luglio 15, 2019

PER LA G.U.K. (Gravidanza Universale Kosmica)

luglio 15, 2019 Posted by elleti No comments
Carissime/i, ieri 14 luglio, in Francia come ogni anno, si è festeggiata LA PRESA DELLA BASTIGLIA da parte dei cittadini, evento che nel 1789 segnò l'inizio della storica Rivoluzione francese.
Come sapete, ironicamente, anni fa ho trasformato questa festa del 14 luglio in LA PRESA DELLA PASTIGLIA, per evidenziare, cambiando solamente la B in P, che oggi la nuova Bastiglia che imprigiona tanti cittadini è proprio la Pastiglia, la chimica che ha invaso tutti i settori della nostra vita, in particolare la Pastiglia degli psicofarmaci.
Ieri, ufficialmente, ho deciso di adottare per me due nuovi segni che mi definissero ulteriormente in questa rivoluzione globale rappresentata dal Progetto Nuova Specie.

Innanzitutto, mi piacerebbe aggiungere un'altra opportunità di saluto, quando ci incontriamo: PER LA GUK (Gravidanza Universale Kosmica). Per darne il senso, esemplifico alcuni saluti più comuni, utilizzando il Graal. 
BUON GIORNO è un saluto simbolico che evidenzia qualcosa di generico legato al ciclo giorno-notte e alla differenza luce-tenebre.
CIAO deriva dalla parola SCHIAVO, in dialetto veneto pronunciato con S-CIAO, poi divenuto CIAO per la perdita della S iniziale. Si tratta di un saluto analogico, di mettere tra i due una membrana che crea un confronto-differenza tra chi è padrone e rimane eretto e chi è SCHIAVO e si inchina.
A Damanhur, come saluto usano l'espressione CON TE, congiungendo le due mani. Mi sembra un saluto bio-organico che sottolinea lo stare insieme e il rispettare-tenerci alla specificità dell'altro che incontro.
Salutarsi, dicendosi PER LA GUK, per me significa ricordarci che il senso dell'esistenza è la Gravidanza Universale Kosmica (in acronimo GUK). Per me l'Universo è un grande utero dove sta avvenendo una gravidanza particolare dell' IN.DI.CO. (INfinito DInamico COmplesso) che partorirà un Feto Universale Infinito (In acronimo FUI) di cui già facciamo e faremo parte e del quale siamo co-creatori insieme all' IN.DI.CO. durante la nostra breve mission nell'arena esistenziale.
Mario Ciarmoli ha proposto la dizione CON LA GUK per sottolineare che noi siamo già la GUK con la quale sentirci co-creatori. Per me, ancora nessuno è già in questa auspicabile situazione; siamo ancora presi dai blocchi, lapidi, sbarramenti che ci portiamo dentro e impieghiamo ancora tanto tempo per scioglierli e recuperare briciole da co-creatori. Comunque, ognuno liberamente decida se gli va di adottare anche questo saluto, che non elimina o sostituisce gli altri ma intende essere una semplice sottolineatura della weltanschauung (visione del mondo-esistenza) del Progetto Nuova Specie. Così come, se intende adottarlo, può scegliere liberamente tra PER LA GUK o CON LA GUK.

Il secondo segno, che ho ufficializzato ieri dentro di me, è di firmarmi nella mia corrispondenza col nome MARIANO DEL VILLAGGIO QUADRIMENSIONALE a somiglianza del nome MARIA DEL VILLAGGIO DELLE FORMICHE (vedi), il nome della protagonista dell'omonimo film che tanto mi colpì all'età di nove anni e che diventò l'ideale della mia vita. Il film, ispirato a una storia vera, era incentrato su Maria, una ragazza giapponese di famiglia benestante che, convertitasi al cristianesimo nonostante le contrarietà dei familiari, si dedicò completamente agli emarginati di un villaggio che raccoglievano stracci e che all'inizio la ridicolizzavano. Nel giro di poco tempo, rimanendo umilmente al loro fianco nelle faccende quotidiane, si ammalò e mori. Solo dopo la morte venne riconosciuta sia dal villaggio che dai familiari. 
Per me, con questa specificazione del nome MARIANO DEL VILLAGGIO QUADRIMENSIONALE, intendo ribadire che la mia scelta di impegno esistenziale è PER LA GUK e che considero il Villaggio Quadrimensionale la prima cellula impegnata consapevolmente per questa inedita e meravigliosa gravidanza per la quale intendo crescere ed esprimermi da co-creatore, sostituendo soluzioni statiche e abortive come la Bastiglia e la Pastiglia.
Per me è così.
QUI VIVRA VERRA, dicono i francesi.
Per chi vuole e può ci vediamo alla interessante e imminente tregiorni sulla coppia.

PER LA GUK
MARIANO DEL VILLAGGIO QUADRIMENSIONALE

luglio 08, 2019

"L'uomo nasce come seme: può diventare fiore oppure no" (Osho)

Lunedi 1° luglio u.s. è venuto a farci visita, al Villaggio Quadrimensionale, Prem Dayal accompagnato da sua sorella Nadisha. Hanno ambedue sentito parlare di Mariano Loiacono e del Progetto Nuova Specie dal compagno di Nadisha che ha partecipato alla scorsa settimana intensiva.
                                                

Li abbiamo accolti facendogli visitare il villaggio e, man mano che procedevamo con la visita, abbiamo spiegato loro il senso del Progetto e come siamo arrivati a costruire il Villaggio; mentre raccontavo ho visto gli occhi vispi di Dayal che si illuminavano di stupore e meraviglia e più di una volta ha detto molto divertito: "Ma siete proprio matti!!!” Quando siamo entrati nella Stalla della Teofondità si sono uniti alla visita Gioele e Gaetano e Dayal ha continuato a restare in un ascolto aperto e curioso.
All’ombra dei profumati tigli ci aspettava Mariano e da lì è cominciato questo scambio tra due anime ricercatrici che non si sono fatte fermare dagli ostacoli del Villaggio-Mondo, ma hanno ipotizzato e sperimentato nuove modalità di vivere l’arena esistenziale. 
Dayal si è mostrato molto aperto e anche umile; ha ascoltato molto interessato Mariano che ha fatto una panoramica su come è nato il Progetto Nuova Specie e sulla teoria che ne è alla base; ha fatto molte domande e poi ha raccontato che la sua lunga esperienza di ricerca delle profondità l’ha portato a girare il mondo crescendo e accompagnando a crescere, vivendo esperienze di meditazione attraverso le quali dà un senso all’esistenza e alla crescita individuale.
Attualmente vive a Città del Messico dove ha fondato una comunità ispirata ai principi di Osho. Si sta interrogando sulle situazioni di frantumazione profonda alle quali non riesce a dare aiuto e sostegno e questo l’ha portato a voler conoscere Mariano e la sua esperienza di oltre 50 anni a contatto con le situazioni più difficili davanti alle quali non si è mai tirato indietro.
                                                    

E’ stato un incontro leggero e profondo da cui potrebbe nascere uno scambio di esperienze; questo è il tempo della fetogenesi ed è importante che ci apriamo alle relazioni con altri gruppi che stanno lavorando sul nostro pianeta per accogliere il disagio e ipotizzare nuove modalità di vivere l’esistenza.
Alla fine dell’incontro con Mariano, Cindy e Gaetano hanno accompagnato i due fratelli a fare una passeggiata nel centro storico di Troia che quest’anno festeggia i mille anni di storia. Prem Dayal resta in Italia fino alla metà di agosto e prima della sua partenza organizzeremo due giornate da trascorrere insieme per uno scambio più profondo.
Vi terremo informati.

Grazia Pietroforte

luglio 03, 2019

21 Giugno 2019: Solstizio d’estate, un passaggio personale verso proprie parti ancora in ombra.


Oggi festeggiamo il Solstizio d’estate dopo alcuni giorni di organizzazione in cui Raniero, Annalisa, Asinella e Pernice si sono incontrati per preparare e prepararsi al rito.
                                                     

Questa mattina sono state raccolte erbe aromatiche e fiori nel nostro territorio da offrire al fuoco durante il rito. Sono state preparate le corone di fiori per gli officianti e pulito il territorio.
                                                   

L’appuntamento all’uliveto è stato fissato per le 12.45, ci siamo disposti attorno al fuoco e abbiamo cominciato il rito con la lettura di un ricanto che ci ha aiutato a entrare nella sacralità del rito.
                                                    

La musica, l ‘offerta delle erbe e dell’acqua, la danza di Asinella, la lingua sacra di Pernice, assieme alla presenza degli officianti Ruggero e Annalisa e alla nostra, sono stati tutti elementi del rito che ci hanno trasportato per alcuni minuti in una dimensione magica, di connessione profonda con la natura e con il nostro intimo e i nostri avi.
                                                  

Per il calendario agricolo siamo già a metà estate, queste notti sono magiche perché il particolare fenomeno del solstizio ha influssi benigni sugli elementi della terra e coloro che vi abitano, in particolare al fuoco, che purifica, allontana il male, le negatività e suggella amicizie che dureranno tutta la vita, forti come parentela. 
                                                           

L’acqua acquista particolari proprietà terapeutiche lasciando in ammollo le erbe di stagione, raccolte dalle donne per l’occasione, e usate a vari scopi come per esempio la preparazione di medicine, unguenti, per predire il futuro o togliere il malocchio.
                                                     

Nei commenti successivi al rito è emersa da molti di noi l’emozione del collegamento metastorico con gli avi e con le culture precedenti alla nostra da cui proveniamo e di cui abbiamo ancora gli influssi, ma anche un po’ di timore da parte di chi non ha mai avuto esperienze rituali se non attraverso la religione cattolica.
                                                       

La presenza di elementi portati dalla comunità di Damanhur, fusi con gli elementi della Nuova Specie, ha creato un qualcosa di nuovo per entrambi, un elemento di unione tra gruppi che hanno lo stesso ideale e cioè la crescita dell’essere umano e la conquista dell’integrità, dove non esistono confini e divisioni ma esiste un tutto che è, sì distinto, ma non separato.


Focena, Rosalba e Ivan

giugno 21, 2019

Un solstizio per nuove profondità

giugno 21, 2019 Posted by F.I. No comments


Oggi alle 17.54 il sole era allo zenith e ha segnato il solstizio d'estate e il passaggio dal giorno più lungo al crescere progressiva dell'ombra fino al solstizio di dicembre, tra sei mesi.

Sono contento che, oggi, Pernice e Asinella hanno condotto un rito del solstizio secondo le usanze di Damanhur, dove esse vivono.

Vorrei proporre, a chi lo desidera, di segnare oggi un passaggio personale verso proprie parti ancora in ombra.

Personalmente, scelgo di andare ancora di più verso la mia oscurità misteriosa e viverla più da vicina per lasciare rappresentazioni più profonde dell'esistenza in cui siamo inseriti, e co-creare con più determinazione per la nostra GUK.

Sento che sono meno trattenuto e limitato dai rapporti forti e sento che il tempo che ho è prezioso e non determinabile.
Buon solstizio di profondità a ognuno di voi che intende onorare la propria oscurità misteriosa.

Con amore, nel giorno luminoso più lungo,
Mariano

giugno 12, 2019

Rita e la sua rosa per sempre incastonata nel "Mosaikaos".

Il mosaikaos… un’opera corale unica al mondo, cominciata nel 2016 dalla spinta visionaria di Mariano Loiacono… che ha poi coinvolto Dario, mosaicista oltre che persona in trattamento, come le altre centinaia che hanno lasciato il loro segno sotto la sua guida e non solo, tra i quali ricordiamo il caro Alberto e il suo grande contributo…


L’ultima pietra è stata messa a maggio 2019, ed io sono qui a raccontare la mia esperienza.


Sono stata fra gli ultimi che lo hanno finito, il mio intervento è arrivato in extremis, appena in tempo per lasciare la mia tanto agognata traccia, sì perché in questi tre anni non sono riuscita a trovare una o due settimane (mea culpa), come richiedeva il lavoro, da dedicare oltre che ad imparare minime nozione tecniche, anche del tempo favorevole o kairos per immergermi attraverso una costruzione artistica, in una ricostruzione delle mie parti frantumate, questo è stato anche il senso del progetto.


Intanto il kronos scorreva, ed io spesso mi sono ritrovata nella sala della teofondità ad ammirare tanta bellezza, a calpestare e a camminare sulle storie sacre di tante persone, fratelli di un viaggio di nuova specie, con un bisogno selezionato, ma senza o con poca possibilità di soddisfarlo. 


Ripensandoci questo è stato ‘il film della mia vita’: avere un desiderio che sfuma nella sua negazione, non trovando condizioni favorevoli per viverlo, presa come sono sempre stata, sensibile ai bisogni altrui, alle necessità primarie… per fortuna da tempo penso anche alle mie responsabilità, a quello che io posso, voglio, e saprei fare da sola.


Questo desiderio non si è spento fino alla fine, e infatti il mio kairos è arrivato una domenica di maggio quando i mosaicisti, al lavoro per l’ultimo rush finale, ormai stremati, hanno chiesto un aiuto a chiunque volesse dedicare anche solo un giorno per poter chiudere i lavori a fine mese.


Ho pensato a quanto fosse scandalosa la mia non partecipazione in questi tre anni, io vicina di casa, con studi d’ arte… Dario infatti mi chiese all’inizio di dare il mio contributo, spesso gli chiedevo io di andarci, ma anteponevo difficoltà di ogni genere, sembrava che quando decidevo, qualcosa mi remava contro…


Erano rimasti tre punti da finire, mi è capitata una parte di cielo sopra la meravigliosa aquila, opera di Dario, che dall’alto guarda tutto e tutti, e rappresenta la teoria globale, un punto di vista più ampio sulla vita, quello che ci sana e ci salva.


Mi è sembrato un privilegio, una fortuna lavorare su questa parte così importante.
Cosa potevo rappresentare? C’era già di tutto: la metamorfosi, il diaballo, il roveto ardente, il crossing over, tutti gli antenati, la fetogenesi… e tantissimo altro.


Il mio desiderio più profondo era di lasciare un ricordo indelebile, un omaggio a mia madre persa un anno e mezzo fa dopo una lunga malattia, per me il mio unico genitore da oltre 30 anni. Rappresentava il mio punto mitotico, una visione semplice e chiara delle cose, un’onestà al di sopra di tutto, una teoria positiva ed equilibrata della vita in un modo incasinato, imbrogliato e che imbroglia.


Allora ho deciso così d’impulso di rappresentare qualcosa che non c’era ma che ritenevo molto importante: la pioggia, un antenato a cui noi del Metodo Alla Salute abbiamo sempre dato molto valore, ricordando la frase del quadro che avevamo al centro che recitava: ‘The tears I shed yesterday have become rain’, e cioè ‘le lacrime che ho versato ieri sono diventate pioggia’. 


La pioggia sta nel cielo, cade dall’alto, ma bagna le radici dando la vita, come le nostre lacrime rappresentano il nostro dolore, ma anche la nostra umanità, fragilità e forza allo stesso tempo.
Tanto il nostro pianto è più profondo quanto più grande è stato l’amore che lo ha preceduto.

Ho cercato delle pietre azzurre, blu, qualcuna l’ho battuta col martello per dare la forma di goccioline, più in basso ho creato una goccia/lacrima più grande, con varie sfumature di azzurro, dove al centro ho inserito un orecchino d’oro che avevo regalato tanti anni fa a mia madre, che metteva sempre fino a quando ne perse uno. Ho pensato fosse il posto giusto a cui affidare l’altro che mi era rimasto, simbolo del mio amore per lei e di come io ho sempre visualizzato la perdita di una persona cara, che è sì il dolore più profondo, ma che può diventare una luce pulsante, illuminante nella nostra oscurità misteriosa, da custodire come un tesoro che nessuno ci può portare via, qualcosa che faccio fatica a tradurre in parole, ma che questo è o può essere.


Ho voluto anche lasciare un sigillo prezioso a questo capolavoro: mostrando l’orecchino a Dario, gli dissi di volerlo mettere anche perché il suo mosaico per noi tutti vale più dell’oro, per quante possibilità di crescita ci aveva dato in questi tre lunghi anni, e per quello che sarà come prospettiva futura per tantissime persone che sicuramente verranno a visitarlo, per le possibilità che darà di conoscenza e di sapere emotivo di una storia e di tante altre storie che si sono incrociate all’ombra dell’albero della vita in viaggio. 


In ultimo ho lasciato come altro segno, sempre nel cielo, una rosa di metallo, simbolo di santa Rita e del mese di maggio… 


Santa Rita, venerata per le cause impossibili, come sembrava questa opera difficilissima da realizzare, una prova concreta che con la Fides niente o quasi niente lo è…

Rita Tomacelli

giugno 04, 2019

“Un’esperienza critica, disagevole è un'opportunità di cambiamento e di crescita”.

giugno 04, 2019 Posted by F.I. , , No comments
Partecipare alla settimana intensiva a casa mia “Damanhur” è stata un'esperienza ricca di imprevedibili ed interessanti scoperte e riscoperte della realtà in cui vivo. Condizioni da sempre presenti nel quotidiano, ma da me non colte perché troppo immersa nel fare della giornata, con scarsa capacità di ascolto verso i miei bisogni e quelli degli altri.


Immersa in una bolla, lontana dai consueti impegni e abitudini, ho avuto l'occasione di osservarmi ed anche conoscere pezzettini di vita di fratelli e sorelle con i quali da 20 – 30 anni convivo. Già, proprio così, nonostante la vicinanza fisica sotto lo stesso tetto e la condivisione di un percorso spirituale, mi sono resa conto di quanto e quale mondo ci sia dentro ognuno di noi e quanto ciò che abitualmente vedo sia solo la punta dell'iceberg-umano (come dice Mariano).


Ho dedicato circa 30 anni della mia vita a costruire le nostre case, servizi sociali, addirittura i Templi dell'Umanità definiti l'ottava meraviglia del mondo, scegliendo come priorità costruzioni al di fuori di me: cosa che, tornando indietro nel tempo, comunque rifarei.

Ma oggi sono in un'altra fase della mia vita e incontrare il Metodo alla Salute mi ha permesso di rimarcare il bisogno di esprimere anche le emozioni dimenticate, quelle originate nel passato personale. E questo non tanto per giustificare e perpetuare miei modi di essere, ma proprio per conoscere meglio me stessa e dotarmi di strategie finalizzate al cambiamento, alla crescita della mia consapevolezza e capacità di vivere qui ed ora.


Per molto tempo ho rifiutato il mio ed altrui disagio, mi creava troppo dolore dal quale volevo solo fuggire, scappare il prima possibile. Ora, grazie al Metodo Alla Salute, ho vista applicata la teoria che afferma che “un’esperienza critica, disagevole è un'opportunità di cambiamento e di crescita”.


Sempre, in qualsiasi situazione, accompagnati, insieme agli altri possiamo rialzarci e proseguire nel cammino della crescita spirituale per essere sempre più la nostra essenza, essenza definita in tanti modi… a Damanhur la chiamiamo SCINTILLA DIVINA.

Una donna in viaggio

giugno 02, 2019

Frammento

giugno 02, 2019 Posted by F.I. , No comments
Questo pomeriggio ho avuto il coraggio di suonare quel campanello. E la porta si è aperta. Il maestro era in casa, l'aria impregnata di quei colori e di quel profumo di pittura che ho avuto sempre dentro di me. 


Faliero e sua moglie Anna mi hanno accolto con meraviglia e con grande semplicità. Meraviglia perché, dopo quasi quaranta anni dalla fine del liceo, sono entrata nella casa del mio insegnante di disegno. In tutto questo tempo ho incontrato il maestro saltuariamente più di una volta, mai come stasera mi era capitato di provare una emozione così forte... 


Desideravo da molto che questo incontro avvenisse, oltre tutto ho scoperto che Faliero abita non lontano da casa mia. Sono entrata quasi frastornata, ho fatto appena in tempo ad accorgermi della disposizione degli spazi: un corridoio, una libreria, un salottino, uno studio, un terrazzo con una vista mozzafiato sulla città di Jesi - si vedono anche le mura cittadine a pochi metri da casa mia - e sulle colline circostanti. Ci siamo parlati fin quando la moglie Anna ci ha invitati ad andare al piano di sopra che si raggiunge salendo una stretta scala in legno. La salita non mi ha dato alcuna sensazione di chiuso e di angusto, anzi la strettoia mi ha sostenuto ed accolto. 


Lo studio del maestro si è spiegato davanti ai miei occhi. Il primo quadro che ho visto è stato quello di una madonna con il bambino radiosa in fase di realizzazione su un cavalletto contornato da una siepe di pennelli e colori. Quasi un palcoscenico, con lo sfondo vero della città di Jesi che si dipanava per intero da una grande finestra che faceva entrare la bella luce pomeridiana di un maggio finalmente caldo e limpido. Tutto intorno quadri di varie misure, tanti i ritratti, la testimonianza matura di una sapienza pittorica sicura ed esperta. Su un lato, la “scuola ideale”, un autoritratto di Faliero seduto in cattedra in una aula circondata da muri futuristi e con banchi vuoti. 

Ci siamo ancora raccontati, abbiamo ripercorso le nostre storie di vita ed è stato bello intrecciare le nostre dimensioni personali con quella dell'arte. 


Il maestro ha voluto farmi un dono, un gesto compiuto con semplicità ed anche con grande cura. Poco prima avevo visto appesi sul muro dei sassi pitturati, la mia passione. Faliero ha preso una scatola, ha tolto il coperchio, dentro tanti piccoli incarti. Ne ha aperto uno e mi ha porto un sasso dipinto. Ho preso dalle sue mani quello che mi è sembrato un grande dono e mi sono scese le lacrime. L'ho guardato insieme a lui e mi sono resa conto che su quel frammento di pietra c'è dipinto il volto di un ragazzo che è il particolare di un quadro di Picasso: “Madre e figlio”. Che dire...?


Le nostre storie sono fatte di tanti frammenti, sta a noi rimetterli insieme e, soprattutto, cercare di non perderli, rileggerli e comprenderli come parte della nostra visione del mondo che, come i sassi di Faliero, è fatta di tanti piccoli quadri che possiamo donare agli altri quando se ne presenta l'occasione. Ringrazio Faliero per il dono che mi ha fatto accogliendomi nella sua casa e anche mio padre che mi ha trasmesso la passione per la pittura.

Farfalla Gialla



giugno 01, 2019

"BlogBook": un cerchio sacro in cui entrare e lasciare traccia di te!

giugno 01, 2019 Posted by F.I. , No comments



Ognuno di noi è un infinito... la storia di ognuno di noi è un infinito, un qualcosa che vive, muore, si trasforma, si supera, prende forma, cresce, si esprime, si ferma... è.

Per questo è bello condividere, raccontarci, donare "frammenti" di noi, emozioni, ricordi, rielaborazioni... le nostre metamorfosi, quelle riuscite, quelle "lavori in corso", quelle mancate, quelle abortite, quelle che non arrivano ancora, quelle che quando avvengono le annuncia un profumo nuovo di noi...

E allora ci piace raccontare, ci piace ascoltare, leggere, entrare nelle vostre vite e curiosare, farci ispirare, riconoscerci...
Ci piace darvi l'opportunità di farlo.

È questo il terreno fertile che ci ha ispirato...

Da oggi riparte "BlogBook", l’appuntamento con "come eravamo e come siamo", "da dove veniamo e dove andiamo", un momento catturato in uno scatto, una memoria emotiva legata a una vecchia foto, per spalancare le finestre o entrare in punta di piedi in eventi o incontri che ci fanno tornare nel passato per superarlo, o che ci permettono di rincontrarci e riprendere per mano parti nostre, una traccia per raccontarci e condividerci, tra Pagina Facebook e Blog, a braccetto per l'occasione! Mandaci una foto, non di quelle glamour in pose da social e costruite per l'occasione... che non ti ci riconosci!

Lo spazio che ti vogliamo offrire non è una vetrina, è un cerchio sacro in cui entrare e lasciare traccia di te... Non fingere di essere altro da ciò che sei, a noi vai benissimo così! Insieme ad una foto, se "vintage" ancora meglio, una tua traccia scritta, noi provvederemo al resto! 😉

Se vuoi essere protagonista di "BlogBook", inviaci il tuo contributo a "comunicazione@nuovaspecie.com".

Siamo già in trepidante attesa di curiosare in tante vite! 😊 







maggio 12, 2019

Foggia 26 - 27 e 28 aprile 2019. PROGETTO "H.O.M.E." - HOME OPEN (per) METASTORICI EVENTI.




Venerdì 26 Aprile 2019 è cominciato il progetto HOME. Quante emozioni prima di questo progetto. Per me, Francesco, i momenti che hanno preceduto l’arrivo dei partecipanti sono stati un po’ negativi, non volevo più farlo e avrei mandato tutto all’aria. Per me, Mariella, i giorni prima sono stati pieni di ansia e curiosità, che cosa avremmo fatto? Come si sarebbe svolto? Dove saremmo andati? Anche un altro pensiero mi veniva spesso in mente: 5 persone rinunciavano a vivere il loro week end per dedicarlo a noi e questo pensiero comunque mi riempiva, sicuramente doveva essere una cosa bella.  L’arrivo dei 5 enzimi più le accompagnatrici, Francesca, Rocchina, Sandra, Marina e Marco, Lucia e Pina, ci hanno confusi con il loro frastuono ed allegria. Una volta seduti a terra in cerchio in salone ci hanno legati tra di noi con 7 coloratissimi nastri uno per ogni enzima o embrione. Lucia e Pina dopo aver benedetto questa casa e dopo averci illustrato il significato del progetto HOME, ci hanno detto che potevamo fare del nastro quello che volevamo: tagliarlo colorarlo ecc. Era la prima volta che il progetto home interessava una madre ed un figlio. Lucia, che aveva già vissuto questa esperienza, ci ha detto quello che poteva capitare in un progetto home: a lei per esempio era capitato di dipingere completamente di nuovo una porta, la più bistrattata dai figli. Lucia ci ha spiegato perché home e non house, in quanto il termine house è rivolto più alla costruzione solida mentre home alla casa come posto in cui vivono persone. Poi sono andate via dicendo che ci saremmo rivisti al bilancio finale. Seduti in salotto Sandra legge la pillola del giorno che lega tantissimo col significato del progetto HOME: 5 enzimi sono venuti a creare, a favorire, un utero nella nostra casa per eventuali metastorici eventi. 
                                                

                                                                                    

Dopo aver mangiato, uno degli enzimi, ha proposto di legarci con i nastri io, Francesco con Marco, e Mariella con Rocchina. È stato molto divertente concludere la serata con questa iniziativa perché si sono create situazioni particolari così intrecciati!
Il giorno 27 dopo la colazione abbiamo fatto un risveglio muscolare nel piccolo giardino di casa. È stato bello che Marco dopo aver iniziato la ginnastica, partendo dalla testa, ha spinto poi ognuno di noi ad inventare un esercizio che tutti gli altri avrebbero fatto. 
                                                    

Dopo aver letto la pillola Francesca ha chiesto a me e mia madre di esprimere un piccolo desiderio realizzabile in questi 2 giorni. Per me Francesco hanno organizzato una sorta di rito per cambiare l’aspetto della mia cameretta; invece per Mariella è nato il bisogno di rinascere, dopo un periodo buio, piantando fiori nei vasi fuori la porta.
                                                   

Per me, Francesco, fare questa cosa è stato un passo importante che ho affrontato con non poche difficoltà. Il disegno, al posto dei quadri sul letto, l’ho subito immaginato: al logo del progetto home ho inclinato il personaggio e messo un cappello in testa: ero io quando ballavo. Il disegno, l’ho fatto io, mentre a colorare mi hanno aiutati un po’ tutti! Il disegno ha sostituito i quadri che c’erano, che non ho voluto togliere del tutto ma solo spostarli e disporli in modo diverso, perché comunque facevano parte del mio passato.
                                                   
              
                                                   

Per me Mariella è stato importante dare di nuovo vita alle piante fuori la porta; negli ultimi tempi le avevo trascurate ompletamente, rispecchiavano il mio stato interiore di morte. Ma già da qualche tempo e poi rafforzato da ieri con questa spinta ad esprimere un desiderio, ho desiderato, voglio, che in questa casa ci sia di nuovo la vita. Loro devono dare a me la forza, nutrendole, di andare avanti e procedere in questa vita.
                                                      

                                                   




Dopo cena io, Francesco, ho espresso il desiderio di voler dormire nella mia “nuova” cameretta e Francesca, dopo che io e mamma ci siamo messi stretti stretti nel letto ha letto una favola molto originale mentre Sandra ci ha cantato una ninna nanna. La domenica mattina del 28, ultimo giorno del progetto home, io Francesco, mi sono alzato frastornato e confuso per la nottata trascorsa tra insonnia, pensieri: dovevo affrontare delle cose e non sapevo come sarebbero andate. Ero nervoso, non avevo fatto colazione, andavo su e giù per la stanza con un senso di fastidio, ansia e sgomento.
Io Mariella, dopo aver dormito poco, mi sono alzata presto e mentre tutti dormivano ho risistemato le piante nei vasi, le ho interrate meglio, sembrava che così avesse più senso. E’ proprio fuori la porta, dove c’erano i vasi con i fiori che Sandra ha chiesto a me Francesco di scegliere un ricanto e leggerlo. E’ capitato il ricanto di wakan tanka che ha dato sensazioni e ricordi diversi in tutti noi. Per esempio a me Francesco, ha ricordato Silvio e il rapporto tra di noi. Era un ricanto sugli antenati e sull’appartenenza dell’uomo a tutta la natura. Per me è stata una vera e propria immersione tanto che il mio desiderio più grande era stare da solo secondo i vecchi schemi. Dopo essere tornati in casa tutti, ma soprattutto Sandra mi ha spinto ad aprirmi e a cambiare modalità cercando aiuto negli altri ma io non ci sono riuscito del tutto; comunque ho pianto e per me è stata un’immersione. A quel punto le donne del progetto ed io steso sulle gambe di mia madre, mi hanno accarezzato, massaggiato e accolto. La musica messa da Marco ha rafforzato quel momento intimo e profondo. E cosi siamo stati un bel po’, quasi tutta la mattinata…dopo essere risaliti e dopo aver fatto una passeggiata vicino casa, il  progetto si è concluso con il pranzo ed il bilancio alle ore 15.
                                                 

Oltre alle accompagnatrici Pina e Lucia gli enzimi e gli embrioni c’era anche mio padre. Dal bilancio è emerso come prospettiva di aprirci di più alle persone vicine del territorio: Marco Pina e Lucia.

maggio 07, 2019

“La conclusione di tutte le nostre ricerche sarà di arrivare dove eravamo partiti e di conoscere il posto per la prima volta.” (Thomas Stearns Eliot)

maggio 07, 2019 Posted by elleti No comments
La giornata di ieri si è aperta con il sollecitare Emanuele, con un audio messaggio, a partecipare al gruppo a Monfalcone e lui, alla fine, ha accettato ed ha portato anche suo figlio Lucio. 
                                              
  

Ed è stata preziosa la loro presenza, infatti Lucio ha smosso un sacco di cose ed Emanuele mi ha aiutato a co-condurre e fare teoria. Alberto è rimasto un po’ ai margini, ma in lui è forte la svalutazione e va aiutato. Sono contento comunque che sia rimasto a dormire da me. 
                                                 
  
E’ la prima persona che ospito a Monfalcone; ieri sera siamo andati in un pub ed abbiamo conosciuto il titolare che ci ha parlato della sua pregressa e dolorosa storia di sofferenza e di dipendenza dal gioco d’azzardo.
Poi siamo tornati a casa ed abbiamo visto un po’ di TV.
Ma torniamo al gruppo che, secondo me, meglio di così non poteva andare; beh, anzitutto sono contento che siano venuti Alberto, Emanuele e Lucio, che poi sono, sul territorio Veneto-Friuli, le persone con cui sono più legato, a parte Marinella, Riccardo e Alessandra con cui conservo un buon rapporto, nonostante la separazione.
                                             

       

Mi ha fatto piacere che siano venute una decina di persone nuove, di cui tre nuclei familiari che ho conosciuto durante il mio lavoro da neuropsichiatra infantile a Monfalcone. Una coppia con un figlio di 15 anni che si è chiuso in se stesso, un’altra  con una figlia di 15 anni, con grossi problemi cosiddetti comportamentali e alimentari ed una mamma di un figlio di 13 anni che ha minacciato il suicidio; poi c’era M., una mia conoscente psicologa, e due suoi assistiti, con i quali ha un rapporto aperto, per cui se li porta anche a casa, ed è bella questa cosa. V., una ragazza di 30 anni con una storia pesante di disagio ed un ragazzo sui 40, A., anch’egli con una storia bella pesante. Mi dispiace che non siano venute due mamme che avevo invitato, anche esse di due ragazzi adolescenti, ma pazienza. 
                                                        

Poi c’ era un signore, padre di un cosiddetto psicotico. Infine vi era un coppia di Trieste, con un figlio psichiatrizzato in comunità ed un altro, gemello, che è fortemente a disagio e vive in casa con loro.
La sala che ci ha accolto è davvero bella, all’interno del palazzetto veneto dentro il centro storico di Monfalcone, che è una bella cittadina, con una nutrita presenza di comunità bengalese, che lavora nei cantieri navali. Una sala davvero funzionale; nella sala accanto c’era una mostra di fotografie sulle otto battaglie dell’Isonzo della prima guerra mondiale.
Il gruppo è andato benissimo, al di là di ogni previsione; è stato bello intrecciare tra noi e le nuove famiglie e coinvolgere A. e V. che sono assetati di dinamiche, emozioni e uso del corpo (ma come un po’ tutti); ed un po’ tutti si sono coinvolti, in particolare una coppia, siciliana di origine, genitori di una ragazza e di altri due bambini. Da subito la moglie ha manifestato il dolore per il non sapere gestire questa situazione e noi l’abbiamo accompagnata a farle capire che l’origine del suo dolore non è solo legato alla figlia. Ma è stato bello mettere in dinamica un po’ tutti, l’aiuto di Lucio è stato prezioso per fare da specchio a tutte queste situazioni.
Io mi voglio fare dei complimenti anche per come mi sono impegnato, sia nell’organizzazione dell’evento, che su come ci sono stato per me e per gli altri ed anche in conduzione. Spero e credo che sarà l’inizio di una serie di gruppi su un territorio che ha tanto bisogno e dove il disagio è davvero tanto.
                                                    


Per me è fondamentale trovare un nuovo equilibrio tra il mio modo di aiutare il disagio ed un approccio tradizionale alla neuropsichiatria infantile. Ma inoltre è fondamentale anche per la mia crescita e per il mio riappropriarmi delle emozioni, proprio in questo momento delicato e meiotico della mia vita, in cui la relazione di coppia si è interrotta e vivo in un altro territorio.
                                                     


In ultimo, dopo che ho suonato due canzoni alla chitarra, abbiamo festeggiato il mio 3° compleanno da quando sono qui in Friuli.
Riconosco in questi tre anni i tanti passaggi buoni che ho fatto per la mia vita. Non so se il Friuli sarà la destinazione finale della mia vita, ma sento che in questo momento mi permette meglio di esprimere il mio potere co-creazionale e fusionale.
Arrivederci al prossimo Ama Globale.

Giovanni