febbraio 25, 2017

"Al Villaggio Quadrimensionale, raggio di sole nella nebbia".

Un bel giorno, una graziosa signora – che aveva dimenticato di esserlo poiché non riusciva più a guardarsi nel suo vecchio specchio avvolto da tempo da una coltre di nebbia – in preda al chiasso dei giorni che trascorrono pesanti e tutti uguali, si interrogò e disse: “Mi stanno arrivando da più giorni diverse richieste di co-finanziare i lavori di costruzione del Villaggio Quadrimensionale. Ma io, per considerare la richiesta, che sento più un bisogno di un ego insoddisfatto che una reale opportunità per la molteplicità, ho bisogno di informazioni dettagliate! Voglio conoscere i bilanci… bilancio consuntivo della Fondazione, bilancio di previsione dell'anno in corso riguardo ai lavori, bilancio iniziale, situazione in itinere, bilancio di previsione finale dei lavori di costruzione… organigramma della struttura…”.


E così, in preda a mille parole che le ronzavano per la testa – come antidolorifici al vuoto che altrimenti avrebbe sentito dentro di sé se fosse rimasta in silenzio – cadde in un sonno profondo e sognò. 

Sognò di un uomo buono, un uomo che le parlava e le diceva: “Cara donna in sbilancio, diceva Blaise Pascal: “Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce”. 
E Gesù, detto il Cristo, disse: “Sia il vostro linguaggio: sì, sì; no, no; il superfluo viene dal maligno” (Matteo 5, 37)”.

Di soprassalto, la donna aprì gli occhi, balzò dal letto e sentì un brivido percorrerle la schiena. Sì sentì vitale ed ebbe il profondo desiderio di mettersi ancora una volta davanti a quello specchio che, ahimè, era ancora avvolto da una fitta nebbia. E non si vide.
Dentro di sé il fuoco era ancora vivo e desideroso di essere riattizzato. 
Si ritrovava ad aver dei guizzi di creatività e di generosità che a tratti le ricordavano chi in realtà fosse, ma sfiduciata e avvilita dal non riuscire ancora a vedersi in quello specchio – che l’avrebbe aiutata a riappropriarsi dell’identità perduta – e dall’incapacità di restare nel silenzio della sua stanza, divenuta angusta, e relegata al solo angolino alfa, cadde ancora una volta in un sonno profondo, e ancora una volta fu sommersa da sogni e figure di donne e uomini che, mentre si accingevano operosi a lavorare tutti insieme in quel Villaggio, la cui costruzione l’aveva tanto messa in crisi, si muovevano intorno a lei e le parlavano con amore e determinazione. 

Una giovane donna la guardò e le disse: “Mi hai smosso qualcosa dentro. Mi hai fatto pensare ancora una volta a quanto davvero tengo a questo Progetto Nuova Specie. E dopo essermi presa del tempo, ci tengo dirti e a confermarmi che io ci credo! Il Progetto risponde ai miei bisogni di avere uno spazio fisico protetto in cui crescere, condividere ed esprimermi con creatività, ma anche uno “spazio” fatto di relazioni che hanno bisogno di un luogo per essere nutrite. Io sono stata molto male lo scorso anno e non so dove starei ora se non avessi incontrato il Progetto Nuova Specie e se non avessi avuto l'ospitalità di tanti, e se non avessi avuto un luogo in cui poter partecipare alle Settimane Intensive, ai Corsi, agli Incontri, alle Feste, ai Laboratori... 
Ora ci vogliono togliere questo spazio e per me è fondamentale crearne uno nuovo, migliore, tutto nostro che non ci possano togliere perché lo abbiamo creato noi, è nostro, è di tutti! 
Lì potrò continuare a partecipare alle attività, essere ospitata, incontrare persone che amo da tutta l'Italia, ricaricarmi con l'energia di chi come me crede in questo Progetto per poter sviluppare qualcosa di buono nel mio territorio... 
Chissà, magari un giorno, un altro centro dove chi come me ha desiderio di un Utero Devoto per imparare a scendere nelle proprie profondità, possa incontrarlo ancora più vicino, nella propria regione, con una rete intorno ricca e fetogenetica. Magari... 
Io mi muovo con questa prospettiva, a lungo termine, forse assurda, forse infattibile ma non mi interessa quanto ci vorrà e cosa ci vorrà. Voglio provarci! Voglio poter continuare il mio Viaggio insieme a tutti voi e dare la possibilità a chi ne ha bisogno di rimettersi in Viaggio e scoprire che c'è di più di quello che si vede, magari con strumenti e strutture migliori di quelle che ho trovato io.
Io lo faccio perché questo progetto è un mio bisogno, un mio desiderio, è il mio Progetto a modo mio”.

E ancora, altre parole udì venire da quella folla: “Se non ti fidi, muoviti per trovare le risposte che cerchi. Io mi sono immersa, ho sofferto, ho viaggiato, ho scelto… E per me, questo è un progetto che non ha radici in un ego insoddisfatto, ma in reali bisogni, miei e della folla che vedi qui intorno a me”.

“Anche io desidero chiarezza, cara donna in preda al dubbio, ma non dei conti, perché quando la vita ci sfugge di mano, quando in ballo ci sono le nostre vite, ogni denaro svilisce il suo valore”.

E ancora, udì: “Tu, cara donna in cerca di riscoprirsi, mi fai vedere da dove arrivo, che cosa era in me prevalente, e quanto anche ero riconosciuta per le mie competenze da un mondo che di me non ha mai voluto e saputo vedere altro. Mi è costato sudore e sangue demolirmi e sporcarmi di quell'humus mio più vero e di collegarmi finalmente a quel 50% che ci aiuta e che ci prende in braccio nei momenti in cui non vediamo ancora. L'umiltà fa sentire piccoli rispetto ad un Progetto grandioso, come è la vita stessa, ma immensamente grandi perché ne facciamo parte. In quest'ottica il nostro bisogno di certezze “bilanciate” si ridimensiona tanto e ci libera da tutto quel peso che troppo ha asfissiato le nostre vite. Per quanto mi riguarda ora vivo questo momento storico del Progetto Nuova Specie come una occasione per lasciare andare ulteriormente ciò che sono anche stata e di godere di ciò che sono e tanto ancora so di poter scoprire di me. 
Entrambe conosciamo, come donne e come madri, la potenza di questo percorso, lo abbiamo sperimentato anche attraverso la rinascita dei nostri figli. 
Credo che ora sia tempo di contemplare la Fides e l'umiltà. Quel che sarà non dipende solo da noi. Sei una donna di valore e non parlo delle tue competenze tecniche, parlo del tuo valore più profondo, del tuo humus che forse, come è successo a me, è interessato a pochi. 
Ti auguro una profonda e umiliante liberazione”.

La donna si agitava… ognuna di queste parole le era entrata dentro, come quella nebbia che occultava il suo specchio, e lentamente e sottilmente si insinuava fin nelle cavità più impercettibili del suo essere. 

Sentiva che, dalla folla che la stava visitando in sogno, alcuni comprendevano, in parte, le sue modalità di stare nella vita, perché erano un fondo comune per tanti, e questo la destabilizzava, spingendola ad andare verso un altro angolo della sua casina, l’angolo beta, ma per andare lì avrebbe dovuto recuperare parte della cordicella che aveva smarrito, anch’essa occultata dalla nebbia.

Sentiva, in cuor suo, che chi ha un ego potente e vive nel razionale le sue relazioni, fatica a riconoscersi per ciò che è e dubita di ciò che vede. 

Ad un tratto sentì un battito che all’unisono risuonava con quello del suo cuore, e si destò dal sonno. 

Quell’uomo buono che le aveva parlato in sogno, si era ora manifestato alla sua porta. 
Quell’uomo non ha timore di scendere in campo e di visitare anche gli angoli più angusti in cui ci si ritrova spesso. 
Quell’uomo buono sa camminare nella nebbia perché con sé porta la sua cordicella e si muove, senza paura, in tutti gli angoli delle case che man mano visita.


Lei, titubante, lo lasciò entrare. E gli disse: “Salve, non ho mai messo in dubbio né la tua onestà né le tue doti di terapeuta, e ho potuto constatare di persona la validità del Metodo Alla Salute – da te ideato – nello scardinare situazioni da tempo bloccate. Queste sono le premesse che mi portano a stare nella mia Associazione, nonché a dare il mio piccolo contributo nei modi e nei tempi che mi sono possibili.
Le mie osservazioni non attengono quindi al piano delle convinzioni ma al piano delle considerazioni pratiche.
Ero e resto convinta che, proprio in considerazione della continuamente paventata chiusura dei locali dell’ospedale, partire con un progetto di struttura più piccola ma acquistabile con i fondi già disponibili, avrebbe garantito quella continuità di assistenza indispensabile a chi si mette in percorso; continuità da tempo interrotta perché non ci sono le risorse per completare una struttura così grande. Sovente l'ottimo è nemico del buono”.

Allora l’uomo, che l’aveva di fronte, la scrutò in profondità e, con amorevole determinazione, le disse: “Cara donna che ha smarrito il senso del Viaggio, premetto che anch'io ho stima di te e del tuo importante lavoro all'Università, fatto con affidabili criteri scientifici, amore per gli studenti e onestà per la ricerca.
Ormai è da anni che non vieni più a partecipare a iniziative della Fondazione e, anche per le tue situazioni familiari, hai fatto solo un iniziale percorso col Progetto Nuova Specie, cercando e preferendo altre strade che, a mio parere, non ti hanno fatto toccare in profondità gli importanti nodi-PUK della Piramide tua, della coppia e della famiglia. 
Soprattutto, in questi anni, non hai seguito e vissuto le successive fasi di crescita, di definizione, di espressione del Progetto nei vari ambiti epistemologici, compresi quello in cui hai lavorato. 
È mancata, per questi aspetti, la verifica dall'interno e la giusta dialettica di ricerca che non si può avvalere di luoghi comuni e di “proprie” verità, spesso pre-giudiziali.
Resti ancora ferma a concetti di “terapeuta” (per di più, ahimè come dici tu, mosso dal proprio ego insoddisfatto piuttosto che dai reali bisogni di coloro ai quali si rivolge), di “assistenza” (come se fossimo una struttura sanitaria). 
Ti manca tutta la parte dell'iceberg "Progetto Nuova Specie" che sta sotto la punta, sotto quel 8% che luccica e non fa vedere il resto, specie a chi si ferma a una razionalità universitaria e ancora non sa attingere al cuore e al suo sentire profondo e globale.

Detto questo in premessa, penso che in questa tua riflessione hai espresso ovvie considerazioni in sé ma poco attinenti al reale sviluppo e necessità del fenomeno vivo che ci ha caratterizzato e ci sta caratterizzando.
Innanzitutto è falsa, e senza riscontri oggettivi, l'affermazione che non abbiamo garantito “continuità di assistenza”. 
Grazie al mio impegno e dinamiche con tutti e quattro i codici del mio Graal, siamo riusciti ad avere in convenzione gratuita, dal 2013, gli stessi locali che usava il Centro da Vendola chiuso nello stesso anno. È completamente ascientifico e falso-fuorviante questo tuo primo caposaldo alla base della tua critica. 

Cara donna di scienza, con enormi sacrifici di chi c'è stato e si è prodigato a favore di chi cercava contesti devoti e accompagnamenti personalizzati per il proprio soffrire, abbiamo continuato a fare le ordinarie settimane intensive a Foggia, tre settimane intensive regionali all'anno in varie regioni italiane, frequentatissimi corsi di formazione, feste, supervisioni, ecc. 
Pensa che siamo riusciti a dare vitto, alloggio, accoglienza festosa, intrecci relazionali tra persone di diversa provenienza e status, ecc. anche con poco.
È proprio perché ci teniamo a conservare la “continuità assistenziale”, come tu dici, che ci stiamo organizzando a occupare i locali fino a settembre.

Se sei onesta, devi riconoscere che hai fatto una affermazione “bufala”, che diffonde scoraggiamento e sfiducia proprio nelle persone che non ci conoscono bene e, come te, ancora non ci hanno frequentato in questi anni.
Anzi, da quello che dici, vedo che non sai nemmeno che ad Ancona abbiamo avviato il "Mas.tr.o." proprio per realizzare trattamenti ordinari in una villa affittata dalla cooperativa Anemos e sostenuta dalle Associazioni Marche, Romagna, Abruzzo. 

Se ne vuoi sapere di più, vieni alla tre giorni organizzata ad Aspio (AN) nei giorni 23-26 marzo in cui farò anche delle proposte di revisione e crescita.

Quanto alla struttura più piccola, da te consigliata, non capisco che significa piccola. Non frequentando, non hai potuto “verificare” (base indispensabile per ogni affermazione scientifica) che all'ultimo corso erano in 160 persone e che molti giovani, e non, stavano ammucchiati su cuscini, materassi e coperte messe sul pavimento.
Se fossi venuta a visitare la struttura che stiamo mettendo su, avresti verificato che è semplicemente una struttura sostitutiva dei locali del Centro, meglio distribuita e con una sala più grande di quella piccola in cui ancora operiamo, in grado di ospitare almeno 150 persone. 
In più, per accogliere meno scomodamente le persone, stiamo costruendo una Foresteria in grado di dare alloggio ai “forestieri” e farli sentire più accolti e più facilitati a immergersi nel proprio lavoro interiore.
Per fare questo, dopo aver constatato che nessuna istituzione ha risposto alle nostre richieste, ci siamo attivati in vario modo. 

In più, oggi compio 69 anni, e continuo a presenziare corsi, attività, tour regionali senza un soldo bucato che torni alle mie tasche, perché il mio cuore gode del fatto che un popolo di formiche sta realizzando cose che sono precluse a previsioni bilanciate e a riflessioni benpensanti, rimanendo comodamente nel proprio privato benessere. Lo continuo a fare con gioia anche perché ci sono tante persone semplici che hanno scommesso su questo sogno concreto e hanno dato il loro contributo, per quello che potevano, me compreso, in prima linea.

Non aggiungo altre osservazioni per evitare l'accanimento verso una persona, come te, positiva e fattiva.

È per questo che, se vuoi vedere le cose anche col tuo cuore e verificarle di persona, ti invito a venirci a trovare al Villaggio Quadrimensionale. Ti accompagnerò io di persona e ti invito a pranzare a casa mia per raccontarmi eventuali tuoi suggerimenti, meno scontati e superficiali.
Per incoraggiare il tuo animo artistico, ti informo che, se vieni, ti faccio vedere in anteprima il bellissimo mosaico pavimentale che stiamo realizzando gratuitamente nella sala delle dinamiche ontologiche e di “Teo-fondità”, con persone che altrove sarebbero solo “assistiti” per ritrovare il senso della propria creatività e metterla a frutto gratuitamente. 
Se vuoi venire, però, preparati perché potresti avere un colpo al cuore o la Sindrome di Stendhal”.

La donna si sentì colpita e nella stanza entrano furtivi raggi di sole, che la accecarono e ai quali sfuggì, affermando che era di fretta quella mattina e che doveva prepararsi per mettersi in viaggio… ma di che viaggio si tratterà? 
L’uomo, prima di congedarsi, la baciò sulle guance e le sussurrò all’orecchio che Mariano PUMM non abbandona il campo e che il viaggio non finisce mai, assicurandole che i viaggi migliori sono lenti, incerti, dubbiosi, inediti, aperti… E che a goderne di più sono i Viandanti, che non partono organizzati, ma che, man mano che procedono, scoprono terre nuove.

E così andò via, lasciando la donna alle prese con i preparativi per la partenza che si accingeva a vivere. 
Che ne sarà di lei? Avrà sentito ancora il desiderio di specchiarsi? Bramerà il suo specchio? Si spingerà verso l'angolo gamma?
Questo non ci è dato saperlo oggi.

Ciò che di certo sappiamo è che laggiù, nel Villaggio Quadrimensionale, donne e uomini di buona volontà hanno accolto la “Buona Novella” e, come instancabili formichine laboriose, non abbandonano il campo e procedono, anche a nome di chi, come la graziosa signora, ancora non sa, non può, non vuole e non vede.


Formichine operose

febbraio 23, 2017

FACCIAMOCI UN REGALO “SOLIDALE”!

febbraio 23, 2017 Posted by F. I. , No comments
Cari sostenitori, amici, simpatizzanti della Fondazione Nuova Specie Onlus,


Grazie per quanto fate per il nostro Progetto che, come sapete, è giunto ad un importante giro di boa.
I lavori in Masseria procedono, ma serve un ultimo sforzo per terminare almeno il seminterrato e il piano rialzato della Foresteria. A breve, inoltre, con molta probabilità ci manderanno via dai locali dell’Ospedale D’avanzo, il che vuol dire non avere uno spazio consono per le nostre molteplici iniziative, di cui tutti beneficiamo.

Abbiamo bisogno del “Villaggio Quadrimensionale” tanto quanto lui ha bisogno di noi, e per questo siamo qui a chiedervi di crederci ancora di più, di continuare a donare nelle modalità che già conoscete per fare insieme un salto e continuare a migliorare le nostre esistenze!

Siamo lieti di comunicarvi che da oggi vi è una ulteriore opportunità - aggiuntiva e non sostitutiva - di “donare donandosi”… come? Attraverso lo Shopping Solidale!

Con lo Shopping Solidale di Let's Donation - piattaforma che lo “ospita” - è possibile sostenere il nostro Progetto, senza aumentare i propri consumi o spendere cifre aggiuntive.

Mentre fate acquisti online per voi (scegliendo tra innumerevoli prodotti e servizi, come ricariche telefoniche, cosmetici, prodotti informatici, libri, CD, abbigliamento, viaggi etc.) una percentuale del costo del vostro acquisto viene versato dal venditore direttamente sul conto corrente della Fondazione Nuova Specie, a sostegno del Progetto “Villaggio Quadrimensionale”. 

IL 25 FEBBRAIO 2017, IN OCCASIONE DEL SESTO COMPLEANNO DELLA FONDAZIONE NUOVA SPECIE, VI CHIEDIAMO DI INAUGURARE QUESTA NEONATA INIZIATIVA CON IL PRIMO “ACQUISTO SOLIDALE”, UN DONO-REGALO PER FESTEGGIARE LA NASCITA DELLA FONDAZIONE NUOVA SPECIE, UTERO DI TANTE NASCITE INDIVIDUALI.

Per facilitarvi nell’operazione, abbiamo preparato un video tutorial che vi potrà aiutare nel fare il vostro PRIMO (e non unico) acquisto.
Per procedere al vostro acquisto solidale potete andare qui.


Vi chiediamo di invitare tutti i vostri amici a contribuire in questa modalità, poiché questo tipo di donazione non comporta costi aggiuntivi.

Per qualsiasi informazione potete contattare il Gruppo Comunicazione/Raccolta Fondi al seguente indirizzo: comunicazione@nuovaspecie.com. 
Gruppo Comunicazione e Raccolta fondi FNS

febbraio 22, 2017

COMUNICATO STAMPA DEL 22 FEBBRAIO 2017: “MUTAMENTO ANTROPOLOGICO E TERREMOTO DI GENERE FEMMINILE MASCHILE”.

“MUTAMENTO ANTROPOLOGICO 
E TERREMOTO 
DI GENERE FEMMINILE MASCHILE”. 
UN CICLO DI CONFERENZE 
PER LEGGERE IN MANIERA GLOBALE 
LE PROSPETTIVE DELLE DONNE E DEI MASCHI 
NEL III MILLENNIO.


L’8 e il 9 marzo si svolgeranno a Santarcangelo di Romagna (RN) e a Corinaldo (AN) due importanti conferenze tenute dal dr. Mariano Loiacono per approfondire e reinterpretare il ruolo della donna e dell’uomo nel III millennio.

È un dato di fatto che il ruolo della donna e dell’uomo nel mondo di oggi è sottoposto ad un profondo cambiamento, a seguito del mutamento antropologico che ha coinvolto e buttato all’aria istituzioni e stili di vita costruiti e stabilizzati negli anni. 
Da anni la Fondazione Nuova Specie onlus ha elaborato e propone un nuovo punto di vista per rileggere l’uomo, gli stili di vita, le istituzioni, la salute, i rapporti che lo contraddistinguono, secondo il Quadrimensionalismo e la Epistemologia Globale, a partire dalle ricerche di oltre 50 anni di Mariano Loiacono, medico psichiatra psicoterapeuta, presidente della Fondazione Nuova Specie ed epistemologo globale.

A partire dalla esigenza di elaborare e dare forma a nuove forme di convivenza e di sperimentazione tra i due sessi, sono nati negli anni due importanti Progetti di convivenza intensiva: il Progetto “La Finestra di Babich” per sole donne, e il Progetto “E.V.V.I.V.A.” (Esperienze di Vicinanza Virile per Incrementare Virtù Adulte) per soli uomini.

Superando l’approccio del “Femminismo” e della “Diversità di genere, questi Progetti propongono, quale innovativo ulteriore punto di vista, quello dell’“Insieme Femminile-Maschile”, da anni oggetto di incontri, di approfondimenti e ricerche in diversi ambiti e con diverse associazioni ed enti.

Nell’ambito di tale ricerca e approfondimento, “La Finestra di Babich” e il Progetto “EVVIVA” intendono sperimentare forme di convivenza intensiva tra donne, il primo, e tra uomini, il secondo, di diversa provenienza, età, appartenenza sociale e di stili di vita, che si confrontano, si immergono nelle proprie vite e si scambiano vissuti, teorie e dinamiche di cambiamento.

I due progetti si svolgeranno in contemporanea, il primo a Santarcangelo di Romagna (RN) dal 3 al 13 marzo, e il secondo a Ripe (AN) dal 5 al 12 marzo.

Nell’ambito di tale progettualità si inserisce il ciclo di conferenze dell’8 e del 9 marzo, tenuto dal dr. Mariano Loiacono, con lo scopo di proporre e presentare il punto di vista innovativo che è alla base di tali metodologie e progetti, che è quello dell’“Insieme Femminile-Maschile”.

La prima conferenza è prevista l’8 marzo, alle ore 9.30, a Santarcangelo di Romagna, presso il Centro Parrocchiale San Bartolo, in Via Morigi, sul tema: “La donna globale del terzo millennio”.

La seconda conferenza si terrà il 9 marzo, presso la Sala Consiliare di Corinaldo (AN), alle ore 15.30, sul tema “Sursum Corda: Le prospettive dei maschi nel terzo millennio”.

Una occasione da non perdere, data la interessante lettura del tema proposto alla luce di un punto di vista inedito che apre nuove prospettive nel rapporto tra uomo e donna in questo nostro III millennio ricco di emergenze e di nuove sfide.

Per info: 3201791607

COMUNICATO STAMPA DEL 22 FEBBRAIO 2017: IX EDIZIONE DEL PROGETTO "LA FINESTRA DI BABICH"

“PUÒ UNA FIGLIA VOLARE INSIEME A SUO PADRE?” 

LA NONA EDIZIONE DEL PROGETTO 
“LA FINESTRA DI BABICH” 
SI INTERROGA 
SUL RAPPORTO PADRE-FIGLIA.



Al via la nona edizione del progetto “La Finestra di Babich”, che in questa puntata affronterà una importante e poco approfondita tematica del rapporto padre-figlia. 
La convivenza intensiva tra donne si svolgerà dal 3 al 12 marzo 2017 a Santarcangelo di Romagna (RN), con la partecipazione di donne provenienti da tutto il territorio nazionale.

È giunto alla sua nona edizione uno dei progetti pilota della Fondazione Nuova Specie onlus: “La Finestra di Babich”, un progetto di convivenza intensiva per sole donne, sul tema: “Può una figlia volare insieme a suo padre?”.

La Fondazione Nuova Specie, superando l’approccio del “Femminismo” e della “Diversità di genere” propone, quale innovativo ulteriore punto di vista, quello dell’“Insieme Femminile-Maschile”, da anni oggetto di incontri, di approfondimenti e ricerche in diversi ambiti e con diverse associazioni ed enti, coordinati dalla sociologa Giovanna Velluto.

Nell’ambito di tale ricerca e approfondimento, “La Finestra di Babich” intende sperimentare una convivenza intensiva tra una trentina di donne, di diversa provenienza, età, appartenenza sociale e stili di vita, che si confrontano, si immergono nelle proprie vite e si scambiano vissuti, teorie e dinamiche di cambiamento.

Dopo aver affrontato e approfondito diverse questioni, tutte relative al mondo della donna e del femminile, questa edizione intende proporre una tematica che, sebbene poco approfondita e discussa, è alla base di molte problematiche e conseguenze che riguardano il mondo delle donne. 

“La Finestra di Babich”, ambito devoto di accompagnamento tra donne per transitare dal senso di miseria-svalutazione a quello del riconoscimento del proprio valore-grandezza, è parte integrante delle “Conv.Inte.” (Convivenze Intensive) della Fondazione Nuova Specie, insieme al progetto “Evviva” (per soli uomini) e al progetto “Rainbow” (per situazioni cosiddette psicotiche e non).

Nell’ambito di tale progetto è previsto l’8 marzo, alle ore 9.30, sempre a Santarcangelo di Romagna, presso il Centro Parrocchiale San Bartolo, in Via Morigi, una conferenza tenuta dal dr. Mariano Loiacono, presidente della Fondazione Nuova Specie Onlus e ideatore delle metodologie utilizzate dai vari Progetti ed ambiti della Fondazione stessa. 
Il tema della conferenza è: “La donna globale del terzo millennio”.
L’incontro è il primo di un ciclo di conferenze tenuto dal dr. Loiacono. Il 9 marzo infatti si terrà, presso la Sala Consiliare di Corinaldo (AN), alle ore 15.30, una seconda conferenza sul tema “Sursum Corda: Le prospettive dei maschi nel terzo millennio”, nell’ambito del progetto “EVVIVA”, convivenza intensiva per soli maschi, che si svolgerà a Ripe (AN) dal 5 al 12 marzo.

Per info: 3201791607

febbraio 11, 2017

"Il mio di certo non è stato un viaggio facile... Ma se io stesso, da anima flagellata, non avessi incontrato - fortuna vuole - gente che mi illuminava il cammino, starei ancora nel mare in tempesta senza ancora e senza nave, ed è per questo che ribadisco l'importanza di questa prima parte del mio racconto, dedicata proprio a chi è in mare aperto".

Tutto ebbe inizio la notte di un mercoledì caldo e mite di settembre, nell'anno 1987... quella notte nacque, volutamente desiderato, il piccolo Alessandro, nato dall'unione profonda e amorosa di Ste e Cat.


Si racconta che l'allegria fu grande per tutti i componenti della famiglia: zii, cugini, nonni e anche per la neo-sorella, la tenera Fra.
Tutti insieme desideravano un nuovo arrivo dalle stelle per completare un quadro famigliare che a quei tempi era pieno di luce, amore e comprensione reciproca. 

Andando un po’ indietro… nel grembo materno si stava consumando un dramma… infatti, per la sua già molto prematura iperattività, Alessandro si stava strozzando con il cordone ombelicale, ma per fortuna sua, dei medici competenti e premurosi evitarono il peggio e prontamente proposero, quasi con forza, di far nascere quest'anima così inquieta con il parto cesareo.

E così fu… e mamma Ste, oltre alle indifferenti cicatrici, si ritrovò tra le braccia un piccolo essere che già la guardava negli occhi e la scrutava a fondo per capire chi lo teneva così stretto al cuore con gli occhi luminosi come la Sirio.


Anche papà Cat non scherzava come lucentezza di occhi e gioia nel cuore… un figlio maschio finalmente!!! Così tanto desiderato e finalmente arrivato: per un padre, avere un figlio maschio significava onore, forza e io aggiungo un nuovo alleato.

Per fortuna che oggi riconosco la cultura famigliare dei miei genitori terrestri era ed è perfetta e la meno invasiva che conosco: infatti mi ritengo un essere fortunato, perché se fossi nato in una famiglia con cultura strettamente contadina (limitata) non so che fine avrei fatto... o almeno non sarei quello che sono oggi.

Quella sera era presente anche la tanto amata nonna Rosina, che sarebbe diventata per Alessandro più che una nonna, una seconda mamma. Anche lei emozionatissima all'idea di allevare un altro nipote, di vederlo crescere, giocare e di sognare con lui un futuro radioso: una nonna ormai in pensione e con una dura vita alle spalle non vede l'ora di poter avere con sé un altro pezzo di motivazione per alleviare il carico passato accumulato con il passare degli anni… [cara nonna Rosina mi manchi...]


Sempre quella sera, la tenera Fra fantasticava sul suo nuovo fratellino, lo immaginava e non vedeva l'ora di poterlo avere in casa con lei per non essere più la figlia unica che tanto odiava sentirsi dire. Aspettava quel momento come se doveva arrivare Babbo Natale per portarle un dono…

Insomma, il clima di amore nella famiglia era alle stelle per tutti e il piccolo nuovo arrivato lo percepiva già tutto, lo rendeva già felice e tranquillo, come se fluttuasse in una astronave carica di energia positiva.

Giunse poi il giorno dell'arrivo a casa, che è ancora l'attuale dimora, e Alessandro, non ancora ben cosciente del mondo intorno, ha come punto di riferimento solo la mamma… tutto il resto è ignoto… Sicuramente si sarà chiesto e posto interrogativi sui tanti volti che lo osservavano e parlavano con gioia. 

Per un neonato, ogni cosa è novità, scoperta, esplorazione dell'ombra, e anche vedere delle nuove figure mobili (gli umani) rappresenta una sfida per testare se questa figura è buona per lui o cattiva, e quindi da allontanare.
E Alessandro già aveva i sensori ben aperti: infatti sceglieva lui le braccia su cui accoccolarsi e escludeva quelle in cui non avrebbe ricevuto un calore che veniva dal cuore.


Così credo sia passato il primo anno di vita.

Oltre ai normali cambiamenti fisici e all'uso primitivo della parola, si iniziava a strutturare una concezione spazio-tempo sempre più completa, e a conoscere l'ambiente circostante con piccole sperimentazioni.

Alessandro ad un anno possedeva già tutto quello che voleva. 
Coccole da tutti, tanto amore e persone intorno che gli trasmettono sicurezza e affetto.

Dei primi due anni di vita di Alessandro conosco pochissimo, mi affido a foto e a racconti, ecco perché parlo di lui o di me ancora in terza persona: come un osservatore dall'alto delinea un perimetro, io ho delineato un sub-profilo.

Parlerò ancora un altro po’ in terza persona finché non raggiungerò l'età dei ricordi...

Fino ad ora ho un po’ descritto la base, anzi un mattone di un castello che crescerà nel tempo umano cronologico fino a culminare in un’opera umana con un tocco di divino...

Siamo rimasti ad un anno, e il secondo?

Il secondo è stato simile al primo solo che, oltre alla mamma, nella mente il piccolo cucciolo umanoide riconosce altre figure o almeno cerca, dato che con la mamma ha già un legame simbiotico, e allattando si crea anche la dipendenza da cibo che un neonato vede nei confronti della fonte di alimentazione… come un gattino che cerca mamma gatto con miagolii da mal di testa o da segnale come giusto che sia… 

Rispetto al primo anno, posso aggiungere i “viaggi” da casa mia verso le case delle nuove figure che ingloberò nella psiche.

Questi “viaggi” sono brevi perché quasi tutta la mia famiglia materna vive in un condominio e la mia nonna-mamma nella casa al pian terreno, adiacente al nostro condominio.

In questi “viaggi” mi sento come un ricercatore d'oro: in queste case ogni cosa che vedo luccica, brilla quindi o è da toccare o è da assaggiare... infatti, oltre all'iperattività, amavo assaggiare ogni cosa che mi stava per modo di dire simpatica, come le monete, le costruzioni e addirittura il detersivo per lavatrici... giorni in cui mia madre rischiò il collasso... oltre all'avvelenamento che presi in campagna di mio zio toccando dei pomodori trattati…
Tutto questo per dire che davo già molto filo da torcere… infatti culle, girelli e box erano per me degli ostacoli superabili… scavalcavo e raggiravo come fossero semplici birilli posti sulla strada...


Questi sono alcuni ricordi di un’età in cui la strutturazione mentale è in pieno svolgimento, almeno nel mio caso dal punto di vista emotivo e sperimentale. 

Nell'arco di questi due anni, la mia idea di mondo è rinchiusa in pochi personaggi e molta fantasia: infatti, in alcune delle tantissime foto, vedo un bambino che ha gli occhi rivolti verso un altro mondo più che verso la realtà… anche il giocare con giochi è superficiale. Sicuramente li immaginavo come oggetti animati alla pari delle figure che mi circondavano: ricordo l'attaccamento morboso a Boby Kicco, un orsacchiotto con maglia rossa che dormiva con me tutte le notti e con il quale “cercavo di parlare” nella modalità degli sguardi.

Ho più volte ribadito il concetto di amore e affetto che percepivo o che almeno so che percepivo, perché sono alla base di ogni famiglia che vuole crescere un figlio cercando di far meno danno possibile allo stesso... e ribadisco la mia fortuna nell'avere tutt'oggi una famiglia che mi ama con affetto, aldilà di tutto e tutti.

Questi sono concetti che le coppie moderne dovrebbero avere bene a mente, chiedendosi se la scelta di avere un figlio è dettata da amore o da puro interesse, perché se si opta la seconda scelta… ahimè… la creatura non sarà più creatura ma qualcos'altro... 

Ma a volte, come nel mio caso, anche il troppo amore fa male.

Le simbiosi (legami forti), l'affetto soffocante, e tutte le modalità troppo incentrate sul solo scambio emotivo fanno male... quindi, nei due anni che sono, a mio parere, abbastanza importanti, ci vuole una via di mezzo, una linea di demarcazione che separa e poi completa già in tenera età quell'impronta data dalle due figure di riferimento, che hanno l'obbligo non solo di crescere il piccolo, ma di plasmarlo nel miglior modo possibile in maniera pura, cioè senza la contaminazione di culture poco risuonanti con la vita stessa, senza quei debiti o bagagli che i loro genitori hanno tramandato inconsapevolmente proprio chissà in quei due primi anni di vita.


Nel mio caso, l'impronta l'ho ricevuta dopo e ve ne parlerò... parlo dell'impronta negativa, i debiti, i pesi, la strutturazione errata del mondo (che oggi osservando-percependo è quella più in voga).

Sempre nel corso dei due anni ho ricevuto il battesimo cristiano, forzatamente o per moda.
Non mi sembra giusto dare un sacramento religioso in un’età in cui non si è in grado nemmeno di provvedere all'utile proprio. 
I miei genitori terrestri però l'hanno fatto in maniera incosciente: che ne sapevano loro? Così è e così si è fatto.

Io, per scelta mia, ora non rinnego Gesù: so che ha sofferto, come ho sofferto io negli anni che verranno; non rinnego i Santi perché so che sono delle persone speciali, ma rinnego la Chiesa Cristiana per motivi che descriverò dopo.

Secondo me, ogni coppia di genitori dovrebbe lasciare il figlio stesso, affidato dalle stelle, alla sua singolare scelta. 

La priorità è la LIBERA SCELTA.

Alessandro Kal-ei

febbraio 03, 2017

COMUNICATO STAMPA DEL 4 FEBBRAIO 2017: IV EDIZIONE DEL PROGETTO E.V.V.I.V.A.

febbraio 03, 2017 Posted by F. I. , No comments
PROGETTO DI CONVIVENZA INTENSIVA TRA UOMINI 5 – 12 marzo 2017 – Ripe (AN)  


Per troppo tempo, dalla fine del Settecento ad oggi, il “maschio” è stato considerato come colui che deve dominare, non deve lamentarsi, non deve perdere il controllo delle proprie emozioni. Ed il suo essere “maschile” è stato confuso con l'essere a tutti i costi coraggioso, audace, forte e abile fisicamente. 
Ad oggi, questo punto di vista si è rivelato parecchio parziale nel descrivere e far emergere anche i bisogni profondi e reali dell’uomo, spesso schiacciato da un’identità rigida, chiusa, statica. Questo progetto di convivenza maschile nasce da un gruppo di uomini che, a partire da un forte desiderio di crescita e di evoluzione dal proprio disagio, vogliono sperimentarsi in questa nuova ricerca che affonda le sue basi teoriche nella Epistemologia Globale. 
L’accoglienza dei partecipanti e il programma si realizzerà in collaborazione con l’Associazione alla Salute Marche ONLUS, facente parte di un circuito di associazioni regionali che da anni promuovono e sostengono le attività della Fondazione Nuova Specie. 
Dal 5 marzo, per otto giorni, 30 uomini vivranno insieme, giorno e notte condivideranno momenti di scambio profondo. Finalità del progetto è quella di accompagnarsi reciprocamente a superare paure, sciogliere nodi legati alla propria infanzia e adolescenza attraverso “dinamiche metastoriche” ovvero attraverso interazioni profonde che coinvolgono intensamente e creativamente tutti e tre i codici vitali di una persona (il codice bio-organico o delle emozioni specifiche, il codice analogico o del corpo e il codice razionale-simbolico). 
In un tempo in cui si rendono sempre più necessarie gravidanze "a cielo aperto", il Progetto E.V.V.I.V.A. si pone l'obiettivo di fornire gli strumenti per non farsi sovrastare dal disagio, piuttosto di "veleggiarlo" per per coglierne la spinta verso un'ulteriore crescita. 

All'interno di questa esperienza è previsto un convegno aperto alla cittadinanza giovedì 9 marzo alle 15:30 presso la sala consiliare del comune di Corinaldo (AN). 
Relatore del convegno sarà il Dr. Mariano Loiacono, psichiatra, psicoterapeuta e presidente della Fondazione Nuova Specie, il quale tratterà il tema: "SURSUM CORDA: LE PROSPETTIVE DEI MASCHI NEL TERZO MILLENNIO". 
L’intera esperienza verrà documentata mediante registrazione audio-video per lasciare una memoria storica degli avvenimenti e permettere una futura verifica dei risultati. 

La Fondazione Nuova Specie si auspica che questa sperimentazione, insieme alla già consolidata esperienza del progetto “La Finestra di Babich”, rivolta a sole donne, possa far nascere un nuovo punto di vista che vada al di là dei ruoli di genere e verso un più globale “Insieme femminile-maschile”.
  
Per informazioni 320 2717945




gennaio 31, 2017

Chi semina Vita, raccoglie Gratitudine

Spettacoli, musica, arte e lettere commoventi: tutto questo è stato il 25 dicembre 2016!


Quest'anno, in questa data, abbiamo festeggiato tutti insieme i 50 anni di percorso di vita di Mariano. 
E' stato bello poter esprimere le nostre specificità per ringraziare Mariano per tutto quello che in questi anni ha creato.


La sala gremita di persone era addobbata con festoni fatti “ad hoc” con appeso nel centro della stanza un meraviglioso intreccio di pesci colorati e un grande e sfarzoso numero 50.


Il primo contributo viene dato da un’orchestra, sonora e canora e con ballerini, che interpretano l'inno alla gioia fetogenetico: le individualità non entrano tutte insieme, ma uno alla volta prendendo man mano parte allo stormo. 
In ultimo, Mariano entra a far parte dell'orchestra fetogenetica nel ruolo di direttore...



Dopo questo momento, Giovanna legge una bellissima lettera a suo marito... è una lettera che commuove, in poco tempo tutta la stanza ha i lacrimoni agli occhi... legge con calma anche la lettera che Mariano le scrisse tanti anni fa, quando ancora non erano sposati...

Questa è una lettera davvero speciale, che invitiamo a leggere per intero sul questo Blog. E' una lettera dove si è percepita la bellezza e le difficoltà di una vita insieme, un insegnamento per tanti di noi.


Man mano tutti gli spettacoli si susseguono: ce ne sono di vario tipo, e quasi tutte le Associazioni portano una loro performance specifica per i 50 anni di Mariano. 
Alcuni contributi sono stati fatti dal vivo, mentre altri con un contributo filmato.


Spaziamo dalla Sardegna e dal loro bellissimo coro sardo, che ci ha fatto immergere nei bellissimi e meravigliosi timbri sardi accompagnato da strumenti vari, alla Toscana che, con il suo contributo teatrale, ha rappresentato delle scenette comiche con Mariano protagonista recitato da Raniero. Molto divertente!
Quindi, tutte le altre Associazioni, ognuna con le proprie belle caratteristiche e tradizioni: i balli dell'Abruzzo, i dialetti romagnoli, il balletto barese, i cori, i video, un bel mix di colori, costumi e vivacità.





Anche i vari organi del ProNuS si sono esibiti con balli, video e spettacoli. Per esempio, il divertente video del progetto “Si.So.Grato” con Luigi, Serena, Marco e una spumeggiante Mila in grande spolvero, che ha scatenato ilarità tra tutti i partecipanti all'evento e ci fa capire quanto una famiglia così particolare, oltre alle problematiche che può incontrare, può anche suonare la nota della festa!

Tra le altre performance, i 7 P.U.M. spaccano la scena con un’incredibile interpretazione della canzone rivisitata “Felicità” di Albano, interpretato da Raffaele, e con il fantastico ritorno di Romina, ovviamente incarnata da una leggiadra creatura con una grande femminilità: Silvio! 😅



Passano in rassegna gli interventi dei vari progetti: il progetto Rainbow, i maschi nerboruti dell'E.V.V.I.V.A. e l'incredibile spettacolo del progetto “La finestra di Babich” con una spumeggiante Mila nel ruolo di un neonato e con le altre protagoniste che cercavano di soddisfare i suoi bisogni.

Si susseguono altri video, come quello della Scholé Globale, con le interviste ai bambini e alle loro risposte a bruciapelo: tra Fetogenesi, Metastoria e commenti su Mariano, hanno dato spettacolo genuino e imprevedibile. Questo ci fa capire quanto i bambini, soprattutto se accompagnati, esprimano in maniera molto più libera e sincera quello che pensano su argomenti anche complessi.

Tutto era intramezzato con interviste a Mariano tenute da Barbara. In questo modo siamo venuti a conoscenza di altri pezzi del lungo, difficile ed emozionante percorso durato 50 anni.


Quanto descritto è solo una parte di una giornata profonda nel gioco e densa di emozioni vissute nella stanza dedicata a Gianna Stellabotte.

A pranzo e cena abbiamo gustato le incredibili leccornie cucinate da un team scelto di fantasmagoriche cuoche e cuochi di altissimo livello gastronomico. I nostri stomaci hanno gioito davanti a cotanta bontà. I pranzi consueti del Natale non sono stati per niente delusi, anzi, questi pasti gustati insieme a una famiglia molteplice ci hanno fatto capire qual è il valore dello stare insieme e condividere una giornata di festa.

La performance finale non è una performance, è vita. Una Madonna vestita di bianco, pura, bella e in carne ed ossa, Giuseppina, ha guidato uno stormo di persone in viaggio come vitonauti in mission nella storia... un velo bianco copre tutto lo stormo che viaggia per la stanza e riempie di energia positiva il cuore e l'anima di tutti noi.

Dopo la cena, concludiamo la giornata con un rito per Mariano in Masseria, tenuto dalle splendide Adriana e Rachele, un rito magico con i vari elementi della natura come il fuoco e la terra. 
Sotto il cielo stellato, le due conduttrici hanno accompagnato Mariano a lasciare parti del passato che ancora lo appesantivano. Facendo questo, Mariano ci ha raccontato altre parti della sua vita e ci ha dato delle pillole serali di Teoria.

Questa è stata una giornata intensa e tutti quanti abbiamo cercato di festeggiare l'epistemologo globale secondo le nostre specificità e mettendo in gioco i vari piani dei nostri Graal. 
L'intreccio dei nostri C.E.U. ha generato un ringraziamento profondo e vitale nei confronti di chi, attraverso la sua esperienza e la sua dedizione alla vita in generale e alle nostre vite personali, ci ha permesso di essere qui oggi, insieme nelle diversità, in viaggio verso l'intero.

Amerigo e Alberto

... da densi frullati in corsa a fluidi fiumi in lenta traversata...

Io e Ilvo, su suggerimento di Iride, insieme ad una trentina di persone di varie età, dal 9 al 16 gennaio siamo stati a Foggia, dove abbiamo partecipato alla settimana intensiva del Metodo alla Salute. 


Questo percorso è ispirato e promosso dallo psichiatra e psicoterapeuta Mariano Loiacono. Oggi è in pensione, ma insieme a un gran numero di appassionati volontari porta avanti le sue idee di guarigione e di salute, che non includono la cura attraverso gli psicofarmaci, che anche nel lavoro quarantennale nell’azienda ospedaliera non ha mai prescritto. 

Ho il piacere di dire che questa esperienza è stata una scoperta inaspettata.


Innanzitutto, è stata una settimana, sia per Ilvo che per me, a contatto con noi stessi, vissuta con grande partecipazione, costantemente immersi in un clima emozionale e non solo, in relazione ad altri, “emeriti Sconosciuti”, che ora dopo ora diventavano qualcosa di più che compagni di Viaggio.

Il Viaggio, il Graal, la Nuova Specie, e molte altre metafore, un po' tutto il vasto impianto teorico mi riconducevano ai miei di significati: i Sensi Interni, il Reale, il Popolo.


Come dico, non mi addentro nel Metodo, ma nella mia esperienza. Ho rivisto e rivissuto, attraverso i miei ricordi e quelli dei miei compagni, tratti, più o meno chiari e densi, del mio vissuto; in particolare la mia infanzia, le relazioni con i miei genitori, e i tanti episodi, più o meno belli, che in qualche modo mi hanno permesso meglio di ricondurmi a chi sono io oggi.

Ho visto un po' meglio il mio Viaggio attraverso l'Immersione senza reti e paure dei miei compagni, ancora una volta, e di più: “si nasce in corsa, frullati dalla vita, senza quasi mai il tempo, soprattutto quando si è piccoli, di scegliere, comprendere, accettare ecc. l'intensità di quello che la vita offre, tanti doni più o meno graditi, circondati a nostra volta da altri che provano a fare del loro meglio, a loro volta nati in corsa e frullati”.
Può essere utile menzionare il concetto di “epigenetica”, a cui, in qualche modo, il Metodo Alla Salute fa riferimento, cioè lo studio che concerne la ricerca relativa all'eredità familiare, che si riferisce ai cambiamenti che influenzano ognuno di noi sia a livello genetico che comportamentale, in altre parole i nostri Fiumi.

Il Metodo Alla Salute ha un impianto teorico robusto: ad ogni mattinata di pratica, corrispondeva un approfondimento teorico, ma in primo luogo ognuno veniva invitato a esprimere le sue idee, spiegazioni, Teorie, in riferimento al vissuto, proprio e degli altri, “Gli Altri Come Me”.


Solo dopo, i nostri conduttori portavano il loro punto di vista, collegando i vissuti ad un percorso di Consapevolezza.
Un particolare: a queste settimane intensive non può partecipare la persona che è “disagiata” se non accompagnata da un genitore, marito/moglie, un parente o, in mancanza di questi, una persona molto vicina, proprio in virtù dell'ampiezza della storia del Sé che si va a prendere in considerazione e a toccare, sia sul piano pratico che teorico.

Potrei intrattenervi ancora a lungo con analogie e metafore che costantemente mi riconducevano alla Magia del Nord.
Sì, perché a Foggia ho partecipato alla Magia del Sud… sto giocando, ma ho visto e partecipato a qualcosa di... che non credevo, e capisco che non sia semplice sentire per chi legge, di fatto non vi ho raccontato nulla di quello che è successo!


Ho avuto modo di raccontare questo ed altro a chi ho incontrato a Dh, e a questa che sto per dirvi ci tengo particolarmente: ho visto dei Fondatori. Dentro me, nell'osservare mio partecipato al tutto, avevo, come dire, spesso la mascelle a terra, per la pertinenza, l'intensità e la passione dei nostri conduttori.


Sette conduttori: Enrico, studente universitario di Rimini; Amerigo di Milano, neo laureato di 23 anni; Mariella, marchigiana laureata di 37 anni; Graziana di Bari 36; Grazia 50; Ottavio Angelo, laureato 59; Ottavio, 62, a cui si sono aggiunti Pina, 56 e Mattia, laureata 24, tutti Terrazzanti, che per essere lì per noi avevano rinunciato alla propria attività.
Tutto il ricavato delle loro iniziative va all'acquisizione e costruzione di uno e più spazi, per continuare al meglio questo loro Sogno di Nuova Specie. Spazi con camere da letto, sale corsi, ma anche spazi per laboratori di musica e strumenti musicali, il laboratorio di creatività, una piscina terapeutica, e sono giunti a circa un quinto della loro Grande Opera, un mosaico di cento metri quadri, per cui, avendo pochi soldi, cercano materiali da posa adatti, soprattutto colorati.

Ora io e Ilvo siamo ad Amsterdam, dove il suo/mio Viaggio continua.

Colgo anche l'occasione per ringraziare i molti che in questo periodo ci sono stati vicini, la mia famiglia, e tanti, tanti altri.

Menziono per tutti il nostro Spirito di Solidarietà di cuore e non solo di cuore, a cui partecipiamo tutti.

Grazie da parte mia e di Ilvo! 
Facocero

gennaio 28, 2017

AssociaEventi: L'Associazione Alla Salute Romagna presenta una "Non conferenza dell'Apprtenenza".

Da un'idea dell'Associazione alla Salute Romagna, una "non conferenza" sul tema dell'appartenenza.


Sabato 11 febbraio 2017, dalle ore 10.00 alle ore 18.00, presso la sede di Assiprov di Cesena, Via Serraglio 18, l’Associazione alla Salute Romagna Onlus organizza una giornata dedicata alla conoscenza del Progetto Nuova Specie e del Metodo Alla Salute, ideato e sperimentato da 50 anni dal Dottor Mariano Loiacono, medico psichiatra e ricercatore nel campo del “disagio diffuso” nonché Presidente della Fondazione Nuova Specie Onlus.

Il Progetto propone una innovativa risposta alle attuali sfide emerse nel mondo globalizzato in cui viviamo, che sempre più prepotentemente si stanno esprimendo in diverse sintomatologie e disagi, che coinvolgono tutte le diversità (di età, etniche, istituzionali, economiche, di visioni della vita, ecc.), e che si manifestano anche attraverso situazioni complesse quali dipendenza da sostanze psicoattive legali e non, ansia, attacchi di panico, disabilità, disturbi dell’alimentazione, depressioni, dismaturità, sindromi psicotiche, ecc.

La giornata è dedicata all’approfondimento teorico “dell’Appartenenza”, attraverso l’Epistemologia Globale, messa a punto dal Dr. Mariano Loiacono. Sono previsti vari interventi da parte di Operatori del Metodo Alla Salute, che fanno parte dell’Associazione, la quale opera sul nostro territorio con lo scopo di dare un’opportunità di conoscenza a quanti sentono la necessità di un’alternativa concreta a quanto finora proposto dalla visione tradizionale dello star male e del vivere.

Maggiori info e iscrizioni, entro e non oltre mercoledì 8 febbraio 2017:
Adalberto Casalboni, 329 0046812
adalberto.casalboni@gmail.com.

gennaio 20, 2017

Un atto di amore incondizionato: questo è ciò che una settimana intensiva può essere. Angela ci racconta la sua esperienza appena conclusa.

Settimana intensiva 10/15 gennaio 2017.

Sperimentare un atto d’amore incondizionato non è certamente una cosa semplice, eppure nella stanza “Gianna Stellabotte” dell’ospedale D’Avanzo diventa possibile. Durante i giorni passati in quella stanza ho respirato l’Amore, eppure c’era anche gente intorno a me estranea, almeno fino al giorno prima. 
Sono partita da casa con la neve, con tante paure, idee deliranti allucinatorie e soprattutto con mia madre che, pur non stando affatto bene, ha accettato di accompagnarmi per la prima volta in questo viaggio per me diventato fondamentale.


Alla stazione abbiamo incontrato un’altra coppia madre-figlia che aveva deciso di partecipare alla settimana intensiva… insieme andiamo al centro per l’accoglienza.

Nella stanza ci sono tante persone, stavolta anche tanti visi conosciuti: M. rannicchiato sulla sedia non dalla parte dei conduttori, O. di cui mi avevano parlato in tanti per una certa somiglianza con me, ma con cui non c’era stata ancora l’opportunità di uno scambio, M. che aveva accettato volentieri di ospitare a casa sua mia madre, preoccupata soprattutto di non riuscire ad adattarsi al letto nuovo o al cibo non preparato da lei. 

Sono riconoscente a mia madre perché so che le è costato, allo stesso tempo sono contenta abbia potuto fare anche lei quest’esperienza. Mia madre nei mesi invernali soprattutto, manifesta il sintomo della depressione e passa spesso intere giornate a letto. In questo periodo di criticità per la mia vita, questa situazione mi ha reso ancora più vulnerabile e avevo solo voglia di fuggire. Ho chiesto aiuto e mi sono lasciata accompagnare a selezionare il bisogno di aprirmi, di farmi vedere nella mia sofferenza e anche di far conoscere la mia mamma anche lei sofferente

Il gruppo di conduttori è stato accolto dai partecipanti in un clima di festa con una musica circense: Pina ha presentato ognuno di loro con entusiasmo e stima. Le parole che più mi hanno colpito sono state rivolte a Mariano Loiacono, l’ideatore del Metodo Alla Salute ed anche delle settimane intensive. Circa dieci anni fa le settimane intensive le conduceva solo lui, adesso c’è una discendenza, ci sono delle persone che hanno ancora voglia di crescere e dopo aver fatto un lavoro importante su se stesse, si mettono in ascolto di altre vite con il loro bagaglio di disagio e di viaggio personale. 
Ho da sempre ammirato e stimato quest’uomo che si sente ancora in trattamento e che si fida della sua discendenza, anzi crede possa arricchire di tanto il gruppo e la vita. È   proprio così, i conduttori non mi hanno fatto sentire la sua mancanza, anzi attraverso di loro ho sentito il suo spirito accompagnatore. È anche molto bello sapere che, mentre a Foggia c’era la settimana intensiva, Mariano e altre persone della rete facevano il SIRUS.

La generosità dei conduttori e i doni che hanno fatto a tutti noi è molto grande, ho sperimentato che è possibile fare atti d’amore solo per il bene della vita stessa. Se una persona sta bene e tanti altri no, non ha senso il viaggio della vita, più persone stanno bene e meglio possiamo godere della vita stessa che è infinita, dinamica, complessa. Ognuno di noi può mettersi in cammino e avere tante opportunità di crescita. La conduzione dei Gruppi Alla Salute è una delle opportunità più sacre perché ci si prende cura della vita delle altre persone e anche di se stessi.

In tanti momenti abbiamo beneficiato dello spettacolo: mi viene in mente la teoria fatta egregiamente da Enrico, utilizzando il Graal e facendoci girare con le sedie verso il Graal alla Salute disegnato sulla parete, oppure la straordinaria capacità di Graziana di raccogliere le cose dette e farne teoria in diretta dando a ciascuno degli spunti interessanti e curiosi, la grande bellezza di Amerigo che sa alleggerire, stare nelle dinamiche senza averne paura, fare teoria e stare anche in se stesso facendosi vedere anche nelle fragilità… da vero eroe, Grazia che fa dono ai presenti della sua parte madre con un amore devoto che fa spettacolo, Angelo/Ottavio che fa dono della sua storia e che interagisce profondamente con le persone con tutti i codici, Marinella e la sua commozione nell’esprimere la compassione nei confronti di molti di noi, il suo far dono del proprio saper accogliere per accompagnare dinamiche di vita sacre e delicate, Ottavio che unisce l’umorismo e la sofferenza in un mix davvero esilarante e che tocca i cuori dei presenti, l’Unità Didattica "Unità di crisi" spiegata insieme a Mattia diventa un’ interazione spettacolare e divertente.


Tornando a me, al mio bilancio personale di cosa è stata per me la settimana intensiva, sento una profonda gratitudine verso Mariano Loiacono che ha generato tutto questo, verso la vita che mi vuole bene, verso le persone che hanno dimostrato di tenerci alla mia vita e che mi hanno devotamente accompagnata e verso il gruppo con cui ho condiviso l’esperienza. La molteplicità ha arricchito le dinamiche, mi ha permesso di aprirmi anche agli altri e di scambiare sentendomi sostenuta anche dagli altri. È da un po' di mesi che stavo male, non trovavo più il senso alla mia vita, la mia amica con cui facevo viaggi, che mi sosteneva nei momenti difficili e a cui dicevo quasi tutto di me, si stava per sposare e aspettava anche un figlio, la mia vita relazionale nel mio paese era ancora monotona, gli incontri in associazione purtroppo non erano frequenti ed io mi sentivo un po' una fallita. A scuola le cose andavano molto male, non riuscivo a fare nulla e i bambini mi bombardavano facendomi crollare. 
Ho cominciato a pensare che non valevo nulla, che non avevo costruito nulla, che la mia vita vissuta così non era vita. Sono regredita molto, di notte mi sono rifugiata nel letto di mia madre non volendo più dormire da sola, ho ridotto drasticamente le mie attività perché sempre più priva di energie. Sono affiorati i miei mostri quelli che non mi facevano dormire, che mi facevano sentire inquieta, che mi facevano pensare alla morte, immaginavo spesso di buttarmi dal balcone. Il giorno di capodanno quando sarei dovuta andare a Foggia, mia madre ha avuto le vertigini, è stata malissimo fino a ritornare in depressione e quindi a non aver voglia di alzarsi dal letto.
Mi è caduto il mondo addosso, mi sentivo fortemente in gabbia e con il dovere di dare una mano alla mia mamma non avendone le forze. Ho cercato l’aiuto di Mariano, di Raffaele, di Graziana e piano piano ho selezionato il bisogno di fare la settimana intensiva. 

Quando mi sono presentata al gruppo e ho spiegato i motivi del mio stare lì, ho vomitato tutto, proprio tutto senza tralasciare nulla, anche i pensieri più vergognosi come quello di voler morire. Devo ammettere che l’esperienza di svergognarsi è un’esperienza che fa benissimo alla salute, ho pianto tanto e dopo mi sono alleggerita

Fare parresia, dire tutto, è un bell’atto d’amore nei confronti della propria vita

Marinella, ma anche Grazia, mi hanno accolta in modo amorevole, mi sono sentita amata e sostenuta anche nelle mie schifezze. Era presente anche mia madre e questo mi ha alleggerito ancora di più. Ho fatto anche un’immersione e anche la mia mamma ha raccontato l’episodio vissuto quando ha avuto la notizia della morte prematura di mio padre e quindi di suo marito. 
Alcuni uomini, e in particolare Amerigo, ha accolto la mia mamma che si è lasciata un po' andare. Questa dinamica l’ho vissuta molto bene, mi sono meravigliata di me stessa. Intanto Enrico ha accolto anche me. Ho sentito la sua presenza come uno spirito che mi ha accompagnata a vivere il dolore di una donna che non viene per nulla aiutata dal proprio contesto familiare ad elaborare il lutto. Mi sono tuttavia distinta da mia madre, ho avuto la sensazione di potermi distinguere da lei e dal suo dolore. Io non ho conosciuto mio padre e il mio dolore è legato alla sua assenza, al non aver avuto la possibilità di avere accanto una figura maschile, un padre.
D’altra parte mi sono legata molto a mia madre, assorbendo il suo dolore e facendomene carico. 

Questi aspetti più legati al rapporto simbiotico con mia madre sono venuti fuori durante il ring, un’altra parte della settimana intensiva molto importante. Ho raccontato e detto a mia madre cose che lei già sapeva e che le avevo ripetuto molte volte, ma dirle in un contesto come quello, in un contesto devoto, con persone che ti ascoltano, che ti stanno vicino, che ti fanno sentire il loro esserci per te, è molto fruttuoso
Mi sono sentita libera e non in colpa nei confronti di mia madre che purtroppo non è stata in grado, non per colpa sua, di vedermi nella mia specificità e di accompagnarmi nemmeno a riconoscerla. Ho ricevuto molta ambivalenza da parte sua e sono stata soprattutto funzionale alla sua vita e ai suoi bisogni.

Alla fine del ring, i devoti accompagnatori ci hanno fatto vivere un rito importante: con l’aiuto di Anna, che ha fatto da ostetrica, ci hanno fatto tagliare con le forbici “sterilizzate” pezzi di maglietta intima in corrispondenza dell’ombelico a rappresentare il taglio del cordone ombelicale. E’ stato un momento catartico per me, ho sperimentato e riconosciuto l’importanza di semplici gesti-riti

Ora è tempo di camminare con le mie gambe indipendentemente dalla strada che sceglierà Tonia, che è anche mia madre.
Certo se anche lei cominciasse un proprio cammino, le cose sarebbero meno dure, ci si potrebbe accompagnare meglio, ma ognuno decide per sé.

Anche l’Unità di Crisi è stata importante per me e credo sia calzata a pennello per la situazione che vivo. Io sono una stella, posso tornare ad esserlo, posso e voglio attraversare le varie fasi che mi porteranno a vincere, ad unire le mie parti opposte. Per fare questo, ho scelto di essere umile e di partire dalle mie parti diaboliche facendomi accompagnare.


Sono tornata a casa assai ricca, ricca di scambi con la vita delle persone, ricca di esperienze, ricca di amore.

Mi sento meglio, mi è tornata la voglia di vivere, il mio “voglio morire” era un voler far morire quelle parti vecchie ripetitive monotone che mi hanno retta finora pur non facendomi vivere bene, sono però quelle che conosco e che mi davano una certa sicurezza pur se nel negativo. 
È giunto il tempo di lasciarle morire, di lasciarle andare. 

Non sarà facile ma è un passaggio necessario per fare il salto e cominciare a vivere a partire da me.

Dopo la settimana intensiva sono andata a scuola a comunicare il mio periodo di malattia: l’ho vissuto molto serenamente sia con il preside che con i bambini che con la mia collega di sezione. Ho regalato alla classe, e quindi a tutti i bambini, la tavoletta che rappresenta l’albero della vita in viaggio disegnato da Dario e ho detto ai bambini che mi preparo a fare un viaggio nelle mie profondità e che ho bisogno di fare vuoto, cioè di allontanarmi dalle cose ordinarie. 


Qualcosa in me è cambiato, sento di volermi includere in qualcosa di più grande. Il Progetto Nuova Specie è un progetto che mi commuove perché è estremamente umano, rispettoso della vita in profondità e non incivile come i tanti metodi che si utilizzano nel mondo di oggi.

La prima volta che ho sentito forte il mio disagio è stato più di dieci anni fa, non riuscivo a studiare, mi mancavano pochi esami alla tesi e i dottori volevano che prendessi il Prozac. Questo periodo è coinciso con l’incontro col Metodo Alla Salute e con Mariano Loiacono per cui non ho mai preso farmaci. La vita mi ha voluta bene e mi vuole bene ancora, dandomi un’ulteriore opportunità di partire da me, di conoscere chi davvero sono e dove voglio e posso andare.

La strada è lenta incerta dubbiosa inedita e aperta per cui mi faccio un applauso d’incoraggiamento a non voltarmi indietro e a guardare avanti. Non sarà facile per me che non riesco ancora ad essere costante. Ho cominciato però a fidarmi e ad affidarmi anche ad una rete di persone che vogliono crescere per cui sento che posso farcela.

Insieme si può! Avanti tutta!!!!

Voglio riportare una pillola di Mariano Loiacono tratta dal Pillolendario! Un giorno, in un momento di disperazione, ho aperto a caso il Pillolendario e il messaggio che ho letto ha risposto perfettamente allo stato in cui ero e voglio condividerlo:

"Oggi è forse il caso in cui dobbiamo mettere mano alla storia per riportarla a un dialogo con la metastoria più stretto e da lì forse uscirà una storia nuova".

Angela L.