venerdì 30 marzo 2012

Forlì (FC), giovedì 29 marzo 2012. COMUNICATO STAMPA. Progetto della Fondazione Nuova Specie: PROGETTO NOVAZZANO.

 

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS 
Presidente: Dr. Mariano Loiacono
 
 
 
 
 




COMUNICATO STAMPA
DEL 29 MARZO 2012


 


in collaborazione con la Fondazione “Nuova Specie”,
a partire dal 31 marzo 2012, 
darà  il via al primo progetto sperimentale nella  nostra regione rivolto a giovani cosiddetti "psicotici":
il Progetto "Novazzano".


 

Si tratta di ragazzi che insieme alla famiglia hanno già fatto un percorso presso il Centro di Medicina Sociale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Foggia diretto dal Dr. Mariano Loiacono e che, grazie al Metodo alla Salute sperimentato da oltre 35 anni, non assumono più psicofarmaci da tempo. L’obbiettivo del Progetto "Novazzano" è quello di dare un’ulteriore aiuto ai ragazzi nel ricucire le relazioni con l’esterno attraverso l’accompagnamento degli operatori-volontari formati al Metodo alla Salute.

Il Progetto fa parte delle iniziative promosse dalla Fondazione Nuova Specie, di cui il Dr. M. Loiacono è Presidente, e avrà come locazione la casa di uno dei ragazzi a Forlì, casa che per quindici giorni si trasformerà nella sede di questa sperimentazione che durerà fino al 15 aprile 2012. Il Progetto prevede molte attività, tra le quali i Gruppi alla Salute, che sono alla base del metodo, laboratori creativi, e gite sul territorio. Tutto questo dentro l’ordinarietà di una “famiglia allargata” dove persone di varie età, bambini, giovani e meno giovani, vivranno questa importante esperienza .

Il Progetto “Novazzano” si inserisce all’interno delle attività dell’“Aprile romagnolo” dell’Associazione alla Salute Romagna, mese che prevede anche l’organizzazione di due corsi intensivi: Settimana intensiva con il Metodo alla Salute” dal 17 al 22 aprile e del corso Approccio globale all’Adolescenza dal 24 al 29 aprile. Entrambi i corsi saranno tenuti dal Dr. Mariano Loiacono presso il Park Hotel Grilli di Cesenatico.

Questi eventi saranno presentati assieme al progetto forlivese  in una conferenza che si terrà  l’11 aprile p.v. presso la Sala Conferenze del museo della Marineria di Cesenatico alle ore 17:00.

Tel. 329.34.11.548


giovedì 29 marzo 2012

Foggia, lunedì 26 marzo 2012. COMUNICATO STAMPA della FONDAZIONE NUOVA SPECIE. PROGETTO RAINBOW A RIPE (AN).

Fondazione Nuova Specie ONLUS
  Presidente: Dr. Mariano Loiacono
 

 
iscritta ai sensi della L. 266/91 – L.R. 48/95 nel
Registro regionaledelle organizzazioni di volontariato con
Decreto dirigenziale n.20 TSG05 del 28/02/2007
Cod. fisc.: 90032770415. Presidenza tel.: 328-6147257






COMUNICATO  STAMPA
DEL 26 MARZO 2012


AD APRILE
IL VIA ALLA
SECONDA SPERIMENTAZIONE
DEL “PROGETTO RAINBOW”
FINALIZZATO ALLA CURA E
ALLA RIABILITAZIONE
DI SOGGETTI PSICHIATRICI
SENZA UTILIZZO DI PSICOFARMACI



Dal 31 marzo al 14 aprile, a Ripe (AN),
sei persone diagnosticate affette da psicosi cronica
e non più trattate con psicofarmaci,
convivranno assieme a 25 operatori
formati al “Metodo Alla Salute”.
Il progetto, superando l’ottica
della psichiatrizzazione farmacologica, 
è finalizzato alla crescita dell’individuo
nel rapporto con se stesso,
con la sua famiglia di origine e
con il contesto sociale in cui è inserito.




In seguito agli ottimi risultati conseguiti nella prima sperimentazione del “Progetto Rainbow” tenutasi a Foggia durante il mese di novembre, la Fondazione Nuova Specie, in collaborazione con l’Associazione Alla Salute Marche, ripropone l’esperienza a Ripe, in provincia di Ancona

Sei persone, precedente diagnosticate come affette da psicosi cronica, a seguito di alcuni mesi di trattamento presso il Centro di Medicina Sociale di Foggia in cui è stato possibile crescere e dismettere lentamente gli psicofarmaci, vivranno assieme ad altri 25 persone (“rainbownauti”), i quali hanno accettato di condividere con loro, giorno e notte, quattordici giorni della propria vita. La convivenza residenziale nel paese di Ripe, insieme a momenti di festa e di escursione sul meraviglioso territorio marchigiano, si baserà sulle dinamiche “metastoriche”: dinamiche di interazione profonda che coinvolgono intensamente e creativamente tutti e tre codici vitali di una persona, ovvero, il codice bio-organico o delle emozioni specifiche, il codice analogico o del corpo e il codice razionale-simbolico. Ripe, per due settimane, sarà la capitale delle nuove frontiere sulle cosiddette "psicosi" e vedrà uniti, in un unico progetto sperimentale, “rainbownauti” e cosiddetti "psicotici" provenienti da quasi tutte le regioni italiane. Il collante è la profonda esperienza di crescita e di formazione fatta grazie al “Metodo alla Salute” che da 35 anni sta sperimentando, a livello internazionale, un’alternativa di cura e di crescita alle risposte istituzionali psichiatriche (TSO, psicofarmaci, casa residenziali psichiatriche, ecc.) che si stanno rilevando inefficaci ed estremamente costose, producendo crescenti condizioni di cronicità e di costi. Il progetto sarà diretto dal Dr. Mariano Loiacono che intervallerà la sperimentazione con momenti di supervisione, ai quali potranno partecipare anche i familiari. L’intera esperienza verrà documentata mediante registrazione audio-visiva per lasciare una memoria storica degli avvenimenti e permettere una futura verifica dei risultati. Sarà possibile seguire l’evoluzione del progetto attraverso il Blog 
che verrà aggiornato regolarmente mediante post e commenti.


Fondazione Nuova Specie

71029, Troia (FG)
C.F. 94084660714
    


mercoledì 28 marzo 2012

Senigallia (AN), domenica 18 marzo 2012. VIII POMERIGGIO LETTERARIO GLOBALE. Filastrocca del Mali: Ka baga ma ne...

 

Fondazione Nuova Specie ONLUS
  Presidente: Dr. Mariano Loiacono
 

 
iscritta ai sensi della L. 266/91 – L.R. 48/95 nel
Registro regionaledelle organizzazioni di volontariato con
Decreto dirigenziale n.20 TSG05 del 28/02/2007
Cod. fisc.: 90032770415. Presidenza tel.: 328-6147257







POMERIGGIO LETTERARIO GLOBALE.
- VIII INCONTRO -
HOMELIFE E BAMBARÀ...
"KA GABA MA NE"!





Domenica 18 marzo, alle ore 9.30, a Senigallia in via Marchetti 73 c’è stato l'VIII Pomeriggio letterario globale (fatto questa volta di mattina) con il commento della canzone africana "Ka baga ma ne", HomeLife dei Bambarà del Mali.


Perché prendere a prestito una lente di ingrandimento e ispezionare il funzionamento di una società come questa? Così lontana, così arcaica?

Innanzitutto cosa significa Bambarà? Bambarà significa quelli che non vogliono essere dominati e convertiti all’Islam. Sono degli animisti. Bambarà significa brutto e cattivo perché non si converte. Oggi ancora esistente, oggi il 32% del Mali


E’ una etnia che manca di identità. E perciò fa fatica a cambiare. E la donna in questa etnia che caratteristiche deve avere? Non deve cambiare.

 
Gli studi antropologici vedono il passaggio dall’astralopiteco alla specie uomo proprio nelle popolazioni dell’Africa nera, vedono cioè in questi luoghi l’origine, il nucleo primitivo della razza uomo, dell’essere sociale, della persona; riflettendo sui meccanismi ch’essa ancora ospita, abbiamo modo di riflettere sui meccanismi che nella nostra società, così apparentemente evoluta, continuano ancora invece a perpetuarsi oggi nascosti, confusi o presenti in identità cresciute nella contrapposizione ad antichi modelli,  non per questo separati, anzi; non per questo segni di una vita in equilibrio dinamico.
Così come recita la canzone, così come insegna la tribù africana, il pilastro di questa società sono le donne.

Donne che devono... Partorire innanzitutto, cucinare, stare in casa, pulire, crescere una numerosa prole.
Donne, le stesse, che non devono. Desiderare, scoprire, nutrirsi, uscire, permettersi di manifestare la rabbia,  permettersi il viaggio.


La donna bambarà di fronte alle provocazioni deve dire no a salvaguardia del mantenimento della sua preziosa comunità familiare.



Ma è sempre giusto non cedere alle provocazioni che la vita ci offre? Cosa in realtà significa provocazione? Quale connotazione dovremmo dare a questa parola? Qual è etimologicamente il suo significato?
Provocazione significa  “chiamare avanti” poiché l’uomo nasce per questo, per avanzare superando le proprie paure e, attraversando il disordine, nella spinta di ciò che mentre si muove intravede e desidera, poter crescere, ontologicamente e filogeneticamente



Cosa accade a chi invece sa dire NO alle provocazioni? A chi resiste stoicamente alle provocazioni senza nutrirsi della vita nelle sue inevitabili trasformazioni caotiche?
Accade che costui rimane senza nutrimento per sé e quindi senza nutrimento nemmeno per l’altro, e spesso non avendo null’altro da dare si immola a pasto, nutrendo l’altro con ciò che gli rimane, con ciò che intanto ha costruito: la rabbia, le paure non superate, i limiti autoimposti, i desideri parzializzati, tagliati, mutilati o ammutoliti, la rassegnazione, l’incongruenza tra vita e desideri. 


La HomeLife ci insegna che ciò che è bene può essere anche male, che ogni cosa serve per poter essere attraversata e che forse la silhouette così coerente, così monolitica delle donne bambarà nei secoli, può iniziare a sgretolarsi per dare ai suoi figli una libertà vera, abbandonando le catena delle 3 D:
  • Desideri: niente;
  • Delusione: tante;
  • Dolore: sia per i desideri frustrati, ma anche per i tagli ricevuti (dolori, botte, silenzi).

Nelle donne bambarà di oggi spesso presenti come rabbia iperattiva nel pensiero mai espresso del “con l’iperattività mi scordo di tutto”


Conflitti e debiti originari, questo garantisce che non cambi nulla, di generazione in generazione, nella più grande eredità dell’incompiutezza della persona.

Mariano ricorda che chi lascia un buco dentro di sé permette ad un altro di entrare come questo preferisce.
Impoverirsi. Confondersi.

Chi invece cresce ascolta e porta in quegli spazi ciò che quegli spazi chiedono, dà a se stesso e all’altro un ambiente nel quale poter essere accolto nel rispetto di ciò che reciprocamente si è.

Ad ammorbidire la teoria e ridarle prassi, le parole di Mariano a Giovanna.
E poi il pianto.
Ecco che il pianto di Giovanna rappresenta tutto questo:  paura e possibilità di fare alzare quella gamba, quel figlio e farlo camminare, di nuovo; chissà che un padre allora non possa ritornare scoprendo un mondo diverso nel quale doversi riposizionare ripartendo da se stesso; giusto passare dal pianto ma anche giusto poi accogliere ciò che quegli occhi nel pianto portano e lasciare che il desiderio di un modo nuovo, più coraggioso, dello stare nella vita, entri.



L’uscita dell’uomo al femminile, Mariano, e il suo rientro per accogliere la donna al maschile, Giovanna, in un abbraccio di nuova nascita, al ritmo dell’Africa presente, ha lasciato un altro segno vissuto della possibilità che ogni uomo ha di essere e divenire.



A questo Pomeriggio letterario globale mattutino è seguito il pranzo che abbiamo condiviso tutti insieme prima del rientro a casa.

  
Nadia
(ringraziando Paola)


martedì 27 marzo 2012

San Marino, sabato 17 marzo 2012. CONVEGNO ALTREMENTI FESTIVAL.



 

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS 
Presidente: Dr. Mariano Loiacono




CONVEGNO A SAN MARINO:

IL FESTIVAL "ALTREMENTI"
AFFRONTA IL TEMA
DELLA DIVERSITÀ




Come tutti sappiamo S. Marino un’enclave situata tra Emilia Romagna e Marche, è una  Repubblica tra le più piccole al mondo che si fregia delle sue origini antiche e della sua democrazia.

Purtroppo, come ci dicono le cronache più recenti, neanch’essa  è indenne dai mali provocati dalla dominante “economia finanziaria” e da un consumo eccessivo del territorio.
 
Significativo appuntamento quindi il bel festival AltreMenti (giunto alla terza edizione) organizzato da un gruppo di giovani sammarinesi dell’Associazione culturale "Don Chisciotte", che si è svolto tra il 12 e il 18 marzo tra S. Marino e Rimini


Il tema affrontato è stato quello della “diversità”.
 
Tra i tanti nomi di autorevoli esponenti del mondo della scienza, della cultura e dello spettacolo c’era anche quello del Dr. Mariano Loiacono, che da decenni si batte quasi in solitudine per offrire un’alternativa, una strada appunto diversa rispetto all’uso degli psicofarmaci per curare i “diversi” per eccellenza, cioè cosiddetti "psicotici", dipendenti da sostanze, disagiati nel senso più ampio della parola.
 
Mariano, come lui stesso ha spiegato nel suo sincero e appassionato intervento di sabato 17 al Cinema Teatro Turismo di S. Marino, si rifiuta di usare la categoria di malato mentale. Parla piuttosto di "disagio diffuso" per dare un nome a tutti i problemi creati all’individuo, alle persone, da questa società globalizzata, basata sull’apparire, sull’avere e non sull’essere, dove tutto si consuma velocemente, dove non c’è spazio per le relazioni e le emozioni.
 

 
Col suo Metodo alla Salute offre, direi ostinatamente, un’alternativa di sevizio pubblico alle cure farmacologiche e ai ricoveri forzati che le Istituzioni e la scienza medica continuano a utilizzare per rispondere a tutti quei malesseri, legati alla solitudine e all’ incapacità di entrare in contatto con i nostri codici più profondi, di cui si colgono i sintomi e non le cause. Sono solo la punta di un iceberg, ci ha fatto notare Loiacono.




Verso queste metodologie la sua critica è stata dura e senza ambiguità, perché sostenuta e argomentata da una lunga esperienza e dalla sperimentazione sul campo.
 
Ma critiche verso questo nostro sistema ormai in crisi profonda sono venute durante il convegno anche da altri prestigiosi personaggi, come Francesco Gesualdi, allievo della scuola di Barbiana che ci ha parlato di “consumo critico”, o Marc Augé, etnologo e antropologo francese, che ha coniato il termie di non-luoghi ossia quegli spazi anonimi e stereotipati, privi di storicità dove le persone non si relazionano.

Significativa la relazione di Serge Latouche, teorico della Decrescita felice in campo economico, molto critico verso la società globalizzata dominata dalle lobbies finanziarie; positivo anche l’intervento del senatore Ignazio Marino che ha presentato un emozionante documentario sugli Ospedali Psichiatrici Giudiziari





Allora: come non condividere l’amarezza di Mariano Loiacono per la mancanza di confronto tra tutte queste esperienze, che da specifiche prospettive criticano l’attuale modello di società?
 
Perché non mettere in relazione questi diversi punti di vista per trovare un “fondo comune” e costruire un progetto complessivo che segnali una strada alternativa e dia speranza per il futuro?  

Questo forse è mancato nel convegno, pur riconoscendone il valore.

L’apertura di un confronto per “un approccio globale” ai tanti problemi della vita delle persone è necessario e inevitabile, ci auguriamo che in altri, prossimi incontri se ne tenga conto.

Lidia 
e
Giuseppe

lunedì 26 marzo 2012

Archi (AN), venerdì 16 marzo 2012. ARTICOLO DEL MESSAGGERO: L'AFFETTO CURA IL DISAGIO. Progetto pilota: paziente adottato dal quartiere, basta medicine (Adriana Malandrino).






L'AFFETTO CURA IL DISAGIO.

PROGETTO PILOTA:
PAZIENTE ADOTTATO DAL QUARTIERE,
BASTA MEDICINE.

Inaugurata la casa dove il medico
e i residenti aiutano Luigi



Questa è la storia di vite che si intrecciano. Luigi ha 31 anni, è di San Severo, dall’adolescenza soffre di disagi psichici, alle spalle una lunga esperienza di centri mentali e quantità di psicofarmaci che lo hanno fatto arrivare a pesare più di 100 kg. Ma ama le Marche e scrive poesie. E poi c’è la storia del dottor Mariano Loiacono, direttore del Centro di Medicina Sociale degli Ospedali Riuniti di Foggia, fondatore del Metodo alla Salute, che dal 1977 cura il disagio mentale senza psicofarmaci e senza ricoveri, che definisce «le nuove camicie di forza chimiche». I loro percorsi si intrecciano e da settembre Luigi vive in una casa agli Archi - sostenuto dalla famiglia di Silvio Boldrini, sociologo e responsabile del progetto «Faama» che, con la moglie Michela, ha arredato e abbellito l’abitazione di Luigi - non prende più medicine, è stato adottato dal quartiere e scrive poesie attraverso le quali comunica le sue emozioni.


[Venerdì 16 marzo, nel] pomeriggio l’inaugurazione della sua casa: persone di tutte le età ed etnie sono arrivate per salutare Luigi e testimoniare la bontà del progetto, un’iniziativa pilota che potrebbe essere replicata in [altre] città. Tra gli ospiti anche gli assessori alle politiche sociali di comune e provincia, Adriana Celestini e Gianni Fiorentini, il presidente della II circoscrizione, Stefano Foresi e Sandra Recchia, presidentessa di «Alla Salute Marche» che, con la Fondazione Nuova Specie, sta portando avanti il progetto. Ma soprattutto c’è Loiacono, che abbraccia i suoi ragazzi, arrivati da tutta Italia per l’occasione. Per lui non esistono diagnosi:  

«Il disagio può prendere la forma di conflittualità, depressione, dipendenza e sfociare nella psicosi e una persona con problemi può anche attraversare tutti questi stadi - spiega Loiacono -. La psichiatria tradizionale tende a incasellare il disagio in uno degli stati riscontrati al momento della visita e a somministrare massicce quantità di medicine ai pazienti che dovrebbero assumerle per tutta la vita e che non fanno altro che cronicizzare il male».


Loiacono e i suoi collaboratori di «Fabella del Poeta», la casa di Luigi che fa parte del progetto
«Faama», credono nel senso di un percorso intensivo, nel reinserimento in società delle persone con disagi e nella capacità di ognuno di poter dare una mano. 

«I miei migliori collaboratori? Sono delle casalinghe. E’ chiaro che questa mia metodologia di cura sia scomoda e vada a disturbare vecchi equilibri. Darà certamente fastidio a chi prende 200 euro a seduta o alle case farmaceutiche,mala soddisfazione di vedere questi ragazzi star meglio non ha pari. Le Marche, dopo un’iniziale diffidenza, sono ora tra le regioni più avanti in questo tipo di progetti»

Un sogno? «Noi facciamo nascere sogni concreti» ribatte Loiacono. E allora perché non tentare? 


Adriana Malandrino

domenica 25 marzo 2012

Agli Archi (AN), venerdì 16 marzo 2012. INAUGURAZIONE DELLA FABELLA DEL POETA. INIZIO TREGIORNI.

 

Fondazione Nuova Specie ONLUS
  Presidente: Dr. Mariano Loiacono
 

iscritta ai sensi della L. 266/91 – L.R. 48/95 nel
Registro regionaledelle organizzazioni di volontariato con
Decreto dirigenziale n.20 TSG05 del 28/02/2007
Cod. fisc.: 90032770415. Presidenza tel.: 328-6147257






PROGETTO FAAMA:
INAUGURAZIONE
DELLA FABELLA DEL POETA,
CASA DI LUIGI,
AGLI ARCHI DI ANCONA






Venerdì 16 marzo 2012 alle ore 17:00 c'è stata l'inaugurazione della "Fabella del Poeta" la casa di Luigi e la presentazione alle istituzioni e persone del quartiere del progetto FAAMA che sta procedendo da settembre con buoni risultati. Importante è stata la partecipazione di tutta l'Associazione Alla Salute Marche, in particolar modo delle donne che con gioia, amore e impegno da settimane hanno  organizzato tutto il da farsi per arrivare venerdì a far festa. E’ stato molto bello vedere come molte persone sono giunte ad Ancona da tutta Italia per partecipare all'inaugurazione tutte felici di far festa a Luigi e, tra queste la mamma Mila, molto emozionata per il proprio figlio. 


Il pomeriggio è iniziato con la presentazione, mia e di Silvio, della casa e del progetto al Presidente della seconda Circoscrizione e gli Assessori alle Politiche Sociali della provincia e della regione, alle persone del quartiere presenti tra cui Don Davide, Suor Carmen, Suor Loredana, il Capo Scout, i rappresentati della Libera Comunità in Cammino e  ai rappresentanti delle varie Comunità etno-culturali del quartiere; spiegando che sarebbe importante, come già spontaneamente sta avvenendo, coinvolgersi nel progetto per creare una rete nel quartiere che possa permettere a Luigi di crescere nelle relazioni con gruppi più allargati. Successivamente abbiamo fatto vedere il video di Luigi che ha mostrato certi momenti di alcune giornate passate con noi, i bambini e l'Associazione. Dopo aver fatto vedere il video Mariano ha evidenziato come l’inaugurazione della “Fabella del poeta” rappresentasse un giorno storico in quanto il progetto FAAMA è la prima sperimentazione di accompagnamento, come famiglia, di un cosìddetto "psicotico" che ha lo scopo di portare Luigi, senza l’utilizzo di psicofarmaci, ad un recupero della propria autonomia. Terminato il suo intervento, gli Assessori e il Presidente della seconda Circoscrizione hanno espresso la loro emozione e riconoscenza per il progetto FAAMA, impegnandosi a sostenerci e a collaborare. L'aria che si è respirata in quel pomeriggio ben che fossimo più di 50 persone in una stanza non molto grande, è stata un'aria nuova, bella, piena di spirito ed emozione.



La serata si è conclusa ascoltando i referenti del gruppo di poesia che si impegnerà ad organizzare, presso la “Fabella del Poeta”, delle "serate poetiche" aperte a tutti, nelle quali Luigi potrà mostrare le sue grandi doti artistiche. Per ultimo, abbiamo ascoltato l'intervento di Mila che, molto emozionata, ha espresso la sua gioia e speranza di vedere Luigi diventare indipendente.



La festa è poi proseguita presso la Casa delle Culture dove Renato, clarinettista dei Barbapedana, insieme a Giacomo, a Pino e il suo gruppo di danza popolari e la Comunità senegalese, ci hanno accompagnato in una serata di balli scatenati a ritmo di musica. Luigi è stato felice, emozionato a tal punto che ha iniziato a parlare tantissimo e ad esprimere la propria felicità di far parte di questo gruppo che, lui stesso, vuole aiutare e come non credeva fosse stato così difficile iniziare a parlare dei propri problemi, il tutto intervallato da tante parolacce. 

Per me è stata una giornata indimenticabile piena di Spirito buono, di amore e devozione verso quello che si sta facendo e che mi ha riempito di energia e tanta voglia di proseguire nel crescere assieme a Luigi.

Michela Garbati

venerdì 23 marzo 2012

Urbania (PU), giovedì 15 marzo 2012. SUPERVISIONE FAMIGLIA ORAZI .

Fondazione Nuova Specie ONLUS
  Presidente: Dr. Mariano Loiacono
 
 

 
iscritta ai sensi della L. 266/91 – L.R. 48/95 nel
Registro regionaledelle organizzazioni di volontariato con
Decreto dirigenziale n.20 TSG05 del 28/02/2007
Cod. fisc.: 90032770415. Presidenza tel.: 328-6147257




IL VIAGGIO CONTINUA!

SUPERVISIONE DELLA
FAMIGLIA ORAZI.
 
"DA URBANIENSI
A GLOBALIENSI"...



Il viaggio continua… e giovedì 15 marzo il Dr. Loiacono con Giovanna, Mila, Vittoria e Paola, raggiunge la casa dei due fratelli Orazi e delle loro famiglie, accompagnati da un sole caldo e prati rigogliosi dei primi segnali di primavera e incorniciati da monti ancora bianchi di neve.

E’ il primo pomeriggio e l’atmosfera è accogliente, la regia è semplice ed organizzata nei dettagli.

Ci portiamo nella casa di Paride, Ombretta e Raffaele, dove si aspettano gli ultimi arrivi.. e si cominciano le prime interazioni: Ester, di pochi mesi, conosce il Dottore ed impara con 12 brevi ‘vaccinazioni’ ad agire e reagire con un esterno che non sempre è accogliente, ma che l’aiuta a separarsi ed a definirsi. Ne riceve in dono una soffice e dolce pecorella rosa...

All’inizio dei lavori, Ombretta è chiamata ad introdurre: queste due famiglie, che vivono contigue, da qualche tempo si sono perse, ognuna imbrigliata nella propria storia… ed è così che poi diventa difficile senza un aiuto esterno fare un salto di crescita.

Seguono gli interventi di Cristian, Valentina e da ultimo Paride che narrano appunto questa storia. Una storia ancora pregna delle proprie personali sofferenze e solitudini, dove l’unico muro che separa le due case è diventato un muro ormai invalicabile nella loro relazione. In tutto questo la gravidanza di Valentina vissuta senza possibilità di scambio, così come la nascita di Ester, e la malinconia ed il desiderio di qualcosa che è tanto grande e così vicino, quanto ancora irrealizzabile.


Dopo gli interventi di alcuni dei presenti, tra cui Maurizio o ‘Sua Eminenza’, Mariano raccoglie; la teoria globale è "Da Urbaniensi a Globaliensi": Urbania è una ‘urbs’, una città, ma conserva un’organizzazione in tanti piccoli borghi che come nel medioevo sono  mondi separati, molto diversi e non comunicanti. Come i borghi, le due famiglie si sono comportate come ‘stati diversi’, senza scambio profondo. C’era vicinanza, contiguità ma non anima.

La crescita dei singoli individui dovuta al percorso effettuato ha reso possibile però lo ‘scoppio dell’identità psicotica urbaniense’ e l’emergere dei limiti delle soluzioni individualistiche. Ecco il ‘caos’, nel quale ognuno è potuto stare perché ha conservato un po’ di ‘olio metastorico.

Ora però non basta più, ora il Metodo alla Salute dovrà diventare un enzima, in cui a partire dalle singole individualità e diversità dovranno avvenire delle vere e proprie reazioni chimiche in cui si crei il nuovo, l’inedito. ‘Apritevi, ma partite proprio da questo vostro territorio chiuso, diventate globaliensi’. La diversità è arricchimento, non minaccia, per chi è nel viaggio della vita. E da chi meglio partire se non proprio da Maurizio, che di questa chiusura è stato un po’ vittima


Come d’abitudine il Dr. Loiacono ci abitua a trasformare il negativo, le difficoltà, gli arresti, in possibilità, in movimento e così, arricchiti dal vissuto del pomeriggio, la serata si è conclusa in modo leggero e tranquillo gustando le delizie della cucina di Ombretta.

Il mattino dopo, ancora allietati da una splendida giornata, abbiamo imbandito la tavola per la colazione all’aperto con ogni ‘ben di Dio’ ed una magnifica crostata preparata da Dodi.

Cristian chiede di aggiungere e regala un’immersione che lo riporta in profondità a tutto il dolore di quando la disperazione era tanta da non riuscire a trovare un punto da cui ricominciare. E la nascita di Ester ha riaperto vecchi conti e vecchi debiti, che lo tengono insonne per lunghe notti. Ma la crescita è vedere che anche così bisogna andare avanti e saper conciliare questo con il lavoro, la vita di padre e di compagno e pur tuttavia credere che sanarsi è questo e continuare a viaggiare.


Importante e significativa è stata la presenza di Rosi e di Francesco, gli anziani genitori di Paride e Cristian. Francesco ha fatto dono a Mariano dei Pinocchi di sua personale fattura.

Ed è così che il cerchio si è chiuso, e la vita va avanti ed arrivata l’ora di pranzo si è passati in "un’altra stanza" e la leggerezza è tornata fra noi per  farci compagnia durante il viaggio di ritorno.

Paola

mercoledì 21 marzo 2012

Forlì (FC), mercoledì 14 marzo 2012. SUPERVISIONE DELLA FAMIGLIA SENZANI - COPPOLILLO.

 

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS 
Presidente: Dr. Mariano Loiacono



SUPERVISIONE
DELLA FAMIGLIA
SENZANI - COPPOLILLO




Mercoledì 14 marzo a partire dalle 15.30 si è svolta la supervisione della famiglia Senzani - Coppolillo nella loro casa di Vecchiazzano (Forlì - Cesena). A condurre la supervisione Mariano con il contributo dei presenti giunti da diverse regioni italiane, a sottolineare come la storia di Annamaria, Marino e Nicola si sia intrecciata a quella di tante persone nel comune percorso verso il Sarvas. La supervisione è stata quindi un riconoscimento importante per il lavoro svolto dalla famiglia Senzani - Coppolillo sino ad ora nonché un evento significativo per noi dell’Associazione alla Salute Romagna che giocavamo in casa.

Ogni supervisione è concepita per fare il punto della situazione, mettere a fuoco i nodi più sensibili e agevolare i passaggi di crescita individuando delle possibili prospettive. Chi si smarrisce nel labirinto e non riesce ad andare oltre perché intrappolato nei propri vortici ha infatti bisogno di uno sguardo esterno, dall’alto. Di “vedere da sopra” appunto, come suggerisce l’etimologia della parola.

Dopo le comunicazioni iniziali, siamo entrati nel vivo dell’incontro partendo dalle testimonianze dei protagonisti. Marino ha espresso il bisogno di trovare nuovi spazi per sé, di recuperare pezzi propri dopo l’intenso e prolungato periodo trascorso a Foggia. La sua stanchezza e il desiderio di uscire dall’isolamento in cui si è relegato ha portato a galla uno dei punti focali emersi durante la supervisione: la paura di Annamaria a rimanere a casa da sola con Nicola. Spinta da Mariano, Anna si è avvicinata a Nicola ed ha chiarito meglio la natura del suo timore. Una paura profonda, che le fa gelare il sangue. Annamaria ha ancora il terrore dell’aggressività di Nicola, delle urla, degli scatti, delle porte che sbattono, della rabbia e il dolore che si esprimono in questa versione. Non è il timore per la propria incolumità ma qualcosa di più profondo legato evidentemente a dei bisogni che ancora non vengono selezionati e ricollegati alla propria esperienza di vita. Nonostante Nicola abbia smesso di ricorrere a queste modalità da un buon lasso di tempo, infatti, il ricordo e il timore di quei momenti risvegliano ancora in Annamaria angosce e paure profonde.

Il "kairòs" spinge dunque Marino e Annamaria a fare i conti con la propria storia, il proprio dolore, le proprie profondità. Non tanto come coppia ma come singole persone. Le incomprensioni, le difficoltà di comunicare, la rabbia reciproca sono infatti figlie dei nodi che entrambi si portano dietro da ben prima di conoscersi.  E’ quindi importante creare dei momenti di separazione in cui ciascuno possa crescere nelle proprie parti ancora nascoste.

In tutto questo Nicola, nonostante gli atteggiamenti di diffidenza e chiusura, è apparso sicuramente più cresciuto, più rientrato in se stesso. Le sue reazioni, che la psichiatria ufficiale etichetterebbe come psicotiche, sono apparse piuttosto come i rimasugli di soluzioni in cui lo stesso Nicola crede sempre meno. Un abito vecchio che aspetta di essere abbandonato. In tal senso, una spinta importante può venire non solo dalla rete di persone che conoscono bene i meccanismi di difesa di Nicola ma anche e soprattutto dalla crescita dei genitori, Annamaria e Marino, nelle dinamiche di tutti i giorni.

Numerosi tra i presenti si sono sentiti di comunicare con i tre protagonisti della supervisione esprimendo riconoscimento, critiche, incoraggiamento e offerte d’aiuto. Un contributo importante è venuto da Domenico, il fratello di Annamaria, che assieme alla moglie Anna ci ha raggiunto a supervisione iniziata ed ha interagito con la sorella e i presenti. Il suo intervento ha permesso anche di capire meglio alcune dinamiche di Annamaria rispetto alla propria famiglia d’origine.

Il materiale emerso ha quindi arricchito l’incontro di nuovi elementi che sono confluiti nella teoria globale con cui Mariano ha raccolto e chiuso la supervisione. Una teoria illuminante che ha preso spunto dai nomi dei diretti interessati: “Da Coppolillo – Senzani di Vecchiazzano a Nicola di Forlì”.

“Coppolillo” può essere considerato un diminutivo di “coppola”. Un cappello che ha sempre bisogno di una testa per darsi un senso e sentirsi più intero. Questo ricalca le soluzioni adottate da Annamaria: l’essere eteroreferenziale, il fare da contenitore per gli altri, il voler controllare tutto senza partire veramente dai propri bisogni. Ciò porta ad escludere un reale scambio con gli altri
e allo sviluppo di un forte razionale che si esprime attraverso il “voler dimostrare”.

Ora, queste modalità si sono a lungo incastrate con quelle di un “Senzani”, qualcuno che non si è permesso di esprimere il negativo, la rabbia e la profonda sofferenza che hanno origini molto precoci (se dopo la zeta aggiungete un apostrofo e sostituite la “i” con la “o” capirete il colorito nesso tra il cognome in questione e il fatto di non suonare il FA o nota del cesso)!



In sostanza, Annamaria ha fatto la coppola e Marino la testa. Due persone svalutate che non chiedono e che a lungo hanno mantenuto questo stato quiete per l’incapacità reciproca di far emergere e manifestare i propri reali bisogni. Un equilibro fondato sui rispettivi tagli che il disagio di Nicola (benedetto disagio!) ha fatto saltare in quanto scollegato dalle profondità e privo di solide basi.

Dopo lo scoppio e l’implosione dei vecchi equilibri (“Vecchiazzano”), si aprono tuttavia nuove opportunità di cambiamento. In questo, la teoria e i contributi dei presenti hanno consentito di individuare delle possibili prospettive per i diretti interessati. In primo luogo, sembra importante agevolare un certo “disimpegno” da parte di Marino in quelle che sono le dinamiche strettamente familiari. Ritagliarsi momenti per sé e sfruttare maggiormente la rete per girare e introdurre elementi di novità. Da più parti è giunto l’invito a partecipare al prossimo progetto "Rainbow" per cui Marino è sicuramente pronto. Questo gli permetterebbe non solo di mettere le proprie competenze acquisite a disposizione degli altri ma anche di immergersi, di perdersi, di cominciare a scendere nelle proprie profondità per ritrovare le parti Marino ancora congelate. 

Anche per Annamaria è il momento di lasciare l’angolo α e fare un po’ di angolo γ, di sperimentare. In questo, affrontare la paura di rimanere a casa da sola con Nicola rappresenta una tappa significativa. La teoria di Mariano ha lasciato infatti intravedere come dietro il terrore di Annamaria ci sia proprio la funzione specchio esercitata da Nicola. Anna ha paura dell’aggressività e della rabbia del figlio perché, probabilmente, è quello che lei ancora non si concede. In questa fase, le si chiede anche di essere umile e saper chiedere aiuto nel momento del bisogno affidandosi alla rete e all’Associazione alla Salute Romagna che, dal canto suo, può rivestire un ruolo importante nell’accompagnamento di Annamaria e Nicola.

La teoria globale si è conclusa proprio con quest’ultimo. Il nome “Nicola” viene dal greco ed è formato da due parole: "Niké" e "Laos". Il primo termine significa “vittoria” ed il secondo “popolo”. In sostanza, Nicola può vincere ma ha bisogno del popolo. E’ una bellissima immagine che suggerisce come per accompagnare Nicola nel suo cammino verso una maggiore interezza sia necessaria una legione di persone. Questo rappresenta un’opportunità di crescita non solo per il diretto interessato ma anche per i singoli individui coinvolti e l’Associazione alla Salute Romagna. Il disagio di Nicola, come del resto quello di tutti, può essere ancora una volta il motore del cambiamento. A questo proposito Mariano ha infatti sottolineato quanto sia importante sperimentare nuove metodologie nel territorio pur sbagliando e riprovando. Nella nebulosa di cooperative e strutture residenziali che operano nel sociale con sistemi superati e inefficaci, sognare di offrire un’alternativa che possa essere riconosciuta anche a livello istituzionale in virtù dei risultati conseguiti sul campo diventa quasi un obbligo-dovere!

Martino