriggio con un livello alto di teoria.  "Il Tao che va oltre le parole,  che significa appunto strada  da attraversare per arrivare allo spettacolo della vita".


Dopo una visione celestiale con “la santissima trinità” e l’immagine di un triangolo equilatero dove meccanismi psicotici, strategie di relazioni e dinamiche globalizzanti danzano in equilibrio, andiamo a casa con l’immagine in testa di due pescetti: una vignetta che rappresenta concetti "zen" presentata da Mariano con un giovane pesciolino  che chiede al pesciolino adulto cosa  è il mare e che come noi (che aspettiamo che le nostre bocche vengano nutrite di un sapere più globale) dimentica  che viviamo immersi nel mare e quindi nella metastoria.


Nadia



LETTERA - IMMERSIONE 
DI JASMINA

 La testa è confusa, ed è per questo che non so che scrivere, il petto mi parla ma io non ho la forza di ascoltarlo….. ma c’è lui, Mariano che come il Mago di Oz (storia che ci ha raccontato Francesca) riesce a far parlare quella parte dentro di noi che ci farebbe tremare,  scappare… Ci farebbe sentire che nonostante tutto siamo ancora vivi. Chi è il mago di Oz? È colui che già da tempo ha percorso da solo quel sentiero di mattoni che porta una nuova visione. Lui riesce a vedere oltre e in quell’oltre vede ogni essenza di ogni essere vivente, come se però fossero tutti un'unica cosa, un intero universo che è formato da molte stelle lucenti. 
Il mago ha il dono di sapere fare riconoscere in ognuno di noi la forza per tirare fuori la luce perché possa essa illuminare la strada di molti altri ma il mago non è nient’altro che un uomo semplice, cresciuto ma  è è pur sempre lui stesso un figlio, un padre, marito e soprattutto un uomo che ha conosciuto il dolore e che ancora tutt’ora è alla ricerca di quel riconoscimento che lui stesso si deve continuamente dare da solo e che non riesce a dare alla sua stessa famiglia. E allora che si fa quando non ci si sente riconosciuti per quello che siamo? Continuiamo a stare nel fare, nel progetto, e non si riesce a riconoscere e valorizzare nel profondo chi noi amiamo e allora lo facciamo con gli esterni.
Così io ho fatto all’Alpe, cercando di aiutare gli altri, per non vedere il desiderio nascosto di essere vista, amata. Ed è lì che ci nascondiamo dietro al nostro ruolo (di psichiatra, di padre, di psicotico, ecc), utilizzando quelle autorità per bloccare ciò che in realtà ci spaventa … ed io come uno stupida ho usato la veste della psicotica al posto di fare la figlia.  No, so che Mariano, al contrario di altri, saprà riprendere l’accaduto e trasformarlo per tutti noi e spero anche per se stesso.
Ma quella bambina della storia? Sono io, sradicata dalla mia terra, dalla mia famiglia per poi essere buttata tra le braccia della strega cattiva. Ma ora quel sentiero di mattoni lo vedo, adesso ho la possibilità di continuarlo con gli altri.

Buon viaggio a tutti
Jasmina


2 commenti:

Marta Prossimo ha detto...

Come siete belli,
il vostro Spirito arriva
anche tra tanta distanza,
belli tutti.
Marta Maria

Angelo ha detto...

Sono le immagini che traducono il vostro impegno e vi fanno sentire così vicini anche stando lontani... e sento di stare con voi pur senza di voi!!!