maggio 28, 2017

... Ricominciare ogni volta...

maggio 28, 2017 Posted by F. I. No comments
Stamattina mi sono svegliato dopo un sogno che mi ha generato questo pensiero, che vi condivido, anche come augurio in quanto oggi a Troia, nella parrocchia dei missionari comboniani, si celebra la Festa di Maria Mediatrice, Madonna positivamente presente nella mia vita come sostituto della mia madre biologica Giuseppina.


Chiedere aiuto o cercare soluzioni è seguire ogni volta percorsi diversi con interlocutori diversi, e ricominciare ogni volta pur collezionando rifiuti o aborti o solo piccole risposte.

La cordicella-fides, che formeranno questi tentativi parziali, prima o dopo si spanderà (spes-speranza) e ci porterà a trovare e ottenere ciò che ancora non chiedevamo e cercavamo.

Questa è la strada della novità che si può costruire mettendoci in ballo fino al nostro 50%, e sapendo aspettare che si riveli il 50% inedito, invisibile, non alla nostra portata, razionalmente non prevedibile e spiegabile.

Questa è la strada del Rosario Globale alla Madonna-Femminile, specialmente nel mese mariano.

Buona domenica della Signora Mediatrice.

Mariano PUMM

maggio 26, 2017

"Guarda negli occhi i tuoi mostri e mostrati a loro per ciò che sei".

maggio 26, 2017 Posted by F. I. No comments
I giorni scorrono e non lo so come mi sento. 


Passo da un anello all’altro velocemente, tanto che mi manca il respiro, come se la rincorsa fosse perenne e faticosa.

Ho avuto paura a fermarmi perché sento tanta confusione e se mi fermassi risalirebbe tutto.

Ma il mostro, se lo mostri, è un po’ meno mostruoso…

E allora oggi mi son fermata.

Salgono le lacrime, sale il respiro corto che da sempre mi accompagna nei momenti di passaggio, quando il vecchio non vuole andarsene e il nuovo spinge per emergere.

Una lotta dentro… questo sento…

Chi vince? Stamattina ci pensavo… Vince chi molla, mi son detta.

Ma che devo mollare? Da dove inizio? 

Sono tante ancora le robe da mollare, da lasciar andare… le zavorre… oggi le immagino come pietre, tante pietre che mi cadono giù dal corpo, un corpo stanco, un corpo magro, un corpo che ancora non mi appartiene e al quale ancora non appartengo.

Piano piano, piccola, non ti giudicare. 

Sei bella, tanto, e sei coraggiosa. 

Sei una guerriera e una fatina, non respingere le parti fatina che ti rendono fragile, non prediligere le parti guerriera rabbiosa.

Accoglile ed accogliti.

Sei forte e fragile.
Sei pietra e acqua.
Sei aria e fuoco.
Sei scintilla dell’In.Di.Co. che ti ama e che ami.

Accogli le lacrime che ti bagnano il viso e la rabbia per la delusione di una famiglia che ancora non ti vede, non ti sente. 

Accogli la delusione per un fratello che ancora non ti vuole mollare. Mollalo tu! Lascia che resti il legame ontologico. Lascia che sia un uomo che, come te, vive nodi, tagli, parzialità, onnipotenza.

Accogli la tua e la sua specificità come esseri distinti.

Accogli i tuoi limiti e fanne un punto da cui partire per perdere altra pelle che non è tua, che ti hanno messo addosso e che adesso non serve più, perché il calore per te sei tu.

Lascia andare la luce artificiale che ti acceca e non ti riflette. 
Brilla con e per te. 
Sei una stella bella e luminosa. Sei una stella di vetro e ti puoi rompere, ma non avere paura delle crepe, accoglile e procedi così come sei.

Accogli l’amore di quest'uomo che ti sta vicino. Accogli il suo farti da specchio su ciò che eri e non sei più, su ciò che adesso sei e che trasmetti, su ciò che puoi scambiare con la sua specificità.

Non avere paura dell’amore. Non avere paura della delusione. Non avere paura delle sirene.

Guarda negli occhi i tuoi mostri e mostrati a loro per ciò che sei.

La tua luce ti farà vedere anche le tue ombre, usale per ripararti quando sarai accecata, usale per riposare in un luogo fresco quando sarà troppo caldo per resistere, usale per guardati meglio, per vedere la bellezza che sei.

Piccola, 
Non dimenticare da dove vieni, non dimenticare dove sei adesso, non dimenticare le ali che pian piano si forgiano, non dimenticare che puoi e sai volare.

Sei una stella e senza il buio non ti puoi vedere.

Accoglilo quel buio e non avere paura, perché è una parte dell’universo, assieme alla tua mamma luna, alla tua mamma terra, alla tua mamma aria, alla tua mamma acqua, al tuo papà vento, al tuo papà sole, al tuo papà cielo.

Non sei sola anche quando sei sola.

Mantieni il tuo impegno a rimanere, a non scappare, a non cercare fuori di te.

Hai e sei tutto ciò che ti serve.

Il resto è un’aggiunta.

Lascia andare il giudizio, trasformalo in amore per la tua merda, per le tue schifezze, per i limiti che ancora hai, per le paure che ancora senti.

Impegnati ad amarti ogni giorno, anche quando non ti piaci.

Impegnati a chiudere gli occhi senza paura.

Impegnati ad accogliere la compagnia della tua solitudine.

maggio 23, 2017

Prima edizione del Progetto “ARTE CUM CROSS SEGNITIVA": lo Spettacolo tra Terra e Cielo.

5 maggio 2017
"TERRA-ARRTE"

La prima giornata del Progetto "Arte Cum Cross Segnitiva" inizia con la quinta.


Ci alziamo all’alba, iniziamo a leggere i Ricanti, i colori e le forme delle nuvole ci ispireranno per tutta la giornata. Il rosa delle nuvole e il rosso di un sole contento di avere noi come spettatori fa spostare le nuvole per farci guardare questo spettacolo; infatti noi, seguendo la rotazione della terra, ci inchiniamo ad esso che sorge trionfante. 


Si continua con un’allegra passeggiata nel bosco, che viene accolta e percorsa con una piccola paranoia momentanea superata con modesta facilità. 


Dopo una corsetta, Valentina ci propone di ricontattare la terra, di toccarla e sentirci figli di essa…  Non a tutti piace, ma cerchiamo di proseguire. 


Risalendo, troviamo dei caprioli che saltellano contenti nel lato opposto al nostro, e questo ci rallegra particolarmente. 

Dopo un’abbondante colazione, ci dirigiamo al Peglio dove c’è il laboratorio di Valentina che ci fa un’introduzione sul posto e sui vari tipi di vetro che, pur essendo simili tra loro, a contatto con la luce hanno tutti un effetto diverso. 


Finalmente iniziamo a tirare fuori la nostra parte creativa usando colori a tempera su diversi tipi di cartoncino, mischiamo i colori tra loro per ottenere opere uniche e irripetibili. 


Ne sforniamo veramente tante! 


Durante il bilancio, mentre illustriamo i nostri disegni, arriva l’ultimo componente di questo nostro CUM, Giada, che è veramente entusiasta di iniziare questo nuovo progetto.

Michele

06 maggio 2017
"IMMERSIONE NEI RICANTI"

Oggi è il compleanno di Franz, il padre di Valentina, antenato del progetto di 91 anni, ed è il secondo giorno.

Abbiamo deciso, come ieri, di iniziare la giornata muovendo il nostro analogico, immergendoci negli antenati, ma prima vengono a farci visita i due cani messaggeri. 
La giornata comincia con una passeggiata in direzione del pineto a Nord di Ca’Marco. 


Ci avventuriamo seguendo il sentiero, arriviamo vicino ad una tana di tasso e iniziamo la lettura di vari Ricanti. Ognuno di noi sta vivendo una fase specifica, ci immergiamo trovando negli scritti un fondo comune della vita. 


A sorpresa, Valentina ci propone di dividerci dall’affiatato gruppo e di sperimentare ognuno di noi un cammino in solitudine, libero, prima di ritrovarci a casa per la colazione. 
Anche se in maniera differente, ad ognuno questa dinamica ha mosso cose proprie mettendo tutti di fronte ad una scelta.


Dopo la colazione, Cristian consegna ufficialmente ad ognuno di noi il grembiule del CumCrossSegnitiva, da arricchire con un disegno ad acrilico e da lasciare alle future edizioni del progetto. 


Arrivati al Peglio, alla seconda fase della giornata, iniziamo l’immersione nel lavoro. 
Prima di iniziare, la padrona di casa ci fa un excursus storico sulla sua esperienza con il vetro, sia a livello tecnico, sia a livello di produzione, nonché a livello emotivo.
A differenza del giorno prima, il lavoro sarà di gruppo sullo stesso foglio e, sempre a sorpresa, Valentina ci propone dei doni della natura, frutto della passeggiata, serviti su un vassoio di corteccia: i nostri strumenti di lavoro in questa seconda fase di immersione, questa volta con i colori.   


Io, Melissa, vengo invitata a coprirmi gli occhi, a dipingere come se fossi priva della vista, priva del mio controllo. 
All’inizio vengo accompagnata da Margherita, mi viene concesso di scegliere e decidere che colore usare, che strumento e come, ma non potendo vedere devo credere e fidarmi.
Nella seconda fase, mi affido a Michele, il quale mi fa sempre scegliere i colori da cui partire, ma senza dirmi quali sono e facendomi cambiare strumenti di lavoro.
Nell’ultima fase invece Cristian sceglie per me: io posso solo “segnare”. 


Il fatto di dover andare a tentoni, di non poter vedere cosa fosse il risultato e percepire ogni cosa, ogni suono e ogni sensazione amplificata, mi ha fatto immergere e anche perdere in quello che mi stavo vivendo, senza controllo razionale. 
Ho pianto, ho gioito e ho sentito aprirsi un canale tra stomaco, cuore e mente, canale rimasto aperto anche nelle fasi successive. 
Nel togliermi la benda, la mia vista si è annebbiata, come la mia mente, mantenendomi in quello stato di sospensione e sballo.


Contemporaneamente, noi del gruppo abbiamo iniziato a giocare con i colori, prima con timida curiosità e a mano a mano lasciandoci prendere dallo scambio, invadendoci, mischiando i colori, in una danza di schizzi, stampe, usando i supporti del bosco che ci hanno ispirato un rapporto più diretto e rompendo gli schemi, facendo fluire l’energia creatrice. 
Contenti di questo insieme nello scambio segnitivo, ci siamo inchinati davanti al risultato inatteso, alle combinazioni insolite e inedite di lavoro che utilizzeremo come schemi di lavoro per la progettazione. 


Espressione ed espressività, siamo partiti dalla meraviglia della natura che è, per arrivare ad una rappresentazione e sperimentazione di colori e forme che ci serviranno per elaborare la base della vetrata.


E passiamo adesso alla Teoria.

Dai disegni di ieri, elaboriamo singolarmente la nostra teoria, per poi dedicarci alla lettura di altri Ricanti di antenati del luogo, dei partecipanti, scritti o disegnati. 
Questa fase è stata dedicata esclusivamente alla elaborazione figurativa della vetrata, passando dal selezionare parole chiave di fondo comune ed elementi di ispirazione per la vetrata del “Ricontattare se stessi”, che verrà collocata al primo piano della Foresteria.


Alla fine del “Teo-Storming” (Teo da Teo-fondità cit. Valentina docet), abbiamo fatto festa dando valore a Valentina e al suo lavoro di Mastra Vetr-Art-Tonauta. 


Si rientra a casa, si cena e ci si dedica al bilancio serale. 
Domani ci godremo un’altra alba.

Melissa & Veronica

7&8 maggio 2017
"DAL DONO REGALO PROIETTATI VERSO UN NUOVO SPETTACOLO"

Domenica, la giornata inizia molto presto, sveglia alle 5:30 sperando di ammirare l’alba.
Era nuvoloso e il sole non si è visto, ma è stato comunque bello immergerci nella camminata e nei Ricanti. 


Dopo il nostro fondamentale ricontattarci, Valentina ci ha portati in bel bar bio. 
Poi siamo tornati al laboratorio del Peglio e la nostra cara Mastronauta Valentina ha assegnato uno strato ad ognuno di noi ed abbiamo iniziato a fare i bozzetti per la vetrata.
A Francesco e Melissa è toccato l’abisso del mare, a me Giada il mare in superficie, a Cristian il sottoterra, a Margherita la terra in superficie e a Veronica e Valentina il cielo, mentre Michele si è impegnato ad elaborare un’unità didattica ispirata ai vari strati.


Abbiamo vissuto la mattinata con tanta creatività e all’insegna della scoperta delle nuove tecniche e colori che ci ha mostrato Valentina.
Ad un certo punto è arrivato Cristian che ci ha accompagnato con il suo spirito giocoso e ballerino.


Dopo una mattinata così ricca e intensa è arrivato un dono speciale da parte di Rosy e Franco che ci hanno preparato un ottimo pranzo domenicale/familiare.


Come viandanti in cammino, appena riposati e rifocillati, ci rimettiamo in viaggio verso il laboratorio artistico dove riprendiamo i lavori iniziati la mattina. 
Ci sperimentiamo in varie tecniche: china, tempera, pennarelli acquerellabili: l’entusiasmo è il vero fondo comune, e il fatto di dipingere insieme è proprio uno sballo.


Non sentiamo confronti-differenza fra chi è più esperto e chi invece è ancora principiante, anzi, ognuna delle nostre specificità è uno stimolo che ci incoraggia, il clima è rilassato, ma anche eccitato.


Probabilmente ci troviamo nell’anello simbolico del Cummunitometro, alla voce dono-regalo che ci sta proiettando verso un nuovo spettacolo. 


Oltre ai bozzetti, decoriamo le bottiglie fuse nel forno, personalizziamo i grembiuli da lavoro con disegni, simboli e lettere.
Liberare la creatività spesso bloccata, non espressa, è uno degli obiettivi del progetto che la nostra condottiera Valentina con coraggio ha proposto e sta portando avanti con Maestria e amore per-con noi primi fortunati.


Tornati a casa il DJ Cristian ci accoglie con musiche che ci hanno permesso di esprimere in maniera liberatoria il nostro codice analogico.
Con naturalezza ci siamo messi tutti a ballare con grande energia, e questo ci ha fatto sentire ancora più uniti.


Un giro ad Urbania a mangiare il famoso crostolo completa questa giornata perfetta.

Ecco arrivato l’ultimo giorno del progetto innovativo dell’Artista Globale Valentina Loffelholz.
C’è ancora allegria e voglia di creare nell’aria, ognuno di noi si sveglia presto determinato a rispettare il programma che ci siamo dati la sera prima: arrivare all’Università delle Arti (località Peglio) camminando in mezzo al bosco. 


Ancora una volta facciamo squadra ad aiutarci tra di noi dove troviamo difficoltà nel procedere (salite, rovi, fango scivoloso, inediti vari).
Durante il cammino, abbiamo dato spazio ad una sosta per ricontattarci attraverso i Ricanti: anche questa attività fisica circondata dagli antenati è un modo per attraversare le nostre membrane e scendere nei codici più profondi.


Al nostro arrivo ci concediamo una sosta rigenerante al bar. 
Essendo l’ultima mattinata di lavoro, ognuno di noi dovrà chiudere dei cerchi aperti nei giorni scorsi. 
Oggi ci hanno fatto compagnia anche Ester e Emma, artiste in erba, che hanno portato ancora più colore e gioia al nostro laboratorio.
Arriva un altro dono da Rosy che porta una rosellina ad ognuno di noi, accompagnata da un pensiero scritto, per festeggiare la festa della mamma. 
Il dono è rivolto anche ai maschi come augurio per sviluppare un buon femminile.


Salutiamo il laboratorio con un pensiero musicale di Francesco e ci dirigiamo a Ca’ Marco per il pranzo. 

Concludiamo la giornata con i bilanci finali e i saluti.


Il primo grazie speciale va a Valentina, artista di serie A, che è riuscita a mettere insieme teoria e prassi stando su tanti livelli con maestria. 


Grazie anche a Cristian che è stato un fedele spirito creatore.


Grazie anche a tutti noi Vitrartonauti.


Grazie a Mariano che ha spinto e sostenuto questo inedito progetto di arte Cum Cross Segnitiva!


Giada & Margherita

maggio 22, 2017

Cascina Boscone, Monleale (AL), sabato 13 maggio 2017. X Edizione del Progetto "La Finestra di Babich": ottavo e ultimo giorno di bilanci.

Oggi finalmente è una bella giornata di sole.  

Per dare inizio alle attività si prende spunto dal racconto del sogno di una delle partecipanti per fare teoria. 
Barbara precisa, riferendosi al sogno, la differenza tra solitudine e isolamento. Il termine solitudine viene dal latino cum-solus, ad indicare che io sono intero, sono solido, quindi ho un peso, e anche se sono solo, sto con tutte le mie parti. 


E’ proprio lo stare da soli che spesso ci crea difficoltà, soprattutto quando non abbiamo un buon rapporto con noi stessi, con il nostro solus e tendiamo all’isolamento. Questo avviene, ad esempio, quando gli altri ci allontanano e di conseguenza noi tendiamo a replicare lo stesso meccanismo sull’altro, come parte delle tante nostre difese-resistenze. Si può attuare il passaggio dall’isolamento alla solitudine nel momento in cui raggiungiamo un buon rapporto con noi stessi, che è frutto di un lavoro costante che ci porta alla crescita. 


Mariano Loiacono a tal proposito parla di  “Esodo nella nebbia” nel senso che, spiega Barbara, noi non vediamo, ma se cominciamo a fare qualche passo, riusciamo a raggiungere una prima tappa del nostro viaggio per poi  procedere verso quella successiva. 
Ombretta legge il messaggio che stamattina Mariano ha inviato ai coordinatori e ai partecipanti augurando una buona chiusura del progetto.
Nel messaggio, Mariano riconosce il valore dei coordinatori e la loro capacità di riuscire a far vedere il parabrezza alle donne partecipanti alla X edizione del progetto La Finestra di Babich. 

Essendo l’ultimo giorno del progetto, oggi è la giornata dedicata al bilancio dei partecipanti. 
A tal fine sono state invitate a partecipare dall’esterno Carla, Rachele e Giovanna B. 


Prima di iniziare, Mila chiede a Simona di leggere la pillola del giorno che riguarda il concetto di metastoria. La storia è ciò che viviamo, la metastoria è invece ciò che va al di là di quello che vedi e che sai. 
Dopo una breve pausa, si dà inizio al Bilancio. 
Barbara chiede ad ogni partecipante quali siano gli aspetti metastorici che la riguardano, se  si sono scoperte parti di sé che non si conoscevano in modo approfondito. 


Ad ogni partecipante, alla fine del singolo bilancio, i coordinatori, sulla base di quanto emerso durante lo svolgimento del progetto, hanno fatto una proposta per il proseguimento del viaggio.


I bilanci si sono conclusi prima della cena. 
Carla ha comunicato al gruppo che l’Associazione Lombardia ha organizzato per domenica 14 maggio una festa, in cui verrà consegnato ad ogni partecipante un foglio su cui indicare qualcosa che si vuole lasciare.


Dopo avere ringraziato i coordinatori, si conclude con la canzone “Le Mani” di De Crescenzo.

Marilisa e Cetti

Cascina Boscone, Monleale (AL), venerdì 12 maggio 2017. X Edizione del Progetto "La Finestra di Babich": settimo giorno.

La mattinata inizia con M. che ci fa notare che quando non ascoltiamo il nostro stato quiete durante la giornata, questo di notte si ribella facendoci fare degli incubi.


Abbiamo visto come ci svendiamo per accogliere gli altri e quante soluzioni abbiamo trovato per non stare male e quante resistenze facciamo per non fermarci ad ascoltarci.


Le varie epistemologie parziali ci insegnano a togliere il negativo dalla nostra vita, mentre invece bisogna attraversarlo.

Così entriamo nel tema della giornata che è dedicato al darci valore. 
Siamo donne svalutate che ci siamo sottomesse ad un maschile che non ci ha permesso di esprimere la nostra specificità negandoci la gioia di vivere.


Il tema scelto è il circo, in quanto siamo stati addomesticati dal circo. 

Il titolo è "Il Circo della Cravatta di papà".

Ad ognuna di noi è stata regalata una cravatta come simbolo, ed abbiamo formato tre gruppi: animali, acrobati e clown. 
Per tutta la mattina abbiamo scelto dei costumi ed ogni gruppo si è cimentato a fare uno spettacolo, che abbiamo performato nel pomeriggio.


Lo spettacolo è stato profondo perché abbiamo usato tutti i codici che ci hanno tagliato, abbiamo visto quanta voglia abbiamo di fare spettacolo e festa, e come siamo capaci di suonare tutte le note se non ce le neghiamo.


La serata si è conclusa con una cena che ci siamo regalate quasi a fine progetto per festeggiare in leggerezza tutto il lavoro profondo di questi giorni e darci valore!

Stefania

Cascina Boscone, Monleale (AL), giovedì 11 maggio 2017. X Edizione del Progetto "La Finestra di Babich": sesto giorno.

Oggi, come di consuetudine, si inizia dalla lettura del Pillolendario, che oggi parla dell’importanza di fare know-how, del sapere come sono successe le cose, dell’importanza nel procedere dall’anima, che è vento che spinge il veliero, impararando a vedere come si suscita il vento e come cambiare la rotta.


E’ una giornata di passaggio fondamentale perché ognuna di noi si sperimenta a fare albero della teoria e conoscenza. 
E’ importante che ci impadroniamo della capacità di fare teoria: non sono importanti le belle parole, ma cogliere elementi che ci aprano agli altri, imparare a vedere, osservare, contemplare con atteggiamento umile, come a dire più osservazione meno parole.
Dobbiamo imparare a capire i meccanismi che usiamo nella nostra vita per andare avanti, sostituire quelli distruttivi che utilizziamo e modificare le reazioni, capire cosa ci sta sotto, nelle radici: non il contenuto, ma il meccanismo che ne è alla base, che abbiamo tutti, la struttura è la stessa, è fondo comune, tra cui emerge la distruttività, la chiusura, il fare muro, l'essere pezzenti, la svalutazione.


Abbiamo ricevuto le indicazioni per fare il Blow-up (ingrandimento in maniera lenta, incerta, dubbiosa, inedita ed aperta).
E' importante imparare ad usare le griglie delle unità didattiche che oggi abbiamo usato, come quella della Home-life.


E’ altrettanto importante imparare ad esprimere i nostri bisogni per essere accolti, ma c’è difficoltà ad esprimerli, ed aspettiamo che gli altri li comprendano da soli (atteggiamento infantile), mentre bisognerebbe imparare ad esprimerli (atteggiamento adulto). 
Il bisogno spesso non lo vediamo, non lo selezioniamo (il dispetto come reazione), ad esempio dietro il rubare c’è il tradimento, non so chi è stato e non mi posso neppure inquietare: nel tradimento non mi fido più o replico quello che mi viene fatto e mi chiudo in me stesso rischiando di abbandonare il progetto.
Occorre farsi accompagnare nella transizione perché tendiamo a tornare indietro, ad allontanarci: sviluppando la transizione riesco a vedere che c’è altro, l’alleggerimento aiuta, fare teoria aiuta a ridimensionare o stare vicini con il corpo.


Nella metafora del veliero e del vento che ritroviamo nel Pillolendario, il vento può essere il negativo della nostra vita, e questo vento spinge il veliero verso il cambiamento, passando attraverso il dolore anche molto forte. E’ importante la figura dell’accompagnatore che ci sostiene ma non può sostituirci perché siamo noi a dover procedere nel nostro progetto di cambiamento.

La serata si è conclusa con l’ascolto delle storie degli embrioni e le teorie che si sono sviluppate.

Teresa & Rosalba