gennaio 18, 2014

Lucrezia di Cartoceto (PU), sabato 21 dicembre 2013. SALOTTO LETTERARIO GLOBALE.




  
SALOTTO LETTERARIO "GLOBALE"
A CASA DI CINDY RECCHIA.

“In una notte di temporale”...

Sabato 21 dicembre 2013, nella casa di Cindy a Lucrezia di Cartoceto, si è svolto il primo “salotto letterario globale”. Iniziativa che si colloca nell’ambito degli eventi che durante il Corsaggio le Associazioni alla Salute regionali e i membri del popolo di Nuova Specie+ hanno deciso di realizzare per raccogliere fondi per la Fondazione e ultimare così l’acquisto dei terreni e la masseria.
 

Il merito dell’iniziativa va quindi a Cindy che oltre ad aver scelto la fiaba e curato gli aspetti organizzativi ci ha accolto nella sua casa offrendoci delle specialità culinarie belghe da lei preparate. Cindy ha saputo partire da una sua passione quale è la letteratura e l’ha messa a disposizione degli altri, della Fondazione, della vita. 


E’ stato un pomeriggio intenso in cui il racconto scelto, "In una notte di temporale" di Yuichi Kimura, ci ha portato ad immergerci e a riconoscere tante parti nostre, portando alla luce una bella Teoria globale in cui ciascun partecipante ha dato il suo contributo. 

Il contenuto della fiaba si prestava particolarmente a illuminare i passaggi che tanti di noi stanno faticosamente attraversando. E’ infatti la storia di una capretta e di un lupo che in una notte tempestosa s’incontrano nel buio di una capanna per trovare rifugio. L’oscurità impedisce ai personaggi di riconoscere la loro natura rispettivamente di preda e predatore e porta i due a riconoscersi invece nei bisogni e nelle paure. Il buio favorisce uno scambio inaspettato, l’emergere di un Fondo comune che va al di là del loro essere capra e lupo. I due protagonisti, felici della condivisione, si salutano prima dell’alba e si danno quindi appuntamento per il giorno successivo accordandosi su una parola d’ordine comune (In una notte di temporale) in modo da potersi riconoscere. A questo punto il racconto termina e l’autore ci lascia con l’interrogativo. Che succederà il giorno successivo quando la capra e il lupo si vedranno? 

La mancata chiusura del cerchio narrativo ha offerto ulteriori spunti ed è stato bello e commovente vedere l’entusiasmo di tutti nello snocciolare teorie, usare le unità didattiche, ricondurre i contenuti della fiaba alla propria vita. Gli interventi dei singoli si aggiungevano a quelli precedenti e spesso partivano proprio dagli spunti lasciati da altri come a formare una catena. Il Fondo comune cresceva così con il concorso di tutti e si delineava sempre di più. 
E’ stato un buon gioco di squadra


La notte tempestosa raffigurava per molti il momento del disagio, l’anello diabolico, quello in cui possiamo scendere nelle nostre profondità e riconoscere il fondo comune con chi attraversa o ha attraversato una sofferenza simile alla nostra


La capanna rappresenta anche il momento metastorico e kairotico in cui è possibile per il lupo e la capra andare al di là di quei ruoli in cui la natura li ha confinati e che li porterebbero ad essere sempre in contrasto. Tanti contributi hanno quindi messo l’accento sulle parti “lupo” e “capretta” che convivono in ognuno di noi, sulla necessità di nutrire entrambe per raggiungere l’intero e armonizzare il femminile e il maschile che abbiamo dentro. 


E’ anche stato sottolineato come l’incontro inedito tra i due personaggi rappresenti in realtà solo un tentativo, l’inizio di un potenziale cambiamento che, qualora non venisse coltivato, non potrebbe sfuggire al peso della Storia che vede i lupi mangiarsi le capre.



Dell’incontro mi hanno colpito in particolare la solidarietà di Paride che per primo ha formulato un commento preciso e profondo, la visione d’insieme di Valentina che ha saputo dare valore anche ai limiti del racconto e delineare delle prospettive, la generosità di mio padre Peppino e Raffaele che hanno agganciato la teoria alla loro storia di persone che vengono da due terre di lupi e briganti, rispettivamente l’Irpinia e la Lucania, il contributo finale di Marco che è riuscito a fare riferimento anche alle leggi fisiche, antenati che vengono persino prima della vita. Questi sono solo alcuni degli aspetti che hanno arricchito il pomeriggio Lucreziano e che sarebbe impossibile riportare qui in toto. Sento comunque che i contenuti espressi nel corso del pomeriggio letterario sono entrati profondamente nei partecipanti e che la metafora dell’incontro tra la capra e il lupo in una notte di tempesta può essere un faro, un ulteriore strumento per leggere le situazioni della nostra vita.
 
Prima di concludere, vale la pena però soffermarsi su alcuni scambi che hanno preceduto e seguito il momento letterario. Sì perché il salotto di Cindy non è stato solo utero per la teoria globale che si è sviluppata ma anche per alcune importanti dinamiche.


Personalmente, ho sentito di dare valore ad entrambi i miei genitori con cui ero venuto e ho comunicato la scelta di voler festeggiare il Natale con loro per celebrare proprio la nascita di un principio di famiglia. E’ stato poi commovente vedere il coraggio di Patrizia che non ha nascosto la sofferenza e il disagio di stare in situazioni molteplici e che si è permessa di vivere il negativo facendo un regalo ai presenti e a se stessa.


Sono stato infine felice di vedere tutto il gruppo accompagnare devotamente Sandra che ha condiviso le difficoltà a riconoscere i propri bisogni e a chiedere. E’ stato bello accogliere Sandra nelle emozioni e nel corpo e che a fare questa parte siamo stati proprio noi maschi presenti. 
Insomma, il pomeriggio ha regalato tanti momenti diversi e profondi e veramente il salotto di Cindy ha assunto una dimensione globale


Le mie ultime parole sono quindi per lei che ha saputo portare così tanta vita in un lasso di tempo così breve partendo dalla propria specificità e generosità. Sono sicuro che le persone presenti hanno aderito all’iniziativa non solo per condividere un momento profondo e aiutare la Fondazione ma anche per dare a valore a Cindy che ha organizzato con amore l’evento. 
Almeno per me, è stato così. 

Martino Colicchio

5 commenti:

Naima Bonuomo ha detto...

Grandeeeeeeeeee evento ineguagliabile !

Betta Fenu ha detto...

Cara Cindy,
complimenti per la tua iniziativa! Il tuo salotto ha creato molti intrecci e tu eri splendente di note metastoriche. Spero presto di poter essere accolta e di alleggerirmi con note globali :-).
A presto,
Betta

Peppino ha detto...

La fiaba della capretta e il lupo è una metafora, ci fa vedere il senso profondo della vita, il bisogno di umanità che ci accomuna ... quando ci svestiamo della nostra “pelle”!
Man mano che ci si addentra in quella capanna buia per ripararsi dal temporale è come se scavassimo dentro di noi, riemergono le nostre fragilità, le nostre paure di fronte alle avversità, il nostro bisogno di solidarietà che va oltre … la diversità.
E’ stata una serata molto bella, ricca e stimolante, mi ha fatto riflettere molto recuperando frammenti della mia terra d’origine e della metastoria.
Grazie Cindy per la tua accogliente e creativa ospitalità, grazie a tutti i partecipanti per la partecipazione generosa, grazie Martino per il bel racconto di questa magnifica serata.
Peppino

Lidia ha detto...

Riprendo la parte finale del post di Martino per confermare quello che ha detto: anche per me è stato un valore aggiunto il fatto che il salotto letterario fosse organizzato da Cindy che ci ha accolto con affetto e "dolcezze" nella sua nuova casa, così confortevole e colorata.
Ho sentito a volte i tempi del Metodo,come dire, ... "giurassici", ma in quel sabato di sintonia e condivisione narrativa ci siamo accorti a un certo punto con stupore che erano le 22.30 (l'incontro era iniziato nel pomeriggio). E così dopo il nutrimento del cuore, Cindy ha continuato e nutrire il nostro corpo allestendo in poco tempo una deliziosa cenetta.
Davvero un sabato ricco e significativo.
Lidia

Anonimo ha detto...

Il pomeriggio serata è stato veramente molto bello e stimolante ma devo dire che anche il tuo post Martino mi è piaciuto un sacco!

Valentina