luglio 05, 2017

Aula didattica globale "Gianna Stellabotte" (FG), venerdì 30 giugno 2017. "LA COPPIA DEL TERZO MILLENNIO: DALLO SPECCHIETTO RETROVISORE AL PARABREZZA", quinto e ultimo giorno.

La giornata è iniziata come sempre con la lettura del Pillolendario, oggi letto da Gaetano che il giorno precedente si era immerso in un suo vissuto legato ad un racconto fatto da Fabiola.  
Commentando il Pillolendario, Gaetano ha sottolineato che la sofferenza, oppure il sintomo, parte sempre dalla sofferenza di non essere stato riconosciuto nel proprio dolore. 
Da qui è partito il racconto della sua vita, spiegato efficacemente dalla teoria ideata da Francesca: Dalla Piro trottola  alla Piro vela. A volte, presi dai nostri vortici, sembra che ci attiviamo invece non facciamo altro che girare su noi stessi. L’idea di Francesca è di sforzarsi di passare dall’essere trottola all’essere vela, cioè intraprendere un vero viaggio verso se stessi affidandosi alla vita. 


Anche la storia di Tiziana si può agganciare felicemente alla teoria di Francesca: Tiziana è stata da sempre una donna molto attiva che ha anche ricoperto incarichi pubblici di rilievo all’interno delle istituzioni. Questo vissuto attivo verso il mondo esterno e poco verso se stessa l’ha portata a sviluppare dei sintomi di disagio: l’insonnia. 
Mariano ha approfondito ulteriormente con la teoria sul metabolismo, spiegando che quando siamo presi dai nostri progetti creativi di crescita interiore siamo in fase anabolica (di sballo) che ci porta automaticamente alla fase catabolica (di digestione e rigetto, fase di sofferenza) e qui dobbiamo stare attenti a non cadere nel Pozzo di Vermicino (nuova teoria di Amerigo) e a non perdere la vista (la corda, la fides) che ci aiuta a risalire e rimetterci in movimento. 

Dopo tanta teoria, l’ingresso dei bambini della Scholè Globale ha alleggerito il momento. 
Le accompagnatrici hanno spiegato che all’inizio del corso ogni bambino è arrivato con uno stato quiete diverso: alcuni hanno fatto fatica a staccarsi dai genitori, ma accompagnati dagli enzimi nonni, mamme e fratelli ontologici, dopo qualche giorno, ognuno riusciva a stare bene con gli altri, e insieme alla fine del corso sono stati stormo per creare, giocare…. viaggiare.


La mattinata si è conclusa con un video di foto che rappresentavano le tappe della vita di Mariano, accompagnate dalla bellissima canzone di Claudio Baglioni, Strada Facendo.  

Il pomeriggio è iniziato con lo slogan che ormai ci accompagna da quattro giorni e che è stato proposto da Mariano: 
HASTA LA FETOGENESI SIEMPRE. Delinquenti di Nuova Specie: Andiamo a Comandare, seguito dalla canzone di Rovazzi, Andiamo a Comandare.


In questa giornata c’è stata una comunicazione importante di Mariano: la sua presenza ad accompagnare lo stormo avverrà durante i corsi e gli eventi a cui parteciperà. 
Ha ammesso che di fronte alle molteplici richieste di aiuto non riesce a dire di no per tutelarsi, e  dunque per aiutarlo verrà accompagnato da un nucleo di persone vicino a lui che filtreranno le  richieste.  

Ogni partecipante al corso è stato chiamato ad esprimere il suo punto di partenza e di arrivo alla fine del corso. 
Mariano ha cercato di aiutare ognuno a rimettersi in viaggio, ribadendo quanto è importante guardare il parabrezza anziché lo specchietto retrovisore. 


Mariano e Giovanna, come sempre, amorevolmente sono rimasti fino alle tre di notte, per poter ascoltare ed includere tutti quanti con amore e devozione. 

Mariella's Home







Aula didattica globale "Gianna Stellabotte" (FG), giovedì 29 giugno 2017. "LA COPPIA DEL TERZO MILLENNIO: DALLO SPECCHIETTO RETROVISORE AL PARABREZZA", quarto giorno.

Grazie alla presenza di alcuni Paolo e Paola nel gruppo, abbiamo iniziato ricordando le origini della festa di San Pietro e Paolo, ovvero da dove deriva e come si festeggia.
Abbiamo ricordato le origini del martirio di San Pietro e Paolo, ma prevalentemente di San Paolo, perché la sua teologia ancora regge ed è posta a fondamento di tutto il cristianesimo.

Così Mariano ci ha ricordato l'etimologia della parola coppia, Cum Aptein, cioè colla che tiene insieme, facendo chiaramente riferimento ai diversi modi di essere coppia esistenti in relazione alle diverse tipologia di coppia.


Dopo questo pensiero mattutino siamo transitati nella poesia dell'esistenza dell'uomo.

Secondo Mariano, infatti, nella storia l'esistenza della coppia uomo/donna è una necessità embriogenetica, è un bisogno che nasce da una frantumazione, un voler riattaccare i cocci.

Se fossimo nell'In.Di.Co. non avremmo bisogno di essere coppia.

Tra i tanti pensieri antenati ricordati questa mattina, sono stati preziosi i pensieri di Heisenberg relativi al principio di indeterminazione. Come un bravo musicista, tra le diverse corde, abbiamo toccato le filosofie del buddismo e dell'induismo.

Dobbiamo vivere sentendoci esistenziali come spiriti  co-creatori e quindi avere un nuovo punto di vista sulla vita come viaggio, come un continuo cambiamento perché non c'è permanenza ma c'è immanenza e tutto cambia: Panta Rei, potremmo dire tutto scorre...


Mentre proviamo a scrivere il post, Dario propone ad Alessandro di raccontare la giornata attraverso una canzone rap...

Vi includiamo il testo, parte di questo post 😉

Amico stai troppo nel simbolico
Senti che ti dico
Un po' più
Scava per arrivare all'ontologico
Perché anch'io sono stato nel catabolico
Ma dopo essere stato lì vai nell'anabolico
È un ciclo esistenziale ed è essenziale
Capire e apprezzare che siamo in una gravidanza universale
Ci vuole Fides
Bisogna affidarsi
Ma anche dalla sfides bisogno guardarsi
Come la mosca visionare 360 gradi
1000 ommatidi
Mariano spero che questa ti aggradi
Tutto scorre come energia
Il mio flow corre con questa poesia
Affronta il negativo, quando l'attraverserai tornerai nel positivo solo se tu lo vorrai
Occhio a non finire nel pozzo di Vermicino
Che sennò cadi come successe ad Alfredino
Siamo tutti qui per il disagio diffuso
Scrivo all'una meno un quarto sono stanco e confuso
Ovunque tu sia 
Preparati ad un salto  quantico
Mettilo in risalto...

Mariano presenta diversi strumenti per fare teoria, alternando con maestria unità didattiche nuove e collegandole con i laboratori di vita. Unire teoria e prassi attraverso la storia delle persone, ha permesso ai partecipanti di capire la profondità del sapere e di come si attivano le dinamiche di vita per fare salti.


Presenta il ciclo esistenziale metabolico, dove i concetti chiave sono il catabolismo, ovvero distruggere e l'anabolismo, cioè costruire, per spiegare come funzionano le relazioni partendo dai desideri come elementi propulsori del viaggio e delle relazioni. 
Se non ci autorizzano, stiamo nell'anello catabolico e prevale la distruzione. Bisogna costruire una Fides, o si finisce nel pozzo di Vermicino, come ci mostra un'altra unità didattica ideata da Amerigo che illustra le fasi del come si precipita nel pozzo fino alla Sfides che ci fa stare in fondo frantumati. 
Bisogna rappresentare una Fides con una rete che consente di vedere oltre come stormo. 


Si dà spazio ai giovani e Francesca presenta altra unità didattica da lei rielaborata, "dalla Pira trottola alla Pira vela". 
Anche qui la creatività si intreccia con le storie di vita e con metafore in cui la vita sta in viaggio come la vela, che ci aiuta a metterci in movimento nel mare in cui possiamo sprofondare. 

Mariano ci mostra un video del suo percorso nel Metodo Alla Salute: è commovente vedere quanta discendenza, intrecci ha creato con la sua Fides e il suo credere in se stesso e in questo sogno oggi diventato uno stormo fetogenetico. 


Fare per sé per la propria crescita diventa una grande opportunità per fare anche per altri.


Raccontare la sua storia di svalutazione ci va intravedere quanto la crisi esistenziale sia spesso benedetta e diventi un'opportunità per sentirsi in un viaggio globale in cui si liberano energie sottili. 


Bisogna interrogarsi su quali strategie costruire per fare rete, una rete che funziona come stormo che vede con globcettori più sensibili al cambiamento in atto e che, nel disagio diffuso, ognuno può sperimentare nella propria esistenza la possibilità di un salto quantico oltre paure. 

Quale migliore investimento allora se non quello di nutrire la Fides che la Rete siamo noi, che come le mosche possiamo sviluppare una vista più ampia, attenta ai veri bisogni e prospettive di crescita della Vita? 

Lucia, Betta, Alessandro, Amelia

Aula didattica globale "Gianna Stellabotte" (FG), mercoledì 28 giugno 2017. "LA COPPIA DEL TERZO MILLENNIO: DALLO SPECCHIETTO RETROVISORE AL PARABREZZA", terzo giorno.

Il terzo giorno di corso inizia con la pillola di teoria tratta dal Pillolendario, attraverso la quale Mariano ci illustra come la conoscenza si può trasmettere non solo attraverso il linguaggio accademico, che nutre sterilmente il codice simbolico, ma molto meglio attraverso modalità che sappiano parlare ai codici più profondi. 

Attraverso la Teofondità riconosciamo e possiamo trasmettere i meccanismi della vita che sono semplici e universali. 
L'umanità da sempre ha avuto l'esigenza di rappresentarsi la vita stessa attraverso varie modalità, ad esempio la musica e la fotografia legati al codice analogico, la pittura e scultura a quello bio-organico, la danza è la rappresentazione universale per collegarsi all'ontologico. 
Il simbolico ontologico storicamente è quello mistico contemplativo degli asceti, tipico delle culture orientali,  i quali si ritiravano dalla storia per sperimentare un livello più profondo di conoscenza del senso della vita. Mariano considera parziale questo tipo di esperienza, in quanto ognuno può collegarsi alla profondità e riportandola nella storia. 


La coppia è inclusa nel viaggio e nel senso dell'esistenza come espressione della frantumazione di un intero.
Coppia etimologicamente deriva da cum aptein: attaccare, incollare insieme. La coppia non è solo uomo-donna in senso comune, è un positivo al negativo che riguarda tutto ciò che è in relazione. Nell'ottica di crescita il negativo è il motore che innesca un movimento, il voler vedere solo il positivo è sinonimo di staticità. Questo concetto è ben rappresentato dalle due statue che Mariano ci presenta: la coppia siametica e la coppia danzate che convivono nel procedere. 
La griglia del corso prevede momenti di teoria e laboratorio e Mariano ci guida in questa armoniosa alternanza.

Per comprendere il punto di vista globale sulla coppia è indispensabile conoscere la sua "poesia sull'esistenza" che contrariamente a quella ebraico cristiana, che vede l'esistenza come frutto di un peccato originale e quindi una punizione da parte di Dio, è una visione al positivo. 
L'esistenza è parte della gravidanza dell'In.Di.Co., all'ultimo mese della embriogenesi, di cui il laboratorio terreste è un organo che si prepara a mettersi in relazione con altri organi.


Il disagio diffuso è la manifestazione che la conoscenza che si ha della vita è superata ed è la spinta a ricercare nuove "poesie" che si interroghino sul senso più profondo dell'esistenza.

Mila's Home


Aula didattica globale "Gianna Stellabotte" (FG), martedì 27 giugno 2017. "LA COPPIA DEL TERZO MILLENNIO: DALLO SPECCHIETTO RETROVISORE AL PARABREZZA", secondo giorno.

Il secondo giorno del corso/percorso sulla coppia inizia con la lettura del pensiero preso dal Pillolendario:
“Il diluvio in atto sono proprio le situazioni psicotiche, contemporaneamente espressione di parzialità e di vita, a loro volta generatrici di ulteriori parzialità di vita in una spirale vertiginosa”.
Mariano spiega l'origine dell'archetipo del diluvio universale raccontato nel Bereshit: Noè, avendo avuto una visione più globale, sebbene ridicolizzato e deriso dai contemporanei, ispirato da dio, escogita una soluzione per poter salvare tutte le specie viventi, così pensa di costruire un'arca.
Mariano utilizza l'archetipo del diluvio per spiegare come il disagio si stia sviluppando lentamente in tutti noi, iniziando con una leggera pioggerellina, diffondendosi in tutte le istituzioni, dilagando e ricoprendo le nostre terre. Proprio come il diluvio, il disagio diffuso non conosce distinzioni di genere, etnia, ma colpisce tutti e a tutti i livelli della Piramide, dal rapporto con noi stessi, attraversando i rapporti forti e con i gruppi, distruggendo anche il senso del nostro essere al mondo. 
Il diluvio però non è inteso come una punizione per gli uomini ma come una conseguenza del fermarsi cronico nel viaggio della vita, come un negativo che obbliga al cambiamento di una situazione statica: Kronos come tempo che passa senza cambiare niente. Mariano, come Noè, già nel '66 aveva intuito che il diluvio universale stava per ripresentarsi sotto forma di disagio globale e da qui nasce la sua ricerca per un progetto di teoria-prassi che contempli tutte le diversità in campo.


C'è un momento in cui è troppo tardi e vi è una moltitudine di gente che sta male ma si aspetta un miracolo. Tuttavia le soluzioni-arca non si inventano nell'emergenza ma si costruiscono giorno per giorno attraverso un percorso di crescita. 
Per cui, l'Arca di Nuova Specie è una costruzione attiva in cui ognuno contribuisce con la propria specificità, mantiene un angolo alfa mobile ed un buon triangolo del cambiamento che porti alla ricerca di strade nuove.


Anche per la coppia, intesa come coppia con se stessi, genitore-figlio, marito-moglie, che è inclusa nell'esistenza, è necessario trovare il senso dello stare insieme nella vita, condividere un progetto comune.
Per cui, questa seconda giornata di corso prosegue con l'ascolto dello stato-quiete e delle motivazioni dei partecipanti. 
Un fondo comune che si evidenzia nelle dinamiche di coppia è il meccanismo dell’“occhio per occhio, dente per dente” (dinamica perdente), ovvero riproporre nella coppia attuale i debiti riportati dalla famiglia d'origine che diventano zavorre per via del mutamento antropologico in atto.


Infatti, gli schemi che un tempo, nelle coppie che provengono dalla cultura contadina del villaggio-mondo, avevano e davano un senso alla vita, oggi non reggono più, sono abiti troppo stretti e non soddisfano più i bisogni profondi e reali di ognuno. 
Una caratteristica nel villaggio-mondo all'interno delle famiglie era quella di non fare emergere il negativo (lavare i panni sporchi in casa), mentre il principio che dovrebbe guidare le coppie di oggi è quello della contraddizione, cioè farsi da specchio reciproco su meccanismi che si ripetono identici e che non fanno viaggiare gli individui e la coppia, un negativo espresso in modo costruttivo attraverso la teoria.


Da ogni racconto delle coppie ascoltate è emersa la necessità di lavorare principalmente nel piano del rapporto con se stessi, per sciogliere i P.U.K. generati nelle famiglie d'origine e per riconquistare un senso proprio dello stare nell'esistenza. Senza questo passaggio, si rischia di creare relazioni siametiche in cui l'altro rappresenta una stampella/soluzione ai propri bisogni karmici. Questo fa sì che l'altro diventi strumento per il soddisfacimento dei propri bisogni e non viene più riconosciuta la sua specificità, il suo valore. Le zone pellucide legate ai desideri infantili generano relazioni di coppia confuse e illusorie.

Dalla Hope Home: Alessandra, Nadia, Mattia, Giuseppe, Isaia

Aula didattica globale "Gianna Stellabotte" (FG), lunedì 26 giugno 2017. "LA COPPIA DEL TERZO MILLENNIO: DALLO SPECCHIETTO RETROVISORE AL PARABREZZA", primo giorno.

Il corso si apre con la novità dell’unità didattica ideata da Amerigo: l’immagine del TriGiano che guarda al passato, la zona pellucida o specchietto retrovisore, al presente, aiutandosi con la Teofondità a fare il passaggio verso la contemplazione del viaggio della gravidanza, parabrezza o prospettiva. 

Papapa-papapa-papapapapapapapapapapa…


La marcia nuziale apre il corso sulla coppia: Giusi e Cristiano, invece di partire subito per viaggio di nozze, decidono di fare il “viaggio di percorso” e ci introducono alla giornata con la teoria sulla lettura del Pillolendario odierno. 
Il maschile è uno che mette i paletti, ha trovato una soluzione e basta. Il femminile si apre alla fecondazione. 
Il maschile e il femminile viviamoli come atteggiamenti e non come sessi anatomici. -Mariano Loiacono-

Il quadrangolare diventa la barca che naviga sul mare della vita con l’angolo alfa come chiglia e il triangolo del cambiamento, che essendo il femminile, spinge per la navigazione.


Aristotele cercò di definire com'è Dio, definendolo motore immobile: dal momento in cui il movimento è stato interpretato come parzialità, Dio è immobile in quanto concluso. Dio è la causa prima di ogni movimento.

Nelle coppie, quando si presenta il cambiamento? Tramite un negativo: prima stavo bene nell’angolo alfa che era la mia oasi e adesso è diventato deserto, quindi bisogna cambiare. Dall’angolo alfa, tramite il triangolo del cambiamento, si arriva ad un pi-greco che diventa la nuova identità, personale e di coppia; però non ci si può fermare, bisogna ricominciare a viaggiare lasciando la vecchia identità per la nuova.

Per facilitare l’ingresso delle coppie al corso, Mariano le chiama a condividere le motivazioni che le spingono a partecipare. 
Partendo dalle loro esperienze e specifiche storie, si individua il fondo comune in cui tutti (anche chi non è coppia tradizionale) si possono rivedere, e dove gli incastri basati sui nostri pozzi di Vermicino portano a coppie siametiche, cioè si rinuncia a se stessi pur di mantenere un organo in comune. 


Attraverso le varie coppie si passano in esame le varie epistemologie che hanno creato i P.U.K., i meccanismi che hanno creato gli incastri. Tra questi troviamo aspetti che abbiamo tutti, come per esempio la gelosia: il geloso è una persona svalutata che sente di non poter ricevere, perché sente di non poter dare niente.

In contemporanea, la Scholè Globale è arrivata alla sua terza sperimentazione: si tratta di un gruppo misto e assortito, tra nonni ontologici, adolescenti, mamme e bambini che vanno da pochi mesi a otto anni, tutti pronti a trascorrere una settimana di crescita e sperimentazione con i generosi enzimi coordinati da Sandra.


I residenti della casa in campagna... un po’ sperduta...

giugno 22, 2017

"Il viaggio dell'eroe" tra terra e aria.

Sepolta l’attesa, 
Rotto il digiuno d’un rumoroso silenzio.
Di candido bianco, fanciullo condito,
Leggera un’arma la mano accarezza,
Nel cielo sue le note,
Simile a fumo,
Un’emozione il profumo.
Donna gitana amata,
Semplice il gesto,
Mai nel profondo scontata.
Nero raso stringi, la platea dipingi.
Dolce musa divenuta ormai prosa.


Tra i vari eventi organizzati per festeggiare il compleanno dell'Associazione Alla Salute Marche, l'11 giugno è andato in scena lo spettacolo dal titolo "Il viaggio dell'eroe", che si è tenuto ad Ancona al teatro dorico.


Il teatro è quasi pieno e contiene trecentocinquanta posti. 


Dal sipario esce per primo Guido che, dotato di leggio, introduce la serata. 
È molto emozionato e bravissimo ad in interpretare il personaggio.


Si apre il sipario e lo spettacolo inizia con musiche e danze: al centro Gioele, nella parte di un mendicante che, in mezzo a tanto caos, rimane spaesato e inconsiderato, e rappresenta a mio modo di vedere lo specchio della società attuale. 


Poi scendono dei teli e delle ballerine, tra le quali Michela, che si alternano in una danza aerea. 


E' emozionante vederle volteggiare... dal mendicante, che ci ricorda un po' la terra, il contatto con ciò che è arido, duro, difficile, alla leggerezza dell'aria, che ci ricorda invece il volo libero degli uccelli...


Lo spettacolo continua con un intervento di Paride che coinvolge gli spettatori e di seguito, insieme a Gioele, dà vita ad una scena drammatica, ma anche coinvolgente e spettacolare.
Paride sprona Gioele a reagire alla morte, lasciando arrivare il messaggio che solo noi, partendo da ciò che siamo, possiamo suonare tutte le note, così come in questa serata di spettacolo Vita-Morte, Terra-Aria, abbiamo potuto attraversare.


L'opera ha coinvolto emotivamente tutta la sala: lo si evinceva dai lunghi silenzi, rotti da fragorosi applausi.


Per me, lo spettacolo è stato di una bellezza infinita, che ora che scrivo mi riempie ancora.

Quando le emozione partono da noi, dai nostri vissuti, da ciò che solo noi siamo, le vibrazioni arrivano in profondità.

Ognuno di noi è l'eroe e il protagonista del proprio viaggio... unico, inedito, spettacolare...

Giampiero

Associazione Alla Salute Marche Onlus: Buon Compleanno "Didattico"!

Il 1 giugno 2017 abbiamo festeggiato ben 11 anni dalla nascita dell'Associazione alla Salute Marche Onlus, avvenuta nelle Sede di Via Cialdini di Ancona. 


Abbiamo organizzato diversi eventi, tra cui la presentazione di tre Unità Didattiche, aperta all'esterno, come momento di raccolta fondi per la costruzione del Villaggio Quadrimensionale a Troia.

La prima ad aprire le danze è stata l'Unità Didattica "Home Life", presentata da Lucia, Francesca e Paolo. 


È stata una bellissima esperienza che ci ha nutriti in profondità. 
Ognuno di noi è partito dalla sua esperienza di vita, dal proprio sentire emotivo unendo anche la parte giocosa, fantasiosa.

Prendo spunto da una frase di Mariano che dice: "Il percorso è molto tortuoso, non si arriva subito, si sbaglia, si torna indietro...": le varie fasi della Home Life sono un po' questo, non si ha la pretesa di arrivare subito, né tanto meno si saltano le varie fasi, ma ogni passaggio ha il suo tempo, che va rispettato e soprattutto accompagnato.


È bene che ogni giorno si faccia la propria "Home Life".
Prima di tutto ci si Ascolta, si seleziona il Bisogno, poi si fa Cucina-Cesso, per poi Transitare e arrivare così al Salotto, dove si fa Teoria, si fa Spin.
Arrivati alla Sala da pranzo si festeggia, e finalmente ci si può riposare e si inizia, il giorno dopo, con un nuovo Stato Quiete, un nuovo stare nella Vita: V come Vitalità; I come Interiore; T come Ti; A come Apre a nuove prospettive… la Vitalità Interiore Ti Apre a nuove prospettive!


La seconda Unità Didattica è stata quella del Quadrangolare, condotta il 10 giugno da Gabriella e da Teodoro. Sono stati molto creativi, hanno preso spunto dai personaggi della Bibbia. 
Lei ha interpretato l'arcangelo Gabri...ele, invece lui ha interpretato Dio, colui che detta legge, detta a Mosè i dieci Comandamenti, è l'Angolo ALFA in persona. 


Interviene l'arcangelo, che lo accompagna verso l'angolo BETA, che si mette in ascolto, e gli fa vedere che c'è altro. Con il suo spirito, l'arcangelo Gabri...ele lo convince a intraprendere un viaggio, come fece Mosè con gli Ebrei. Iniziano così un lunghiiiisssssimo viaggio, dove invitano alcune persone presenti: ci si affida allo stormo, all'inedito. Finalmente, si approda all'angolo GAMMA, che è l'angolo della creatività, del gioco, della leggerezza, presente molto nei bambini. 


Qui si festeggia con una cascata di coriandoli. Per essere interi, si passa infine all'angolo PI-GRECO, che è aperto verso nuove prospettive!


La terza e ultima di questo ciclo è l'Unità Didattica La Piramide del Sarvas, presentata il 18 giugno dalle tre valorose donne Eleonora, Teresa e Patrizia. Hanno rappresentato anche loro molto bene questa Unità Didattica, accompagnandoci con giocosità a vedere i vari piani della Piramide devotamente intervallati da scritti e canzoni. Ognuna di loro si è cimentata a partire da sé.


RAPPORTO CON SE STESSI: IO CHI SONO? È stata letta la poesia di Benedetta, dal titolo "Cambiare pelle", in cui emerge come tendiamo a soffocare le nostre emozioni. Ma più lavoriamo su di noi, più la Piramide si farà più salda. Salendo, si arriva ai...
RAPPORTI FORTI: "Ti vedo". Qui abbiamo bisogno che qualcuno ci faccia da specchio riconoscente, che l'altro ci dica: “VOLO UT SIS”, cioè “io voglio che tu sia quello che già tu sei”, per arrivare a dire “VOLO UT SIM”, cioè “io voglio che io sia quello che già sono”. Poi…
RAPPORTI COI GRUPPI: Abbiamo ascoltato la canzone di Pocahontas, personaggio molto legato agli antenati della natura: il sole, la luna, le stelle che ci collegano con la nostra vera natura, libera e selvaggia, libera da costrizioni, da strutture create da un forte e potente razionale-simbolico. 
L'ultimo ma non meno importante è il...
GLOBALE MASSIMO: le tre donne hanno letto il ricanto di Vivis dal titolo "Benedico, che rappresenta il P.U.M., lo spettacolo. Si è arrivati in ALTO, dove si può ammirare il panorama in tutte i suoi colori e sfumature. Tutto è direttamente proporzionale, cioè più lavoriamo su noi stessi e più riusciremo ad avere un'ampia e ricca teoria e a stare nella vita a partire da sé e non da un esterno che ci vuole includere.


Mi ha colpito molto questa frase che vi riporto e con la quale concludo:
"IO STO BENE CON ME STESSO, NELLE RELAZIONI!!!!!!"

Francesca M.

LA FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS FESTEGGIA IL “VILLAGGIO QUADRIMENSIONALE” A TROIA CON PERSONE PROVENIENTI DA TUTTA ITALIA

Il 1 e 2 luglio saremo a Troia, da tutta Italia, per dare il via alla prima edizione della Festa del Villaggio Quadrimensionale della Fondazione Nuova Specie onlus, con laboratori di mosaico, animazione per bambini, trampolieri, giocolieri, mascherati, musicisti, danzatori, teatro di strada e commenti letterari globali. La festa sarà preceduta, dal 26 al 30 giugno, da un corso di rilievo nazionale sul tema “Approccio globale alla coppia”. 


Da circa 60 anni si è evidenziato un profondo “Mutamento Antropologico” che ha mandato in frantumi la millenaria cultura organica contadina del “Villaggio-Mondo” e ci ha introdotti nel “Mondo-Villaggio” caotico, veloce, liquido, aperto, contingente, finanziarizzato, ingiusto, eco-inquinante, etno-migrante. 
Oggi, è sempre più difficile crescere bene e strutturare la propria interiorità e le competenze di vita adulta e progettuale. Di conseguenza, sempre di più le persone, a ogni età, manifestano il “disagio diffuso”, ovvero segni e sintomi di parzialità, dismaturità, frantumazione e regressione.

Dal 1966, il Progetto Nuova Specie, partendo da un nuovo punto di vista sull’esistenza (Epistemologia Globale, Quadrimensionalismo), sta sperimentando nuove modalità e opportunità di crescita che si rifanno a un modello di salute personalizzata globale e che fanno capo alla Fondazione Nuova Specie onlus, costituita il 25 febbraio 2011, avendo ricevuto l’importante riconoscimento di “Persona Giuridica” di rilevanza nazionale, da parte del Ministero dell’Interno. 

Le sue numerose attività e iniziative si esplicano su tutto il territorio nazionale e sono articolate in diversi ambiti: il Metodo Alla Salute (una metodologia di intervento globale al disagio diffuso, alternativa a psicofarmaci e psicoterapie), le Convivenze Intensive (periodi di convivenza intensiva residenziale e continuativa su tutto l’ambito nazionale), il Centro di Documentazione Ricerca e Formazione, i corsi di formazione (su dinamiche di gruppo, sulla coppia, sul rapporto genitori-figli, sulla sessualità, sull’adolescenza, sul sapere mitopoietico, ecc.), la Scholè Globale (di cui fa parte il Coordinamento Nazionale G.E.I.P.E.G.: Genitori Educatori Insegnanti Progetto Evolutivo Globale), l’Insieme Femminile-Maschile (ricerca teorico-prassica sulla “donna globale” e sulla dominanza del Femminile), la Missionauta (ricerca di una spiritualità e ritualità globale), la Comunità Globale e la Fon.Glob.Eco (ricerca di forme avanzate e complesse di comunità e di economia globale), progetti di Avanguardie Artistiche (RealTea, Pittura globale, Viteatro, Mosaikaos, Arte Cum Cross Segnitiva), la Clinica Ontologica (ricerca di forme di intervento globale in persone affette da patologie gravi), la Ricerca dei Me.Me. (ricerca dei “mediatori metastorici” elaborati dalle diverse etno-culture).

Alla Fondazione Nuova Specie onlus afferiscono operativamente e sinergicamente diverse associazioni sparse in varie regioni italiane (Lombardia, Veneto, Friuli, Romagna, Toscana, Marche, Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Sardegna, Sicilia) che ne adottano il punto di vista e le metodologie, attuando iniziative di informazione, formazione e accompagnamento nei vari territori di appartenenza.

Nel 2013, la Fondazione Nuova Specie onlus ha acquistato dal Comune di Troia un lotto di terreno di estensione pari a circa 8500 mq, comprendente una antica masseria, collocato all’interno della Zona PIP, nella fascia urbanisticamente destinata a servizi sociali.
Nel 2014, la Fondazione ha presentato un progetto di trasformazione della masseria in una struttura per servizi sociali, ad usufruizione della pubblica comunità.
È in corso di realizzazione un edificio, completamente nuovo, destinato ad accogliere sul breve e lungo periodo persone provenienti da diverse regioni italiane.

Nella “Sala della Teofondità” è in corso di realizzazione un innovativo Mosaico Pavimentale, delle dimensioni di 130 mq, raffigurante l’albero della vita in viaggio, realizzato da mosaicisti volontari, esclusivamente con materiali di recupero. 

Il Villaggio Quadrimensionale sta nascendo a Troia senza soldi di Comune, Provincia, Regione, Stato, Comunità Europea. Un miracolo onlus, voluto e finanziato da donazioni individuali e iniziative di Associazioni Alla Salute regionali dal Friuli alla Sicilia.

La I edizione della Festa del Villaggio Quadrimensionale si terrà a Troia il 1 e 2 luglio, in collaborazione con diverse Associazioni Alla Salute regionali italiane e col patrocinio del Comune di Troia (FG). Sabato 1 luglio, in p.zza Giovanni XXIII, alle ore 17,00 ci sarà un Laboratorio di Mosaico e animazione per i bambini, a cura della Scholé Globale e del mosaicista di Cesena Dario Quitadamo. Alle ore 19,00 sfilerà per le vie del centro del paese un corteo di trampolieri, giocolieri, mascherati, con musica e danze popolari. Alle 21,00 la serata si concluderà con uno spettacolo teatrale di strada a cura della compagnia di Rimini “Viteatro”. La piazza ospiterà gazebo con prodotti artigianali di diverse regioni italiane, a cura delle Associazioni Alla Salute che collaborano con l’iniziativa, e un punto di Street Food.

Domenica 2 luglio, dalle ore 10,00, è previsto un Open-Day al Villaggio Quadrimensionale, in zona PIP a Troia, per visitare i lavori e il bellissimo mosaico pavimentale. Alle ore 10,00 un interessante Salotto Letterario Globale “dual” con commento alla fiaba “I tre porcellini”.

La due-giorni della festa sarà preceduta da un corso intensivo di rilievo nazionale sul tema “Approccio globale alla coppia”, condotto dal dr. Mariano Loiacono applicando al tema il nuovo codice di lettura della Epistemologia Globale e del Quadrimensionalismo. Il corso, a cui parteciperanno quasi duecento persone provenienti da tutta Italia, si svolgerà nell’Aula Didattica Globale “Gianna Stellabotte”, presso l’ospedale “D’Avanzo” di Foggia, dal 26 al 30 giugno. 

Per info: 320 1791607

giugno 19, 2017

Ciclo di incontri "Fra donne per le donne".

In questo periodo della mia vita, come donna in cammino, dalla mia isola-ta Sicilia sono sbarcata nello stivale e, da buona viandante, sto andando un po’ in giro in diverse regioni d’Italia lasciando che l’albero della vita si intrecci con l’albero della conoscenza. Sto facendo diverse esperienze grazie alla famiglia ontologica che da diverse parti mi accoglie in modo devoto. 
Dal 9 giugno sto facendo tappa in Ancona, ospite di Teresa e Luciano nella loro campagna a Gallignano. 
Il senso di ospitalità di questi miei due fratelli ontologici è andato oltre ogni limite... hanno organizzato per me uno spettacolo naturale: il canto degli uccellini e l’aria che sa di fieno al mattino, un panorama mozzafiato a mezzogiorno e la sera finanche un tappeto di lucciole tutto intorno. 
E’ il posto giusto al momento giusto.

Dopo tanto peregrinare, dopo il tanto lavoro degli ultimi tre mesi, finalmente una pausa, tanto silenzio per lasciare sedimentare pensieri, emozioni, stati d’animo. 
Naturalmente non sono mancati gli impegni culturali all’interno del Progetto “Nuova Specie” in questa regione da sempre in movimento. 
Oltre a partecipare alla due giorni anconetana, che si è conclusa con l’emozionante spettacolo di Michela Garbati "Il viaggio dell’Eroe", non potevo mancare all’incontro che Marinella ha tenuto a Senigallia nel pomeriggio del 12 giugno. 
Effettivamente si trattava del quarto appuntamento di un ciclo di incontri, ideati da Marinella e Patrizia, dal titolo "Fra donne per le donne".


Marinella introduce il pomeriggio riprendendo la motivazione che ha spinto lei e Patrizia a realizzare questo ciclo di incontri indirizzato a sole donne.
Il gruppo nasce da un filone del Progetto Nuova Specie, "La Finestra di Babich". 
Per una serie di motivi, si è pensato che le donne hanno bisogno di un loro spazio per parlare delle loro cose, ma si è partiti anche dalla considerazione che spesso le donne fanno fatica a relazionarsi con altre donne, si fidano poco di coloro che appartengono al loro stesso sesso. La realizzazione di questi incontri tra donne può, quindi, costituire un aiuto per capire quali sono i meccanismi che ci impone la nostra cultura distinguendo, riducendo tutto a categorizzazioni, schematizzando le differenze. Oltretutto, da ciò che possiamo notare guardandoci un po’ in giro, il ridurre tutto all’interno di questi schemi, non fa stare bene nessuno, rende difficile sia agli uomini, che alle donne vivere appieno la propria vita.


Pertanto, l’obiettivo che si intende raggiungere con questi incontri è quello di mettere in moto una ricerca tra donne: ci si ripropone di trovare una strada, anche per dare valore al nostro essere donna all’interno di un sistema ancora troppo al maschile. 
E’ questo un sistema funzionale, in cui tutto è organizzato e richiede all’essere umano di essere più che veloce e sempre pronto a scattare, un sistema all’interno del quale la donna è costretta a snaturarsi, un sistema che va contro il nostro modo di essere fisico. Infatti, il nostro stesso organismo ci richiede ritmi diversi, più lenti soprattutto in alcuni periodi del nostro ciclo vitale, come ad esempio il periodo della gravidanza o durante lo stesso ciclo mestruale, in cui non siamo più come il sistema ci vuole.
In realtà noi donne, rispetto a tutto ciò, abbiamo anche la nostra parte di responsabilità: ci siamo messe al servizio di questo sistema per una serie di ragioni culturali, veniamo da una storia che ci ha viste prima annullate, poi protagoniste. 
Si tratta di storie che spesso non vengono raccontate, e anche se dette, non vengono prese in considerazione, soprattutto nella cultura contadina, dove le donne portano avanti la famiglia, pensando alla casa, alla terra, ma senza riconoscimento alcuno.

Marinella spiega al gruppo che con Patrizia ha scelto di condurre questi incontri in un modo particolare, attraverso la lettura e il commento della favola "La mela Gimagiona e il senso del viaggio continuo". 
Come tante altre favole, anche questa contiene degli archetipi, dei modelli di vita. La favola è una metafora della vita reale ed è un espediente per riportare le partecipanti a raccontarsi all’interno del gruppo, un luogo protetto e accogliente. 
A cosa possono servire questi incontri? 
Di certo non si vuole cambiare il mondo, però, attraverso il confronto con altre donne, è già tanto riuscire a cambiare il proprio punto di vista. Capire delle cose in più per noi potrebbe essere importante per cambiare piccoli pezzetti della nostra vita. 
Il cambiamento è una cosa importante, perché la vita è cambiamento, e la favola della mela Gimagiona spiega bene i passaggi. Questa favola, in modo semplice, permette a chi la legge di visualizzare il senso del viaggio.

Il gruppo di donne che ha partecipato all’incontro era vario e molteplice: da una bimba di tre anni, Emma, passando per Giuliana di 17 anni, fino ad arrivare a Rosi di appena 72 anni, donne che con la propria specificità sono uniche nella loro diversità. Anche questo dà un senso a questi appuntamenti: vedere le cose da diversi punti di vista, è questo che crea movimento. All’interno del gruppo sono intervenute persone che per la prima volta partecipavano ad un’esperienza simile, così come anche donne già in cammino da tempo, ma, cosa più importante, donne che venivano ad attingere e che, allo stesso tempo, hanno portato anche un loro contributo.


Il valore aggiunto di questo appuntamento è stato dato dalla location, originale nel suo genere. Patrizia ha, infatti, messo a disposizione la sua “parruccheria” con tanto… Amoa
L’utilizzo di un luogo di lavoro, peraltro rivolto ad una clientela tutta al femminile, a mio avviso, è un modo nuovo e originale di aprirsi al territorio sotto una diversa e molteplice veste: sociale, culturale e lavorativa. 
Come ha fatto notare Valentina di Urbania, è risultato un modo innovativo di utilizzare lo stesso ambiente, di giorno in un modo, di sera in un altro, come già da tempo avviene nei centri delle grandi città. Ci siamo insomma ritrovate in un luogo in cui le donne si recano in genere per curarsi del loro aspetto estetico, ma che, per l’occasione, è stato destinato alla cura di se stessi. 
Dall’aspetto esteriore a quello interiore, ha aggiunto Teresa.

E dopo esserci nutrite dell’intreccio di relazioni che si sono create all’interno del gruppo, la serata si è conclusa con un apericena preparato con cura da Teresa, Marinella, Rosi e con il contributo anche della sottoscritta.

Per me questa esperienza è stata un’ulteriore opportunità che il Progetto Nuova Specie mi ha offerto, e pensavo come questo tipo di appuntamenti possa costituire un continuum per coloro che come me si sono sperimentate in progetti forti come "La Finestra di Babich".
Penso sia un modo utile per proseguire il proprio percorso anche nell’ordinario.

Oggi, 14 giugno, ritorno a casa grata a tutti voi per la calorosa accoglienza che mi avete riservato durante la permanenza nella vostra terra. 

Grazie Ancona! Grazie Associazione Alla Salute Marche! 

Buona vita a tutte e… SURSUM CORDA.

Cetti, donna sicula in viaggio

Amerigo Paparelle tra Vita e Musica.

Che serata!
Il concerto pianistico del maestro Amerigo Paparelle, in collaborazione con l'Associazione Alla Salute Lombardia, è rientrato nella stagione teatrale 2016/2017 del Teatro Giovanni XXIII di Cusano Milanino ed è stata la sua prima esibizione da solista nella sua città. 


Lo spettacolo è stato diretto da Roberto Lavizzari ed è stato concepito come un viaggio attraverso l'esperienza artistica ed umana del maestro Amerigo Paparelle, in cui i grandi compositori del passato accompagnano il vissuto di un ragazzo del terzo millennio che, con le dita sul pianoforte, ci ha raccontato come la Fondazione Nuova Specie abbia lasciato un'impronta nella sua vita.


Tra notturni di Chopin e sonate di Beethoven è stata un'occasione per conoscere attraverso musica, aneddoti e curiosità di uno dei talenti più brillanti (e stravaganti) di Cusano Milanino. 
Amerigo Paparelle, accompagnato dal sapere di Roberto Lavizzari e da tre amici da lui scelti per la realizzazione della serata (Marco Pinnavaia, Rachele Amadori e Marco Lavizzari), è riuscito senza dubbio a trasmettere un profondo coinvolgimento del pubblico in quello che stava accadendo sul palco, e allo stesso tempo stupore per la diversa gamma di emozioni che un singolo concerto da solista è riuscito a far vivere ad ognuno dei presenti. 


Senza contare l’importanza di questo concerto: l'intero ricavato verrà devoluto alla Fondazione Nuova Specie, impegnata nell'ambito del disagio diffuso nelle sue varie forme, come tra le altre depressione, psicosi, tossicodipendenze e disturbi alimentari, attraverso la quarantennale esperienza del Metodo alla Salute ideato dal dottor Mariano Loiacono. 


Una serata di vita e di musica, in cui "la musica, con il suo linguaggio simbolico, prova a spiegare, senza riuscirci, qual è il significato dell'esistenza".

Melissa (fotografie), Marco, Rachele