marzo 16, 2017

LUIGI, ANCORA UN PASSO "OLTRE LE COLONNE D'ERCOLE"! AL VIA IL PROGETTO LUICITY.

marzo 16, 2017 Posted by F. I. No comments
Carissimi tutti,

sta partendo il Progetto Luicity, che avrà inizio ufficialmente il giorno 1 aprile e che vede come tappa di partenza Urbania e l’Associazione alla Salute Pesaro.


Il Progetto Luicity, nato dalla necessità di fare ancora un passo “oltre le colonne d’Ercole” nel lento percorso di crescita di sua maestà Luigi Compagnone, un viaggio dalla frantumazione psicotica verso l’intero, si delinea come un progetto itinerante la cui proposta potrà essere accolta anche da più territori della stessa regione, preferendo caratteristiche fetogenetiche e avvalendosi della rete, quindi nelle “city” dove questo è possibile e presente come elemento che può essere speso per il progetto.
Si tratta di una sperimentazione nuova e innovativa, durante la quale una famiglia biologica assieme ad altri temerari, proverà a creare un contesto uterino a servizio della crescita di Luigi provando a risvegliare e far rivivere parti di sé, da tempo seppellite, e che ora può esser tempo di riprendere. È un tentativo diverso sia dall’attività del Mas.Tr.O. (Metodo alla Salute Trattamento Ordinario) sia dalla recente esperienza del "Progetto Si.So.Grato." proponendosi di essere un insieme di entrambi, una sintesi che può servire a Luigi, ma anche a Mila, madre di Luigi e donna in viaggio, per mettere insieme aspetti storici e metastorici miscelandoli in un ordinario per crescere.

La permanenza in ogni regione non avrà mai durata superiore a dieci giorni, e, nella regione che intende ospitare questo importante progetto sperimentale ci dovranno essere, oltre al nucleo familiare base ospitante, anche persone del territorio che per una settimana si includono in questa convivenza intensiva progettuale.

Dopo e tra le esperienze territoriali itineranti tra le Alsa, sono previsti anche fine settimana in cui Luigi e Mila si sperimentino soli nella convivenza tra loro, per favorire l’integrazione di più aspetti, più variabili e più livelli.
Attraverso le varie Conv.inte. a cui ha partecipato e dopo l’esperienza devota del Progetto Si.So.Grato., ma anche grazie ai cambiamenti avvenuti nella relazione con sua madre e agli altri rapporti forti di cui sta beneficiando, Luigi, goccia dopo goccia, sta lentamente entrando nella stanza degli specchi, in questa fase quindi è molto sensibile sia agli specchi riconoscenti, specie se coinvolgono il corpo, che a quelli disconoscenti. E' un passaggio che è solo agli inizi ma, per un reale e devoto accompagnamento, è proprio agli inizi, pur timidi, che il cuore dev’essere attento e sensibile.

Dopo un’importante dinamica avvenuta durante il bilancio intermedio del Progetto Rainbow, di cui Mariano Loiacono ci ha trasmesso il senso profondo e le prospettive che poteva lasciar intravedere, Luigi è più attivo e sta riprendendo a cercare cose nuove per sé. 
Inizia ad essere abbastanza reciproco nelle coccole quando sente relazioni buone per lui. Allo stesso tempo tende ancora a gestire molto il territorio sfiancando chi non ha un buon punto mitotico e non sa restare ai margini del suo caos. Proprio per questo c’è bisogno di una legione! Proprio per questo c’è bisogno di un progetto itinerante nel quale la molteplicità può essere la carta vincente!
Durante la quattro giorni all'Aspio, prevista per fine marzo, presenteremo ufficialmente la prima tappa “Conv.inta.” del Progetto Luicity, che, come anticipato in precedenza, si terrà dall’1 al 9 aprile a Urbania, presso Cà Marco.

Vi specifico il programma di questa prima tappa, ringraziando l’Alsa Pesaro che è stata la prima solidale a questo progetto:
-1 aprile: accoglienza e ascolto dello stato quiete;
-2 aprile: passeggiata nel bosco e preparazione psicofisica all’inedita settimana, un modo per separarci dall’esterno e dal nostro ordinario e immergerci devotamente nei giorni del progetto;
-3-7 aprile: “ricontattarsi attraverso la natura e gli antenati”. Luigi frequenterà anche un corso base di equitazione;
-8 aprile: bilancio aperto presso Cà Marco, luci e ombre, raccolta degli elementi significativi e trasmissione del know-how per le successive tappe;
-9 aprile: grande festa a conclusione dell'esperienza alla quale siete tutti invitati!

Credo e scommetto in questo Progetto e ne riconosco l’innovatività!
Sarò contento se, assieme a me, ci saranno persone che vogliono mettere il proprio insieme femminile-maschile a servizio della crescita di Luigi. 
Così forse potremo percorrere fino in fondo la strada che porta al Castello di sua fortezza imperiale Re Luigi.
Fiducioso di quello che possiamo fare tutti insieme,
Luis Man.-

Il Progetto è una proposta della Fondazione Nuova Specie Onlus e verrà realizzato in collaborazione con le varie Associazioni alla Salute regionali che si coinvolgeranno.

Info: Marco Masullo, 320 3511688.

Santarcangelo di Romagna (RN), domenica 12 marzo 2017. IX Edizione del Progetto "La Finestra di Babich": ultimo giorno.

Eccoci arrivate all'ultimo giorno di progetto, domenica, giorno in cui suoneremo la nota della festa.


La casa, che è stata per noi finestrine un utero devoto, inizia a riempirsi di diverse luci e colori, date sia dai nostri nuovi propositi e punti di vista, sia dalle tante persone che arrivano da fuori per festeggiarci.

Noi siamo tutte emozionate perché oggi faremo lo spettacolo, che seppur organizzato in pochissimo tempo, ci ha permesso di rielaborare in maniera giocosa e profonda dei vissuti che abbiamo raccontato in questi giorni.


La mattinata inizia con dei pensieri, tra cui quello di Davide che ci racconta brevemente come si è vissuto i giorni con Mariano, che sono stati per lui come una settimana intensiva. È stato bello sentire come anche Davide, in parallelo con noi, ha potuto fare un passaggio importante per la sua vita.


Dopo questa fase c'è stato il momento dello spettacolo, che è stato per tante di noi vivere una Realtea nella quale non sembrava neanche di recitare, ma era come vivere delle parti nostre profonde, rappresentandole attraverso delle scenette. Queste passavano dalla funzione padre, a quella di figlie, attraversando poi il disagio, rappresentando delle fasi del Cummunitometro, come la contrapposizione (accompagnata da "The Wall"), la simbiosi (accompagnata da "Meraviglioso amore mio") e poi la frantumazione/agonia/morte (accompagnata dalle note di Bach).
In ultimo è stato rappresentato l'In.Di.Co. come lo spirito che, insieme al padre e al figlio, fanno procedere nel viaggio della vita: infatti lo  spettacolo si è concluso con la canzone "Sì viaggiare" di Lucio Battisti. Dopo di che abbiamo fatto il balletto diretto da Melissa, sulla musica di "Papaoutai".


La mattinata è continuata con un altro momento molto emozionante perché Barbara ci ha fatto una bellissima sorpresa, donandoci un video con tante foto di questi 10 giorni, che scorrevano sulle note delle canzoni che abbiamo ascoltato in questi giorni. 

GRAZIE BARBARA PERCHÉ QUESTO È STATO UN REGALO PREZIOSO CHE CI POTRÀ ANCHE AIUTARE A RIVIVERE QUEI MOMENTI EMOZIONANTI E A PORTARCI IL PROGETTO NEL CUORE, NEI GIORNI CHE VERRANNO...

È iniziato poi il rito che hanno preparato per noi le devote Mariagrazia e Annamaria.
Questo rito è stato divertente, leggero e profondo, ce lo hanno donato  in diverse fasi, che hanno onorato alla grande tutto il lavoro che abbiamo fatto in questi 10 giorni! 
È partito dalla consegna degli attestati, passando per canzoni da cantare tutte insieme, fino ad arrivare al regalarci delle bellissime ali per poter volare insieme nello stormo delle prime donne che si impegnano a diventare donne globali del terzo millennio. È stato molto emozionante correre tutte insieme unite la un nastro e con le nostre ali che sbattevano, per poi concludersi con il salto di passaggio, da donne sottomesse, maschili, all'ombra, a donne guida, globali del terzo millennio. 


Importante è stato anche sancire la nostra decisione grazie alle due conduttrici del rito che ci hanno letto le regole da seguire per fare questo passaggio. Regole dateci da Mariano il giorno prima nella teoria fatta prima dei bilanci. Tutte insieme abbiamo gridato sette sì, come sette i punti da tenere presenti per fare questo salto quantico.


Siamo poi tornate tutte in casa ed abbiamo ascoltato la richiesta che Melissa ha fatto a suo padre, e con grande gioia abbiamo visto un padre pronto a starci e ad  accogliere le richieste di una figlia. 

Poi Mariano ha chiuso la mattinata valorizzando le coordinatrici e il Progetto, e dando occasione alla finestrina Patrizia di dirci come si stava vivendo questo momento di difficile travaglio. Così Mariano ci ha mostrato ancora una volta la sua grandezza, la sua umiltà e generosità!
La giornata si è conclusa con un buon pranzo preparato dall'Associazione Alla Salute Romagna.

Nella giornata di oggi, i ringraziamenti vanno soprattutto all'Alsa Romagna che ci ha devotamente accompagnato in questa nona edizione della Finestra di Babich, tanto è stato l'aiuto di Massimiliano e Dario. E un enorme ringraziamento a Mariagrazia e Annamaria che ci hanno donato un rito veramente creativo e prezioso!


Infine, un ringraziamento va alle coordinatrici Mila, Marinella, Giovanna, Barbara e Pina, che sono state Grandi fino alla fine, poi a tutte noi Finestrine e un ringraziamento molto speciale al nostro caro Mariano Loiacono!

“Il cammino di mille miglia inizia da un passo”.

Buon cammino a tutti noi!
Giada

marzo 12, 2017

Santarcangelo di Romagna (RN), sabato 11 marzo 2017. IX Edizione del Progetto "La Finestra di Babich": ottavo giorno di bilancio con Mariano.

Può una figlia volare insieme a suo padre?

Ebbene sì, siamo giunte alla fine, oggi è giorno di bilanci per noi 24 donne che stiamo facendo la traversata insieme. C’è un clima disteso e siamo anche un po’ dispiaciute di essere arrivate alla fine.


Dopo i pensieri "ossessivi", Mariano ci porta un pensiero speciale per una persona presente al Progetto: un link al sito www.lacooltura.com, dove c’è un articolo che parla dell’amore. 

Vengono citati grandi filosofi tra cui Platone (Il mito dell’Androgino), il mito di Orfeo e Euridice e “La mela Gimagiona” di G. Lotulev, alla quale viene dedicato più spazio di tutti. La semplicità e profondità di questa storia evidentemente ha colpito molto ed è anche molto attuale. 
Mentre leggiamo l’articolo, Mariano lo commenta applicandolo anche alla teoria che ci interessa in questa giornata. 

Oggi, 11 marzo 2017, Platone viene superato da Ganinova Lotulev!


Poi Mariano ci racconta la giornata passata a Corinaldo con i partecipanti al Progetto E.V.V.I.V.A. 
In particolare, la giornata è stata dedicata a una grande donna: Cathie Summers, la prima Donna Globale del Terzo Millennio.


Come preparazione al bilancio, Mariano ci fa un panorama della griglia da applicare per facilitarci usando l’Unità Didattica dei Graal Parziali. 
Il Graal maschile è composto dalla parte superiore, da codice Simbolico e Analogico e può essere considerato come attico o nicchia dove sta il santo, oppure può rappresentare la torre di Babele, dove si pensava ci fosse dio, invece dio si trova nei codici più profondi del Graal parziale femminile, che si raggiunge attraverso un percorso.


Ieri noi abbiamo festeggiato che questo attico è crollato. Questo è ben rappresentato anche nella canzone che ascoltiamo, "La verità" di Brunori SAS.

Ritorniamo al titolo del Progetto e cioè se è possibile volare con il proprio padre. La risposta è chiara: volare oggi con i maschi non è possibile, oggi l’uomo deve cadere da solo per andare nei codici profondi dove non è mai stato. Chi si esalta ora deve umiliarsi. Infatti, nel manifesto è espresso il desiderio di poter volare insieme, invece nell’attestato si vede la realtà dei fatti. Sono le donne che ora dovranno occupare il codice Analogico non solo come corpo cosmetico (da cosmo= abbellire) concepito da una cultura maschile. Il corpo invece è ciò che del mio si travasa all’esterno. 
Poi, il prossimo passo sarà di appropriarsi del codice Simbolico, non come economia quantitativa numerabile e quindi che esclude i codici profondi, ma un Simbolico Globale che preserva tutti i codici. 


Il desiderio del padre ci ha costretto a restringere i codici superiori per fare spazio a loro e portarceli dentro.

Eliminare i maschi oggi sarebbe molto facile, invece la prospettiva è quella della donna globale del terzo millennio che riattraversa tutti i codici in modalità ascendente senza avere rivendicazioni rispetto alla storia subita.

Per navigare in questo nuovo ordine, Mariano ci dà il decalogo della donna del terzo millennio:
Perdonare i maschi a partire dai padri, ma anche i mariti e i figli.
Non mettersi con maschi dominanti embriogenetici, ma aspettare che crollino senza svendersi perché non possono capire il nostro valore e la nostra prospettiva.
Dovremmo metterci invece con maschi in crisi, in fase meiotica e facilitarne le situazioni di salto precipiziale e di umiliazione, non allineandoci. I maschi devono essere al servizio del femminile, ma non scomparire.

Possiamo invece rieducare i maschi a scoprire il corpo, e rieducarlo a vederlo come utero. Man mano che scende, aiuta anche noi a creare onde ascensionali.
Rieducarlo a fare festa e alle emozioni di vita: la transizione, la convivialità in sé, ma anche le emozioni negative e le fragilità che vanno vissute anche da loro.
Non possiamo aspettarci uno specchio riconoscente da loro, non può riconoscere le parti che lui non ha! Infatti, sarebbe importante imparare a farsi da specchio riconoscente da sole o tra donne. Se si parte disilluse, avremo la possibilità di fare SPIN e non incagliarci nelle aspettative deluse.

Fare da stormo per scendere nelle profondità per diventare P.U.M.M. (Potenziale Uno-Trino Metastorico Messianico) insieme ai maschi che ci vogliono stare.
Prendere il testimone ordinariamente (Ordine deriva da Orior= sorgere) e fare strada verso la Supernova servendosi del proprio insieme femminile-maschile. 
Ci vuole il Globale Massimo, altrimenti non si procede.


E’ fondamentale avere determinazione, umiliandolo e riportandolo al humus. Ma non c’è bisogno di rivendicazioni.
Non guardare dietro ma immergersi nelle nostre storie di oggi per vedere i punti di meiosi e i P.U.K. (Potenziale Uno-Trino Kundalinizzato) e le difese-resistenze che si manifestano e poterle sciogliere con il nostro calore, mantenendo viva la fede e la speranza.


Dopo questa bella parte teorica, che fa luce su un momento storico importante di “mutamento antropologico”, Mariano introduce il bilancio dando valore a noi come gruppo storico di un nuovo Progetto e del suo sapere trasmissivo.

In questo modo, il Progetto è diventato un laboratorio di sperimentazione della Donna Globale del Terzo  Millennio. Si tratta di un angolo beta, un’annunciazione, e ora si inizia il percorso beta gamma, la traversata per creare un nuovo angolo alfa della Donna Globale nella fase fetogenetica.

"Il cammino di mille miglia comincia da un passo" (antenato Lao Tse) è il motto del bilancio: infatti, se facciamo il primo passo, poi si aprono gli orizzonti, soprattutto se lo facciamo insieme come popolo che ha il senso della cordata.

Più che ascoltare l’andamento della settimana, Mariano ci chiede se vogliamo veramente arrivare ad avere un angolo alfa della donna globale, per cominciare ad avvicinarci a questa donna di Nuova Specie, ci chiede di fare un passo alla volta.
Le prospettive sono la parte più importante dei bilanci e come sempre oltre le nostre idee e possibilità, Mariano ci spinge ad andare oltre con i suoi consigli ed indicazioni preziosissime. 


Dopo cena, ascoltiamo le coordinatrici, soddisfatte del Progetto: il tema si è rivelato interessantissimo anche se impegnativo e pieno di prospettive, tanto che sarà riproposto per tutto l’anno nei futuri Progetti "La Finestra di Babich".

Rita e Vickindica

Santarcangelo di Romagna (RN), venerdì 10 marzo 2017. IX Edizione del Progetto "La Finestra di Babich": settimo giorno.

La giornata è cominciata dapprima con la lettura da parte di Paola S. della bellissima poesia di Pedretti “La conchiglia”, ed è sempre un piacere ascoltare la musicalità dei dialetti tipici di un luogo; poi siamo passate ai pensieri fissi della giornata.


Antonietta ha letto la frase del Pillolendario, come sempre adeguata a ciò che stiamo vivendo:
"La musica serve se, un po' alla volta, ci porterà al silenzio. Nella vita, la musica è un mezzo per fare silenzio dei rumori storici che sono pieni di bisogni, di cose, per arrivare al silenzio metastorico che, salendo, produce l'armonia dei suoni".

Abbiamo ascoltato la canzone dedicata al Progetto, e ancora alcune di noi si commuovono al suono di quelle parole così forti rispetto al nostro vissuto, che stiamo elaborando in questi giorni.


Stefania ha letto il suo ricanto dedicato al “Negativo” che l’ha accompagnata durante la sua vita, e ci ha dimostrato che la profondità non nasce dalla semplice conoscenza del Simbolico, ma da un sentire a livello Bio-organico.


“Negativo,
Mi hai dato la spinta a vivere.
Grazie a te ho trovato la strada per scendere nelle mie profondità, ho contattato la morte che  c’è in me.

Negativo,
Grazie a te ho contattato quella bambina addolorata, ho ascoltato il suo pianto, ma anche la sua voglia di vivere.

Negativo,
Grazie a te ho sentito il calore del sole che odiavo tanto.

Negativo,
Grazie a te ho sentito la sofferenza dei miei figli e ho aperto gli occhi al mondo che mi circonda.

Negativo,
Adesso voglio lasciarti e imparare a vivere in tua dolce compagnia, voglio godermi quello che tu mi hai insegnato, 
a sentirmi, a leggermi e a partire da te voglio unirmi a quello stormo di ali che vola su nel cielo.”

La mattinata di oggi è stata dedicata alla nostra creatività. 

Marinella e Barbara hanno proposto di mettere in scena, a partire dalle nostre storie, le quattro funzioni del padre, della figlia, del disagio e dello spirito creatore. 


Ci siamo divise in quattro gruppi e ognuna ha dato vita alla sua produzione creativa con uno spettacolo che ci ha reso protagoniste e ci ha permesso, attraverso il gioco, di transitare dalla fase delle immersioni alla nota della festa. 


È stato un momento commovente, divertente e profondo.

Anche le prove del balletto che faremo domenica tutte insieme alla conclusione del Progetto ci ha fatto sentire uno stormo in movimento. 

Nel pomeriggio, dopo la pausa pranzo, insieme all’accompagnamento devoto di Mariano e di Davide, siamo andati alla chiesa di Santa Croce in Villa Verrucchio, il più antico luogo Francescano dell’Emilia.


Qui, all’interno del chiostro, si erge in maniera maestosa un cipresso, che si dice fu piantato da San Francesco nel 1213. Questo cipresso, alto 25 metri e largo circa 7 metri, è diviso in due parti, una secca e l’altra ancora viva. Nella parte ancora rigogliosa sono stati posti tre supporti in ferro che lo mantengono in piedi e che d’istinto ci fanno pensare alle tre epistemologie.


A continuazione della giornata dell’otto marzo, per dargli una conclusione appropriata, davanti al cipresso abbiamo fatto un piccolo rito per poter metaforicamente transitare da un’epoca precedente, dove il maschile si è imposto con il proprio simbolico, ad una nuova era dove il femminile farà da guida.

Ognuna di noi si è impegnata a fare uno spin nella propria vita.
Anche questo è stato un momento molto bello, terminato al tramonto del giorno.

Tornate nella Domus Selleri, abbiamo cenato presto per far festa con la nota della festa tramite canti e musica.


Giovanna e Teresa

Santarcangelo di Romagna (RN), giovedì 9 marzo 2017. IX Edizione del Progetto "La Finestra di Babich": sesto giorno.

Questa mattina ci siamo svegliate in silenzio e abbiamo mantenuto il silenzio anche durante la colazione, in attesa di una visita speciale.
Alle 8.30 è arrivata Daniela Loiacono che ci ha proposto il risveglio del corpo con lo yoga.


Molto bello è stato il saluto al sole in questa giornata felicemente accompagnata anche dal sole e noi, davanti all’uscio soleggiato della domus Selleri, che ci accoglie in questi giorni, ci siamo sentite rinvigorite e pronte per iniziare una nuova giornata.


Abbiamo così iniziato con i pensieri “ossessivi” che ci accompagnano ogni mattina: Paola S. ha acceso la candela che è simbolo della fiammella che ognuno ha dentro di sé, e ci ha comunicato che proprio oggi è l’anniversario di morte di suo padre Sergio. 
Paola C. invece, insieme al gruppo ha voluto fare gli auguri a sua madre che proprio oggi compiva 91 anni.

Questa mattina abbiamo comunicato che ieri, festa della donna, per noi è stata una giornata importante e ricca: siamo uscite dal nostro utero devoto con difficoltà per recarci al centro parrocchiale della chiesa di San Bartolo, dove Mariano ci aspettava per il convegno “Mutamento antropologico e terremoto di genere femminile maschile”. 
La teoria/poesia di Mariano ci ha aiutato a comprendere più in profondità le nostre storie e le nostre illusioni rispetto alla figura paterna. Pertanto, abbiamo riconosciuto l’aiuto che ci ha permesso di fare teoria partendo dal nostro sentire risvegliato.


Le nostre coordinatrici ci hanno proposto una novità: oggi ci sarebbero state cinque scialuppe, ed ogni scialuppa avrebbe sviluppato la teoria in base alla storia di una di noi, utilizzando le Unità Didattiche.

Prima scialuppa: Pina P., Teresa S., Valentina L., Giada G., e Giovanna S.

Seconda scialuppa: Giovanna V., Rosa Paola, Serena, Rita e Sara.

Terza scialuppa: Mila, Paola C., Mariella, Patrizia e Eleonora.

Quarta scialuppa: Marinella, Paola S., Victoria e Antonietta.

Quinta scialuppa: Barbara, Melissa, Stefania, Angela e Claudia Lupita.


Le storie che già erano state raccontate durante le immersioni dei giorni precedenti, oggi sono state approfondite con il Blow-up e abbiamo fatto teoria con la signora L.I.D.I.A. (Lento, Incerto, Dubbioso, Inedito, Aperto). 

Nelle scialuppe, tutte le componenti si sono sperimentate nell’applicazione delle griglie teoriche: ognuna ha raccontato anche parti delle proprie storie che si collegavano con la storia principale, creando un Crossing-over dei saperi che hanno permesso di sviluppare teorie più globali.


Il fondo comune è stato che i nostri padri ci hanno trasmesso dei Graal parziali, schizofrenici, a loro volta vittime di altre parzialità dovute appunto al mutamento antropologico.
Oggi siamo noi donne che ci dobbiamo riprendere i nostri codici più profondi, consapevoli delle parzialità ricevute ma determinate a superare quelle antiche paure che ancora ci rallentano.  


Per ognuna delle storie teorizzate abbiamo cercato di dare delle prospettive per procedere nella nostra vita in viaggio verso l’interezza.

Finestrine verso un Graal Gobale



Santarcangelo di Romagna (RN), mercoledì 8 marzo 2017. IX Edizione del Progetto "La Finestra di Babich": quinto giorno. Ciclo Convegni "Mutamento antropologico e terremoto di genere femminile-maschile: La Donna Globale del Terzo Millennio.

Al risveglio del nuovo giorno, noi "femmine" abbiamo raggiunto il centro parrocchiale di Santarcangelo, baciate dal sole di una bellissima giornata quasi primaverile.


Ad attenderci c’era Mariano con i suoi "mascotti", ovvero i referenti del dipartimento del centro Italia, pronti ad iniziare il convegno.

Come pensiero di apertura al convegno, la bellissima poesia di Giovannina Pappini, donna antenata della città, che fu padrona della Domus Selleri e madre della nostra compagna di viaggio Paola, dal titolo “SANTARCANGELO LA PICCOLA ATENE DI ROMAGNA”.

Il nostro oratore principale, Mariano, arriva al convegno con un filo di voce ma con un significativo pensiero di Confucio: "UNA VOCE FORTE NON PUO’ COMPETERE CON UNA VOCE CHIARA, ANCHE SE QUESTA NON FOSSE ALTRO CHE UN SEMPLICE MORMORIO", che segna anche l’inizio della Fetogenesi, quindi per gli albori di questa nuova fase, la voce deve essere un mormorio! 


Una nuova fase, nata dopo il forte terremoto che ha dato inizio al mutamento antropologico alla fine della seconda guerra mondiale. Ma, come ogni terremoto, non nasce nel momento in cui si manifesta bensì dopo una lunga preparazione, quindi con la rivoluzione industriale che ha cambiato soprattutto la modalità di stare in relazione e con la Globalizzazione che ha segnato la rottura del Villaggio-Mondo.
Questo ha portato l’individuo a vivere nel caos: può fare tutto quello che vuole ma non sa più qual è la “normalità”, quali sono le regole e fa tanta fatica a viversi la propria profondità.

Quello che propone il Progetto Nuova Specie è proprio riuscire a trovare una strada in mezzo a questo caos e una delle modalità è proprio attraverso la “Formulina segreta”: 3DxR=LAPIS.
I Desideri Delusi ci provocano Dolore che, per non sentire, trasformiamo in Rabbia. Ma la rabbia è come il cemento e crea delle “Lapidi” sui nostri codici vitali. Siamo pieni di nodi (Nodo di Salomone) che non riusciamo a sciogliere. Oggi è davvero difficile avere Fides proprio perché si sono formati nodi sulla cordicella!
Cadiamo spesso nei “vortici” che non ci fanno sentire più la terra sotto i piedi, proprio come un terremoto che in questo caso è rappresentato dal Disagio Diffuso, grazie a cui l’economia finanziaria cresce creando una pillola per ogni aspetto. Il viaggio nelle profondità si ferma: il corpo si “allenta”, la testa si “scolla” e non ci sono più valori - le gambe sono annodate e le profondità sono “avvitate”. Tutto questo processo di spegnimento della vita viene accelerato e legalizzato dagli psicofarmaci.

Oggi ci troviamo in mezzo ad un vero e proprio “diluvio” che è possibile attraversare solo con il femminile. 

La fase embriogenetica è stata caratterizzata dai Graal parziali, cioè i codici sono spartiti per genere. Per andare verso la Fetogenesi bisogna che ognuno esprima il suo Graal intero senza l’incastro di Graal parziali.
Proveniamo da Graal schizofrenici creati dalla cultura maschile.


Guardiamo più da vicino il Graal parziale femminile.
La donna ha avuto il privilegio di generare e trasmettere perché ha in sé l’armonia di tutti e quattro i codici. E’ l’uomo che, per la necessità della simbiosi, ha tolto dalla competenza femminile il codice analogico e simbolico.
Le è stato attribuito solo il ruolo di trasmettere questi codici attraverso relazioni profonde, quindi attraverso la trasmissione dei Me.Me. e del simbolico dominante del padre.
Storicamente questa divisione è stata identificata con la FAAMA. La donna è stata reclusa, recintata nella famiglia ed è stato attribuito unicamente a lei il compito di generare. Il maschio è stato cacciato fuori dalla casa e quindi anche dalle emozioni e dal senso della vita.


Possiamo distinguere i due generi attraverso i due tipi di fibre che caratterizzano i muscoli.
Le fibre lisce le paragoniamo alla donna: affidabile, continuativa e riesce subito a fare stormo. Il Graal parziale femminile poggia con il codice ontologico sulla terra dell’In.Di.Co. e quindi è più stabile, ha una base solida da cui partire.

Il Graal parziale maschile sta nell’attico ed è molto più in bilico perché, se la donna si toglie dall’incastro, questo precipita. La donna, avendo i codici che poggiano, può rimanere anche parziale, ma l’uomo no!
Possiamo paragonare l’uomo alle fibre striate: movimenti veloci, di confronto-differenza per vincere all’esterno, per vedere chi è il più forte, per la logica della guerra. Sottomettere e colonizzare.

L’aver preservato la donna da questi due codici non è perché oggi serve un territorio più globale e un simbolico più armonico?

Ognuno deve avere tutti e quattro i codici con delle prevalenze, delle specificità ma che lavorano insieme.

Applicando la specificità della donna al Quadrangolare coincide con il triangolo del cambiamento, mentre la specificità del maschio all’angolo alfa.


L’oratore ci accompagna nel viaggio degli ultimi 60 anni dell’evoluzione del mondo femminile, passando da un angolo alfa del femminismo storico che ha conquistato la parità dei sessi, ad un angolo beta di pochi elette intellettuali ed universitarie che ipotizzano la diversità di genere.

Il Progetto Nuova Specie propone di creare un nuovo percorso beta-gamma che tiene conto delle diversità ma anche dell’ordine precedente.

Dopo un delizioso pranzo preparato dall’Alsa Romagna, riprendiamo il convegno con la canzone di Bruniri “La verità”. 
Il convegno si prepara a dire le verità sull’era patriarcale che, come il vecchio cipresso di Verucchio, sta nel solstizio d’inverno ed è ora che faccia il salto precipiziale per entrare nell’anello diabolico; la donna, uscente dall’anello diabolico, dovrà prepararsi al salto quantico.

Udite udite signori! Ecco a voi il ritratto della Donna Globale del Terzo Millennio!

Cosa deve esprimere questa donna? 

Partendo dal Decalogo del monte cavo Ysteron, la donna deve esprimere tutte le fasi della gravidanza:


1) Mitosi: deve possedere un buon angolo alfa, un valore di ciò che è rimanendo in viaggio con il triangolo del cambiamento aperto.

2) Meiosi: capacità di perdere, di ridursi e accogliere il negativo che è la prima spinta verso il cambiamento.

3) Zigote: deve continuamente congiungere mitosi e meiosi.

4) Morula: deve avere la capacità di godere di quello che è e di ciò che già possiede.

5) Salto Precipiziale: deve affidarsi all’inedito.

6) Digerire la zona pellucida: per non rimanere dentro qualcosa che non è nostro e che non ci permette di andare in profondità.

7) Sincizio trofoblasto: interrarsi con umiltà in un contesto devoto.

8) Embriogenesi

9) Fetogenesi

10) Nascita

Continuiamo il ritratto della Donna Globale attraverso il C.E.U. e i 7 Didagramma:


1) Radici: bisogna essere radicati nell’In.Di.Co. attraverso la membrana placentare che ci permette di essere liberi e di fare uno Spin-Rotazione che ci permettono di riprendere il viaggio e conservare la generatività.

2) Tronco: trasmissione di emozioni e del senso Vita-Morte, avendo la capacità di attraversare l’Unità di Crisi e il Crossing-over.

3) Stanza degli specchi: capacità di comunicare attraverso lo specchio riconoscente e disconoscente.

4) Frutto: la crescita del frutto dipende dalla capacità di fare da specchio.


Possiamo concludere con la radice “Fe” delle parole FELICITA’, FETOGENESI, FEMMINILE, che significa GENERARE.

Possiamo quindi dire che Femmina è colei che GENERA.


La giornata si conclude con il nostro mosaicista d’eccellenza Dario che, dopo un travagliato percorso, ci presenta il nome del progetto del mosaico, ovvero MUSART, e con la visione del video sull’appartenenza creato da Annamaria C. e Adalberto.


Serena & Valentina



marzo 09, 2017

Santarcangelo di Romagna (RN), martedì 7 marzo 2017. IX Edizione del Progetto "La Finestra di Babich": quarto giorno.

La giornata ha inizio con primi segnali di appesantimento generale, ed è fisiologico, anche per le tematiche trattate, arrivare a momenti di chiarimento.

Valentina fa una proposta: sente l’esigenza di uscire e di scaricare con esercizi da “stormo” le tensioni accumulate stando all’aria aperta.


Rientrando si inizia con i pensieri "ossessivi", con l’aggiunta del Cantico delle Creature proposto da Paola per Luisa. Si canta anche “Laudato sii mio Signore”, sempre in onore della “finestrina” che è dovuta rientrare a casa per assistere la madre nel suo trapasso.

Dopo questa introduzione torniamo a quello che ci siamo vissute in mattinata.

Marinella è la prima che manifesta il suo stare male: già nei giorni scorsi aveva sintomi di malessere fisico e non solo; la tematica del padre è difficile da affrontare per tutte le presenti, anche per chi si trova nel coordinamento. Quello che viene portato all’attenzione di tutte è che il ruolo non è un rispondere alle esigenze di chi non ne fa parte, anzi, ognuna di noi può dare il proprio contributo anche notando le difficoltà a cui andiamo tutte in contro, esattamente come Valentina ha fatto durante la mattinata con Marinella.


Questa nostra esigenza di essere a tutti i costi viste dai “ruoli” è un evidente riferimento alla figura di nostro padre che, non avendoci mai viste, ci ha privato di uno specchio riconoscente e noi siamo ancora alla ricerca di quel riconoscimento specifico.

Si dà particolare valore a quello che si sta sperimentando con questo Progetto, una convivenza di sole donne dove non possiamo sanare le carenze lasciate dai nostri padri con dei “surrogati”. Noi donne tendiamo a fermarci a vicenda non riconoscendo il nostro effettivo potenziale, perché sempre troppo proiettate all’esterno e ai bisogni altrui.

Le coordinatrici sottolineano anche il fatto che le “cenerentole” del giorno dedichino più attenzione al gruppo e alle immersioni, piuttosto che agli aspetti pratici della casa.


Con la giornata di oggi si conclude la parte delle immersioni e le ultime quattro finestrine si raccontano alle altre partecipanti. 

Dopo pranzo ci si dedica alle prove di uno spettacolo “danzante” a cui l’intero gruppo al femminile si cimenterà nei prossimi giorni.

Conclusa l’ultima immersione, ci dedichiamo alla teoria sfruttando, sotto invito delle coordinatrici, le griglie della teoria o Unità Didattiche.

La storia di Giada offre molti spunti, soprattutto a livello di esperienza fusionale virtuale a cui ci si aggrappa come se noi figlie fossimo vittime di un incantesimo; infatti, anche nelle relazioni di coppia riproponiamo schemi già presenti o comunque strettamente legati alla figura di nostro padre. 


La teoria si conclude con l’invito per ognuna di noi di essere Vitonauta della propria esistenza: dovremmo trovare il motivo per cui siamo al mondo, trovare quella nostra specificità unica, legata a quello che solo noi siamo e metterla al servizio della vita. 
Concludiamo sulle note di “Volare” e ceniamo; alle 21.30 arriva Lidia per leggerci una favola dei fratelli Grimm, da cui scaturisce una teoria legata al coltivare le proprie parti maschili e femminili.

Melissa e Antonietta

marzo 08, 2017

Santarcangelo di Romagna (RN), lunedì 6 marzo 2017. IX Edizione del Progetto "La Finestra di Babich": terzo giorno.

Oggi siamo state accolte da una giornata di sole per cui, noi finestrine, ci siamo riunite sul terrazzo della Domus Selleri in cerchio e, guidate dalla voce di Marinella, abbiamo cominciato la giornata ricontattando la nostra profondità, concentrandoci sulla respirazione. 
Tutti noi non prestiamo attenzione alla nostra respirazione, che risulta essere parziale, per cui siamo state guidate ad andare in profondità anche attraverso la respirazione che prevede l’attenzione nell’inspirare dal naso, in modo lento, far arrivare l’aria fin nella pancia e quindi gonfiarla, per poi espirare e far uscire l’aria dalla bocca anche con un suono.


Lentamente siamo rientrate in casa e ci siamo sistemate in cerchio per cominciare la giornata.
Al centro è stata invitata, per un massaggio rilassante da parte delle donne, Mariella dopo aver constatato i benefici ricevuti il giorno prima dall’antenata del massaggio, Rita.

Il primo pensiero è stato, come ogni giorno, quello di Paola che ha acceso la candela, comunicando al gruppo di aver fatto il suo ricanto mattutino andando verso la natura e ammirando un albero da frutta fiorito.
Il secondo pensiero, tratto dal Pillolendario, è stato un augurio e un messaggio sulla discendenza.
Il terzo pensiero fisso è stato il Ricantare di Marinella, letto da tutto il gruppo con una modalità più devota.
Il quarto è stato la canzone scelta per la nona edizione del Progetto “La finestra di Babich” della di Michele “Io e mio padre” che tocca la pancia di tutte noi.

Attraverso il racconto di alcune donne che riconoscono la messa in atto delle proprie soluzioni, per esempio le sigarette, le chewing gum, il cibo, le parole, lo shopping si è arrivati a dire che riuscire a rinunciare alle soluzioni, anche sforzandosi, può aiutare a dilatarsi e ad allungare i tempi per riuscire a far emergere i bisogni profondi nello spazio del vuoto lasciato dalle soluzioni. È stato anche evidenziato il fatto che le soluzioni, per alcune fasi, sono utili per sopravvivere, almeno fino a quando non si trovano gli strumenti per eliminare le soluzioni e andare verso una vita più intera.


Una delle finestrine è costretta ad abbandonare il progetto perché la sua mamma di 96 anni sta morendo e ci tiene a salutarla, ma quando le altre donne l’abbracciano, lei continua a piangere la morte di sua figlia 35enne ed è straziante il suo dolore. Marinella cerca di farle vedere come il suo amore incondizionato per sua figlia può donarlo anche ad altre figlie come Giada, Serena e tutte le figlie che saprà riconoscere e potrà incontrare facendo anche questo percorso.


Si sono susseguite le varie immersioni di alcune finestrine e una delle cose che ci ha colpito è stata la riflessione di Giovanna sul fatto che anche il pianto tra un padre e una figlia è un linguaggio, un modo di comunicare quando non si riescono a trovare le parole per esprimere le proprie fragilità.
La mattinata si conclude così con le diverse immersioni, si riprenderà alle tre e mezza.

Alla ripresa Sara legge il bel post del giorno precedente scritto con Stefania, segue lo sketch divertente tra Rita e la sua imitatrice Serena, l’altra Rita. Adesso Rita riesce finalmente a sorridere dell’imitazione per quello che lei ha sempre vissuto in maniera negativa perché veniva derisa dai suoi compagni di classe per il difetto di pronuncia di alcune lettere. Da piccola parlava in maniera accelerata, perdendo alcune sillabe per la paura che gli altri non avessero il tempo per ascoltarla.

Dopo, si è dato spazio ad altre donne finestrine che si sono immerse. Pina ci ha rimandato un punto di riflessione dicendo: “Perché ci innamoriamo dei nostri padri?”...
Ci resta scoprirlo strada facendo, sperando di riuscire a trovare qualche risposta entro la fine del Progetto che ci vuole accompagnare a volare insieme al nostro primo uomo.


La seconda parte del pomeriggio è stata dedicata alla teoria attraverso l’utilizzo di alcune Unità Didattiche o griglie di lettura come l’Home-Life o i Graal parziali del femminile e del maschile. 



Barbara ci ha invitate a cogliere il fondo comune a tutte le storie e a provare ad applicare la griglia alle storie partendo da una in particolare. 
Tutte possiamo dare il nostro contribuito perché è necessario allenarci per arrivare a vedere meglio i meccanismi che sono alla base della vita, fare luce e trasformarli, e vivere una vita più a partire da quello che solo noi siamo. 


Angela e Patrizia