aprile 22, 2017

“PASQUINATA”… DI NUOVA SPECIE

aprile 22, 2017 Posted by F. I. 1 comment
PASQUINO DI ROMA

A Roma, situata in un angolo dell’attuale palazzo Braschi dalle parti di Piazza Navona, c’è una statua mutilata, copia di originale greco, a cui i Romani hanno dato il nome di “Pasquino”. Dal sec. 16° e sino alla fine del potere temporale dei papi (sec. 19°), venivano attaccate al torso di Pasquino, satire per lo più brevi, in versi e in prosa, contro i papi e la Curia o contro persone o costumi giudicati degni di biasimo. Erano scritte dapprima in latino, più tardi in italiano o in romanesco. In questo modo Pasquino divenne il grande divulgatore della satira politica, dotta e popolaresca, sia di ignoti sia messa in bocca allo stesso Pasquino. Queste satire vennero chiamate “Pasquinate”.


IL NOSTRO PASQUINO

Anche noi, come Fondazione, ci siamo trovati ad avere a che fare con un "Pasquino" appunto dal cuore di pietra che ha voluto trattenere per sé, attaccati al proprio torso, ben quattromila euro.
Ora vi raccontiamo questa “Pasquinata”. 
C’era una volta un progetto chiamato Mas.Tr.O. “Trattamento ordinario col Metodo Alla Salute” che aveva l’obiettivo di accogliere persone con disagi profondi, anche legati all’uso di sostanze, e di aiutarle pian piano a riemergere e a rivivere. Ebbene questo progetto, data la sua portata, aveva bisogno di un luogo, di una casa, dove potersi realizzare. Nella ricerca di questa casa ci si è imbattuti nel “Pasquino”, una statua che, oltre le sembianze di pietra si pensava celasse un bel cuore di carne. Egli possedeva tanto oro e tanti bei palazzi ed offrì agli ingenui e fiduciosi operatori del Mas.Tr.O un bel contratto di affitto, onorato dagli stessi nei giusti tempi e modalità per ogni mese a seguire.
Dopo 26 mesi di lavoro, esperienze ed entusiasmi, i responsabili e operatori del Mas.Tr.O., anche a causa di una forte umidità della casa e della fatiscenza di alcuni impianti, si son visti costretti a disdire l’affitto, dando sei mesi di preavviso, rispettando gli accordi presi. Ebbene, fu proprio in quel momento che con grande meraviglia e stupore ci si accorse che la pietrificazione del nostro “Pasquino” aveva ormai intaccato anche il suo cuore diventato, ahinoi, anch’esso di pietra! Difatti fu allora che tra le righe di quel contratto firmato con fiducia e buon cuore, emerse quella piccola clausola capestro che consentì al nostro “Pasquino” di trattenere per sé quattromila euro, prelevandoli dal fondo fideiussorio, utile nel caso l’affitto non fosse stato pagato, cosa alla quale invece si ottemperò con serietà e regolarità. Fine amara di questa favola.
Da settembre saremo obbligati a sospendere le nostre attività fino a data da destinarsi in quanto quei quattromila euro sarebbero serviti per completare i lavori di costruzione della sede ospitante il Mas.Tr.O. e le attività della Fondazione Nuova Specie, mentre per il nostro “Pasquino” probabilmente non saranno altro che un altro sfizio di scarsa importanza.

LA MIA PASQUINATA

Dopo aver preso un appuntamento per un incontro chiarificatore, il “Pasquino” disertava l’incontro senza nemmeno avvisarci e, raggiunto per telefono, rifiutava qualsiasi appuntamento con il rappresentante della Fondazione.
Ho pensato di non subire questa indebita prepotenza e di reagire in difesa della dignità mia personale e della Fondazione che rappresento, impegnandomi a utilizzare la “pasquinata” dell’era moderna, ovvero un sms. Dicevano i Latini “Gutta cavat lapidem”, ovvero la goccia scava la pietra. Ho voluto utilizzare anche io la mia goccia, inviando un sms al giorno per scavare il cuore indurito, a forma di salvadanaio, del nostro “Pasquino” dal cuore di pietra.
I risultati sono verificabili nei vari sms inviati, con cadenza giornaliera fino al giorno di Pasqua, e che proponiamo al lettore per una sua conoscenza, riflessione e commento.

[26/3/2017] I SMS

Caro "Pasquino", sono molto dispiaciuto come uomo, come professionista e come Presidente della Fondazione Nuova Specie che non abbia trovato un quarto d'ora per incontrarmi. Come lei sa, la scusa degli impegni è un modo per celare la nostra paura di incontrare sguardi e parole che potrebbero turbare la nostra apparente quiete, specie se fatta di nascoste strategie per fare soldi senza troppi scrupoli. La legge le dà ragione per questo suo ultimo bottino di quattromila euro. La sua coscienza di uomo, professionista e imprenditore sociale la dovrebbe turbare e inquietare. A noi costa molto questo suo indebito e ingiusto esproprio che vanificherà le donazioni di tante persone, anche della sua regione, che si stanno volontaristicamente impegnando a non far morire una esperienza che da 50 anni sta creando nuove opportunità per il disagio diffuso che sempre più sta riguardando tutti e non si ferma davanti a soldi e certezze finanziarie. Le chiedo di restituirci i soldi cavillosamente estorti facendo una sua donazione che può scaricare anche dai suoi redditi essendo la nostra una Fondazione riconosciuta dal ministero degli interni di rilevanza nazionale. Le chiedo di rispondermi. 
Saluti. Mariano Loiacono.

[28/3/2017] II SMS

Caro "Pasquino", ho atteso per due giorni la sua risposta al mio sms di domenica. La buona educazione è una premessa umana indispensabile e, nel nostro caso, dovuta. L'essere proprietario di varie decine di case e ville non la esime dal dover rispondere a quesiti e richieste legittime. Capisco che lei è esperto nello stilare contratti di fitto legalmente capestro, ma nel nostro caso ci siamo ingenuamente fidati del fatto che Michela fosse stata amica di sua figlia e che eravamo fittuari particolari, coinvolti nella convivenza col figlio della dr.ssa Mila, affetto da pesanti problematiche. L'entusiasmo della sperimentazione ci ha portato a sottovalutare alcune condizioni inadatte della villa, specialmente la forte umidità. Abbiamo ingenuamente pensato che, date queste premesse, lei avrebbe accolto le nostre lamentele fatte a voce e, purtroppo, non per iscritto, privandoci della idonea documentazione per avvalerci legalmente. Ribadisco che la legge le dà ragione ma non la giusta coscienza. Trattandosi di una persona indurita dentro, per farle cambiare atteggiamento e ridarci i soldi, le invierò fino a sabato santo un sms al giorno di teoria globale, tranne la domenica. Ho fiducia in lei. 
M. Loiacono

[29/3/2017] III SMS

Vivere per accumulare soldi è una tentazione dell'anima che in questo modo diventa deserto arido e inospitale, incapace di vivere compassione umana e convivenza festosa. Chi vive la vita da salvadanaio dimentica che non di solo soldi vive l'uomo, che non bisogna tentare la profondità della vita, che l'esistenza va sottomessa a un progetto globale che va onorato in primis con la propria giustizia. I soldi non sono la vita né possono comprarne la qualità, né possono preservarci dal disagio diffuso e dalla lenta agonia interiore. I soldi oggi vanno investiti per creare un salto evolutivo e uteri devoti.

[30/3/2017] IV SMS

Vivendo in un mondo finanziario che pensa solo a fare soldi illeciti, legalmente autorizzati, soprattutto i giovani oggi hanno smarrito il senso dell'esistenza e del sogno progettuale che compensano con le sostanze e la virtualità digitale. Precocemente, soprattutto nei nostri figli, questo attico virtuale sospeso in aria crolla e genera forme dolorose di disagio diffuso. Queste profonde sofferenze diventano solo opportunità per fare soldi attraverso risposte chimiche, a loro volta virtuali e aggravanti. Perdere la vitalità di un figlio non ha soldi che lo compensano. Diventare re Mida affossa la vita.

[31/3/2017] V SMS

Chi pensa solo ai soldi può permettersi solo feste, amicizie e relazioni pagando vite prostituite. La vita è il piacere della gratuita reciprocità, dello scoprire gesti non dovuti, di entrare in mondi che non chiedono biglietti di ingresso, di sperimentare emozioni che non sono visibili a cuori a forma di salvadanaio, di ricevere visite non programmate e aiuti inaspettati proprio quando non siamo più in grado di comprare la presenza devota delle persone. Il numero di soldi accumulati non garantisce le emozioni profonde che possono sgorgare solo da relazioni rivolte a noi e alla nostra specifica essenza.

[01/4/2017] VI SMS

La vita di coppia non funziona bene solo con i soldi, specie se accumulati con ingiusta arte su persone ingenue e impegnate in progetti per l'uomo sofferente e smarrito. I cuori induriti dimenticano le passioni vissute e i sentimenti innamorati. Per sopportare la convivenza in coppie litigiose e inconsistenti, servono sempre più soldi e soluzioni stravaganti per dimenticare che i piaceri originari sono scomparsi e che l'altro ormai è solo una presenza asfissiante e intollerabile. Occorrono molti soldi per alimentare relazioni prostituite e affannarsi per nuove avventure che però non fanno più sognare.

[02/4/2017] Domenica

Buona domenica della Signora, "Pasquino" dal cuore di pietra. Oggi non le invierò un sms. Intendo riposarmi. Almeno oggi si riposi pure lei e non pensi a mammona.
A risentirci domani.
Mariano Loiacono

[03/4/2017] VII SMS

I figli sani non apprezzano i genitori per i soldi che hanno e che mettono a disposizione. Il figlio apprezza la crescita che riesce a fare, le strade di vita che gli vengono indicate, le strategie che può assimilare dentro di sé e poterne disporre nelle sue traversate difficili senza dover ricorrere all'esterno. Un genitore salvadanaio può solo fornire protesi esterne, soluzioni a pagamento, strategie senz'anima, durezza di cuore nei momenti di crisi, colpevolezza per le inefficienze lavorative mostrate, sanzioni per i profitti non raggiunti. Un cuore duro non fa crescere e circolare linfa vitale.

[04/4/2017] VIII SMS

Essere solo esattore di profitti, specie se illeciti legalizzati furbescamente, crea inimicizie e opposizioni profonde. Nessuno di noi può fare a meno delle buone e reciproche relazioni che vivono di cuore e di disinteressata progettualità. Prima o dopo, ogni Zaccheo avverte la propria piccola statura e deve salire sull'albero della vita per vedere lo spettacolo di chi crede, guarisce, consola, aggrega, persegue un progetto di cambiamento e di senso globale. Ogni Zaccheo può ospitare in casa propria questo spettacolo ma deve imparare a restituire le somme illecite e ad alimentare ciò che conta nella vita.

[05/4/2017] IX SMS

Pur potendo costruire immensi granai e salvadanai finanziari, nessuno sa se, proprio quella notte, siamo chiamati a dare ragione della nostra anima affogata e persa negli affari. Il negativo incombe nella nostra vita e prima o dopo può toglierci la vita stessa perché siamo effimeri passeggeri di un viaggio sicuramente a termine. Vendere la propria anima è il peggiore affare che possiamo fare. I soldi e le case sono ingombranti e non riescono a seguirci quando ci viene chiesto di trapassare, lasciando ad altri ciò che abbiamo freneticamente rincorso perdendo la nostra anima. L'anima soffia come il vento.

[06/4/2017] X SMS

Sono nato in una famiglia di sei figli e pochi soldi. Ho potuto studiare solo grazie al presalario laureandomi in Medicina col massimo dei voti e specializzandomi in Psichiatria. Ho sempre lavorato nell'azienda ospedaliero-universitaria di Foggia. A parte lo stipendio non ho mai fatto una visita privata e mi sono dedicato a sperimentare alternative concrete agli psicofarmaci per le varie forme di disagio diffuso. Col metodo alla salute praticato nel servizio pubblico ho aiutato migliaia di persone e rispettive famiglie. Dopo la chiusura del Centro fatta dopo il mio pensionamento, abbiamo costituito la Fondazione per poter continuare un progetto che dura da 50 anni e si è esteso a livello nazionale con alcune esperienze europee. Senza ricevere finanziamenti istituzionali, a causa della novità del progetto Nuova Specie che scomoda forti interessi professionali e finanziari, stiamo costruendo una nostra sede dove poter continuare l'innovativa metodologia. Sono fiero del fatto che tante piccole donazioni e iniziative ci stanno permettendo di continuare a perseguire questo proibitivo sogno. Anche a 70 anni continuo a operare volontaristicamente senza soldi. Sono fiero di me e della mia giusta coscienza.

[07/4/2017] XI SMS

Chi non vive di soli soldi, chi non tenta la profondità della vita, chi sottomette l'esistenza a un progetto globale e lo onora in primis con la propria giustizia, costui ha dalla sua parte tutti gli antenati della vita che si alleano e si intrecciano amorevolmente aldilà dei soldi. Per costui è possibile che un giorno valga mille anni e che con un punto mitotico possa sollevare un mondo di cose, di persone, di situazioni, di prospettive evolutive. Costui vive di sballi vitali, di teorie profonde, di Trasformazioni impossibili. Può attraversare valli oscure senza smarrire la sua pasqua interiore e la via.

[08/4/2017] XII SMS

Un mondo fatto non di soli soldi aiuta i giovani a crescere in uteri devoti e a trovare da sé il senso dell'esistenza in cui ci sentiamo gettati. I nostri figli aspirano a sognare vite globali, relazioni senza confine, progetti fusionali dove sentirsi spiriti co-creatori, laboratori vitali dove sperimentare le proprie competenze adulte e inedite performance. Questi figli non ricorderanno le case ereditate e i soldi a loro intestati ma i momenti in cui i propri genitori hanno sognato, sono stati generosi e compassionevoli, hanno sentito e vissuto che l'uomo è più importante di ogni sabato, soldi compresi.

[09/4/2017] Domenica delle Palme

Buona domenica delle Palme, "Pasquino" dal cuore di pietra.
Oggi non le invio il solito sms. Le suggerisco però di vivere pace e silenzio tra gli ulivi per prepararsi alla settimana santa.
Riprendiamo domani.
Mariano Loiacono

[10/4/2017] XIII SMS

Chi non pensa solo ai soldi può costruire dentro di sé un solido punto mitotico che favorisce il suo viaggio inedito e attrae persone e situazioni di ogni tipo. Questo suo potenziale fusionale lo accompagna anche quando deve attraversare valli tenebrose e lotte senza tregua tra opposti belligeranti. Gli antenati della vita partecipano gioiosi mettendo a disposizione il proprio potere. Gli eventi si allineano inaspettatamente e spesso dal letame nascono fiori di gratuità e si manifestano impreviste convivialità, proprio quando le chance sembrano concluse. Il salvadanaio non sostituisce il cuore della vita.

[11/4/2017] XIV SMS

La vita di coppia che non vive di soli soldi, sa che la relazione va monitorata e creata ogni giorno per saper attraversare la buona e la cattiva sorte e per accogliere i tanti limiti, diversità e difetti che si manifestano continuamente dopo i confetti.
Per mantenere questo impegnativo viaggio, occorre trovare tempo per ascoltarsi, formarsi a un punto di vista globale, fare teoria e modificarsi. Si risparmiano in tal modo tanti soldi e soprattutto si scoprono parti spettacolari che l'altro ancora non ci mostrava. Amare diventa possibile anche nei cambiamenti per malattie, invalidità, vecchiaia. Per amore.

[12/4/2017] XV SMS

I figli di chi non vive di soli soldi maturano un legame devoto, ma libero, verso i loro genitori. Sentono come propri i progetti esistenziali di costoro e, pur manifestando fisiologiche intolleranze e rifiuti, sanno trovare la strada per valutarli liberamente, farli propri e rappresentarne degna discendenza. Chi non vive di soli soldi difficilmente verrà odiato dai figli alla sua morte e molto probabilmente costoro diventeranno gli araldi di quella eredità, aggiungendovi creativamente del loro e trasmettendola ai propri figli e ai posteri. In questo modo si rimane immortali dentro il viaggio della vita.

[13/4/2017] XVI SMS

Vivere la vita per un progetto di crescita nostra, delle persone a cui vogliamo bene, di altri a noi prossimi, crea solide amicizie e relazioni continuamente disponibili anche nei momenti di grandi difficoltà e smarrimento. La sinergia di intenti e di risorse può creare prospettive sulla carta impossibili, guarigioni profonde, consolazioni non diversamente raggiungibili, specie oggi che tutto è finanziarizzato. Un movimento di popolo oggi è in grado di mettere in crisi ogni Faraone e di creare un esodo verso cambiamenti epocali e di nuova specie. Un grande progetto rende grande la propria casa e famiglia.

[14/4/2017] XVII SMS

Chi non vive di soli soldi sa che l'esistenza è transitoria e che ha un suo senso profondo da cercare e ipotizzare. Aldilà delle cose possedute e dei domini esercitati, rimane la necessità di capire e vivere il progetto che sta alla base di questo nostro vivere. L'universo è troppo infinito dinamico e complesso per rappresentare solo una magnifica giostra in cui illuderci giocosamente per quei pochi anni che ci è consentito vivere. E se stessimo partecipando a una grande gravidanza universale come co-creatori di terre e cieli di nuova specie? Un senso globale non ci fa morire e riempie anche questa vita.

[15/4/2017] XVIII SMS

Caro "Pasquino", oggi è sabato santo e, come lei forse sa, la liturgia pasquale inizia col l'exultet, il preconio pasquale che esulta per il passaggio dalla morte alla vita. Nell'exultet compare la bella espressione agostiniana O FELIX CULPA. Grazie al suo colposo rifiuto, mi è stato possibile escogitare la felice iniziativa dei sms inviati. Per raccogliere almeno parte degli euro trafugati, ho deciso di inviarli a chi vuole previa una donazione di venti euro. Spero che la sua coscienza rinsavisca. Oggi è l'ultimo giorno in cui può decidere di risorgere. Mi fido di lei e soprattutto di sua figlia.

[16/4/2017] Domenica di Pasqua

Oggi, "Pasquino", non le toccherebbe l'abituale sms. Ma è Pesach, parola ebraica che significa passaggio, come dice anche il suo derivato cognome.
Spero che oggi decida di fare il passaggio alla giusta coscienza e ci risarcisca, anche con una donazione, equivalente all'indebito esproprio da lei legalmente perpetrato ai nostri danni.
Non rimandi molto e si goda il piacere di una giusta coscienza.
Le chiedo di rispondermi entro lunedì sera diciassette aprile.
Ho fiducia in lei e nella sua buona coscienza.
Auguri. Mariano Loiacono

[17/4/2017] XIX SMS

Caro "Pasquino" dal cuore di pietra, nutro il fondato sospetto che hai preferito non leggere i miei fastidiosi sms per non andare in crisi e far vedere il tuo buon cuore che sicuramente avevi prima di trasformarlo in cinico salvadanaio. Voglio evitarti questa soluzione da struzzo. Provvederò a inviarti i miei amorevoli sms alla tua PEC e al tuo indirizzo email. Mi meraviglia che anche tua figlia ti abbia seguito in questa poco onorevole strategia. Non sempre è possibile l'omertà di non vedere, non sentire, non sapere, non parlare. Almeno dichiarati per quella onorata società. Stai vendendo la tua vita per pochi euro. Ripensaci.

[18/4/2017] XX SMS

Caro "Pasquino", io ho ottemperato con amorevole impegno a quanto promesso nel primo sms. Tu hai risposto con riprovevole e codardo silenzio. Il tuo cuore indurito e sprezzante è a rischio di infarto. Accetto l'umiliazione umana, professionale e di presidente che mi hai inferto e considero chiusa la prima fase della strategia di conversione del tuo cuore a forma di salvadanaio. Essendo Presidente di una nobile e riconosciuta Fondazione, comunicherò al CDA e a tutto il popolo di nuova specie l'esito negativo del mio tentativo. Versa i 4 mila euro per evitare futuri versamenti a opera della giusta vita. M.L.

[19/4/2017] XXI SMS

Cari "Pasquino" dal cuore di pietra e figlia, avevo preparato un piano con altri tre livelli di azione a cui avrebbero partecipato in tanti per coinvolgere più ambiti e target più pesanti e lesivi. Penso che non meritate tanta abbondanza di impegno morale e civico. Siete proprio due cuori di pietra e non meritate più un cuore di carne. Quattromila euro non aggiungono molto alla vostra già florida proprietà. A noi sarebbero serviti per mettere mattoni in più alla sede che urge finire perché a settembre dobbiamo lasciare i locali datici in convenzione. Saremo obbligati a sospendere le nostre attività fino a data da destinarsi.
Mancherà anche per voi una opportunità in cui essere aiutati per le tante situazioni di disagio diffuso. La vostra è solo una vittoria di Pirro che non mancherà di farsi sentire nelle vostre circoscritte vite. Vi siete comportati come vili banchieri, paurosi anche nel rispondere a tanti sms e alle interpellanze umane e valoriali che contenevano. Siete già morti perché i soldi non vi daranno l'umanità che avete sepolto. Siete già morti perché le vostre relazioni sono sterili e senza prospettive vitali. Vi aspetto prima o dopo per aiutarvi a rigenerare le vostre mortifere e disagiate esistenze. 

Vi perdono.
Mariano Loiacono

aprile 19, 2017

PROGETTO DI “ARTE CUM CROSS SEGNITIVA".

aprile 19, 2017 Posted by F. I. No comments
Dal 4 al 8 maggio parte la Prima Edizione del Progetto di “Arte CumCrossSegnitiva” nato dall'estro creativo di Valentina Loffelholz, Artista Globale e Mastra Vetraia, che avrà luogo tra le colline marchigiane di Urbania e Peglio.



Il Progetto ha la finalità di realizzare delle vetrate artistiche per la costruzione già in opera del Villaggio Quadrimensionale, futura sede della Fondazione Nuova Specie, utilizzando l'innovativo procedere dell'Arte CumCrossSegnitiva, una nuova corrente d'Arte Globale.
Cum vuol dire “insieme”, infatti il lavoro verrà svolto in gruppo da uno stormo di persone che desiderano sperimentarsi. 
Cross viene da CrossingOver, cioè “scambio” profondo di parti emotive e specifiche di ognuno dei partecipanti al progetto.
Segnitivo significa che è importante saper leggere e cogliere i segni che la vita ci mostra e riuscire ad integrarli nell'atto creativo dei partecipanti.

Le vetrate delle cattedrali gotiche rievocavano la “TEOFANIA”, e cioè la manifestazione di Dio. Il pellegrino venuto da lontano, oppure il credente del luogo, veniva travolto dalla meraviglia e dallo stupore vedendo la luce attraversare i vetri colorati, quasi come se veramente Dio abitasse quei luoghi.
Le vetrate, inoltre, servivano a raccontare le scene della Bibbia.

La nostra vetrata dovrà essere qualcosa di simile ma diverso: il senso è quello di aiutarci a fare “Teofania” dentro di noi, dovrà essere una creazione che ci aiuta a farci ricontattare con le nostre Teofondità… un po’ come un Ricanto, composto però, di vetro e luce.

Per partecipare non è importante essere “artisti”, ma è meglio partire in crisi proprio rispetto all'espressione creativa perché chiunque può sperimentarsi per crescere e trovare, o ritrovare, la sua specificità artistica.

Si chiede di essere disposti a procedere in modo incerto ed inedito e seguire il rivelarsi di segni, avvenimenti e dinamiche in atto.

In questa Prima Edizione si avvierà la fase iniziale che è caratterizzata dalla progettazione (immergendoci con i RICANTI) e rappresentazione grafica della vetrata, dalla produzione dei vetri colorati e dell'organizzazione del magazzino.

E' tra i primari obiettivi stimolare la crescita dell'individuo attraverso dinamiche di scambio e interazione accompagnate.

Il Progetto è organizzato dall'Associazione alla Salute Pesaro-Urbino, in collaborazione con la Fondazione Nuova Specie Onlus, che opera nell’ambito del disagio sintomatico e asintomatico, espressione del mutamento antropologico in atto. Tra le tante attività svolte, la Fondazione cura la formazione attraverso innovative metodologie messe a punto dalla ricerca teorico-prassica del Dr. Loiacono che si avvalgono del punto di vista legato alla “Epistemologia Globale” e al “Quadrimensionalismo” e offrono griglie di lettura e di analisi della realtà attuale.

Nascita e dettagli del Progetto.

ALSA PESARO

Aula didattica globale "Gianna Stellabotte" (FG), sabato 15 aprile 2017. EPISTEMOLOGIA GLOBALE E DINAMICHE DI VITA. Quinto e ultimo giorno della I Settimana.

Oggi è l'ultima giornata della prima settimana del corso di Epistemologia Globale. 

Il DIN-STO parte con la lettura della pillola del giorno da parte di Mariano e Michele: la cosa fondamentale da fare per la crescita è passare per il dolore, questo è il senso e infatti per tutta la giornata sarà il filo conduttore. 


È un grande atto di coraggio mollare le soluzioni che controllano la nostra rabbia, perché il soffrire è un viaggio obbligatorio per tornare a se stessi e fare Spin. I desideri vanno ascoltati perché sono transizioni da fare per arrivare ad essere più interi.


Mariano afferma poi che con oggi muore l'Embriogenesi dei corsi (quando li teneva da solo) e che questo segna il passaggio alla Fetogenesi. 
Rita sancisce questo evento STOrico con il suo ricanto, poi Mariano si inginocchia di fronte a Barbara: riconosce l'apice della sua crescita, si scusa per non essere stato un buon accompagnatore durante la sua giovinezza e ne riconosce il merito di essere stata l'unica ad aver aderito con continuità al suo Progetto. 


Quindi chiama Giovanna e, commentando il testo "Vedi Cara" di Guccini, le dice che considera concluso il loro rapporto simbiotico: "sei tutto, mi hai dato tutto, ma per me è ancora poco", "tu sei paga, io ancora insoddisfatto". 
Conclude affermando che cerca la libertà di esprimere fino in fondo la sua specificità e in questo momento non si sente libero di farlo perché Giovanna ha delle soluzioni migliori delle sue. 
Come prospettiva, le consiglia di affidarsi alle figlie, sopratutto a Francesca, e di fare da embrione nel prossimo progetto La Finestra di Babich.


A seguire, per una chiusura teorico-prassica del corso, utilizza la canzone "Dipende" de Jarabe de Palo: quello che ci è stato proposto è un punto di vista diverso dei precedenti e l'unica certezza che ci lascia è che siamo in viaggio, un viaggio verso il Globale dell'In.Di.Co. 
Non si aspetta dei ringraziamenti da parte nostra, ma cambiamenti delle nostre Ideazioni Deliranti Allucinatorie.


Sfruttando il Quadrangolare e le fasi della vita di Gesù Cristo, ci propone infine un'ulteriore analisi di quanto i conduttori hanno fatto, con grande fantasia e dedizione, in questa prima settimana. 

La giornata si avvia a conclusione con le prospettive per molti dei partecipanti che introducono l'argomento della prossima settimana: le Strategie Relazionali.

Melissa-Aposca-Dieghissa e Dieg-Miego

Aula didattica globale "Gianna Stellabotte" (FG), venerdì 14 aprile 2017. EPISTEMOLOGIA GLOBALE E DINAMICHE DI VITA. Quarto giorno della I Settimana.

Reduci da un giovedì ricco di emozioni per la grande bravura di tutti i conduttori nel presentare le tre Epistemologie, ci apprestiamo ad un nuovo giorno che sarà ricco di sorprese. 
La prima è che Mariano non c'è. 
Oggi, avendo verificato nei giorni precedenti che in campo c'è uno stormo a cui potersi affidare, ne approfitterà per restare a casa e recuperare col corpo.
È la prima volta, in 24 anni, che una giornata del corso viene condotta senza la presenza di Mariano: è un momento storico ed è per questo che il corso alla fine prenderà il nome: DIN-STO (da Stormo, Sto! e Storico). 


Dopo la lettura del Pillolendario ed il relativo commento, Francesca ci legge un messaggio ricevuto dalla sorella Daniela, banale, del tipo “copia incolla”, come ci spiega Francesca. 
Subito dopo, Barbara, rivolgendosi alla madre Giovanna - ma il suo sfogo era riferito a tutti - ci parla del malessere del padre, che viene da tante delusioni che ancora oggi minano il percorso del Metodo Alla Salute e della Fondazione Nuova Specie.
Condivido in pieno lo sfogo di Barbara, in quanto ritengo che il grande lavoro di Mariano e la sua dedizione spesi in tanti anni non siano stati ripagati sufficientemente da tutte le persone che in questi anni ne hanno beneficiato. A settembre i locali dell'ospedale D'Avanzo dovranno essere sgombrati ed è probabile che i lavori al Villaggio Quadrimensionale non siano ultimati. 
Dove andremo a finire? In un momento così delicato per la Fondazione, l'indifferenza delle persone e il poco impegno delle Associazioni nella raccolta fondi sono l'ennesima delusione che ha alterato il bio-organico di Mariano in questi giorni di corso.
Il resto della mattinata è proseguito con dinamiche di vita che hanno coinvolto diversi corsisti. In primis, il rapporto ritrovato padre-figlia tra Diego e Melissa, frutto di un percorso di crescita cominciato pochi anni fa. 


La mattinata si è conclusa con il magistrale intervento di Raffaele, che ha paragonato la nostra vita globalizzata ad un sistema malato, ad una telecamera legata a delle corde e per questo disorientata.  


Il pomeriggio è iniziato con una grande performance di Mario Ciarmoli con la sua chitarra: un repertorio di canzoni di Battisti che ha coinvolto tutti e che ha fatto ballare sulla sedia una Rossella impacciata perché ancora bloccata nel suo analogico. 


La voce splendida di Annarita chiude il momento canoro del pomeriggio e subito dopo Barbara ci presenta il trio CA.LE.FA. nella pièce teatrale delle tre metamorfosi di Nietzsche. 
La rappresentazione ha divertito tutti perché le tre "attrici" Adriana, Mariella e Paola sono state molto brave e hanno interpretato i loro ruoli identificando i personaggi di Nietzsche e riportandoli al loro vissuto e alle loro esperienze di vita.


Dopo i meritati applausi, i figli di Mariella e Paola, che erano presenti, sono stati invitati dai conduttori ad esprimere il loro giudizio sulle doti artistiche delle madri. Mentre Francesco ha elogiato Mariella per una vena artistica che secondo lui è insita in lei e che non ha mai avuto la possibilità di esprimere, Fabio ha elogiato Paola per il coraggio di salire sul palco ed interpretare il ruolo del Leone, cosa che fino a poco tempo fa non avrebbe mai fatto perché si è sempre svalutata. 
Simona, la figlia di Paola, invitata ad esprimere un parere sulla madre, non ha voluto interagire e l'insistenza dei conduttori ha fatto precipitare la situazione in maniera tale che Simona ha preferito andarsene. 
Forse non si è rispettato il famoso Stato Quiete? A me, personalmente, che sono il padre è venuto qualche dubbio. Ci sono rimasto male. La mia faccia ha fatto da cartina tornasole alla mia delusione e il mio corpo di padre sofferente è stato accolto da Melissa e Graziana come figlie devote. 
Grazie a loro e alla teoria, i miei dubbi si sono cominciati a sciogliere e il resto della serata si è concluso serenamente.


Come serenamente le teorie di tutti i conduttori compresi i no-auisti hanno brillantemente chiuso una giornata di corso storica e molto particolare.  

Angelottavio

P.S. A proposito di Simona, non aver rispettato il suo Stato Quiete le ha permesso finalmente di tirar fuori tutta la merda accumulata in tanti anni nei confronti di tutta la famiglia, me compreso. Il fatto di essersi liberata mi ha permesso di instaurare con lei un rapporto nuovo. Questa volta ho sentito che il suo codice analogico era vero. 
Grazie a Barbara, Francesca, Raffaele, Davide, Sandra, Antonio, Graziana, Maria Letizia e a te, Mariano, che sei stato determinante senza essere presente.

aprile 15, 2017

"Le cose profonde sono semplici e le abbiamo già dentro": Prima tappa del Progetto "Luicity".

Siamo ritornati a casa dopo la prima tappa del progetto Luicity


È stata una buona esperienza, perché ci ha permesso di andare in un altro territorio, essere ospitati, conoscere meglio sia i luoghi che le persone di un luogo diverso dal nostro e ha permesso a me e a Luigi di portare uno spirito nuovo anche in casa di altri... 


Come ho anche scritto sul quaderno del progetto, Luigi obbliga tutti quelli che stanno con lui a starci con semplicità, con presenza, con umiltà, sennò ti spinge o ti mette alla prova per andare via.
Luigi non ha molti criteri esterni del tipo “è bello”, “è brutto” o altro, va molto di più al sodo, proprio al modo in cui tu stai in relazione con lui, a quanto ti ci sporchi, e a quanto veramente riesci ad essere tu per primo specifico in profondità.


All'inizio pensavamo che il progetto fosse per lui, e quindi che dovevamo essere solo noi ad aiutarlo, ma questi sono concetti razionali embriogenetici che già dopo solo due giorni vengono ribaltati... Luigi è un enzima fortissimo, oltre che uno psicotico con la P maiuscola!
Comunque siamo riusciti tutti a sentirci parte di una grande famiglia, e siamo stati insieme suonando tante note della Home Life.


Molto di quello che abbiamo potuto fare e sentire è anche dovuto al posto, Ca' Marco: una casa grande con ampio giardino, immersa nel verde delle colline di Urbania.
La possibilità di andare per boschi, il contatto con gli animali, le feste con la musica a palla, il ranch di Vittorio a pochi passi da dove noi eravamo, è stato tutto uno sballo... 


Ringrazio tutte le persone che hanno colto il valore di quello che si è fatto e che ogni giorno mi ripetevano che stare lì in quel progetto era un dono dell'In.Di.Co.
E anche io ci credo e lo penso.


Ringrazio Cristian, Valentina, Ester ed Emma, che ci hanno ospitato e hanno creduto a questo progetto.


Ringrazio Melissa, Gioele e Luciano che con me hanno collaborato e si sono immersi per primi e devotamente.
Ringrazio Luigi per essere quello che è e che ancora non vuole cambiare.
Ringrazio Mila che ci ha permesso di fare il progetto senza dover pensare a niente.
Ringrazio Mariano che è il coordinatore massimo di tutti i progetti della Fondazione.
Ringrazio l'associazione Pesaro che ha favorito l'inserimento del progetto Luicity nel territorio.
Rringrazio in anticipo l'associazione Romagna che ci ospiterà per la prossima tappa.


Chiunque volesse partecipare alla tappa in Romagna mi può chiamare, le date sono dal 22 al 30 aprile.

Un abbraccio,
Luis Man.

Info: Marco Masullo, 320 3511688.

Aula didattica globale "Gianna Stellabotte" (FG), giovedì 13 aprile 2017. EPISTEMOLOGIA GLOBALE E DINAMICHE DI VITA. Terzo giorno della I Settimana.

"Spintaneamente", Michele legge la pillola del giorno che contempla la leggerezza, non intesa come "prendere la vita alla leggera" ma, nel senso di reagire facendo teoria, mantenendosi distinti da ciò che accade, anche nelle situazioni negative.


Introducendo la giornata del giovedì santo, Mariano ha esplicitato l'istituzione dell'Eucaristia. Citando la prima lettera ai Corinti si comprende che tale istituzione non è che una supposizione e ideazione dello stesso Paolo di Tarso. 
Ha inoltre chiarito il senso della lavanda dei piedi, che è l'attuazione del servizio di un maestro, l’essere umilmente a disposizione degli altri. 


Prima della relazione sulle epistemologie tradizionali, vengono chiamate Rita, per dare lettura al suo ricanto, e Maria Antonietta, per il suo valore semplice e concreto di andare oltre le difficoltà. 
A questo punto Barbara riprende i passaggi del Caudex-Ciclo Vita e Conoscenza: per passare dall'albero della vita all'albero della conoscenza è necessario rispettare alcuni passaggi, che sono separazione, frammentazione, ceratura e incisione epistemologica. Ciò è accaduto coinvolgendo i corsisti facendo in riferimento al loro vissuto. 


In attesa che i conduttori si preparino per rappresentare l'epistemologia mitica, viene proiettato un monologo di Vincenzo Salemme in cui si evidenzia il fallimento delle telecamere religiosa e filosofica. Intervengono, sollecitati da Mariano, Alberto e Diego, esplicitando il fallimento anche della telecamera scientifica, mettendo così in evidenza il limite delle tre epistemologie tradizionali: il voler chiudere l'In.Di.Co. in una rappresentazione statica e definitiva. 
A questo punto viene fatta una presentazione dell'epistemologia mitica attraverso una drammatizzazione interpretando una famiglia troglodita. 


Davide, dalla drammatizzazione, è riuscito a passare alla concettualizzazione di come si sia evoluta la religione dai 50.000 ai 10.000 anni A.C.


Al rientro dalla pausa pranzo, il gruppo di Cerignola ha presentato il progetto “parlami d'amore Mario”, una tournée che Mario è disposto a fare per la raccolta fondi. Ha dato subito disponibilità di attuazione l'associazione Toscana. 
Prima di dare la parola a Francesca, Mario risveglia le corde vocali dei corsisti e conduttori con un "canto piramidale". 


A questo punto, Francesca introduce l'epistemologia religiosa partendo dal suo vissuto. Dedica la presentazione alla bambina che è stata, alla sua sofferenza legata al non essere stata vista dal padre e come questa bambina abbia usato la religione ed il Dio-Padre come supporto. 


In questa fase si è visto come Mariano padre, nella sua fragilità, si sia esposto con umiltà chiedendo scusa a quella bambina. Ciò ha permesso ai genitori in sala, anche ai più reticenti, di fare un passo verso i propri figli. 
La bravura di Francesca è stata quella di attuare il passaggio dall'epistemologia religiosa tradizionale ad una epistemologia più globale, dove il negativo non solo viene accolto, ma viene anche considerato come una cosa buona. 


Dopo una breve pausa, Sandra introduce l'epistemologia popolare e filosofica. Anche lei parte dal suo vissuto personale e famigliare, intitolando l'intervento "una vita da migrante". Presenta la sua esperienza, con l'aiuto della zia Annie, parlando dei suoi antenati emigrati in Belgio. Ripercorre la cultura contadina del villaggio mondo e racconta come sia avvenuto il passaggio al mondo villaggio attraverso il mutamento antropologico. 


Termina Mariano, suggerendo la necessità di transitare dalla posizione confusa del migrante a quella del viandante: questo salto di qualità si può ottenere attraverso l'approccio globale. 


Se stiamo bene con noi stessi, staremo bene in ogni luogo. 

Edoardo, Cetti, Alessandra

aprile 13, 2017

Aula didattica globale "Gianna Stellabotte" (FG), mercoledì 12 aprile 2017. EPISTEMOLOGIA GLOBALE E DINAMICHE DI VITA. Secondo giorno della I Settimana.

La giornata inizia con una dinamica con il piccolo Jacob, proseguendo con la lettura della Pillola del Giorno e l'accoglienza degli ultimi arrivati.


Il focus riguarda le istituzioni, che sono anche matrigne, guidate da meccanismi psicotici, per cui solo le relazioni personali sono importanti. È importante essere generosi sulle relazioni, perché aprono le strade per la risoluzione di problemi aperti su più fronti (lavoro, salute etc.)
Emerge che il lavoro è importante, ma l'uomo non deve essere al servizio del lavoro bensì il lavoro deve essere al servizio della vita. 


Entrano i conduttori, con il trenino dei baci accompagnati dal MAGNIFICAT, il quale nasce quando Maria è incinta e va a trovare la cugina Elisabetta incinta (anche se sterile) che poi partorirà Giovanni Battista. Quando le due donne si incontrano, i bambini si muovono dentro le pance: si riconoscono e nasce questa preghiera/poesia. La riuscita di un percorso tra due persone dipende dal loro riconoscimento, anche tenuto conto dei limiti. Se una persona è piena di sé non riesce ad accettare i limiti degli altri! 


Grazie ad una immersione di Elisa, emerge che nel villaggio mondo tutte le persone sono considerate uguali, se non si è uguali si viene eliminati, mentre nel mondo villaggio tutte le telecamere (quella religiosa-filosofica-scientifica) sono state 'depodestate’, dando più libertà di scelta - Caleidoscopio, ovvero punto di vista globale.


Viene letto il Bereshit (il libro della Genesi): l'uomo è stato collocato in un giardino, senza fornire le regole dell'esistenza, ma plasmato. 
Gli alberi attraenti per la vista rappresentano parti della vita che ci attraggono e dove ci sentiamo sempre bene, dove ognuno trova una soluzione (ballare, fare sesso, etc.). La parte che ci interessa veramente è la parte più interna del giardino, quella più nascosta, tuttavia siamo più attratti dagli alberi più attraenti e più buoni da mangiare (i più facili da raggiungere). 
Solo quando ci troviamo in difficoltà cerchiamo gli alberi più profondi (l'albero della vita e della conoscenza). 
L'albero della vita è il vissuto ed è specifico per ciascuna persona (infinito, dinamico e complesso), difficile da trasmettere e da conoscere. 
L'albero della conoscenza rappresenta quello che è fuori di me attraverso le rappresentazioni (con la parte razionale una persona interpreta quello che osserva nelle altre persone). Le rappresentazioni sono tanto più fuorvianti tanto più l'albero della conoscenza è ristretto ad epistemologie obsolete. 
In base alle mie rappresentazioni, ho delle conseguenze sulla mia persona (ad esempio, se nascondo le scarpe a mio fratello e la mia rappresentazione è quella della bambina cattiva, questo influirà sul rapporto con me stessa di svalutazione). Le rappresentazioni hanno un peso significativo a scuola, gli insegnanti con gli alunni, i genitori con i figli (etichettatura). 
L'albero della conoscenza non si può mai mangiare, perché è dinamico, complesso e non finisce mai. 


La storia di Tonino e Giuseppina ci fa vedere i limiti della rappresentazione della medicina: voglio vedere cosa c'è (sezionamento del corpo - operazione) senza capire la motivazione del tumore (rabbia, vivere nel negativo), per cui c'è assenza di una visione globale. 
La malattia, invece, è stata la spinta per la crisi di coppia-protesi (la rappresentazione della persona che amiamo può cambiare) e il miglioramento. Solo noi stessi possiamo sapere chi siamo. 

Una persona è negativa quando non si fida e non si affida. Ognuno deve prendere quello che è meglio per sé. 

Know how - le pantere rosa 🌹

Aula didattica globale "Gianna Stellabotte" (FG), lunedì 10 e martedì 11 aprile 2017. EPISTEMOLOGIA GLOBALE E DINAMICHE DI VITA. Accoglienza e primo giorno della I Settimana.

Il corso è iniziato!? 
Credo che nessuno di noi abbia la consapevolezza di come ne uscirà, ma nel frattempo siamo qui, chi spintaneamente, chi volontariamente. 


I protagonisti di questo nuovo corso si sono quasi tutti presentati dicendo un po' da dove vengono, cosa si portano, condividendo i loro stato quiete. 
Ogni stato quiete era diverso: c’era chi non vedeva l’ora che arrivasse questo giorno, chi non ha la più pallida idea del perché si trovi qui, o chi lo trova ad intermittenza, chi si è ritrovato i propri familiari e ne è sorpreso, e chi invece avrebbe desiderato la presenza di alcuni rapporti forti. 
Mariano comincia l’accoglienza cogliendo di sorpresa Michele, e con l’occasione inizia con cenni teorici attraverso il Graal, la Piramide e la zona pellucida.


Sono stati presentati, oltre i partecipanti, anche i conduttori: Barbara, Francesca, Raffaele, Sandra e Davide. Quest’anno il gruppo del know how o meglio "No au" è formato da Marialetizia, Graziana e Antonio. 

L’accoglienza è continuata ed è stata molto coinvolgente. 
Le dinamiche in diretta non sono mancate. 
Mariano ha cercato di chiamare quante più persone possibile per capire le motivazioni profonde che hanno spinto ognuno dei corsisti, futuri epistemologi, a partecipare. Cominciando dalle nostre storie, si è cercato di introdurre la teoria che intrecciasse tutte le vite, aiutandoci a riconoscere, tramite il fondo comune, la conoscenza a partire dalle nostre profondità. 


Il corso risulta essere particolare poiché coinvolge in prima persona Mariano e il rapporto con Giovanna. 
Infatti, Giovanna si ritrova a vivere un suo dolore profondo emerso già nella domenica del salotto letterario globale. 
La coppia si mette generosamente in discussione, mettendo a disposizione la propria storia per trovare importanti spunti di riflessione. 


A partire dal Graal, Mariano spiega come possono formarsi i vari livelli di una coppia: il livello simbolico corrisponde all’etichetta di essere fidanzati, il livello analogico corrisponde al fatto di vivere nella stessa casa, nel livello bio-organico si condividono le emozioni e in quello ontologico si condivide un globale massimo e altre motivazioni profonde. 


Mariano utilizza il maschile e il femminile, due parti che rappresentano un circuito: il maschile nel far riconoscere a Giovanna anche il suo ruolo di madre, oltre quello di figlia delusa e moglie incazzata, e il femminile dedicandole e ballando con lei "vedi cara" di Francesco Guccini. 


Vediamo in diretta come i nostri desideri, se vengono delusi, creano dolore che trasformiamo in rabbia verso noi stessi o verso l'esterno. Dopo un po’ la rabbia ci pietrifica, appesantendoci. 
Corpi fermi e appesantiti. 
Il corso servirà proprio a spiegarci come liberarci dai meccanismi psicotici, servendoci di due cose: un albero della vita devoto a noi che ci accolga e ci spinga, come accade se si è in rete, e un albero della conoscenza, ovvero fare teoria.  
Per potersi de-psicoticizzare bisogna essere globali e per essere globali bisogna avere il padre, ovvero il piede fermo, l'angolo alfa, la tua identità; poi, avere il figlio, ovvero il piede che si muove e fa nascere nuove prospettive. I due sono messi in relazione dallo spirito, l’anemos.  

La pillola del giorno non a caso parla di pietre e cammino: l’appesantimento ti blocca il viaggio: se io prendo un sacco di pietre pesanti, non cammino più. Le pietre pesanti sono i giudizi, sono le cose che io mi aspetto dall’altro, il confronto differenza che faccio. Quelli sono macigni che spesso ci fanno rimanere sempre dove stiamo.

... Direttamente dalla macchina dei bio-gas, Giorgia, Angela, Michele, Simona, Mara... 😆

aprile 02, 2017

Cathie's House, Ripe (AN). IV Edizione del Progetto E.V.V.I.V.A. raccontata dai Guerrieri di Valore.

aprile 02, 2017 Posted by F. I. , , , 1 comment
L'avventura inizia il 5 marzo 2017, per concludersi il 12 marzo 2017 con il bilancio finale.


"Eleviamo i nostri cuori nelle profondità, oltre le ripe pietrificate!"... saranno riusciti i nostri guerrieri valorosi ad elevarsi, oltrepassando?

Sbirciamo nei loro diari di bordo... 

Prima di iniziare l’ascolto dello Stato Quiete, i coordinatori ci introducono e spiegano il perché del titolo progetto E.V.V.I.V.A.
Essendo il quarto progetto E.V.V.I.V.A., si sente da parte dei conduttori utero e crescita.
Emerge da subito il limite della relazione stantia che si ha con una figura adulta padre.


Il "cattolico" Cristiano ci fa capire l’importanza di questa sperimentazione, e la relazione esperienziale che si può avere stando a stretto contatto con altri uomini.
E.: Esperienza, l’imperativo è che nessuno può rimanere indietro nella tribù, ed è importante sperimentarsi per crescere e evolvere insieme, così, più si è, più la fenditura per una buona gravidanza Teo-fonda può portare cibo all’In.Di.Co. o all’esistenza terrena stessa.


Una spiegazione breve ma concisa dell’acronimo E.V.V.I.V.A. ci porta a spiegazzare (togliere le pieghe) e ci porta a vedere come semplici parole abbiano così tanto contenuto.

V.: Vicinanza, la vicinanza intesa come io ci sono, e ti sono vicino nei momenti belli, ma anche nei momenti di transizione che sono i più critici.

V.: Virile che ha un doppio significato, come forza fisica e forza d’animo, e per ultimo incrementare le virtù, cosi inserendoci nel viaggio dei quattro vizi capitali, che ahimè ci tengono dentro una bolla dandoci l’illusione rappresentativa di stare in viaggio.


Il viaggio continua in quinta con la presentazione del Graal P.U.T., seguita da una teoria da sballo, dove Silvio ci illumina rispetto alle varie fasi del Graal tenendo sempre presente i nostri limiti nati attraverso il non essere visti.


Viene presentata la ruota della medicina dei nativi d’America, una teoria parallela alla Home-life.


Come ultima fase viene inserita la Home-life collegata al Graal delle nostre storie.

Anche gli antenati ci accompagnano.

Il bellissimo sole nella giornata del “rito” nella Natura ci guida in direzione “Secchiano”, un paesino tra le montagne verso Urbino.
Lo scenario lungo la strada è particolare: siamo accolti dalle montagne, gli alberi e l’acqua che scorre tra le rocce e si riversa nel fiume a ricordarci che tutto in qualche modo scorre.
Dopo varie peripezie arriviamo al posto che l’In.Di.Co. ha scelto per noi e per il rito.
Al ritmo di Sursum Corda saliamo verso il nostro utero a cielo aperto, accompagnati da fratello sole, vento, suono dei ciottoli e degli alberi.
Finalmente raggiungiamo il nostro nido e quello che vediamo è un immensa grotta a cielo aperto, coperta solo da una specie di ponte che collega i due lati della grotta e ci permette quindi di vedere il cielo.


Ci accolgono i nostri accompagnatori devoti: Cristiano, Silvio, Luca, Cristian.
Cristian ci spiega che inizialmente non doveva essere quello il posto scelto per il rito, ma che la tanta pioggia del giorno prima ha fatto straripare il fiume dove avremmo dovuto celebrarlo, per cui la vita ci ha costretto a salire più in alto verso questa grotta che Paride conosceva.

Ad accoglierci c’era anche una croce di legno sopra un braciere di pietre, e come simboli del nostro rito, i sacerdoti scelgono il fuoco, la croce e l acqua, cioè bruciando le nostre croci possiamo innalzare i nostri cuori al cielo benedetti dall’acqua.
Dopo una danza preparatoria intorno al fuoco, ci immergiamo nelle nostre storie per cercare di rompere quelle croci fisse pietrificate e rendere la nostra vita più un flusso.


Il più solidale è A., che sente da subito di voler rompere la sua pietra legata al padre.
Poi M. esprime che per lui è arrivato il momento di esprimere una sua parte più P.U.M. e cioè prendersi la responsabilità di quello che solo lui è.
In seguito F. vede in quella croce il dolore che si è preso dalla madre, da cui vuole liberarsi per esprimere i suoi colori, che non sono solo fare cucina per gli altri.
Arriva anche il momento di L. che viene aiutato prima ad esprimere il negativo verso alcune persone presenti a cui non era ancora riuscito ad esprimerlo, portandolo alla rabbia e al dolore per l’assenza del padre.
Alla fine del rito di L., i conduttori sentono che è nata una fratellanza tra P., L. E. C., per lo scambio profondo che c’è stato, e che loro sanciscono salendo sul ponte in cima alla grotta.


Anche G. esprime il suo dolore per l’assenza di suo fratello maggiore, che a un certo punto non è stato più presente nella sua vita perché psichiatrizzato.
G. dice che non è giusto che sia lui a pagare per dinamiche familiari a cui si è ribellato, ma la tribù sente che G. vuol essere accolto come fratello minore per quello che è, e viene affidato ad altri fratelli.


Si è fatto tardi, il tempo è passato come lo scorrere del fiume ed è arrivato il momento di salutare la grotta e andare. 
L’acqua che scende dalle rocce con il calore del sole e del vento fanno l’effetto di leggera pioggerellina che cade insieme alle foglie degli alberi.

Dedichiamo una giornata a Cathie, una ragazza anticamente abile adottata da una famiglia originaria di Corinaldo, svoltosi tra la casa natale di S. Maria Goretti e il cimitero di Corinaldo, e dal seminario intitolato “MUTAMENTO ANTROPOLOGICO E TERRREMOTO DI GENERE FEMMINILE-MASCHILE” condotto dal Dr. Mariano Loiacono e svolto nella sala consiliare del Comune di Corinaldo (AN).
Il rito è stato anticipato da una grande festa di accoglienza per Mariano: tutti i partecipanti del IV progetto E.V.V.I.V.A. lo hanno atteso nei pressi del casello autostradale e lo hanno accolto con tamburi, canti e cori di accoglienza.


Poi ci siamo diretti alla casa natale di S. Maria Goretti nella vicina Corinaldo, in cui si sono uniti al branco anche alcuni esterni al progetto. 
Mariano ha esordito ripercorrendo quella che è stata la storia di S. Maria Goretti, ampliandola grazie alla teoria globale, includendo anche il vissuto della famiglia Serenelli, la famiglia dell’uccisore. 
È emerso che il dramma di questa adolescente morta all’età di undici anni e otto mesi è stata strumentalizzata e utilizzata dal contesto socio-politico-religioso senza tenere conto realmente del vissuto delle due famiglie: ricco di povertà, disperazione e finita nel sangue perché nessuna delle epistemologie è riuscita ad affiancare nel giusto modo e con gli adeguati strumenti i due giovani. 

La teoria di Mariano è stata rivelatrice di falsi storici e di verità lasciate nell’ombra. 

Come nell’unità didattica dell’Iceberg, le vicende vengono trasmesse solamente per il loro 8% senza considerare tutto quello che sta sotto.


Dopo una breve visita alla casa natale della giovane, abbiamo intrapreso una piacevole processione al cimitero dove è stata seppellita la adoptive sister della famiglia B.L. Questo è stato un momento per unire il nuovo gruppo formato grazie a ricanti nati spontaneamente. 

Una volta giunti al cimitero, il clima è diventato devoto e solenne fin da subito. 

Dopo una breve introduzione, Mariano ha lasciato la parola a Silvio che ha letto una lettera scritta a sua sorella, dove ha ripercorso tutte le fasi della loro relazione: passata da madre-figlio, a adoptive brother, a vero senso di fratellanza fino a diventare negli ultimi momenti di vita anche una relazione padre-figlia. 
Questo scritto ha toccato tutti i presenti, anche per la capacità di Silvio di saper descrivere in maniera profonda quello che è stata per lui la grande anima di Cathie. 
Il titolo scelto per la lettera è: WAKANTANKA MORNING SISTER CATHIE SUMMER. 


Pensiamo che sia il titolo più giusto da dare, anche rispetto alla scelta di proclamarla Santa di Nuova Specie per la sua capacità di essere stata nei codici profondi in qualsiasi situazione, sia nella quotidianità che nei momenti difficili.

Mariano ha ripreso la parola completando quello che per lui è il passaggio da S. Maria Goretti a Santa Cathie: mentre la storia della giovane Goretti è la storia di una adolescente stroncata prima di essere vissuta, Cathie è riuscita, grazie al suo sentire per la vita, ad essere sempre in contatto con le sue profondità e ad entrare nel cuore delle persone perché per lei non erano importanti le parole, ma il come tu ci stavi, chiunque tu fossi.

Dopo una breve pausa pranzo, ha avuto luogo il seminario tenuto nella sala consiliare di Corinaldo. 

Silvio ha fatto una introduzione descrivendo a grandi linee il filo conduttore che lega i due progetti di convivenza: la finestra di Babich e l’E.V.V.I.V.A. 
Dopodiché, Mariano ha ripercorso il terremoto antropologico che ha travolto la società dalla prima rivoluzione industriale ad oggi: questo ha portato alla nascita della Fondazione Nuova Specie e tutto quello che ha da offrire. 


La particolarità di Mariano è quella di tenere conferenze parlando di sé e del suo vissuto, coinvolgendo allo stesso tempo persone che sono all’interno del percorso e non, facendo teoria sulle loro vite, coinvolgendo anche due ragazzi anticamente abili presenti in sala, il tutto supportato da slide di grande effetto che hanno raccolto più temi: arte, poesia, Unità Didattiche e l’evoluzione del Villaggio Quadridimensionale.

Una giornata centrale rispetto a questa esperienza è quella che inizia con una bella lustrata a fondo in tutti i suoi ponti del nostro galeone, Cathie’s House, con cui insieme stiamo solcando le acque incerte, mosse e a volte turbolente del Mare della Vita. 

Partono tante scialuppe ma, prima di partire, gli ufficiali di bordo hanno voluto sondare il morale dell'equipaggio, per comprendere e accompagnare a chiudere al meglio alcune dinamiche avvenute nei giorni precedenti.

La prima scialuppa è composta da due padri con i rispetti figli, perciò il tema della scialuppa è il rapporto PADRE-FIGLIO, proprio per consentire sia ai figli che ai padri di raccontarsi ed ascoltarsi, grazie anche all'accompagnamento in scialuppa di cellule uterine.
La seconda scialuppa ha come Globale Massimo uno scambio in profondità, un raccontarsi ed accompagnarsi alla ricerca della propria teo-fondità.
La terza scialuppa ha l’intento di sciogliere alcuni nodi nella relazione col padre, mentre la quarta al riscoprire se stessi, anche attraverso la moto.
L'ultima scialuppa è composta da cinque fratelli in questo viaggio che provano ad incontrarsi aldilà delle parole.
Tutti gli equipaggi sono stati definiti e siamo pronti per salpare. 


Arriva il giorno dedicato al rito di chiusura del Progetto, ma per arrivarci è stato importante anche far sedimentare il fenomeno vivo, ascoltando quanto vissuto durante le scialuppe.

C’è chi ha scalfito le lapis solo in piccolissima parte, chi, attraverso il gioco e le dinamiche di scambio fusionale, ha vissuto la relazione tra padre e figlio; chi, passando attraverso il dolore di non poter esprimere il suo sentire nell'infanzia, dominata dalla cultura contadina, ha iniziato a liberare un sonoro “Me ne Frego!!!” a cui abbiamo dato grande valore; chi ha vissuto, attraverso un giro in moto fino a Senigallia, la leggerezza e la spensieratezza che è mancata fortemente a causa del loro sentirsi diversi e da scartare.
Ci siamo poi ritrovati nell'ampio giardino per il rito del fuoco. 

I bambini avevano preparato una grandissima catasta di legna attorno alla quale ci siamo radunati con sonagli e tamburi. Un caldo sole primaverile ha riscaldato tutta la giornata e molti dei giorni precedenti, rendendo piacevole lo stare all'aria aperta. 
Un segno forte, una benedizione dell'In.Di.Co. per tutto il Progetto.
Ci siamo sentiti ben voluti e devoti alla Vita.

I bambini hanno dato fuoco alla catasta.

A., vestito di tutto punto da cerimoniere con la tunica di Cristian, si preparava ad “officiare” il rito. 
Nel rito, ognuno di noi ha potuto buttare nel fuoco delle cose che sentiva buono lasciare andare e che hanno rappresentato identità vecchie, o impegnarsi per cambiare o crescere grazie al vissuto del Progetto che volgeva al termine. 


Alla fine del rito, con grande emozione, abbiamo lasciato che il fuoco ardesse e bruciasse l'ultima legna per andare a consumare, in un misto di commozione e fierezza, l'ultimo pasto insieme di questo IV progetto E.V.V.I.V.A. 

I bambini, prodi e coraggiosi, hanno sempre seguito con interesse attivo ogni parte del rito.

In particolare A. è stato lo spirito leggero che ha accompagnato tutti noi davanti al fuoco e sopra il podio per recitare la formula di impegno: MI IMPEGNO AD ELEVARE IL MIO CUORE NELLE PROFONDITA' OLTRE LE MIE RIPE PIETRIFICATE!!! Sursum Corda, Sursum Corda, In alto i nostri Cuori, Guerrieri di Valore!!!!!


L’ultima giornata è stata condotta con un ottimo maschile, che ci ha fatto rimanere nei tempi, ma comunque all'insegna di un femminile pronto all'ascolto e rivolto alla crescita di chi è stato raggiunto dalle proprie famiglie. 

Il solito ricanto mattutino ci permette di affrontare l'arena esistenziale con un senso più globale, e così, belli carichi di Teo-fondità, ci apprestiamo ad ascoltare i membri della tribù. 

I primi sono R. e T.: T. si impegna a dare più continuità al suo nuovo percorso più a partire da sé e dai suoi bisogni, che il Progetto gli ha permesso di vedere, sentire e percepire, tutto questo anche grazie al precedente tratto di strada fatto con suo figlio, che non ha perso.

Poi viene il turno di A., un giovane padre che ha avuto il coraggio di lavorare sul suo maschile che gli permetterà di non essere più generico e mostrare la sua identità, grazie a sua moglie che ha mostrato un bel femminile nel prendersi cura da sola della casa in sua assenza e accoglierlo anche nel rientro.

L. finalmente è riuscito a ricontattare la rabbia verso un padre inesistente, presente solo nei doveri, questo grazie anche al fatto che per la prima volta non è arrivati in emergenza e con i sensi di colpa o di dovere.

Poi c'è N. che, con il suo silenzio, spinge il padre a continuare il viaggio e il piccolo, ma grande, sacerdote A. che, durante il Progetto, ha riscoperto un nuovo rapporto con il maschile che può accoglierlo e fargli superare la paura di dormire fuori casa, ma anche spingerlo e fargli riconoscere le sue delusioni verso il padre e la sua aggressività che ancora fa fatica a venire fuori. 

Anche I. ci sta finalmente mostrando la sua parte leone un po' in tutti i suoi codici: in un simbolico che sta cominciando a fluire nel parlare prendendosi gli spazi, nel non avere più paura di qualche personaggio strano, di voler mostrare i suoi desideri al padre, ma quella più commuovente è la parte leone che manca a molti dei cosiddetti grandi, quella di tenerci al proprio e specifico viaggio! 


CORDA, DICO SURSUM CORDA, IN ALTO IL NOSTRO CUORE, GUERRIERI DI VALORE!